lunedì 19 gennaio 2026

28 Anni Dopo

 Non mi aspettavo molto da questo film, ma dopo averlo visto devo dire che mi sono ricreduto. 28 Anni Dopo ci riporta nella serie che ebbe inizio ormai oltre un ventennio fa: 28 Giorni Dopo, il primo film, infatti, è del 2002.

Il regista è nuovamente Danny Boyle (che aveva diretto 28 Giorni Dopo e che ricordo anche per Trainspotting): senza dubbio riesce ad affrontare una situazione completamente diversa, non più lo scoppio di una "apocalisse zombie", ma la situazione dopo diversi anni, quando apparentemente le altre nazioni si sono rassegnate a tenere la Gran Bretagna in quarantena, e la popolazione locale è ridotta a poche comunità che stanno tornando a una vita molto più semplice e priva di tecnologia.

E ci sono ovviamente gli infetti: alcuni si sono evoluti in "Alfa", forti e veloci, capaci di riprodursi, difficili da ammazzare. Altri sono grassi, strisciano per terra, mangiano qualsiasi schifezza... e mi chiedo, ovviamente, come possano esistere nell'ecosistema in cui si trovano. La storia parte con una scena che si ricollega al resto soltanto dopo, e che introduce un personaggio che sarà importante nel seguito, già pronto, di questo film; ma siccome qui non ci interessa, andiamo alla storia: abbiamo una piccola comunità che vive su un'isola, protetta dalla marea. Soltanto con la bassa marea la strada che porta alla terraferma può essere percorsa.

Da qui in poi anticipazioni sulla prima metà della trama. Seguiamo la famiglia di Jamie (interpretato da Aaron Taylor-Johnson, visto in Kick-Ass): lui è un cacciatore che esplora la terraferma in cerca di cose utili; la moglie, Isla, è affetta da un male che la colpisce nel corpo e nella mente. La interpreta Jodie Comer (The Last Duel). Il figlio, Spike (Alfie Williams), ha compiuto dodici anni e deve passare un rito di iniziazione: la sua prima spedizione fuori dall'isola. Vediamo la stretta aderenza alle regole di una piccola comunità, sempre più sola e chiusa.

La spedizione va bene, con qualche fatica, ma Spike non condivide il trionfalismo del padre. Vuole cercare un medico, il dottor Kelson, che si dice ancora vivo sulla terraferma, per trovare una cura per la madre Ilsa. Così lascia il villaggio con la madre e si mette in cerca del dottore (interpretato da Ralph Fiennes). È un viaggio ricco di esperienze e pericoli, un vero percorso iniziatico che culmina con l'incontro con la figura del dottore e con gli insegnamenti di vita che questi impartisce al ragazzo. Non anticipo altro, ma sono sorpreso dalla capacità di questo film di attirare la mia attenzione e di rimanere impresso. I momenti riflessivi di 28 Anni Dopo sono molto, molto diversi dall'azione frenetica di 28 Giorni Dopo, tanto che mi sembra quasi che il regista non sia lo stesso.

Da vedere.

Nessun commento: