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domenica 4 gennaio 2026

Il problema dei giochi cooperativi

 In ambito boardgame, vanno abbastanza di moda: i giochi cooperativi non portano i giocatori a farsi la guerra o a competere fra loro, ma a combattere un sistema automatico che cerca di sconfiggerli, come ad esempio in Fate of the Fellowship, di cui ho parlato da poco. La popolarità dei giochi cooperativi va, credo, di pari passo con quella dei giochi "german", ovvero i boardgame più che altro gestionali, in cui l'interazione con gli altri giocatori non si esprime più in mazzate, ma nel sottrarsi le opportunità o le risorse, oppure è praticamente nulla in certi giochi che possiamo definire delle competizioni in cui ciascuno fa la propria partita.

Mi è capitato, in un "german", di essere criticato perché, senza nemmeno accorgermene, avevo tappato la strada a un altro giocatore rovinandogli la possibilità di competere. Risposi che eravamo in competizione per la vittoria e che, quindi, la mia era una mossa come un'altra, ma il mio agire aveva comunque causato malumore. Insomma, non possiamo essere cattivi nemmeno per gioco! Allora, tanto vale trovare occasioni in cui possiamo collaborare tutti insieme.

giovedì 11 dicembre 2025

The Lord of the Rings: Fate of the Fellowship

 Torno a parlare di giochi e, in questo caso, il fantasy entra a sua volta in argomento, perché il board game in questione è The Lord of the Rings: Fate of the Fellowship, uscito nel 2025. Si tratta di un gioco cooperativo e, come vedremo, questo può essere il suo problema.

Lo scopo del gioco è portare il celeberrimo anello alla distruzione, schivando tutti i pericoli che si incontrano. Svariati personaggi, dagli Hobbit agli altri membri della Compagnia dell'Anello e alleati, lavorano in vari modi al compimento dell'impresa.

Prendono parte alla lotta i Nazgul, l'occhio di Sauron e varie truppe tra buoni e cattivi (elfi, nani, orchi, ecc.).

martedì 15 aprile 2025

La mostra dei giochi da tavolo presso il Museo del Fumetto

 Come preavvisato, WOW Spazio Fumetto dedica due mostre all'elemento ludico. Sono riuscito a visitarne una, e spero di poter esserci anche per la prossima.

L'iniziativa ha nome Giochi sul Tavolo, curata da Spartaco Albertarelli e Luca Bertuzzi.

Si parte da giochi addirittura antichissimi, di cui non si conoscono bene le regole per quanto si sia cercato di ricostruirle. Io non sono molto appassionato di giochi astratti (scacchi, dama, backgammon e via dicendo) però sarei curioso, se fosse possibile, di fare una partita con lo stesso gioco che esisteva millenni fa.

Ci sono interessanti sezioni dedicate ai giochi di carte e ai mazzi antichi e moderni (sapevate che i semi delle carte che usiamo a poker, cuori quadri fiori picche, traggono origine dalla Francia?) e una quantità di "giochi dell'oca."

domenica 23 febbraio 2025

Giochi in mostra presso WOW Spazio Fumetto

 Notiziona. A partire dal primo marzo, presso il Museo del Fumetto di Milano (Viale Campania 12) vi saranno non una, ma due esposizioni dedicate a giochi da tavolo e giocattoli. Queste mostre sono organizzate dal museo in collaborazione con Assogiocattoli.

La prima delle due dura fino al 19 aprile e parla di boardgame e giochi di ruolo, partendo dai grandi classici (Monopoly, Risiko, D&D eccetera) fino ad esempi più recenti. La seconda mostra prenderà il via il prossimo 3 maggio e rimarrà accessibile fino al 15 giugno; sarà dedicata ai tradizionali giocattoli, inquadrati dal punto di vista del legame con l'illustrazione e il fumetto.

lunedì 23 dicembre 2024

Nell'Anno del Dragone

 Questo gioco, Nell'Anno del Dragone, consiste in una sfida a chi sopporta meglio una quantità di catastrofi e scalogne che cadono addosso ai feudatari dell'impero (cinese, immagino). Il titolo in inglese è In the Year of the Dragon, e probabilmente lo troverete più facilmente sotto questo nome; il creatore del gioco è un tedesco (Stefan Feld). Questo boardgame è del 2007, ma ha avuto una riedizione per il decimo anniversario (quella che ho comprato io) ancora reperibile.

