martedì 12 febbraio 2019

Una scommessa difficile

Ho fatto ironia sul mio nuovo racconto, e ho visto che gli altri con cui ho scherzato sono molto propensi a venirmi dietro, anzi addirittura a rincarare la dose. Perché quella che sto per pubblicare non è una storia con una tematica alla moda, per quanto vi si parli di problemi che abbiamo tutti, e non ha il fascino della spettacolarità, o del magico (per quanto non manchino suggestioni di quel genere).

Il mio prossimo racconto è pervaso di pessimismo e parla di argomenti cupi, di cose di cui non si vuole parlare. Sarà davvero impossibile trovargli un pubblico? Non lo so, certamente è un mio timore. Ma è una cosa che dovevo scrivere.

In che senso, dovevo?

Avete presente quando uno dice "questa storia ha voluto scriversi da sola, non ho dovuto nemmeno pensarci?"

Be' sono... stupidaggini, almeno per quanto mi riguarda.

Questa storia mi sono sentito in dovere di scriverla, questo sì, e quindi mi sono speso per cercare di migliorarla anche quando non ne avevo voglia, ma non è stata per niente facile: mi è costata un sacco di tempo (per quanto sia un racconto, e nemmeno dei più lunghi), proprio perché comporla è stato spiacevole e a volte triste, e lo stesso sarà leggerla.

Il lettore vuole leggerle, le storie cupe e tristi? Al giorno d'oggi tutto deve essere rapido, prevedibile e gradevole. Ma forse si troverà qualcuno che accetterà la sfida.
Il racconto (che sarà in prenotazione fino al 18 febbraio) lo potete trovare qui.

mercoledì 6 febbraio 2019

Le Grand Mort: volumi 2-3-4

Proseguendo nella lettura di Le Grand Mort mi sono reso conto di essere alle prese con una storia fantasy di ampio respiro, che coinvolge un mondo immaginario, connesso con il nostro e abitato da diverse razze umanoidi, alla cara vecchia Terra, che qui vedremo però prendere una piega sinistra.

mercoledì 30 gennaio 2019

Sbaraccando dall'Afghanistan: perché si fanno guerre inutili

La notizia è arrivata di sorpresa e gli Italiani come spesso accade ci hanno fatto la figura dei fessi perché, pur avendo truppe sul posto, non lo sapevano. È la decisione degli USA di ritirarsi dall'Afghanistan. Una trovata di Donald Trump, nella sua strategia di sottrarsi il più possibile agli onerosi impegni internazionali? Probabilmente sì. Ma non è una novità, da parte degli USA, cimentarsi in questi clamorosi disimpegni. L'esempio più lampante che s'impone alla memoria di chi conosce un minimo la storia è quello della guerra del Vietnam, quando Richard Nixon, che ereditava gli errori commessi da altri presidenti e ci aggiungeva i suoi, riusciva a stipulare una "pace con onore" ritirando (a inizio 1973, quando io andavo alle elementari...) le forze degli Stati Uniti dal paese, e dando una "garanzia personale" all'alleato sudvietnamita che, in caso di attacco da parte dei comunisti del nord, lo avrebbe appoggiato.

giovedì 24 gennaio 2019

Aterrados

Aterrados, per la regia di Demian Rugna, è un film horror del 2017 proveniente dall'Argentina. L'ho visto perché stuzzicato dal blog di Lucia Patrizi, con grandi aspettative, e devo dire di essere rimasto colpito. Lo spiegherò anticipando il meno possibile. Si tratta di una storia priva di nuove, spettacolari o astute idee per mettere paura (che dovrebbe essere l'obiettivo principale di ogni horror che si rispetti) ma con una grande capacità di creare atmosfera, e un buon uso dei "vecchi" sistemi compresi i jump scare, ovvero quelle cose orripilanti che compaiono all'improvviso per farti saltare sulla sedia.

Aterrados è un film che narra di presenze maligne, che si manifestano in un gruppo di case di un tranquillo quartiere di Buenos Aires. Incidenti gravissimi, strani rumori causati da non si sa cosa, e via dicendo, ma con un rapido crescendo. Un poliziotto interviene, e si rende conto di essere di fronte a cose che vanno al di là della sua comprensione: chiama quindi una specie di esperto di casi misteriosi e del paranormale. Le vicende terrificanti che si ripetono richiamano altri due specialisti, per cui si crea una contrapposizione tra persone distrutte e impazzite per quello che sta succedendo, e questi razionali personaggi, due uomini e una donna, che ritengono di avere una eccellente possibilità per studiare e capire i fenomeni. E che non sembrano affatto spaventati.

martedì 22 gennaio 2019

Il cartoon di Celentano...

Io non ho la TV e non l'ho visto, ma pare che sia così orrendo da essere quasi una cosa cui assistere per crederci, almeno da quello che scopro in rete. Sto parlando del cartone animato a opera di Celentano-Manara. Che non posso commentare, perché dovrei vederlo per poterne parlare, ma una cosina mi viene da dirla... possibile che alla mia veneranda età debba esserci ancora questo personaggio che fa il profeta? (Sì, c'era già quando ero ragazzino). E serie televisive su preti e carabinieri?

Posso dire una cosa, che forse quando ero ragazzino la TV nostrana faceva meno schifo di quanto faccia adesso, ed è una cosa da non credere.

Ripeto il mio invito a tutti quanti: fate la dichiarazione per non farvi mettere il canone TV nella bolletta della corrente elettrica. Risparmiate 100 euro e mandate se non altro un segnale, che c'è qualcuno che non vuole pagare per quella porcheria che chiamano RAI, e per il resto della televisione in lingua italiana.

sabato 19 gennaio 2019

Termini da usare con cura: Populismo

È una parola così tremenda? Il populismo oggi sembra un mostro venuto a sconvolgere il nostro destino, eppure è in mezzo a noi da molti anni. Sotto certi aspetti può perfino piacermi, darmi un brivido di soddisfazione, quando certi politici finiscono nel fango perché non hanno saputo dare soddisfazione o risposte al "popolo" che, per quanto bistrattato sia, è sempre il soggetto della sovranità in una democrazia (a almeno dovrebbe esserlo).
Ma certamente il populismo deteriora la competizione politica.