Si è scatenata la tempesta perfetta. Dal festival di Sanremo ai fatti di Macerata alle prossime elezioni, tutti ad aggredire tutti come se le proprie parole o battute geniali sui
social network spostassero davvero i destini del mondo.
Credo sia inevitabile in un mondo dove la vita è così difficile, e la tua opinione non conta e non smuove più niente (certamente i partiti non "rappresentano" la gente, se mai ne "raccolgono gli umori" per orientare i loro slogan). Se non esisti più nel mondo reale, ti resta solo di illuderti di esistere in un mondo virtuale.
Purtroppo sento sempre più la mia presenza su quel genere di canali come un male necessario: non ce l'ho con internet, e nemmeno con i blog, ma i social network, con Facebook in testa, li frequento solo per "obbligo di visibilità" a favore di quello che scrivo, qui e ovviamente sui miei libri.
Ho deciso quindi di prendere un breve periodo di pausa, quattro o cinque giorni, durante i quali vi comparirò il minimo indispensabile. E sarà anche un piccolo esperimento (in verità so già la risposta): se non vado a "mettere in bocca ai lettori" sui social questo post, chi si accorgerà che esiste?
Non so trovare né riassumere facilmente i motivi, ma i social network stanno diventando una delle cose più dannose e mostruose della nostra epoca.
Se non vi bastasse la mia opinione,
andate a leggere qui (per anglofoni).