La partita rappresenta in modo astratto un anno di vita nel regno; in questo periodo ci saranno due mesi di tregua, i primi due, in cui non succede nulla di male, e poi un guaio o un onere dietro l'altro: la siccità che comporta carenza di cibo, le invasioni dei mongoli, le pestilenze, le tasse. Anche i momenti di festa voluti dall'imperatore sono una spesa perché, per procurarsi punti vittoria, bisogna fabbricare i fuochi artificiali.

Cosa fanno i giocatori di fronte a questa serie di eventi? Arruolano persone e creano palazzi in cui ospitarle, oppure ampliano quelli già presenti per avere più personaggi al proprio servizio. Essi svolgono attività utili per i feudatari/giocatori. Ad esempio, se si vuole coltivare il riso bisognerà avere i contadini, altrimenti la produzione sarà minima. Allo stesso modo, se si vuole raccogliere denaro (per poi girarlo all'imperatore o farci altro) bisogna avere gli esattori delle tasse, i medici invece servono a mitigare gli effetti delle epidemie. Alcuni dei personaggi devono essere attivati durante il turno, altri basta averli e offrono i loro servigi (ad esempio i medici).
Molte delle azioni che si compiono permettono di guadagnare punti vittoria, o di produrre dei beni (i fuochi d'artificio, il riso, e via dicendo), altre servono solo a mitigare le catastrofi in arrivo.

martedì 26 novembre 2024

30 Days of Worldbuilding

 Un manuale su come si costruisce un'ambientazione in pochi semplici passi? È possibile scomporre quindi in frazioni semplici questo compito così complesso? Dicono di sì.

Del costruire ambientazioni ne so qualcosa, per cui non avevo grandi aspettative riguardo a un manuale del genere. Quindi ho comprato 30 Days of Worldbuilding (di Angeline Trevena) soltanto per la curiosità. Ora ve ne parlo un attimo, con la doverosa premessa che il testo è in inglese e non mi pare esista una traduzione. C'è, volendo, l'ebook.

Ogni giorno è dedicato a una tematica e, come vedete dall'immagine, c'è uno spazio bianco nel libro da riempire con le vostre note sulla creazione del mondo immaginario. Basta rispondere alle domande. In che tipo di ambientazione siamo? Che razze senzienti e che animali ci sono? Com'è il paesaggio? Come funziona l'economia? Quali sono i nomi delle principali località?

giovedì 26 settembre 2024

In arrivo Civilization VII

 Ho parlato della fortunata serie di videogame già in altre occasioni, spiegando come l'abbia seguita fedelmente per parecchio tempo fino a che è sprofondata nel noioso e nell'insulso. Adesso, all'arrivo della settima incarnazione del gioco, ma attenzione, in realtà sono anche di più, vediamo cosa ci viene offerto.

In Civilization VII i leader hanno un paio di bonus e svariate caratteristiche particolare (cose non nuovissime, tuttavia mi pare che ci sia una certa elaborazione in più) e non sono legati a una cultura particolare. Va detta una cosa: il leader, praticamente un avatar del giocatore, non muore, non cambia mai. Possibile che la Firaxis su questo aspetto non metta mai mano?

giovedì 29 agosto 2024

Pax Renaissance

 Parliamo nuovamente di giochi con questo Pax Renaissance, che ho sperimentato su Boardgame Arena, il sito dove si possono giocare online molti boardgames, famosi e non. Qui i giocatori sono banchieri europei che manovrano dietro le quinte il mondo del tardo medioevo e inizio rinascimento, indirizzando dei cambiamenti che potranno portare a una vittoria di tipo religioso, o imperialista, o di progresso verso un mondo meno "medievale," eccetera.

Il gioco è molto particolare. Il "mondo" è diviso in est e ovest, e vi si agisce sostanzialmente comprando delle carte e poi attivandole per scatenare guerre, o sviluppi nel commercio, o rivolte, innovazioni religiose e via dicendo. Queste carte sono indicate, nell'immagine che ho preso dal sito Boardgamegeek.com, con una X verde; ce ne sono cinque per il mondo occidentale e cinque per quello orientale, e si rinnovano quando vengono acquistate (nella foto si vede praticamente solo la fila superiore, quella "occidentale").

martedì 19 marzo 2024

Port Royal

 Un gioco facile e veloce da completare, adatto anche a chi non ha dimestichezza con i boardgames. Port Royal, gioco di carte senza mappa, corrisponde senz'altro alla descrizione e lo consiglio a chiunque voglia coinvolgere dei partecipanti inesperti e non desiderosi di confrontarsi con un lungo regolamento.

