martedì 6 gennaio 2026

Il Capitale Sessuale

 Una interessante riflessione sulla sessualità nella nostra epoca: questo è ciò che promette di essere questo libro, Il Capitale Sessuale. Incuriosito, l'ho acquistato, senza rendermi conto che pagavo una somma piuttosto modesta, di dieci euro, per un libro dalla lunghezza ancor più modesta, una cinquantina di pagine. Anzi, quarantanove, per essere precisi. In pratica, un articolone, più che un libro vero e proprio, nonostante il titolo faccia pensare ad assonanze con l'opera marxiana (che vanta migliaia di pagine).

Le autrici sono Eva Illouz e Dana Kaplan, entrambe legate al Dipartimento di Sociologia dell'università Ebraica di Gerusalemme: una vi insegna, l'altra vi ha conseguito un dottorato di ricerca.

Per le autrici, oggi la sessualità è strettamente legata al concetto di autonomia personale e di autorealizzazione: la libertà sessuale è un principio cardine della società occidentale moderna, lascito dell'illuminismo, affermatosi con la caduta delle norme imposte dalla chiesa e dalla famiglia.

Ma questa libertà nella società moderna diventa anche capitale: ovvero una risorsa, variamente distribuita, che ha effetti diversi a seconda delle circostanze. Questa, per le autrici, è una possibilità che si differenzia da come il sesso era percepito in un passato anche abbastanza recente, ossia come una risorsa non monetizzabile e attinente alla riproduzione. Nel capitalismo moderno, con la compenetrazione tra le sfere economica e personale, il sesso è divenuto qualcosa di profittevole nel senso monetario del termine.

Il capitale erotico è quindi una risorsa, più femminile che maschile, spendibile nel mercato del lavoro in vari modi. Innanzitutto, lungo la variabile castità (valore nel mercato matrimoniale) o prostituzione, termine che comprende anche altre forme che fanno del corpo una fonte di guadagno. Ma l'attrattiva sessuale, il fascino, è un capitale spendibile nei rapporti lavorativi e sociali in generale. La libertà sessuale, quindi, oggi non è soltanto una libertà personale. Perché rafforza l'egemonia del mercato, avendo eroso la differenza tra il "sesso buono" (matrimonio, riproduzione) e quello "cattivo" (mercificazione). Il sesso, perciò, è un capitale che, come ogni risorsa, può contribuire a creare ricchezza, sebbene non sia, di per sé, una risorsa economica.

Il sesso, per le autrici, diventa qualcosa di simile al plusvalore marxiano, sfruttato sia per la produzione di capitale che per l'economia in senso lato, poiché la soddisfazione sessuale degli uomini è necessaria per il loro potenziale lavorativo. Il capitale sessuale è quindi il plusvalore del corpo.

Il sesso "cattivo" diventa emblema della sempre più intensa compenetrazione tra sfera economica e personale. Ma il fascino e il successo socio-sessuale (valore del partner che si riesce ad agganciare, degli amanti potenti, eccetera), pur non configurandosi come merce, producono capitale sociale che si traduce anche in successo all'interno di una cerchia e in successo economico.

Qui mi fermo. Questo libro è utile? Sì e no, spesso non mi trova d'accordo. Le autrici hanno consultato e citano a ogni piè sospinto nelle note a piè di pagina una quantità di saggi e studi di politica, sociologia e sessuologia, per arrivare in via tanto complicata a conclusioni che potevano essere espresse con estrema semplicità da Pino il ferroviere (1), tra un bicchiere di vino e l'altro. A parte la banalità che "tira più un pelo di **** che un carro di buoi", perdonatemi l'espressione vecchia come il mondo, certi fenomeni mi pare siano sempre avvenuti. Ci sono dei cambiamenti in corso, certo, ma le autrici li hanno interpretati correttamente? La libertà sessuale e il trionfo del "sesso cattivo" derivano da una quantità di cambiamenti sociali, tecnici, economici e non semplicemente dal "capitalismo". E questo lo affermo pur avendo poca simpatia per l'ideologia capitalista.

Poi, se volete, leggete e ditemi.


Nota (1): Pino il ferroviere è un personaggio fittizio…


2 commenti:

M.T. ha detto...

Da quanto scrivi, mi sa che hanno scoperto l'acqua calda... penso che i soldi li investirò in letture migliori.

Bruno ha detto...

Praticamente è così... anche se, ovviamente, oggi c'è davvero una maggiore tendenza a "capitalizzare" il sesso. Ma il motivo non può essere ricondotto semplicemente al "capitalismo", che è solo uno di diversi momenti di trasformazione che il mondo ha avuto.