domenica 7 luglio 2024

Horizon: An American Saga - Chapter I

 Per andare a vedere il primo capitolo di Horizon: An American Saga mi sono sacrificato parecchio, in quanto in sala mancava l'aria condizionata. Pur preavvisato di questa sciagurata lacuna, ho preso il biglietto e visto il film, confidando nel fatto che la giornata fosse meno calda del solito.

Ne sono uscito conciato da strizzare tre ore dopo.

Il film, diretto da Kevin Costner e da lui fortemente voluto, verte attorno a fatti che riguardano la località immaginaria che dà il titolo al film. (Da qui in poi delle anticipazioni, ma non esagerate).

Horizon è la terra promessa per tanti poveracci che sono convinti da una promozione a tamburo battente a cercare fortuna in una terra in realtà dall'aspetto non troppo rigoglioso, e che ha un altro problema: è territorio degli Apache.

Infatti proprio all'inizio vediamo la nascente località venir bruciata e distrutta da una banda di nativi. Per molti coloni vuol dire la morte, in particolare la famiglia della bella Frances è quasi distrutta, le rimane solo una figlia. Russell, un ragazzino che si è salvato fuggendo ed ha avvisato l'esercito, è invece destinato a sognare il sapore della vendetta, e a scoprire che può essere aspro. I nativi invece sanno di essersi messi nei guai. Quelli che hanno fatto il colpaccio sono una minoranza, gli altri non hanno partecipato e il capo tribù era contrario, ma cosa succederà adesso?

Il film ci propone diverse storie che partono anche da presupposti molto lontani dalle faccende della sfortunata Horizon, ma che che sono destinate a incrociarsi. È una storia di ampio respiro in cui trovano spazio i coloni, le carovane dirette a ovest, i duri uomini della frontiera e i piedidolci che non se la sanno cavare, i soldati, la Guerra Civile Americana, i lavoratori cinesi, i nativi e via dicendo.

Abbiamo tematiche frequentemente esplorate: vendette tremende, odio implacabile (soprattutto tra i coloni e i nativi, ma non solo), ufficiali di buona volontà ma piuttosto demoralizzati, donne che hanno perso la virtù ma che potrebbero ritrovarla per l'uomo giusto, e Kevin Costner che fa il suo solito personaggio, un brav'uomo a cui non dovrebbero venire a rompere le palle, e però lo fanno sempre, e crepano.

Ho amato i western dove Costner ha messo lo zampino (quelli che ho visto: Balla coi Lupi e Open Range, da noi Terra di Confine) e anche questo Horizon non mi è dispiaciuto; non manca di catturare l'attenzione, e ha varie scene spettacolari (il massacro iniziale si segnala). È come un classico filmone di tanti anni fa, e questo un po' è anche il suo limite. Non vi ho letto una nuova angolazione, o nuove tematiche, non ho trovato elementi di originalità di cui una pellicola riguardante questo genere, molto abusato, avrebbe bisogno.

Inoltre, in alcuni momenti sembra di vedere non un grande film corale, ma diversi film che procedono in parallelo, e, ovviamente, non ne termina nessuno perché Horizon è solo il primo di una saga. Non voglio criticare eccessivamente, e non mi associo a quelli che notano terribili difetti o limiti nel film, o gongolano perché non si vedono grandissimi risultati al botteghino (quest'ultimo un problema frequente nel 2024). Certamente è difficile farsi un'opinione senza averlo visto tutto, e quindi tocca aspettare. La quantità di personaggi è strabordante, e la critica su questo aspetto la condivido, ma solo in parte, perché non ho avuto grandi difficoltà a seguire la storia. Sinceramente non vedo lo spessore per tagliare la trama in ben quattro film come Costner vorrebbe fare, e non vorrei che il cinema diventi sede di, diciamo, serie TV in grande stile, ma anche qui chissà, magari avverrà un miracolo.

Per adesso posso dire: non male, ma forse troppa carne al fuoco.



4 commenti:

radiocarlonia ha detto...

consiglio questo bel western recente: old henry

Bruno ha detto...

Sì, lo sto guardando ora... bello.

M.T. ha detto...

Leggevo stamane che hanno rinviato l'uscita della seconda parte.

Bruno ha detto...


Vero, e c'era da aspettarselo. Vista la mala parata, sarebbe stato suicida uscire a breve distanza con la seconda parte. Meglio trasmettere il film in streaming, farlo conoscere, suscitare un po' di interesse. Se no la parte 2 di un film che hanno visto in pochi la vedrebbero in pochissimi.

A dire il vero, qualcosa mi dice che la parte 2 potrebbe essere poi "silurata" e messa a disposizione in pochissime sale. Gli uomini che comandano dalle poltrone di pelle umana ci mettono poco a mettere una croce sopra un progetto che non funziona.