sabato 3 settembre 2022

House of Gucci

 Dal momento che non sono frequentissimi i film di rilievo (e con un grosso budget) in cui il nostro paese è per un motivo o per l'altro nell'obiettivo, mi sono visto House of Gucci che, assieme a Tutti i Soldi del Mondo, può vantare una storia "italiana" diretta da un regista celebre come Ridley Scott. Mentre Tutti i Soldi del Mondo parla di un fatto accaduto in Italia, ma con i principali protagonisti non italiani, la storia di House of Gucci è invece italiana quasi al cento per cento.

Strana pertanto la scelta di non ingaggiare attori italiani per qualcuno dei ruoli principali, e curiosa anche la decisione di far parlare gli attori, anziché semplicemente in inglese, con un "tentativo" di inflessione da italoamericani.

Questo, unito al gesticolare a vanvera e a certi anacronismi, rende la riproduzione dell'Italia dei tempi un po' vacillante, e l'intera faccenda un pochino offensiva, anche se come italiano ho la pelle piuttosto dura per questo tipo di faccende.

mercoledì 31 agosto 2022

È morto Gorbachev

 Dopo lunga malattia è morto il protagonista del crollo dell'Unione Sovietica, Mikhail Gorbachev. La notizia è stata accolta con rammarico da molti, soprattutto in occidente, con gelida freddezza da altri (l'attuale gerarchia russa), con qualche sguaiata manifestazione di contentezza da altri ancora (ad esempio il leader di un partito paleocomunista italiano). Certamente si tratta di un personaggio che ha avuto la sua importanza. Di lui, casualmente, ho parlato in un post proprio quest'anno.

martedì 30 agosto 2022

Brindille

 Ecco il mio ultimo acquisto quanto a strisce disegnate. Un fumetto fantasy corposo (con il prezzo che ne consegue), Brindille è lungo 170 pagine, più appendici finali. Lo hanno creato Frédéric Brrémaud e Federico Bertolucci, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore; lo si trova in italiano distribuito da Saldapress. Il fumetto parla di una ragazza misteriosa (appunto Brindille) che fugge da una catastrofe, o da qualcosa di molto sinistro.

Ma la poveretta ha perduto la memoria, ricorda soltanto un paesaggio distrutto da un enorme incendio e un muro che ha valicato.

martedì 23 agosto 2022

Wonder Woman 1984

 Premessa doverosa: il film è approdato su Netflix, altrimenti non penso che lo avrei visto, perché più o meno sapevo già di cosa si tratta. E di supereroi trattati in un certo modo sono piuttosto stanco.

Wonder Woman 1984 è un'altra avventura di Wonder Woman, eroina della DC Comics interpretata da Gal Gadot, trasferitasi nella pacchiana epoca degli anni '80 per salvare (ovviamente) il mondo. Il film si contraddistingue per la rappresentazione degli uomini (maschi bianchi eterosessuali, ovviamente) come un branco di malvagi laidi e bavosi, che si rimpinzano di hamburger unti e patate fritte, spiano le bambine che fanno aerobica, cercano di stuprare le donne ecc... tutti tranne ovviamente Steve Trevor, il partner defunto ma poi ritornato di Diana, interpretato da Chris Pine, che è il capitano Kirk nel reboot di Star Trek.

Diana incontra Barbara, una diligente studiosa che ha messo le mani su un misterioso artefatto che, secondo quanto vi si legge, sarebbe in grado di esaudire i desideri (Barbara è interpretata da Kristen Wiig, vista in Mother!). Senza crederci, ne fanno uso. Mentre Barbara desidera avere dei superpoteri, Diana usa il potere dell'oggetto per riportare apparentemente in vita Steve. Ciò avviene, a scapito di qualche malcapitato il cui corpo è preso a prestito e la cui vita è cancellata. In effetti cominciamo a vedere fin da subito che l'artefatto è veramente in grado di accontentare i desideri, ma facendo del male di conseguenza (una magia malevola sotto buone sembianze).

lunedì 22 agosto 2022

Opinione controcorrente su Better Call Saul

 Non sono mai diventato adepto di culti nati attorno alle serie televisive, ma Better Call Saul (spinoff di Breaking Bad) m'è davvero piaciuta. Parla di Jimmy McGill, avvocato dei delinquenti e loro complice, visto in Breaking Bad come un personaggio con uno spirito a volte divertente, ma in tutto e per tutto un uomo corrotto.

Nella serie a lui dedicata lo vediamo invece partire come un aspirante avvocato con un  gusto un po' malandrino per il raggiro e la furbizia, ma fondamentalmente buono, e con la volontà di conquistare il cuore di una brava ragazza. Vedremo quindi la sua discesa all'inferno (perché sappiamo già come diventerà in Breaking Bad) e poi, con un salto in avanti, passeremo oltre a Breaking Bad per sapere come andrà a finire la sua parabola.

A questo punto (SPOILER!) potremmo essere di fronte alla dannazione totale di Jimmy. Oppure no. Gli sceneggiatori hanno deciso per la sua redenzione, con l'amara confessione e la decisione di scontare le proprie colpe anziché puntare all'ennesima scappatoia, che pure gli era concessa. Secondo questa recensione, la scelta è sbagliata, è una resa al buonismo. Una concessione al sentimentalismo, una pennellata di retorica là dove il duro realismo sarebbe stato meglio.

Lascio a voi la valutazione. Io personalmente credo che la scelta artistica sia invece valida: in queste due serie collegate tutti pagano per i propri crimini. Il protagonista non  si salva dal disastro, ma si prende la vittoria morale di recuperare il rispetto della donna amata. Finale dolce amaro (con molto amaro). Per me va bene così. La serie la trovate su Netflix.

martedì 16 agosto 2022

La Abuela

La Abuela è un film horror recente (2021) di produzione franco-spagnola, diretto da Paco Plaza. Si tratta di un regista horror di una certa fama perché condivise la creazione del famoso REC, che appartiene al sottogenere found footage. REC non l'ho visto, e non apprezzo particolarmente il tipo, ma andiamo avanti. La Abuela (in italiano: la nonna) è un film gotico, denso di atmosfere cupe e inquietanti, di vaga minaccia, per quanto l'ambientazione non ci porti in antichi castelli né in dimore che cadono a pezzi. È opportuno dire subito che il passo del film è piuttosto lento, senza nessuna trovata per farti fare il balzo sulla sedia. La trama è lineare, fin troppo ovvia nello svolgersi e nella conclusione, come uno di quei racconti di Dino Buzzati dove le cose vanno sempre peggio fino a una catastrofe finale, che ci aspettavamo già dalla seconda o terza pagina, o magari dalla prima. Per questo il film ha i suoi momenti di noia, e posso capire chi lo criticherà, anche se a me è piaciuto molto.

La Abuela ha come protagonista una fotomodella, che deve fronteggiare un imprevisto, l'ictus che ha colpito sua nonna.