Questo è un film francese del 2023, che si barcamena tra critica sociale e orrore cthulhoide. The Deep Dark è il titolo inglese, quello con cui il film ci viene proposto su Amazon Prime. In realtà il titolo del film è Gueules Noires, in lingua originale, ovvero "facce nere". Le facce nere sono quelle dei minatori, poiché l'azione del film si svolge nel sottosuolo.
L'orrore negli abissi l'ho sempre amato: in particolare quello ambientato sott'acqua, ma anche i cunicoli delle miniere e delle grotte mi affascinano. Probabilmente perché da bambino ho visto uno sceneggiato dal titolo E le stelle stanno a guardare, roba di mezzo secolo fa, in cui era descritto un disastro minerario, con i poveracci che arrancavano per uscire dalle gallerie in cui erano bloccati. Ma passiamo alla storia.
Abbiamo un disoccupato marocchino (Amir, interpretato da Amir el Kacem) che arriva in miniera per sostituire un lavoratore deceduto in un incidente. Siamo negli anni '50 e Amir sta subito simpatico a tutti (ovviamente è il contrario. Non che gli italici in Belgio se la cavassero molto meglio, comunque). Allo stesso tempo, uno studioso va dal direttore della miniera e gli chiede di poter scendere a grande profondità per condurre una ricerca. Una faccenda rischiosa e impegnativa, che sarebbe meglio lasciar perdere. Il direttore, dopo aver beccato una mazzetta, accetta e rifila il prof a uno dei suoi più validi caposquadra, che è anche il capo di Amir: dovrà accompagnarlo.
C'è un discreto premio in denaro per la missione e, sebbene questa includa farsi largo con l'esplosivo e quindi sia pericolosa, la decisione dei lavoratori è ovviamente di accettare il rischio, visto che comunque si giocano la pelle ogni giorno.
Così la squadra si inoltra in un livello profondissimo, dove si dice che un gruppo di minatori, in passato, sia rimasto bloccato e "sigillato" lì perché era impossibile andare a salvarli. E scopre degli artefatti antichi che interessano moltissimo il professore. Il quale, però, è reticente, suscitando le ire degli operai, in quanto non vuole rivelare il motivo ultimo della missione, fa cose di testa sua anziché rimanere inquadrato nel gruppo e si dimostra, in effetti, una grandissima spina nel fianco. Tutto questo mentre l'umile minatore marocchino si rivela, a poco a poco, capace di interpretare simboli e tesi antichi e di dare indicazioni su cosa fare (direi che è un punto debole della trama).
Tra buio, claustrofobia, apparizioni mostruose, rumori nelle tenebre e nervi che saltano, vedremo il nostro gruppo di minatori (più lo studioso) passare qualche ora davvero pesante, e questo è un eufemismo. Uscire dalla miniera non sarà così semplice, e uscirne con la pelle intatta, forse impossibile.
Del regista Mathieu Turi non so nulla; posso però dire che il film, sebbene alla fine The Deep Dark sia una storia abbastanza prevedibile, è di sicuro intrattenimento. Se volete proprio sapere come va a finire, eccovi lo SPOILER:
(Fuggite se non volete essere spoilerati!).
L'immancabile creatura semidivina, imprigionata nell'abisso, riesce alla fine a esprimersi, dopo aver ammazzato diversi minatori. Vuole uscire dal sottosuolo e scorazzare orrendamente per il mondo. Amir e il caposquadra, ultimi superstiti, useranno la dinamite per impedire che ciò accada, in una scena all'Alien Scontro Finale, schiacciando insieme il detonatore e facendo un botto tale da uccidere se stessi e lo schifomostro che stava salendo verso l'esterno.

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