Sul prossimo referendum volevo informarmi a fondo e scrivere un post molto completo. Purtroppo non ne ho avuto né il tempo né la voglia, ma la "malagiustizia" è qualcosa di cui voglio parlare, sia pure in breve.
Premetto che i magistrati che hanno lottato per una giusta causa sono i miei eroi: Falcone e Borsellino, per esempio. Non posso dimenticare il giorno in cui Giovanni Falcone venne assassinato (con la scorta, e con la moglie) perché è lo stesso giorno del mio compleanno.
Purtroppo, non tutti i magistrati e pubblici ministeri sono come Falcone e Borsellino. In Italia nell'ultimo trentennio circa 30.000 persone si sono viste riconoscere rimborsi (che hanno pesato parecchio sulle nostre tasche) per essere state condannate ingiustamente e messe in carcere. Ci sono state sentenze che mettono i brividi, ingiustizie terribili, attacchi e persecuzioni contro delle persone, uso politico della giustizia.
Insomma, c'è qualcosa che non va. Se non ci credete, pensate al caso di Enzo Tortora, uno dei tanti cui fu rovinata la vita (ora c'è anche una serie TV su di lui). Pensate al caso di Monica Busetto, condannata per un'omicidio del quale in un secondo momento si scoprì la vera colpevole. Ma non sia mai detto che il giudizio fosse errato! I fatti sono stati interpretati in modo che la Busetto rimanesse dentro. Guardatevi il video che ho linkato.
In altri casi su cui non so se si possa parlare di errore giudiziario (il caso di Garlasco, l'omicidio di Yara Gambirasio) sono emersi errori procedurali enormi o accanimenti nel seguire una certa pista mentre non mancavano elementi che puntavano in altre direzioni.
Quindi nel terzo millennio siamo in una situazione in cui un magistrato può, come un signorotto feudale, calpestare la vita di te plebeo a proprio piacimento. Peggio ancora, se i magistrati sbagliano, di solito non pagano per i propri errori. Il referendum del 22/23 marzo fa ben poco per riequilibrare le cose, ma almeno, con la separazione dei Consigli Superiori della Magistratura tra magistrati giudicanti e requirenti, impedirebbe scambi di favori e mercati delle vacche, giochi di correnti e via discorrendo. Che un terzo dei membri dei CSM venga scelto dal parlamento è certamente un rischio; ma i restanti due terzi resterebbero magistrati, scelti a sorte.
Inoltre, esisterà un nuovo organo giudicante per valutare gli illeciti commessi dai magistrati. Spero che serva a qualcosa, perché finora prevale la logica del "cane non morde cane".
È una bella riforma? No, è ben poco rispetto ai tanti problemi (e alla mancanza di mezzi economici). E mi spiace davvero che la tematica sia stata politicizzata come se fosse un grimaldello per scalzare il governo di Giorgia Meloni o per riaffermarlo. Volevo fare un elenco dei clamorosi voltafaccia (perché anche a sinistra c'erano i fautori della riforma, ma tanti sembra abbiano cambiato idea) e delle scandalose affermazioni false fatte da tutte e due le parti politiche. Ma mi fermo qui. Mi limito a dire: questa è una faccenda troppo importante, chiunque sia al governo, quindi decidere in base alle disposizioni di scuderia non ha senso. Svegliatevi.
Io spesso non voto, ma se questa domenica trovassi la voglia e il tempo, penso che voterò SI.

7 commenti:
Non ho molto da aggiungere a quello che hai detto usando, tra l'altro, parole che solo chi non vuole capire non capisce. Sono anche stupito (ma non più di tanto) che il testo di questo referendum, uno dei pochi della nostra storia repubblicana ad essere limpido, venga manipolato in maniera plateale al solo fine di farlo passare per il male assoluto. E tutto questo per una pura questione ideologica visto che, come tu stesso hai scritto, gran parte della sinistra, lo ha invocato almeno cinque volte negli ultimi anni. Improvvisamente, solo perché lo propongono altri, diventa un pericolo per la costituzione, come se quest'ultima non sia stata già ampiamente modificata e calpestata, soprattutto negli ultimi anni. Il solito brutto vizio che abbiamo a dire "no" a qualsiasi cosa. Non importa a cosa, purché sia "no".
Anch'io come te non voto da un sacco di anni. Forse da una ventina. Non per pigrizia, ma solo perché non c'è mai stato nessuno che si sia meritato il mio disturbo. Stavolta, cascasse il mondo, tornerò a farlo. E chissà che arrivi quel risultato, seppur piccolo, che mi faccia recuperare un po' di fiducia in questo mondo.
Ho sentito gente ragionevolissima, con cui vado generalmente d'accordo, esprimersi per il no. Anche molti dei blogger di cui ho stima. Temo che il richiamo pavloviano degli schieramenti faccia perdere questa occasione. Forse questo non è il "governo giusto" per fare passare la riforma. Mi auguro solo che, il giorno che tornasse al potere, lo schieramento PD - 5Stelle affronti a sua volta il problema e proponga la sua versione della riforma, purché riforma sia.
Che ci siano stati e ci siano degli errori in campo giudiziario è un fatto. Ma la riforma che il governo vuol fare non mira a migliorare lo stato delle cose delle persone, di questo non gli importa nulla: quello che gli importa è controllare il potere della magistratura dall'interno. Ed è una cosa sbagliata, perché i poteri devono essere separati. Per questo, è una riforma che ci si auguri non passi.
Di quello che veramente importa al governo non so, bisognerebbe chiedere al governo. La legge costituzionale però mantiene il principio dell'autonomia della magistratura, con solo un terzo dei membri dei due CSM eletti dal parlamento (che poi potrebbe voler dire dare potere alla signora Schlein, al prossimo giro, e non solo alla Meloni).
Resta il fatto che la procura (l'accusa) è legata all'esecutivo (al ministro della Giustizia) in paesi come la Germania, l'Austria, la Francia, ecc... insomma la tendenza europea è opposta al buco nero incontrollabile (totalmente autoreferenziale) che abbiamo in Italia. Per caso questi paesi funzionano peggio? Magari non meglio, ma peggio di noi è praticamente impossibile. E non mi pare nemmeno che siano degenerati in dittature, dal dopoguerra a oggi.
Dittatura ancora no, ma le volte che hanno fatto riforme di questo livello, come la legge Biagi, le cose per le persone sono peggiorate: è per questo che non si deve far passare qualcosa di sbagliato.
La legge Biagi era evidente che sarebbe stata usata a sfavore dei lavoratori. Nel caso di oggi, abbiamo il pericolo che non si possa condannare un politico potente. Cosa assai difficile anche in passato. Io personalmente rimetterei anche una qualche forma di immunità parlamentare, in modo che non possa svegliarsi un PM alla mattina e scagliarsi contro un membro del governo così, "tanto per"; oppure metterei dei vincoli (l'accusa deve essere approvata da una maggioranza del CSM, per esempio).
Quello che peggiora le cose in Italia sono i giudici che, impuniti, fanno ciò che vogliono, rovinando la vita di innocenti, come hanno fatto non una o due, ma migliaia di volte.
In verità, quelli che hanno peggiorato le cose in Italia sono stati imprenditori, multinazionali e politici.
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