domenica 1 marzo 2026

Cannibali di Zamboula

 In questo racconto Conan finisce in una casa molto, molto pericolosa. Siamo a Zamboula, una città del Turan abitata da diverse razze e passata sotto diversi padroni nei secoli. A quanto pare, in città è tollerata la presenza di pericolosi cannibali, purché non ammazzino gli abitanti del luogo; e ora vedremo cosa c'entra con Conan tutto questo.

Il padrone di casa che offre alloggio a Conan è Aram Baksh, taverniere demoniaco, e anche assassino. Conan viene in effetti assalito da un nero gigantesco, ma non viene ucciso e divorato. Riesce ad eliminare il suo assalitore. Questo è solo l'inizio dell'avventura. Conan esce di casa e salva una donzella, Zabibi, dall'assalto di tre neri. La poveretta, che si ritrova nuda e indifesa, ed è costretta a chiedergli assistenza perché il suo amato, Alafdhal, è stato reso folle da una pozione preparata dal malvagio sacerdote Totrasmek.

Dopo aver catturato il fidanzato e messolo in condizione di non nuocere a sé stesso, Conan e Zabibi vanno al tempio e cercano di fargliela pagare al sacerdote, ma Zabibi viene rapita mentre si aggira per il dedalo di corridoi, mentre un aiutante di Totrasmek, Baal-pteor, attacca Conan con la magia e l'ipnotismo, prima di cercare più banalmente di strangolarlo.

Ovviamente, Conan è più forte e sarà Ball-pteor a finire con il collo spezzato. Totrasmek, che tiene Zabibi prigioniera e dialoga con lei, ci fa percepire una diversa versione dei fatti: è la ragazza che gli aveva chiesto la pozione e lo aveva fatto per rubare una preziosissima gemma al fidanzato, gioiello incastonato nel suo anello. La gemma era stata precedentemente di proprietà della regina di Ophir e Zabibi intendeva renderla alla regina in cambio di una grande ricompensa. Inoltre, Zabibi aveva un'altra motivazione: poiché la gemma aveva un potere di seduzione, non voleva (per gelosia) lasciarla al fidanzato.

La ragazza se la vedrà male, costretta a danzare freneticamente per sfuggire al morso di quattro serpenti che la circondano, un'illusione escogitata dal malvagio sacerdote. Però Totrasmek viene alla fine trovato da Conan che, prevedibilmente, lo uccide. La pozione per far ritornare il fidanzato in sé è recuperata, ma c'è un colpo di scena. Zabibi è in realtà la regina Nefertari e il fidanzato è il satrapo della città. A Conan è offerta una grande ricompensa, oltre alla nomina a comandante delle guardie. Il barbaro, in verità, aveva già capito tutto; e, rifiutando la nomina, se ne va con l'oro (e con l'anello, di cui s'è impadronito mentre catturava il fidanzato impazzito).

Ma prima di andarsene, Conan ha un conto da sistemare con il taverniere assassino Aram Baksh. Con il suo senso poetico della giustizia, Conan lo riduce al silenzio, mozzandogli la lingua. E lo consegna agli stessi cannibali a cui il taverniere assassino vendeva i suoi ospiti.

Questo racconto ha, a mio parere, una trama complessa, forse anche troppo, con intrighi da cappa e spada e con questa improbabile regina che si finge una ballerina. Peraltro, nel modo in cui Robert Howard ci racconta le sue azioni, vedo un certo inganno nei confronti del lettore, a cui fa sembrare vera la falsa identità della ragazza. Potrei anche dire che una città che accetta la presenza dei cannibali (c'è da chiudere bene a chiave la porta!) non gestisce bene il proprio ordine pubblico, ma ormai la città in cui abito, forse anche grazie all'attuale sindaco, non è conciata molto meglio di Zamboula.

Cosa dire di Zabibi? Certamente una ragazza libera e molto spregiudicata, e per niente stupida. Capisce l'animo dei suoi avversari, non si lascia limitare da alcuna mortale, bestemmia e, nonostante ami il suo uomo, non esita ad offrirsi a Conan. Se è vero che le donne nei racconti di Howard dedicati al barbaro cimmero sono spesso discinte e disponibili, non è affatto vero che siano tutte uguali.

Al contrario, i cattivi in questo racconto, come generalmente avviene, sono semplicemente... cattivi. Senza grande identità e individualità, personaggi insidiosi, ma anche, tutto sommato, interscambiabili.

Ovviamente i cannibali sono neri e mostruosi; questo racconto non andrebbe d'accordo con le sensibilità odierne del politicamente corretto, ma, se avete seguito i miei precedenti post su Conan, non vi stupirete molto.



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