mercoledì 15 agosto 2018

Extinction

Offerta Netflix d'agosto, Extinction è un film di fantascienza di serie B ma non privo di colpi di scena e di momenti spettacolari. È stato girato per il grande schermo, ma mai distribuito (la casa cinematografica non ha dato spiegazioni). Facile immaginare che i produttori non avessero fiducia nel successo di questa pellicola, per fortuna però Netflix ha salvato Extinction... dall'estinzione, e lo ha proposto nel suo servizio a pagamento.


Diciamolo subito, penso che questo sia successo perché il film non è abbastanza valido, pur avendo i suoi momenti. Extintion prova a proporre sorprese, a mettere in campo buone idee come ad esempio il proporre una grande catastrofe dalla visuale intima e personale di una famigliola... ci prova, insomma, ma non acchiappa molto.
Per quanto riguarda il cast: il film è diretto da Ben Young, a me ignoto. Michael Anthony Peña (Fury) è il protagonista maschile Peter, Lizzy Caplan (Mean Girls) interpreta Alice, sua moglie. Hanno due bambine. C'è anche Mike Colter (Luke Cage) nel ruolo di David, il superiore di Peter.

L'inizio del film inizia con la vita familiare di Peter turbata da strani pensieri, premonizioni o allucinazioni, che gli compaiono come incubi rovinandogli il sonno e talvolta facendogli fare errori sul lavoro, o causandogli momenti di narcolessia.

Peter nei sogni vede la famiglia in pericolo, strani esseri che invadono la Terra... ed è convinto che non siano sogni! David, il suo capo, gli propone di curarsi, e gli suggerisce di farsi visitare in una clinica, ma Peter è proprio convinto che quelle visioni siano la realtà, perciò a un certo punto interrompe gli esami e torna a casa.
Questi problemi cominciano a occupare una discreta fetta della parte iniziale del film, e in effetti, non sapendo dove si voglia andare a parare, lo spettatore più che essere incollato alla sedia dalla tensione rischia di annoiarsi.

Ma tutto a un tratto le cose avvengono sul serio, e la famiglia di Peter, assieme ad altri amici, dovrà fronteggiare una minaccia terribile. Qui mi fermo consigliandovi di provare a dare un'occhiata al film se avete Netflix... tanto è tutto compreso nel canone.

Per chi lo ha già visto o sa che non lo vedrà, eccoci alla parte seguente del post, quella che contiene anticipazioni...

venerdì 10 agosto 2018

Bambini su ordinazione


La notizia è di qualche giorno fa, ha reso possibili alla stampa certi titoloni ad effetto ma non è necessariamente foriera, di per sé, di grandi cambiamenti. Un comitato etico britannico ha dato il via alla possibilità (teorica) di generare bambini il cui DNA sia modificato fin dall'embrione, purché questo vada nell'interesse del bambino e non aumenti la disuguaglianza sociale.

Tutto questo significa soltanto che i saggi di questo comitato non sono contrari "a priori" alla modifica del DNA umano. Forse un domani avremo quelli che giudicheranno giusto creare esseri ibridi che possano, per esempio, essere pericolosi per il prossimo (ad esempio estremamente forti, privi di freni inibitori innati, ecc...) ma per fortuna non ci siamo ancora, anche se, temo, da timide ammissioni teoriche potrebbe un giorno seguire qualcosa di più pericoloso.

venerdì 3 agosto 2018

Un piccolo ringraziamento ai lettori

Sono passati ormai più di sei mesi da quando è uscito il mio (e di Cristina Donati) Autostrada Gialla. Ai tempi (fine 2017) la prevendita fece un piccolo botto, con il libro che ebbe per un po' di tempo la posizione numero uno nella fantascienza post-apocalittica su Amazon (per la cronaca: mentre scrivo è al diciottesimo posto).



Non era comunque corrispondente a un grandissimo numero di vendite e questo gli addetti ai lavori lo sanno benissimo; basta una manciata di ebook venduti per schizzare in alto nelle classifiche.

Quello che è positivo è il continuo interesse dei lettori verso questo ebook, visibile negli acquisti e anche nelle recensioni positive che continuano ad arrivare. Autostrada Gialla si continua a vendere, lentamente ma costantemente, sia con gli acquisti dell'ebook che con la lettura a pagamento "forfettario" del kindle unlimited.

I quattro soldi che si guadagnano con questi libri sono insignificanti, ovviamente, rispetto al piacere di essere letti e apprezzati.
Quindi un sentito grazie ai miei lettori.


giovedì 2 agosto 2018

Aria tome 1 - la Fugue d'Aria

Aria è un personaggio del fumetto belga, nato negli anni '80 dalla penna di Michel Weyland, e comparso dapprima su altre pubblicazioni, ha avuto poi la propria nutrita serie di albi, con qualche traduzione nella nostra lingua. Io ho letto (in francese) Aria tome 1 - la Fugue d'Aria.

