Sappiamo bene che, quando siete lì per rendere l'anima e il medico prescrive una visita medica o un accertamento diagnostico con la formula dell'urgenza, andrete a finire contro il muro di gomma del "non abbiamo posto". Da oltre dieci anni, in realtà, ci sono leggi e decreti secondo cui, se il SSN (Servizio Sanitario Nazionale) non può garantire una visita in tempi ragionevoli, la si può fare presso enti privati e poi essere rimborsati. Succede veramente?
Secondo la legge, questo diritto scatta quando non è possibile ricevere il servizio in tempi ragionevoli. Quali sono questi tempi? Le ricette possono essere urgenti (prestazione da eseguire entro 72 ore) o "quasi urgenti", da eseguire entro 10 giorni. Poi ci sono le differibili, 30 o 60 giorni a seconda della tipologia, e quelle più a lungo termine (120 giorni).
Quando non vi possono garantire le tempistiche, potete andare privatamente e poi chiedere un rimborso, ma solo se seguite un determinato procedimento che raramente qualcuno vi spiega. Bisogna ottenere una documentazione scritta del CUP (Centro Unico di Prenotazione) che attesti che non può soddisfare le necessità del paziente. Cosa deve fare chi è abituato a effettuare queste prenotazioni via telefono o internet? Non lo so, ahimè. Temo che ci si debba recare presso uno sportello fisico per forza. Ma non è finita.
Con il rifiuto documentato del CUP ci si deve recare all'ASL (Azienda Sanitaria Locale) per ottenere un'autorizzazione preventiva. Buona fortuna.
Dopo aver fatto la visita privatamente (ovviamente, al momento pagate voi: il denaro non ve lo anticipa nessuno), radunate tutta la documentazione e andate di nuovo all'ASL per chiedere il rimborso.
Ogni regione potrebbe avere procedure diverse, il che non fa che dimostrare il marasma intorno a questa legge. Il sig. Google, interpellato in merito, afferma che una volta rimbalzati dal CUP, bisogna mandare una PEC, o una raccomandata con ricevuta di ritorno, all'ASL di appartenenza; mi chiedo però quando mai ti risponderanno in tempo, se hai un'urgenza di 72 ore? Se non rispondono, vai a fare la visita privatamente e poi chiedi il rimborso. Sempre che la ASL non lo neghi per ragioni sue.
Ma se le cose stanno così, in entrambi i casi, se ti ammali e non sei ricco, essere malato diventa un po' un lavoro a tempo pieno...
P.S. Qualcuno dei miei radi lettori ci ha mai provato?

2 commenti:
Mai provato. Ma l'anno scorso ho dovuto pagare di tasca mia, privatamente, 5.000 euro per una TURP, perché nel pubblico la lista di attesa era lunghissima. E tutto questo nonostante avessi l'urgenza sulle prescrizioni. Ho provato a cercare qualche modo per ottenere un indennizzo o un rimborso ma niente da fare: un muro.
La (magra) consolazione sarà la deduzione drl 20% di quanto ho speso sul prossimo 730. Lasciamo stare, va'.
Esatto, fanno le leggi e poi ti prendono per i fondelli...
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