Di Tarkovsky, regista sovietico di grande fama, ho già parlato qui. Tarkovskty è celebrato come uno dei più grandi del mondo, e i suoi film sono considerati come opere d'arte. Per Solaris, posso essere d'accordo. Per Andrei Rublev e questo Stalker non mi pare proprio.
La trama di Stalker, film del 1979, è imperniata sull'esistenza di una misteriosa Zona in cui succedono cose straordinarie. Sembra che vi sia stata una presenza di extraterrestri, e le leggi della fisica sono sospese; l'esercito ha bloccato questa misteriosa area. Si dice che vi sia una favolosa stanza in cui le persone che sostano ottengano di realizzare i propri desideri, un particolare che sa più di magico che di fantascientifico. Lo stalker, termine che in russo ha un significato differente da quello che conosciamo dall'inglese, è un "esperto" della Zona, in grado di accompagnare le persone che desiderino infiltrarsi.
All'inizio di questo film uno dei protagonisti, appunto lo stalker, esce di casa per svolgere il suo lavoro, nonostante i rimproveri della moglie. È appena uscito di galera e non vuole scegliere una vita normale, nonostante abbia una figlia (che vedremo in seguito, verso la fine). Lo stalker va in un locale, un bar piuttosto malandato, e qui incontra due persone che vogliono andare nella Zona: lo "scrittore" e il "professore".





