Questo mese sono successe diverse cose; la più recente è la grazia concessa a Nicole Minetti dal Presidente della Repubblica, salvo poi scoprire che alla base della richiesta c'erano diverse fandonie. Ma caro Mattarella, non potevi controllare un po' meglio? Su questa storia forse tornerò più avanti. Amarissima.
Vi ricordate che in anni recenti spesso si sentiva, di questa stagione, il tormentone sul 25 aprile, se sia divisivo o meno? Be', forse non lo sentiremo più perché le gazzarre del 2026 ci hanno dato la risposta.
Abbiamo visto i rappresentanti della brigata Ebraica, che ha fatto la guerra e la resistenza, ostacolata e ostracizzata da degli autoproclamati gatekeeper, questo mentre il corteo era costellato di bandiere palestinesi, in rappresentanza di un popolo che nella Seconda Guerra Mondiale era prevalentemente, ahem, dalla parte avversa (e bandiere italiane? pochine).
Per non farci mancare niente, abbiamo poi avuto un ebreo che è andato a sparare sul corteo con una pistola a pallini... un'arma non molto pericolosa: bontà sua!
Curioso anche che personaggi con la bandiera ucraina abbiano cercato di sfilare, vista la presenza dei movimenti neonaz1sti nelle forze armate e nella politica di quel paese.
Inoltre, i giovani di Forza Italia sarebbero stati allontanati dal corteo. Ma la resistenza ai tempi l'avevano fatta un po' tutti: monarchici, repubblicani, cattolici, borghesi: persino il buon Agnelli finanziava i partigiani. Ma oggi se non sei abbastanza estremista, il 25 aprile non lo puoi festeggiare: come mai?
Ma a parte le polemiche, questa festa è invecchiata male. Mio padre, buonanima, mi ha raccontato del sollievo, dell'entusiasmo popolare nei giorni in cui le truppe germaniche erano in fuga e la guerra finiva, sia pure con un ultimo strascico di vendette e di sangue. Ma ottant'anni dopo, in prospettiva, cosa possiamo dire? Liberazione: non pervenuta. A quei tempi avevamo i tedeschi in casa, oggi abbiamo gli americani in casa.

1 commento:
Il caso Minetti è un vespaio che, a quanto pare, è più grande di quel che si pensi: quando sentii che le veniva data la grazia avevo parecchi dubbi, figurarsi ora.
Il 25 aprile è sempre stata una festa divisiva perché è nata sul compromesso, su quella cosa chiamata riconciliazione: mentre in Germania c'erano processi, in Italia praticamente l'hanno voluta far finire a tarallucci e vino. "Ma sì, abbiamo fatto qualche errorino, dimentichiamocene, facciamo che tutto è come prima". Il problema è che il fascismo ha ispirato in nazismo, causando una delle catastrofi peggiori create dall'uomo: sessanta milioni di morti, orrori, odi senza fine, paesi devastasti, eccidi, campi di concentramento. Chi ha aiutato i carnefici ed è stato carnefice è rimasto a piede libero e la mentalità, la cultura di morte e distruzione di cui è stato portatore esiste ancora ed è andata al potere.
Caliamo un velo pietoso su Israele, che non ha imparato dalla storia e ora è carnefice come chi lo è stato in passato.
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