La nostra guerriera arriva come personaggio estraneo alla corte di Suryam, un signore medievale (o qualcosa del genere, siamo in una specie di mondo fantasy) minacciato da un aggressore, Galbec. Suryam ha ovviamente dei soldati ma questi apparentemente sono indeboliti e rimbecilliti, e senza fiducia nelle proprie possibilità. Un consigliere propone Aria come consulente militare, e nonostante l'incertezza e la diffidenza di Suryam la donzella guerriera riuscirà a trasformare il branco di rammolliti in una vera unità militare, tenendo però il volto coperto per tutto il tempo, perché i soldati non sappiano che è una donna. Dopodiché parte per la guerra coi suoi prodi, rivelando inaspettate capacità di leadership e usando trucchi geniali per infinocchiare il nemico (è più o meno una Mary Sue femminista).

In breve traditori interni e nemici esterni verranno fatti fuori, e Aria si potrà occupare di blandire le pene di un orfanello e del suo cagnolino. Questa la trama in soldoni e devo dire che poco m'ha detto. Della qualità del disegno, che dire... è a colori, ma decisamente mediocre, per fare un esempio potrei dire che Tex e Dylan Dog sono molto meglio. Quanto alla mia copia, si sta sfaldando perdendo pezzi dopo la prima lettura.

Giudizio finale: non me la sento di consigliarvelo.

lunedì 30 luglio 2018

The Ward - Il Reparto

Per essere un ammiratore del regista John Carpenter (o per lo meno, di alcuni dei suoi film) devo ammettere di non essermi sforzato abbastanza per recuperare tutte le sue pellicole. Questo The Ward - Il Reparto (2010) l'ho potuto vedere grazie a Netflix (purtroppo al momento in cui scrivo il film non ha i sottotitoli in inglese, alla fine me lo sono visto in italiano). Non credo sia un film che passerà alla storia come un esempio della filmografia del grande regista, qui Carpenter ha seguito una trama decisa da altri e non ha, peraltro, ottenuto un grande successo (come purtroppo gli è spesso capitato).

The Ward è un horror e come spesso succede fa molta fatica a spaventare seriamente lo spettatore. Carpenter però ha una grande esperienza su cui fare affidamento ed è riuscito un paio di volte a farmi saltare sulla sedia con il vecchio trucco del "jump scare," qualcosa di inaspettato o orrendo che capita inaspettatamente sullo schermo,  e ha creato indubbiamente un'atmosfera di tensione e di anticipazione.

Infatti la storia ci porta più che altro a un'atmosfera di mistero e di insidia, poiché in questo "reparto" (psichiatrico), in cui la protagonista Kristen (Amber Heard) viene rinchiusa per aver appiccato un incendio, si manifestano stranezze fin dall'inizio. È insolito il reparto, perché vi si trovano solo un gruppetto di ragazze, è un mistero il fatto che si sentano rumori e compaiano improvvisamente figure muoversi. E si sa che alcune ragazze sono state qui e poi sono andate via, ma non si sa cosa sia loro successo.

martedì 24 luglio 2018

The Babadook

The Babadook (che perde il "the" in versione italiana) è un film horror australiano del 2014, di relativo successo commerciale (non parlo di cifre immense ma non è andato male, anche considerato che è stato fatto con pochi soldi). È presente nella grandissima offerta di Netflix. Non si tratta di un film particolarmente sanguinolento anche se una certa dose di "gore" non manca, da un certo punto in poi. L'orrore, il mostro, è un fattore che in questa pellicola sembra materializzarsi dal malessere psicologico dei protagonisti. Probabilmente questa è una prova cinematografica di buon mestiere, lo dico subito. Tra inquadrature volutamente poco chiare, alternanze di luci e ombre (nonché ombre inquietanti che si muovono), interni claustrofobici e bui, prospettive ben studiate degli attori, la regista Jennifer Kent, al suo debutto con questa pellicola, ha senz'altro realizzato un bel compito in classe e certe volte centra il bersaglio creando delle atmosfere di forte tensione.

Questo non è affatto da darsi per scontato nel cinema horror, che molto spesso non riesce a suscitare nessuna emozione, con molte pellicole che fanno proprio cadere le braccia. Non metto The Babadook sullo stesso piano di certe porcherie. Tuttavia il film nel complesso mi ha soprattutto irritato e annoiato.

Purtroppo mentre posso dire di altri film horror dall'impianto chiaramente psicologico (il bellissimo It Follows, ad esempio) che ce la fanno a suscitare inquietudine là dove gli sbudellamenti non riescono, The Babadook è estremamente prevedibile nel suo schema, e questo ammazza buona parte del suo valore.