I giocatori prendono le parti di naviganti, un po' pirati e un po' avventurieri: il loro ruolo non è molto ben definito e in fondo non importa un gran che. Si gioca con un mazzo di carte che fanno anche da denaro del gioco (monete d'oro). Le carte sono principalmente divise in due categorie: le navi e i personaggi. Le prime sono un guadagno ma anche un rischio per il giocatore di turno, che scopre carte dal mazzo fino a che non decide di fermarsi. Sceglie poi una di queste carte, o più di una in base a certi parametri: le navi forniscono denaro, i personaggi invece si devono pagare, ma offrono tutta una serie di vantaggi e, soprattutto, danno punti vittoria.

venerdì 1 settembre 2023

Istanbul

 Ho avuto modo di sperimentare questo gioco "german" di recente: parlo di Istanbul, boardgame di media complessità che si segnala per una grafica molto piacevole e un po' curiosa. Posso dare, dopo una partita, solo un'impressione generale, anche perché Istanbul non è proprio semplicissimo, e l'ho giocato con due espansioni che aggiungevano al meccanismo base tanta "altra roba," rendendomi l'apprendimento più complicato.

Istanbul è un gioco economico del tipo "pick-up and deliver": ovvero i giocatori se ne vanno in giro con un carretto a caccia di merci e di denaro. Devono muoversi attraverso una mappa, procurarsi delle risorse o fare affari in vari modi, e convertire, in certe località, tali risorse in rubini. Questi rubini sono i punti vittoria che fanno terminare il gioco e determinano il vincitore.

sabato 19 febbraio 2022

Optimus

 Parliamo oggi di un giochino facile e divertente, Optimus, uno dei rappresentanti della categoria dei cosiddetti "roll & write," ovvero tira (i dadi) e scrivi.

Optimus si compone di sei dadi colorati, delle schede per i giocatori e di uno striminzito regolamento. Non indispensabili, ma presenti nella scatola, anche quattro piccoli pennarelli.

In cosa consiste Optimus? Nel procedere su cinque tracciati diversi, secondo regole specifiche per ogni  tracciato, allo scopo di massimizzare il proprio punteggio alla fine del gioco. Gioco che ha una durata decisamente ridotta, al massimo sei turni, e che si può giocare fino in quattro persone, e anche in solitario. Il giocatore al proprio turno lancerà i dadi, ne userà uno ponendolo sulla propria scheda (li vedete i tre spazi quadrati bianchi in alto a sinistra?), e scarterà tutti quelli con un numero più basso rispetto al numero che ha usato. Questi dadi scartati hanno un utilizzo che vedremo tra poco. Il giocatore registra sulla scheda l'effetto del dado che ha scelto, poi procede a un secondo lancio coi dadi rimasti, segue le stesse regole del primo lancio, infine se ha ancora dadi lancia per la terza volta. I dadi scartati menzionati prima sono disponibili agli avversari, che li potranno usare per procedere sulle proprie schede. Poi si passa al turno di un altro giocatore, e così via.

venerdì 6 agosto 2021

Beyond the Sun

 Per questo post mi avvalgo di immagini prese dal sito boardgamegeek.com, perché il gioco di cui voglio parlare non lo possiedo, l'ho giocato online su Boardgame Arena. Parlo di Beyond the Sun (della Rio Grande Games), gioco di fantascienza basato su ricerca, economia e colonizzazione spaziale, molto meno sulla guerra, perché i giocatori non possono combattere tra loro. L'interazione è limitata, e vedremo come. Devo dire che dopo Race for the Galaxy ed Eminent Domain pensavo di vedere un altro gioco sulla stessa falsariga, ma non è così. Beyond the Sun mi ha sorpreso per come riesce ad astrarre molte meccaniche di gioco.

Non starò a soffermarmi sull'ambientazione (la Terra è avvelenata e l'umanità deve sfuggirne), passerò subito a parlare di uno degli elementi chiave del gioco, la mappa, che vedete nella prima immagine.

Tutto molto astratto: c'è il sistema solare, i riquadri su cui vengono messe via via le carte che rappresentano i pianeti appetibili, uno spazio centrale che viene chiamato "lo spazio profondo" (luogo di transito di astronavi) e delle località che danno a chi le controlla la possibilità di usarle come cantiere di costruzione per astronavi, alternativo al sistema solare.

martedì 5 gennaio 2021

Through the Ages

 Questo è un gioco che ha avuto un paio di versioni e aggiornamenti, per cui è stato gradualmente perfezionato. Sicuramente si tratta di un successo, anche se i giochi di sviluppo di intere civiltà sono sempre in difficile equilibrio tra il troppo complesso, il troppo lungo e il troppo semplicistico, e ci aggiungiamo pure il troppo sbilanciato.


