Dopo qualche incertezza mi sono visto anche Avengers: Infinity War. Non mi sono però messo "alla pari" con gli altri film dell'universo cinematografico Marvel (ovvero il MCU, Marvel Cinematic Universe). Ci sono quindi dei personaggi di cui non so nulla, tipo una specie di volpacchiotto che parla e pilota un'astronave, e altri di cui mi ricordo a malapena qualcosa. Poco male, ma purtroppo, anche per dare una possibilità di entrare nel film a tutti quanti gli eroi, il film è lunghissimo, due ore e mezza. E questo è senz'altro un difetto: ho visto il film in due sedute, in streaming, ma al cinema forse non ce l'avrei fatta.
Tuttavia la lunghezza dei film Marvel è una caratteristica abbastanza normale con cui tocca fare i conti. Un motivo in più per non spenderci una decina di euro al cinema, del resto, visto che aspettando un po' si becca qualche offerta speciale in streaming (ho pagato un euro e 99 centesimi), e il film se proprio vogliamo vedercelo lo possiamo gustare con calma.
martedì 27 novembre 2018
venerdì 23 novembre 2018
Wolyn
Wolyn (ovvero Volinia, una regione all'incrocio tra Bielorussia, Ucraina e Polonia) è un film polacco del 2016, diretto dal regista Wojciech Smarzowski, che già in altre pellicole aveva ripercorso con la macchina da presa i duri e difficili eventi occorsi alla sua nazione negli anni passati. In questa occasione vengono ripercorsi gli eccidi nella regione ricordata dal titolo, verificatisi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale in avanti, ricucendo molte testimonianze di atrocità nella storia di una giovane polacca, Zosia (interpretata da Michalina Labacz), e della sua famiglia.
Premessa storica. La Polonia rinacque, come stato, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (il centenario dell'evento è stato ricordato non molti giorni fa). Si trattava di uno stato i cui confini erano stati stabiliti in maniera arbitraria, includendo nel territorio minoranze ucraine, bielorusse, tedesche. A complicare le cose, una forte presenza ebraica nel territorio, e la presenza di minoranze polacche negli stati vicini. Parte del "cordone sanitario" che doveva isolare la Russia sovietica, la Polonia ebbe una vita travagliata fin dall'inizio, in parte per colpa della propria aggressività, in parte per via dell'instabilità dei territori che sarebbero confluiti nell'Unione Sovietica, ancora combattuti tra comunisti e "armate bianche" di controrivoluzionari. Polonia e URSS si scontrarono in quegli anni in una guerra inutile e senza esito.
Premessa storica. La Polonia rinacque, come stato, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (il centenario dell'evento è stato ricordato non molti giorni fa). Si trattava di uno stato i cui confini erano stati stabiliti in maniera arbitraria, includendo nel territorio minoranze ucraine, bielorusse, tedesche. A complicare le cose, una forte presenza ebraica nel territorio, e la presenza di minoranze polacche negli stati vicini. Parte del "cordone sanitario" che doveva isolare la Russia sovietica, la Polonia ebbe una vita travagliata fin dall'inizio, in parte per colpa della propria aggressività, in parte per via dell'instabilità dei territori che sarebbero confluiti nell'Unione Sovietica, ancora combattuti tra comunisti e "armate bianche" di controrivoluzionari. Polonia e URSS si scontrarono in quegli anni in una guerra inutile e senza esito.
martedì 20 novembre 2018
Sta cambiando il mondo? Seconda parte
Negli USA, con le "elezioni di midterm," è svanita l'idea che la presidenza Trump fosse una anomalia destinata a essere riassorbita rapidamente. I Democratici sono più forti, adesso, e sebbene molto divisi fra loro potranno sfidare le decisioni del presidente, ma i Repubblicani hanno resistito e, ormai, sono molto più compatti dietro al loro leader. Questo probabilmente significa, come pensavo nel precedente articolo, che siamo di fronte a un cambiamento di marcia del mondo occidentale (e quindi del mondo tout court).
I mutamenti in atto sono molteplici ma uno che riguarda specialmente l'Europa è il fatto che la politica di "America First" si sia rivelata non una stranezza voluta dal collerico presidente con i capelli arancioni, e destinata presto a scomparire. Probabilmente è un percorso obbligato, visto lo stato di malessere sociale ed economico degli USA. Potrebbe darsi che un futuro presidente democratico (o anche uno repubblicano post-Trump, perché no) torni a rivolgere sorrisi rassicuranti nella nostra direzione, ma probabilmente la linea sarà quella di avere massimo potere e controllo con il minimo sforzo, salvo ulteriori tentazioni verso l'isolazionismo; insomma non quella benevola supremazia e protezione di cui l'Europa in passato aveva goduto (quasi sempre) volentieri.
I mutamenti in atto sono molteplici ma uno che riguarda specialmente l'Europa è il fatto che la politica di "America First" si sia rivelata non una stranezza voluta dal collerico presidente con i capelli arancioni, e destinata presto a scomparire. Probabilmente è un percorso obbligato, visto lo stato di malessere sociale ed economico degli USA. Potrebbe darsi che un futuro presidente democratico (o anche uno repubblicano post-Trump, perché no) torni a rivolgere sorrisi rassicuranti nella nostra direzione, ma probabilmente la linea sarà quella di avere massimo potere e controllo con il minimo sforzo, salvo ulteriori tentazioni verso l'isolazionismo; insomma non quella benevola supremazia e protezione di cui l'Europa in passato aveva goduto (quasi sempre) volentieri.
venerdì 16 novembre 2018
Conquistador vol. II
Sono alla seconda parte di Conquistador, edito da Glénat (autori Dufaux e Xavier).
