venerdì 1 marzo 2024

Dune Parte Due, recensione senza spoiler

 Se c'è un film per cui val la pena di raccomandare di vederlo al cinema, questo è Dune Parte Due (e vale anche per il precedente). Non volendo fare anticipazioni e avendo già parlato degli attori nel post relativo al primo film di questa serie, dovrò passare subito alle mie impressioni.

Innanzitutto, come già avevo scritto per il precedente, il film è maestoso e solenne, con spazi enormi e costruzioni meravigliose, enormi astronavi e costrutti, e gigantesche scene di massa, battaglie ed esplosioni, il tutto sottolineato da un potente commento musicale. Oltre alla spettacolarità che comunque ci aspettiamo, vi è un crescendo di tensione a mano a mano che il destino del giovane Paul Atreides si dipana all'interno della società dei Fremen. Una specie di futuro inevitabile, anche non desiderandolo, e questa è una delle parti drammatiche del film.

Il gioco politico ha, anche qui, la sua parte, e aspettativi di vedere tanta, tanta guerra. Avvenimenti straordinari e colpi di scena, e botte da orbi. Dune Parte Due è, del resto, una storia di avvenimenti epocali che cambiano volto all'universo, quindi non può essere diversamente.

Il film è semplicemente stupendo, e sa calamitare l'attenzione dello spettatore. Una scelta ottimale di panorami e scenari, con un lavoro enorme che fa semplicemente da sfondo: i costumi, l'arte, gli equipaggiamenti, i linguaggi, tutto per introdurci a civiltà con mentalità e usi marcatamente diversi dai nostri. Gli effetti speciali si mescolano alle scene con credibilità praticamente perfetta, salvo qualche piccola eccezione (per me, le scene sul pianeta della famiglia Harkonnen). Questo crea un mondo vivo e credibile, e completamente fantastico, spesso inaspettato, senza evidenti scopiazzamenti da altre pellicole, senza ricalcare lo stile di tanta finta fantascienza fatta di favole sciocche, o di certi filmetti di supereroi dove è d'obbligo mettere la battuta per ridere ogni cinque minuti. Nel Dune del regista Villeneuve è come vedere un mondo immaginato da un artista del calibro di Moebius prender vita, e avere la possibilità di entrarvi.

Per quanto riguarda gli attori, sono in buona parte gli stessi che ho menzionato nel mio post sul primo Dune (vedi link in alto), ma va nominato Austin Butler (visto in C'era una volta ad Hollywood) nei panni di un giovane e cattivissimo Harkonnen che interviene in questo film a dar man forte alla famiglia in difficoltà su Arrakis.

Cos'altro posso dire? Dovete vedere questo film!


5 commenti:

M.T. ha detto...

Premesso che riconosco che è stato fatto un buon lavoro con questa versione di Dune, ma devo dire che con il primo film mi sono addormentato... probabilmente non ero nel momento migliore per apprezzarlo e dovrò rivedermelo.

Bruno ha detto...


Quando si tratta di questi film lunghi, sono solito guardarmeli a casa da disco o in streaming, in modo da poter interrompere la visione per fare una dormitina o riprendere un altro giorno. Quindi capisco. Devo però dire che nel caso dei due Dune, nonostante la durata, sono rimasto continuamente inchiodato, avendoli visti al cinema. Il primo Dune aveva dei tempi un po' lunghi perché presentava una serie di situazioni che lo spettatore doveva comprendere. Nel secondo invece succedono molte cose, c'è azione, guerra, drammi personali... è una faccenda molto più vivace.

M.N.Blackbeard ha detto...

Io ho letto i libri (fino al terzo) un paio di anni prima che uscisse il primo film, perciò il mio giudizio è irrimediabilmente influenzato dal paragone con l'opera letteraria.
Nonostante ciò devo dire che questi 2 film tratti dal primo libro mi sono piaciuti, anche se come è ovvio alcune cose sono state leggermente modificate o non rese bene dalla pellicola.
In realtà do comunque il grande merito a Denis Villeneuve che è riuscito a rappresentare su schermo un'opera davvero difficile e ostica, basta pensare che nei libri la stragrande maggioranza delle informazioni si apprendono dal pensato dei personaggi più che dal parlato o mostrato, perciò davvero un grande applauso al lavoro svolto.
Unico vero appunto è, per me, il personaggio di Chani. Mi scuso fin d'ora, ma credo che sarò prolisso.

[SPOILER]
Nel film è mostrata incredibilmente restia ad accettare la religione Fremen (nel libro invece sono tutti credenti, al massimo alcuni all'inizio non credono che Paul sia il vero salvatore) oltre al fatto che sembra rifiutare di credere nei poteri di Paul (anche davanti a evidenze come la preveggenza di lui o il fatto che sia l'unico uomo sopravvissuto all'acqua della vita).
Allo stesso modo qui non condivide nulla dei progetti del suo compagno né si sforza di comprenderlo. Nei libri invece lei è sempre al suo fianco e laddove non riesce a capire le decisioni del compagno (la logica Fremen è diversa da quella degli stranieri) subentra la fiducia il lui, perché lei, essendo la persona più intima per Paul, è la prima che crede in lui. Nel libro è addirittura lei, assieme a Lady Jessica, a rappresentare Paul per concordare le condizioni di abdicazione dell'Imperatore, mostrando appunto come Chani sia favorevole a far diventare il suo amante il nuovo Imperatore accettando il ruolo di concubina perché capisce che il matrimonio con la principessa Irulan è solo per questioni politiche. Paul infatti non ama e non sfiorerà mai nemmeno Irulan.
Non dico che la scelta del regista di dipingere Chani come una che rifiuta un Paul "semi-divino" preferendo un Paul non speciale per gli altri ma speciale per lei sia una scelta brutta o scellerata (devo però capire come farà a rimetterla sui binari per continuare la storia nel terzo film), però mi pare una caratterizzazione dettata più dal pensare comune dei nostri giorni, dove guai a dipingere una donna accondiscendente all'uomo. La donna deve essere indipendente e libera. Concubina? Non sia mai!
[FINE SPOILER]

Scusate per il poema, devo imparare a essere più sintetico.
Comunque, questo è l'unico vero aspetto che mi ha lasciato un po' di amaro. Sarei curioso di sapere se è un'impressione che ho avuto solo io.

Elfoscuro ha detto...

La parte emotiva in questa seconda parte si mischia ottimamente con quella puramente scenica. Di sicuro il lavoro di Villeneuve influenzerà il genere per almeno dieci anni. Qualità che si può tagliare con un coltello!

Bruno ha detto...


Per quanto riguarda Chani: non mi ha dato fastidio perché è passata una vita da quando ho letto il libro. Ci sono cose ovviamente che ricordo meglio, tante che non ricordo per niente, e posso quindi dire che il film m'è piaciuto sebbene ci sia "troppa roba" da tenere a mente (non ricordando bene il libro infatti, mi viene spesso da reagire alla comparsa di un personaggio "ma questo qui chi era?" eppure la storia si riesce a seguire). Chani era un personaggio importante in un modo che contrasta la mentalità "ideologicamente imposta" di oggi e quindi è stata modificata: non mi va ma finché il film gira lo stesso, lo sopporto.

@Elfoscuro: tanti dicono che questo film è esteticamente perfetto ma freddo. A me non ha dato questa sensazione, la vedo come te. E anche io spero che l'esempio di Villeneuve risollevi il cinema, ma ci credo poco.