lunedì 17 febbraio 2020

Autopubblicarsi su Amazon, una palude velenosa?

Non è che uno speri di ottenere chissà quale successo pubblicando i propri libri su Amazon.
Sarebbe bello però almeno fare la propria parte in un ambiente pulito (dovrebbe essere questo, presentarsi online?) e sperare in quel minimo contatto con il pubblico. Ma a quanto pare c'è chi è riuscito a trasformare il mercato di Amazon in teatro per una nuova guerra tra poveri, con sistemi torbidi, a danno di chi cerca semplicemente di presentare il proprio lavoro. Per spiegarvelo meglio, segnalo l'ultimo video di Alessandro Girola (e guardate il resto sul suo canale, così capirete tante belle cose che succedono).

venerdì 14 febbraio 2020

Parasite, un commento senza "spoiler"

Appartengo, senza peraltro farmene vanto, alla categoria di quelli che sono molto sospettosi quando un film vince un Oscar, come accaduto a Parasite, del regista coreano Bong Joon-ho (Snowpiercer). Questo perché l'assegnazione delle ambite statuette non ha necessariamente a che vedere con i gusti del pubblico. Ovviamente il fatto di grande interesse, in questo caso, è la vittoria di questa pellicola come miglior film pur non essendo di marca USA (non in lingua inglese). È la prima volta in assoluto.

La padrona di casa Park

Non sta a me stabilire se Bong Joon-ho si meritasse o no questo privilegio, per cui ho guardato il film per curiosità e senza particolari pregiudizi, conoscendo già, in parte, la trama.

martedì 11 febbraio 2020

Grandi libri fantasy, è una cosa del passato?

Esistono ancora i grandi autori, nel fantasy? I mostri sacri? I libri che riescono a calamitare l'interesse di schiere di lettori con storie di immensa forza?
È abbastanza spontaneo, quando pensiamo ad autori come Tolkien, Clark Ashton Smith o Robert Howard, chiederci se oggi ci sia qualcuno di paragonabile.

In parte può essere un effetto nostalgia, il vecchio è sempre meglio del nuovo e bla bla bla. Anche la fantascienza ha avuto la sua età dell'oro, il periodo in cui un certo numero di autori "classici" sono diventati popolari e i loro libri hanno guadagnato fama duratura, mentre lo sviluppo successivo è stato più problematico, meno lineare (e ci sono i motivi per cui è stato così). Per il fantasy invece sembra evidente che abbiamo un "prima di Tolkien" e un "dopo Tolkien." Mi piacerebbe che non fosse vero, e questo indipendentemente dal fatto che Tolkien è uno dei miei autori preferiti, temo però che sia così.

Ma c'è anche da dire che un genere nasce, si codifica, certamente si trasforma un po' per un certo periodo, e fino a che non cambieranno i gusti in maniera definitiva (facendo iniziare un nuovo genere), i primi "classici" che si affermano inevitabilmente diventano"mostri sacri," esempi da venerare ecc...

mercoledì 5 febbraio 2020

Charlie Says

Un altro film sulle famigerate imprese della "famiglia" di Manson, ma visto da un'angolazione diversa dal solito. Charlie Says, diretto da Mary Harron (nota per la regia di molti film indipendenti), narra della storia di tre delle ragazze hippy della "famiglia" detenute in isolamento dopo essere state condannate per gli omicidi commessi. La storia è basata su fatti realmente accaduti: un'antropologa che lavora con il carcere, Karlene Faith, cerca di instaurare un dialogo con loro (è interpretata da Merrit Wever, che forse avete visto in The Walking Dead).


Le tre ragazze, tutte condannate al carcere a vita, sono:
Patricia Krenwinkel (detta Katie nella banda di Manson), che aveva fatto parte del gruppo già da un certo tempo, e attivamente partecipe negli omicidi. È interpretata da Sosie Bacon (13 Ragioni perché) e nel film sembra la più sicura e convinta del gruppo.
Leslie Van Houten (Lulu), ha partecipato a uno degli omicidi con una certa goffaggine e confusione. Era ai tempi una ragazza carina, nelle foto non ha nulla dell'aria smarrita e incerta dell'attrice che la interpreta nel film (Hannah Murray, vista in Game of Thrones), che inoltre non le somiglia. Nel film è un personaggio centrale.
Susan Atkins (Sadie), morta alcuni anni fa, ha partecipato a quasi tutti gli omicidi commessi dalla "famiglia." Incarcerata prima delle altre due, rivelò incautamente ad altre detenute informazioni che portarono l'arresto di Krenwinkel e Van Houten, e altri, risolvendo finalmente il caso dell'omicidio di Sharon Tate. Ritornata al cristianesimo, nel film è poco collaborativa verso Karlene. È interpretata da Marianne Rendòn.

Il film ci offre i progressi di Karlene nei colloqui con le carcerate (inizialmente scarsi) intervallati con le scene del passato.

lunedì 3 febbraio 2020

Manson Family Vacation

Non me ne vogliate, indulgo ancora un poco sul cinema ispirato a Charles Manson, questo personaggio scellerato che è riuscito a richiamare l'attenzione su di sé per decenni. Manson Family Vacation è un film indie del 2015 dove vengono messi a confronto due personaggi: Nick, un avvocato con un certo successo e una vita tranquilla, con l'unico problema di un figlio che sembra avere qualche difficoltà a scuola, e Conrad, il fratello sbalestrato che capita improvvisamente a casa di Nick, perché si sta trasferendo in una località vicina per iniziare un nuovo lavoro.

Dal momento che è un appassionato di teorie della cospirazione e in particolare di tutto ciò che riguarda Charles Manson, Conrad trascina il fratello tranquillo e regolare in un pellegrinaggio sui vari luoghi del delitto della "famiglia," scattando foto, cercando di entrare nelle abitazioni, e causando sconcerto nei nuovi proprietari delle case.

venerdì 31 gennaio 2020

Luna Nera

Serie italiana su Netflix, una serie fantasy. Ovviamente mi ha incuriosito. Ma sembra un'occasione perduta.

Luna Nera ha una recitazione debole, impacciata, quasi ai livelli delle peggiori produzioni nostrane. Pure la storia non mi ha preso, anche perché non ce l'ho fatta a terminare il primo episodio, ad essere sincero.