Hernando del Royo, cacciatore di tesori, in questo volume incontra molte peripezie. Il paesaggio in cui si muove è inospitale, abitato da tribù di uomini spietati e da ogni specie di belva o di malattia. Il sovrannaturale guardiano del tesoro degli Incas non lo uccide ma i suoi compagni di avventura si disperdono o muoiono. Lui scampa alla spedizione nel cuore della giungla e incontra un Cortes che ha dovuto combattere contro gli stessi spagnoli, venuti a bloccare il suo tentativo di conquistare l'impero azteco. Infatti, in una storia che non risparmia alcuna crudeltà, anche fra di loro i "conquistadores" arriveranno a battersi, ed è fatto storico. Cortes medita di tornare subito indietro: ed è arrabbiato perché contava su Del Royo per avere dell'oro da promettere ai soldati, e lui non ha riportato nulla. Prosegue una storia cupa, dove la violenza cieca del dio infernale Txlaka quasi sembra ordinaria in un mondo dove il nemico (uomini selvaggi e implacabili delle tribù), le malattie e l'impraticabilità della giungla, gli stessi alleati, pongono a ogni passo trappole mortali.
Del primo volume avevo parlato qui.
Hernando del Royo, cacciatore di tesori, in questo volume incontra molte peripezie. Il paesaggio in cui si muove è inospitale, abitato da tribù di uomini spietati e da ogni specie di belva o di malattia. Il sovrannaturale guardiano del tesoro degli Incas non lo uccide ma i suoi compagni di avventura si disperdono o muoiono. Lui scampa alla spedizione nel cuore della giungla e incontra un Cortes che ha dovuto combattere contro gli stessi spagnoli, venuti a bloccare il suo tentativo di conquistare l'impero azteco. Infatti, in una storia che non risparmia alcuna crudeltà, anche fra di loro i "conquistadores" arriveranno a battersi, ed è fatto storico. Cortes medita di tornare subito indietro: ed è arrabbiato perché contava su Del Royo per avere dell'oro da promettere ai soldati, e lui non ha riportato nulla. Prosegue una storia cupa, dove la violenza cieca del dio infernale Txlaka quasi sembra ordinaria in un mondo dove il nemico (uomini selvaggi e implacabili delle tribù), le malattie e l'impraticabilità della giungla, gli stessi alleati, pongono a ogni passo trappole mortali.
Del primo volume avevo parlato qui.
martedì 13 novembre 2018
Deadpool 2, una brevissima opinione
Quando davo il mio parere sul primo Deadpool, mi chiedevo se la formula fosse ripetibile con il medesimo successo in un seguito. Ed eccomi infatti a vedere, sebbene non in prima visione, Deadpool 2. Il protagonista è sempre Ryan Reynolds nei panni del supereroe/antieroe, il regista invece è cambiato: David Leitch, a me ignoto, ha preso il posto di Tim Miller, a causa di "contrasti creativi" di quest'ultimo con Reynolds. Quali contrasti ci sono stati? Ho letto di questioni di tono del seguito, e di effetti speciali che non erano piaciuti a Reynolds, per quanto non avesse che buone parole per il regista... il quale è passato ad altre produzioni senza gettare benzina sui contrasti, insomma una cosa alla vogliamoci bene.
giovedì 8 novembre 2018
Martyrs
Martyrs è un film horror particolare, di un genere che lascia sconcertati. Quello che ho visto è la versione francese del 2008, non il remake americano di pochi anni fa. Scritto e girato da Pascal Laugier. Le protagoniste sono donne, innanzitutto Lucie e Anna (attrici: Mylene Jampanoi e Morjana Alaoui, la prima franco-cinese, l'altra franco-marocchina) e la misteriosa Mademoiselle (una "signorina" attempata, interpretata dall'attrice canadese Catherine Bégin). La trama va anticipata, perché non è possibile parlare di questo film senza rivelarla.
Martyrs sembra l'incrocio tra un "torture porn" e un "revenge movie," almeno nella prima parte. Una delle protagoniste (Lucie) la vediamo torturata sistematicamente, freddamente, senza motivo apparente e ad opera di persone di cui non conosciamo i moventi. Lucie sfugge, ma non senza il terribile senso di colpa di non aver potuto aiutare un'altra ragazza torturata nello stesso modo, e finisce in un'orfanotrofio. Tormentata da un personaggio allucinatorio che la minaccia e aggredisce (tutto è nella sua mente), Lucie viene aiutata da un'altra ospite dell'istituzione. Ma quando, anni dopo, Lucie compie una tremenda vendetta contro una famiglia che ritiene coinvolta coi suoi torturatori, Anna non crederà alle sue parole e cercherà di salvare una di quelle persone (invano).
Martyrs sembra l'incrocio tra un "torture porn" e un "revenge movie," almeno nella prima parte. Una delle protagoniste (Lucie) la vediamo torturata sistematicamente, freddamente, senza motivo apparente e ad opera di persone di cui non conosciamo i moventi. Lucie sfugge, ma non senza il terribile senso di colpa di non aver potuto aiutare un'altra ragazza torturata nello stesso modo, e finisce in un'orfanotrofio. Tormentata da un personaggio allucinatorio che la minaccia e aggredisce (tutto è nella sua mente), Lucie viene aiutata da un'altra ospite dell'istituzione. Ma quando, anni dopo, Lucie compie una tremenda vendetta contro una famiglia che ritiene coinvolta coi suoi torturatori, Anna non crederà alle sue parole e cercherà di salvare una di quelle persone (invano).
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