venerdì 24 luglio 2026

Persepolis

 L'autrice, Marjane Satrapi, è morta qualche settimana fa alla non proprio tarda età di cinquantasei anni. Era una bambina quando fu rovesciato il regime dello Scià di Persia, nel 1979. Marjani ci racconta questi eventi e la sua vita successiva in un fumetto, Persepolis, in quattro volumi. Io ho letto i primi due, che vanno dall'infanzia dell'autrice fino alla decisione definitiva di trasferirsi all'estero.

Il fumetto è disegnato con tratti semplici e ingenui, con un'innocenza infantile e giovanile, ed è forse questa la sua maggiore forza: con questi tratti l'autrice disegna spesso scene terribili.

La storia recente dell'Iran, paese anche oggi alla ribalta internazionale, la conosco abbastanza bene, e ne conosco anche i retroscena culturali. Questo perché, ai tempi del liceo, nella mia classe c'era un ragazzo che aveva vissuto a Teheran, dove il padre era ingegnere, mentre un altro compagno di scuola ebbe l'occasione di viaggiare nel paese anni dopo e di scoprire di prima mano quanto la borghesia fosse disincantata riguardo all'Islam e al regime degli Ayatollah. Vivevano all'occidentale in casa, ascoltavano musica proibita, e poi rispettavano i dogmi quando uscivano.

Ma torniamo alla storia del paese. Dopo i bagni di sangue per cacciare lo Scià, seguì la rivoluzione religiosa di Khomeini: altro sangue, un celebre attacco all'ambasciata USA, la messa al bando dei partiti di sinistra, e una cappa di conformità teologica sul paese. Era finita? No. Saddam Hussein, su mandato occidentale e degli altri paesi del Golfo Persico, attaccò il paese, scatenando così il conflitto Iran-Iraq (1980-1988). Centinaia di migliaia di morti, gas asfissianti, missili sulle città, genocidio contro i curdi in Iraq ecc...

Dopo la morte di Khomeini (1989) sono seguite guerre non dichiarate con Israele e contrasti con gli USA, fino alla malconsigliata operazione di Trump.

Marjane visse tutto questo, tra contestazioni a scuola, incontri pericolosi con la polizia, sogni di rivolta con gli altri ragazzi, sotterfugi per avere uno scampolo di libertà in mezzo al delirio religioso del paese. Storie tra il comico e il tragico, ma a volte scopriamo che anche i guardiani della rivoluzione "lasciavano perdere" in cambio di una mazzetta, e non tutti erano cattivi come li si dipinge.

Teniamo comunque presente che Marjane è nata in una famiglia di intellettuali che hanno voluto farne una donna libera e mandarla a studiare in Europa. In Iran c'è gente come lei, come ho scritto sopra, ma la maggior parte è scarsamente scolarizzata e povera. Sono i proletari, i contadini che hanno fatto volentieri da carne da macello contro Saddam, e che sono pronti ancora oggi a crepare combattendo contro israeliani e americani. Ovviamente, credenti fino al midollo.

La prospettiva di Marjane sul popolo (vedi le vignette che ho riportato) riconosce questo stato di cose e un po' fa ironia, un po' guarda con rispetto. Ma forse c'è da vederci anche una traccia di condiscendenza? Giudicate voi.

La mia esortazione finale: leggetevi questo fumetto, che, tra l'altro, è disponibile nelle biblioteche.





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