martedì 3 febbraio 2026

Le maledette Olimpiadi

 Già da un po', ogni volta che vado a trovare i miei familiari, trovo la strada sbarrata. E se provo ad aggirare il cartello, viene un operaio a cercare di fermarmi. "Non si può passare." Manco fosse Gandalf nelle miniere di Moria. Cercando di spiegare che oltre a quel cartello c'è una casa abitata da persone, ho ottenuto risposte evasive. Ma sì, il traffico locale è consentito, passi. Allora, dico io, tolga lo sbarramento… e la risposta diventa che "la competenza è della MSG (o una sigla simile) e io devo obbedire agli ordini."

Telefonate e litigate. Si tratta, in effetti, dell'ultima casa prima del viale (un tratto di via Bonfadini con una deviazione) che porta a quel brutto stadio costruito per le Olimpiadi invernali del 2026. Due fette giganti di pan di Spagna sovrapposte, una cosa oscena. Per costruire il palazzo e la strada di collegamento, una certa quantità di alberi è defunta, devo aggiungere.

Immagino che ci siano problemi di sicurezza, ma che cosa dobbiamo fare? Due domeniche fa, ho trovato uno sbarramento composto da polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, una quindicina di persone. Dopo aver insistito, mi hanno fatto passare. "Però vada piano, eh..." tanto per dirmi qualcosa e per avere sempre ragione loro.

Non si devono preoccupare, non lancerò la mia Opel Agila all'attacco per farmi saltare contro l'Arena di Santa Giulia.

Intanto, a qualche centinaio di metri, nel "boschetto" di Rogoredo si svolge il solito mercato della droga a cielo aperto, apparentemente inarrestabile, con il suo codazzo di morti e sparatorie.

Se c'è un'idea del M5S che approvo, è proprio quella di non fare mai più campionati mondiali, olimpiadi e manifestazioni varie, fino a che non avremo un po' sistemato la fogna che è questo stato.

#Milano-Cortina2026


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