sabato 7 marzo 2026

La Fuga di Logan, fantascienza invecchiata male

 La Fuga di Logan (Logan's Run) è un film del 1976, un periodo in cui la fantascienza conobbe momenti di gloria. Forse fu l'ultimo film del suo genere: dopo pochissimo tempo sarebbe uscito Star Wars, che avrebbe imposto un nuovo standard. La Fuga di Logan fa parte di una fantascienza basata su costumi strani, fumo e luci colorate, una fantascienza che aveva i giorni contati.

Detto questo, avendo visto il film 50 anni dopo la sua uscita, non posso giudicarlo senza tener conto del periodo in cui uscì. La trama è tratta da un romanzo omonimo, ma la produzione decise di cambiare molti dettagli.

Parliamo della trama (anticipazioni in arrivo). Come tanti film del genere, o anche libri, ad esempio Stato Sociale Amaranto di Jack Vance, La Fuga di Logan ci porta in una società chiusa. Un mondo artificiale che la produzione ha costruito, come interni, all'interno di un ipermercato.

All'esterno c'è un mondo distrutto, ma all'interno tutti sono giovani e belli e vivono nel lusso. La città è regolata da un computer con voce di donna. Per mantenere l'equilibrio, a nessuno è consentito vivere oltre i 30 anni (nel libro erano addirittura soltanto 21). Si tiene una cerimonia chiamata Caroussel, durante la quale i trentenni sono vaporizzati tra il giubilo generale, perché gli spettatori credono che saranno rigenerati... ma non è vero.

Il protagonista maschile, Logan 5, è un "Sandman", ovvero un poliziotto (in italiano: sorvegliante). All'inizio del film lo vediamo a caccia di un fuggiasco che cerca di evadere dalla cupola della città. Il fuggitivo viene braccato con compiacimento e ghigni sadici da Logan 5 con l'aiuto di Francis 7, un altro sorvegliante amico del protagonista. Incaricato dal computer di trovare "Sanctuary", ovvero il rifugio verso cui i fuggiaschi scappano, Logan parte con un solo indizio: il simbolo dei ribelli è l'Ankh, la croce della vita egizia. Ma è sufficiente perché Logan becca subito Jessica 6, che porta il simbolo al collo (davvero una setta molto segreta!).

Convinto di dover fuggire dal sistema, Logan aiuta Jessica anziché arrestarla, ma a questo punto l'amico Francis diventa un inseguitore accanito. Logan scoprirà che Sanctuary non esiste: i fuggiaschi vengono catturati da un robot logistico impazzito e messi a congelare (sì, è così). Però riuscirà a scoprire che esiste un mondo all'esterno (la città di Washington per l'esattezza) e incontra un uomo anziano che vive con dei gatti. E poi... riesce a far saltare il sistema, in un finale assai sciocco.

Ok, lo confesso, la trama mi sembra proprio cretina, anche se il film ebbe grande successo. I temi, però, sono presentati in maniera da far presa: illusione di una giovinezza eterna, edonismo e mancanza di pensiero, ma a costo della libertà, l'ansia perché la vita di piaceri non può durare in eterno. Nel film tutti hanno una pietra che cambia colore nel palmo della mano, a indicare l'avvicinarsi del trentesimo anno. Insomma, quel che manca di complessità nella storia è compensato dai riferimenti a tematiche rilevanti contemporanee, che hanno contribuito al grande successo della Fuga di Logan e che sono ancora validi oggi.

Gli effetti speciali, che vantano il primo uso di ologrammi nel cinema (o così si disse), erano validi ai loro tempi; sono abbastanza penosi oggi. Il cast, comunque, è notevole: Logan è interpretato da Michael York, allora al vertice della carriera (lo avete probabilmente visto in Cabaret). Nel ruolo di Jessica (e nel suo succinto costume) abbiamo una giovane Jenny Agutter (Un Lupo Mannaro Americano a Londra). Francis è interpretato da Richard Jordan (lo avete forse visto nel Dune di David Lynch). Peter Ustinov (Spartacus, e tanta altra roba) interpreta la parte dell'uomo anziano che vive al di fuori della cupola della città. Cito infine Farrah Fawcett (Charlie's Angels), che poco prima di diventare famosissima ebbe un ruolo secondario in questo film.

Il film non è disponibile in streaming, a quanto ne so. Consiglio comunque di vederlo, se non l'avete già visto e ve ne capita l'occasione.

Per finire, un po' di critiche alla sceneggiatura, rivolte a coloro che hanno visto il film. Innanzitutto, perché a Logan viene lasciato intendere che i rigenerati semplicemente muoiono? E quando deve rinunciare a quattro anni di vita per convincere i ribelli che la sua diserzione è vera, e chiede al computer se quegli anni di vita gli saranno resi dopo la missione, perché non gli viene risposto? Nemmeno con una balla... Non si capisce cosa facciano i cittadini del mondo distopico, né se siano le sole comunità moderne. I ribelli che vivono nei sotterranei non si sono mai accorti che quelli che vengono mandati a "Sanctuary" sono semplicemente congelati dal robot Box? Nessuno è andato a tenere collegamenti con Sanctuary, e non mi pare che questo abbia senso. Il vecchio che vive coi gatti nelle rovine di Washington cosa mangia? E cosa dà da mangiare ai suoi gatti? Infine, il computer va in shock e si blocca quando Logan, catturato, rivela che Sanctuary non esiste. Perché dovrebbe? Aggiungerei che la conseguenza di ciò è altrettanto assurda. Logan si impadronisce di un'arma, spara a un po' di guardie, colpisce il computer, se ne va mentre la città esplode e fiammeggia, tutti scappano e tutto finisce in gloria: la città distopica è distrutta e la gente è libera. Mi permetto di dire che trovo un serio errore di ambientazione quando in una storia il potere è così fragile e lo si può abbattere sparando una decina di proiettili, per quanto ben diretti.


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