Through the Ages (autore Vlaada Chvatil) cerca di non cadere in questo tipo di errori. È un gioco astratto, nel senso che non ha una mappa. Ci sono i lavoratori, c'è l'assillo di dare loro da mangiare (e i problemi di malcontento e disordini). Ci sono i "cubetti" delle materie prime e dei lavoratori, le strutture che "automaticamente" i giocatori possiedono fin dall'inizio, e altre che acquisiranno con il tempo.

domenica 27 dicembre 2020

Seven Wonders e Seven Wonders Duel

 Questo boardgame è in due versioni: la prima, 7 Wonders, cui possono giocare fino a sette giocatori, è di una decina di anni fa. È uno dei pochi boardgame che ho comprato dopo la mia giovinezza scapestrata, e l'ho giocato anche su Boardgame Arena. Esiste anche la versione per soli due giocatori, 7 Wonders Duel, uscita nel 2015. Chiarisco a scanso di equivoci che si tratta di due giochi differenti (non sto menzionando, fra l'altro, la quantità di espansioni). Come definirei questi giochi? Rapidissimi e piacevoli.

7 Wonders consiste nella costruzione di vari edifici o strutture, che hanno un costo e un valore, secondo diversi parametri, e di meraviglie del mondo.

domenica 29 novembre 2020

Stormbringer


 Segnalo un interessante post riguardante questo GDR (Gioco di Ruolo) dei bei tempi andati, ovvero Stormbringer, ispirato alle imprese di Elric, l'eroe albino ideato da Michael Moorcock.

Edito dalla Chaosium, che ad oggi non ha più la licenza per produrre materiale relativo a quel mondo, il primissimo Stormbringer lo lessi quando cercavo un sistema per iniziare a condurre le mie campagne. Scelsi poi il più vario e complesso Runequest, seconda edizione. Negli anni Stormbringer ebbe diverse riedizioni, cambiando il nome in Elric! (sì, col punto esclamativo) ma tornando a chiamarsi Stormbringer per la quinta e ultima uscita.

Mi riavvicinai a questo sistema quando cominciai a diventare insofferente verso le complessità di Runequest terza edizione, quella della Avalon Hill, che peraltro affossò le possibilità di quel gioco sviluppandolo male e troppo lentamente, dopo averlo acquisito dalla Chaosium.

Semplice e piacevole come sistema, Stormbringer/Elric! ha l'ovvio limite di essere ambientato in un mondo che è fortemente incentrato su Elric stesso, il grande protagonista della saga scritta da Moorcock.



martedì 24 novembre 2020

Spyrium

 Spyrium è il classico gioco "german" con piazzamento dei lavoratori. Il nome deriva da un minerale immaginario che alimenta le attività economiche del gioco, lui cui ambientazione ha un sapore di epoca dello sviluppo industriale, diciamo fine ottocento o primi del novecento, vagamente steampunk. Parte del gioco si svolge su una griglia fatta di carte, dove una parte dei lavoratori sono collocati per poter acquisire miniere, fabbriche e altri edifici, o assicurarsi la collaborazione di personaggi che offrono dei vantaggi, o sviluppare novità tecnologiche. I lavoratori si collocano negli spazi fra le carte, come si può vedere dall'immagine (tratta dal sito Boardgamegeek.com).


La particolarità sta nel fatto che, quando è il proprio turno, il giocatore può acquisire una delle carte adiacenti a uno dei propri lavoratori, pagando eventualmente un prezzo (e gli edifici ad esempio hanno un costo incrementale per collocarli nei propri possedimenti), ma anche un sovrapprezzo dovuto alla presenza di altri lavoratori adiacenti a quella carta. Al contrario il giocatore può guadagnare del denaro "togliendo" dalla griglia di carte uno dei lavoratori: questo reddito sarà calcolato sempre in base alla presenza di lavoratori adiacenti a una carta presso cui stava quello che viene rimosso (il quale per questo turno è da considerarsi utilizzato e non può fare altro).

mercoledì 28 ottobre 2020

Eminent Domain

Sempre sperimentato dal sottoscritto su Boardgame Arena, questo gioco ricorda parecchio Race for the Galaxy, in effetti si può dire che ne sia una versione semplificata. Eminent Domain è sempre un gioco di carte, per un numero di giocatori  da 2 a 4, di ambientazione spaziale, e di durata breve. Quindi abbiamo esplorazione e colonizzazione, ricerca, produzione e commercio; c'è anche la guerra ma non si fa tra i giocatori, serve solo a conquistare i pianeti da aggiungere al nostro impero. Decisamente positiva la semplificazione rispetto al suo simile Race for the Galaxy, che si segnala per una grafica un po' astrusa... quello che si può fare con le carte è specificato bene, senza equivoci, non vi sono innumerevoli particolarità (che tanto poi non si esplorano perché il gioco è serrato e non lo consente).

