mercoledì 5 gennaio 2022

Il Grande Iniziato

 Questo è un libro che ho affrontato con una certa fatica, lasciato a decantare per anni dopo averne letto solo una parte, e completato solo nel 2021. Il Grande Iniziato è un fantasy ambientato in un paese che richiama aspetti culturali sia della Cina che del Giappone. L'autore è Sean Russell, canadese, nato negli anni '50 quindi non più giovincello; l'idea che ha voluto seguire è quella di sviluppare un mondo immaginario con tratti decisamente orientali, senza che fosse possibile per il lettore associarlo a un solo paese. Nel 1991 ha scritto The Initiate Brother (che poi la Editrice Nord ha pubblicato in italiano con il titolo Il Grande Iniziato, appunto) e nel 1992 il seguito, Gatherer of Clouds (in italiano: Il Signore delle Nuvole). Per complicare un po' la storia editoriale di questo libro, pare proprio che in italiano questa coppia di libri sia diventata una trilogia, con un libro "mediano" ricavato prendendo una parte dal primo e un'altra dal secondo libro in inglese. In Italiano esiste quindi anche Il Figlio del Cielo, libro numero due della trilogia; e infatti Il Grande Iniziato, il primo libro, mi sembra mancare di un vero e proprio finale.

Perché ho avuto delle difficoltà nella lettura? Perché nel tentativo di scrivere una storia "all'orientale" Russell si è impegnato parecchio. E quindi abbiamo scene su scene con i vari personaggi che si scambiano i convenevoli, bevono tazze di cha (tè), vengono accuditi da servitori fedelissimi (di solito) e quasi invisibili, ascoltano il canto degli uccelli, ammirano i giardini curati alla perfezione, si dilettano con la musica e scrivono anche piccoli poemi.

In un certo senso il succo della storia è anche (anzi, in buona parte) nelle pieghe di questa diplomazia un po' stucchevole, e in tanti dialoghi in cui il vero significato va intuito dietro le parole. Ma mi sarei aspettato che l'autore una volta stabilita l'atmosfera risparmiasse il lettore almeno un poco. Invece no, il libro è tutto così. Comunque insistere ha i suoi benefici: la storia, quando finalmente prende forma, è avvincente.

Abbiamo una casata imperiale non ben consolidata, dopo aver rovesciato la precedente. Anche dal punto di vista religioso c'è fermento: una setta di monaci molto influente è adesso in disgrazia presso l'imperatore. Eppure una casata fortissima, quella degli Shonto, si serve ancora dei consigli spirituali (e non) di questi monaci... e ottiene l'aiuto di uno che sembra dotato di qualità veramente fenomenali (il Grande Iniziato del titolo). Peggio ancora (per la casata al potere) Lord Shonto ha adottato come propria figlia l'ultima rappresentante della casata imperiale sconfitta, una pedina politica di grande importanza in vista del futuro matrimonio di lei. L'imperatore ovviamente vede Lord Shonto come il fumo negli occhi, e lo incarica di fronteggiare i barbari in una provincia del nord, sperando che questo pericoloso potenziale rivale perisca o venga comunque indebolito nel conflitto.

Con questa mossa, un po' stile Dune, Shonto ottiene un incarico apparentemente importante ma che lo mette in difficoltà... deve affrontare una missione che si rivela pericolosa perfino nel viaggio di avvicinamento alla provincia minacciata dai barbari. Riuscirà questo nobile abilissimo, e la cerchia di alleati che stanno dalla sua parte, a rintuzzare la velenosa manovra dell'imperatore?

E soprattutto, dopo aver letto il primo libro, riuscirò io a leggere gli altri? Ne avrei intenzione, ma non mi piace lo stile di Russell, e dovrò pensarci un po'.


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