L'argomento non mi piace, se ne sente parlare fin troppo, e fa pure caldo; ma voglio dire la mia sulla condanna definitiva di Mario Roggero, gioielliere che, in un paese vicino a Cuneo, uccise due banditi il 28 aprile di cinque anni fa.
Ci sono i filmati in rete, anche se non vi invito a guardarli. Riassumo io l'episodio: una banda di tre persone rapinò la gioielleria mentre all'interno si trovavano il proprietario e la sua famiglia. L'ennesima rapina, in questo caso condotta con coltellini o tagliacarte e armi da fuoco finte. Presto i banditi si allontanano verso l'auto parcheggiata quasi davanti al negozio, ma il gioielliere esce con una pistola, vera e legalmente detenuta. I banditi non hanno modo di reagire e cadono sotto i colpi; uno viene inseguito e finito per strada. Alla fine ci sono due morti e un ferito.
Il gioielliere ha sparato fuori dal negozio ai delinquenti che cercavano di scappare e, per questo, è responsabile di qualcosa che non ha nulla a che vedere con la legittima difesa. Per me resta però il fatto che la pena (14 anni e 9 mesi) è decisamente durissima per un uomo già anziano (72 anni). Dovesse scontarla tutta, difficilmente ne uscirebbe vivo. Non posso però dire che non meritasse una pena detentiva; sarebbe come legittimare i vigilanti che fanno i pistoleri per strada.




