giovedì 14 luglio 2022

I Gatti di Ulthar e altri racconti

 Un'altra produzione lovecraftiana della Edizioni NPE, questo I Gatti di Ulthar e altri racconti si avvale dell'opera del disegnatore Antonio Montano e dello sceneggiatore Giuseppe Congedo. Nel libro abbiamo quattro storie, quattro interpretazioni di storie di HPL, con un breve commento finale. In quella che dà il nome alla raccolta, I Gatti di Ulthar, si parla di violenza contro gli animali, ma stavolta i felini si fanno giustizia da sé, mentre ne Il Terribile Vecchio abbiamo dei malfattori con la pessima idea di derubare un misterioso anziano che si tiene in casa dei misteriosi manufatti.

Il Segugio, il racconto che di solito trovate intitolato Il Cane, è una storia che presenta già gli elementi del Lovecraft più maturo, nonché una citazione del famoso libro maledetto, il Necronomicon (inventato dall'autore e in effetti mai esistito). Una storia dove magia e negromanzia, arti che due amici in realtà praticano più in cerca di emozioni che come studiosi veri e propri, sono la strada che porta a una terribile, irrimediabile scoperta.

lunedì 11 luglio 2022

Cosa ricordo di James Caan

 Cosa posso dire di James Caan? Sorprendentemente poco, in verità. Ho visto Il Padrino solo dopo molti anni, non ho visto Non Torno a Casa Stasera, non ho visto 40.000 Dollari per non morire, e per farla breve, lo conosco quasi esclusivamente per le sue interpretazioni in Rollerball e The Killer Elite (il secondo è un film che l'attore non ha apprezzato molto).

Adesso che Caan è venuto a mancare (6 luglio 2022) vengo anche a scoprire che ha rifiutato ruoli da protagonista incredibili, tra cui Qualcuno volò sul Nido del Cuculo (e sarei proprio curioso di vederlo al posto di Jack Nicholson), e perfino Blade Runner. Quello che mi colpisce di più però è la reazione che ho visto sui vari social e testate online: l'amore per questo attore che ha interpretato ruoli molto mascolini ma comunque espressivi e intensi. Tra la fama da duro, la battaglia con la depressione e l'abuso di sostanze, la vita reale di Caan mostra la sua fragilità. Un "eroe" non così semplice come l'apparenza direbbe. Un uomo complesso, a cui hanno perdonato anche di essere un sostenitore di Trump.

Il James Caan che io ricorderò sempre è quello di Rollerball. Nella foto è con il compagno di squadra interpretato da John Beck.


lunedì 4 luglio 2022

The Last Kingdom

 Se ai tempi del film Braveheaert gli Scozzesi andavano di moda, oggi sembra che ci sia un'inesauribile voglia di libri, film e serie televisive sui Vichinghi. A dire il vero l'interesse c'è sempre stato, visto che gli scandinavi nel loro periodo pre-cristiano erano un vero flagello, predoni spietati e guerrieri coraggiosi, che vivevano secondo una concezione del mondo pagana e fatalista. Il prototipo dell'uomo selvaggio e libero, che prende quello che vuole e si crea il proprio destino da sé, o muore provandoci. Se ci aggiungiamo che fisicamente appartengono al ceppo giudicato esteticamente il più bello, non possiamo stupirci per le fortune di questi barbari nella narrativa.

The Last Kingdom, serie britannica che è arrivata a compimento in cinque stagioni, narra le vicissitudini dei regni danesi e anglosassoni nell'alto medioevo, traendo spunto dai fatti storici e dai romanzi di Bernard Cornwell.

lunedì 27 giugno 2022

Elric - The Dreaming City

 Ho cominciato a leggere questa serie diversi anni fa, era addirittura il 2014 quando ho iniziato. Si tratta di un progetto di riscrittura a fumetti inerente alla saga di Elric di Melniboné, con l'ambizioso intento di cambiarne la trama, avvalendosi della benedizione data dall'autore della saga stessa, Michael Moorcock. Il quarto volume, che ho letto in inglese, s'intitola Elric - The Dreaming City, e si avvale di un'introduzione scritta da Jean-Pierre Dionnet, il cofondatore della rivista a fumetti Métal Hurlant, altra gloria del passato a strisce disegnate.

Come al solito, l'iniziativa è stata portata avanti da Julien Blondel come scrittore e sceneggiatore, ma a questo giro i collaboratori non sono più tutti gli stessi: c'è l'aiuto dello scrittore Jean-Luc Cano, di Julien Telo e Ronan Toulhoat per la parte grafica e gli storyboard, Stephane Paitreau per i colori. Hanno lasciato il progetto, a quanto pare, Robin Recht e Jean Bastide, che lavoravano al volume precedente. (Nota: Didier Poli è la mente dietro l'immaginario visivo di questa serie).

venerdì 24 giugno 2022

Ultima battaglia a Berlino

 Berlin sera notre Tombeau... traduco dal francese se ce ne fosse bisogno: Berlino sarà la nostra tomba. Questo fumetto transalpino in tre volumi (penso che non si trovi in italiano) racconta la disperata, e persa in partenza, difesa della capitale tedesca nel 1945.

Tra gli ultimi difensori della città ci sono i volontari stranieri delle SS, soldati che hanno probabilmente i giorni contati. Il fumetto, opera di Michel Kœniguer con l'apporto di altri disegnatori e coloristi (Fabien Alquier, Vincenzo Giordano), editore Paquet, parla della disperata lotta dei soldati della divisione SS Charlemagne, reduci da altre disastrose battaglie, ma decisi a rispettare il loro giuramento di combattere fino all'ultimo.

Per molti di questi uomini non esisteva una vera alternativa, perché i gollisti, ovvero i Francesi che stanno dalla parte "giusta," avevano il grilletto facile con quelli che collaboravano con i Tedeschi.

Le vicende dei soldati negli ultimi giorni di guerra si alternano ai flasback di Christian, uno di loro, che era stato un giornalista in Francia. Sebbene scrivesse per un giornale approvato dai Tedeschi occupanti, Christian è poco simpatico alla polizia della Francia di Vichy (il regime che governava la parte non occupata della Francia, subordinato alla Germania). Christian non è abbastanza deciso, non è abbastanza antisemita.

lunedì 20 giugno 2022

Turistas

 Nel gran calderone dei titoli horror offerti da Amazon Prime, ho pescato questo Turistas, film statunitense del 2006 girato in Brasile. Tra splatter e "torture porn," il film è una carrellata di paure e pregiudizi del turista occidentale (statunitense e non solo) in visita nei paesi in via di sviluppo. Arroganza, incomprensioni, rancori degli "indigeni" e via dicendo, e ovviamente le terribili trappole della criminalità. Sappiamo dalle cronache che queste paure non sono del tutto infondate: in certi posti, anche blasonati e considerati dei paradisi terrestri, ogni tanto qualche turista fa una brutta fine.

Il film, purtroppo, non offre moltissimo oltre a questo, come vedremo analizzando la trama, e non è che ce ne sia tantissima. Uscendo un anno dopo il primo Hostel, immagino che Turistas ne sia influenzato, ma non è incisivo allo stesso modo.