Semplice ma non banale, e con una differenza molto importante: si tratta di un "deck building game," ovvero il mazzo delle carte che il giocatore può pescare si modifica nel corso della partita, e questo ha una influenza fondamentale.


Vediamo come succede. Il giocatore ha un mazzo iniziale di carte che rendono possibile effettuare le azioni come descritto prima: esplorazione, colonizzazione, ricerca, guerra, produzione e commercio. Le ultime due sono in effetti la stessa carta che si può facoltativamente usare per la funzione che si preferisce tra le due. C'è un mazzo da cui pescare (e che si ricrea dalle carte giocate o scartate dal giocatore, carte che vengono rimescolate). Esiste una carta "politica," che si può cambiare per una carta di un altro tipo. Questo comporta una "direzione" che il giocatore imprime alla propria partita, ovviamente. Ma c'è altro.

Le carte hanno due funzioni: un'azione singola, ad esempio si usa una carta "guerra" per prendere un'astronave da combattimento, oppure un "ruolo," ovvero si usa il ruolo militare per giocare multiple carte del medesimo tipo, e reclutare quindi una grossa flotta e non una singola astronave. Questo comporta la pesca di una carta bonus del tipo appropriato da dei mazzi comuni, e questo ha due conseguenze: innanzitutto, se nella tua mano non c'è un certo tipo di carta, quel ruolo puoi giocarlo lo stesso, inoltre nel mazzo di quel giocatore ci sarà una carta militare in più. Più interpreti il ruolo del guerriero più ti capiteranno in mano carte per fare la guerra, e lo stesso per ogni altro ruolo. Ecco perché si chiama deck building game, è un gioco in cui è importante come costruisci il tuo mazzo. Oltre al gioco dei ruoli, ci sono tecnologie che permettono di acquisire nuove carte e di aggiungerle al mazzo, o anche di toglierne definitivamente. Ma passiamo oltre...

lunedì 26 ottobre 2020

Race for the Galaxy

Questo gioco l'ho conosciuto solo tramite la piattaforma online Boardgame Arena. Race for the Galaxy è un gioco di carte, di ambientazione spaziale-fantascientifica, con una modesta interazione fra i partecipanti. Cosa fanno i giocatori? Esplorano pianeti, li colonizzano, scoprono tecnologie, producono merci o risorse e commerciano, partendo da un singolo pianeta e costruendo, ovviamente, un impero interstellare.


Il gioco va in "fasi:" Esplorazione, Progresso, Colonizzazione, Consumo (delle risorse), Produzione. I giocatori selezionano la fase (solo una) che vogliono intraprendere. Poi, con una meccanica praticamente identica a quella di un altro gioco - ovvero Puerto Rico - chi ha selezionato una determinata fase la gioca con un bonus, mentre gli altri possono "accodarsi" in maniera meno efficace.

martedì 13 ottobre 2020

Carcassonne

 Parlo adesso, in tema di boardgame, di un gioco che non mi ha affatto convinto. Carcassonne, ormai in circolazione da un certo tempo, anzi diciamo pure una ventina di anni, ha avuto numerose espansioni ed è un classico. Si tratta di un gioco basato sul "piazzamento di tessere" che devono formare un paesaggio. Assieme alle tessere si collocano i "lavoratori," i soliti omini-pedine (i meeple!) che controllano le strade, o le città, i campi coltivati eccetera. Nella foto tratta da Boardgame Geek mostro una situazione di gioco.


La vittoria arride a chi sa creare le strutture più complesse (una strada lunga, una grande città, ecc...) controllandole coi propri meeple, che sono in numero limitato, procacciandosi i relativi punti vittoria.

mercoledì 16 settembre 2020

Puerto Rico

Come boardgame, Puerto Rico ormai è un classico, lo conoscevo da tempo prima di averlo provato nuovamente sulla piattaforma Boardgame Arena, quest'anno, in numerose partite.


È un tipico "german game" di tema economico, semi astratto, con piazzamento dei lavoratori, lavorazione e commercio di risorse, e interazione "non violenta" fra i giocatori (per quanto metodi per danneggiare il prossimo ne esistano eccome). Puerto Rico ha avuto molte espansioni: è stato ed è tuttora molto popolare tra i giocatori.