Non mi metto a fare un excursus sulla storia dell'Urban Fantasy perché... poco me ne cale di farlo. Se pensate però che sia faccenda di vampiri, lupi mannari e ragazzine vi sbagliate, perché nel genere si sono cimentati anche colossi come Fritz Leiber, autore di Nostra Signora delle Tenebre, libro che ho avuto il piacere di leggere in italiano nella versione della cara vecchia fantacollana Nord (non ho idea se qualcun altro si sia cimentato nella traduzione di questo libro). Il libro è degli anni '70 e per molti aspetti si sente (psicanalisi, elementi junghiani), è complesso e pieno di riferimenti, e certamente non una lettura semplicissima; il protagonista, uno scrittore che cerca di tornare a lavorare dopo un periodo di crisi, ha certamente un riferimento autobiografico per l'autore.
Quello che è strano di questo libro è che il "nemico" o il "mostro" non si vede quasi. Se vi aspettate draghi a spasso per la metropoli non li vedrete: tutto quello che il protagonista scorge, un giorno in cui guarda fuori dalla finestra a San Francisco, è una sagoma lontana che sembra intenta in una strana danza o rituale su una collina vicina, peraltro in pieno giorno e a due passi dai simboli della modernità, come ad esempio una torre televisiva.
martedì 8 novembre 2016
mercoledì 2 novembre 2016
Black Mirror
Improvvisamente, Netflix comincia a dirmi un po' dappertutto (ok, non esageriamo, c'è la pubblicità su Facebook) che devo vedere Black Mirror (serie prodotta da Charlie Brooker, un veterano della TV britannica), e sento dei commenti estasiati riguardo alla terza stagione. Dal momento che sono uno che cerca di fare le cose con ordine, ho cominciato dalla prima, che è di diversi anni fa, ma poi non ho resistito alla curiosità e sono passato alla terza, quella commissionata da Netflix, per vedere un po' di cosa si tratta.
Come contenuti potremmo dire che, spesso e volentieri, si tratta di fantascienza, anche se parliamo più spesso che no di innovazioni che sono appena dietro l'angolo. L'approccio è sempre orientato sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sulle nostre vite (o avranno), sebbene come serie TV questa sia un po' un salto nel passato, perché è fatta di episodi a sé stanti con un tema comune (senza quindi il "meta-plot" che accompagna un cast più o meno costante di personaggi lungo tutta la storia).
Come contenuti potremmo dire che, spesso e volentieri, si tratta di fantascienza, anche se parliamo più spesso che no di innovazioni che sono appena dietro l'angolo. L'approccio è sempre orientato sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sulle nostre vite (o avranno), sebbene come serie TV questa sia un po' un salto nel passato, perché è fatta di episodi a sé stanti con un tema comune (senza quindi il "meta-plot" che accompagna un cast più o meno costante di personaggi lungo tutta la storia).
lunedì 31 ottobre 2016
Elfes: Le Crystal des elfes bleus
Nel mio viaggio in Francia sono stato attratto dalla copertina, e dalla qualità dei disegni di Elfes, una corposa serie di fumetti fantasy che può vantare una qualità grafica superba. Gli autori del primo volume sono Jean Luc Istin (sceneggiatura), Kyko Duarte (disegni), Saito (colori) per conto della Soleil Productions. Nicolas Jarry e il già citato Istin sono le menti propulsive dell'intera serie. In effetti non si tratta di una sola serie ma di un complesso progetto dove compaiono anche gli Elfi Silvani e gli Elfi Bianchi, e anche le altre razze hanno la loro da dire: per quanto riguarda i Nani ho già visto diversi albi nelle fumetterie francesi. Per inciso qualcosa di tutto questo è anche comparsa in italiano ma, avendo la fortuna di poter leggere in francese (questa lingua, e non l'inglese, è in effetti quella che ho studiato a scuola), generalmente se si tratta di fumetto d'oltralpe non mi affido alle edizioni di casa nostra. Perché arrivano anche molto dopo, se pure arrivano, a completare una serie. Tornando a questo fumetto e all'intera serie di cui fa parte, basta pensare ai titoli per porsi ovviamente una domanda angosciante: cosa sarà, un fantasy alla Tolkien dipanato in un'infinità di volumi? In effetti non è così, e nel primo volume gli elfi blu ci mostrano una cultura variegata dove non mancano, tanto per fare un esempio, dei custodi marini (custodi del cristallo magico del titolo) che hanno delle forme decisamente inquietanti per non dire cthulhoidi.
venerdì 28 ottobre 2016
Lollipop
Lollipop, di Germano Greco, è uno spin-off di Due Minuti a Mezzanotte, l'universo di supereroi condiviso cui anche io ho dedicato un racconto (Gruppo 42, al momento non disponibile). L'eroina (supereroina), Marilyn, è una bionda che potrebbe essere all'aspetto una stella del cinema o della musica rock, lavora per un'agenzia di servizi segreti e fa tante, cattivissime, cose. È anche una ragazza sofferente, di una malattia micidiale che potrebbe ucciderla e influenza tutto quello che pensa e che fa. E per giunta Marilyn non ha un pieno controllo sui suoi stessi ricordi...
Ma poiché il racconto è abbastanza breve, se mi metto a raccontare anche quello che avviene anticipo tutto... e comunque quello che avviene non è essenziale, in questo caso è più importante come la storia è scritta.
Lo stile di Greco qui è visionario e viscerale, costringe il lettore a immedesimarsi e seguire la vicenda. Una storia d'azione con delle sfaccettature imprevedibili che vi consiglio di sperimentare.
Lollipop è adesso in una raccolta con il racconto successivo della serie.
Ma poiché il racconto è abbastanza breve, se mi metto a raccontare anche quello che avviene anticipo tutto... e comunque quello che avviene non è essenziale, in questo caso è più importante come la storia è scritta.
Lo stile di Greco qui è visionario e viscerale, costringe il lettore a immedesimarsi e seguire la vicenda. Una storia d'azione con delle sfaccettature imprevedibili che vi consiglio di sperimentare.
Lollipop è adesso in una raccolta con il racconto successivo della serie.
martedì 25 ottobre 2016
Ekhö Monde Miroir: Paris Empire
Torniamo sul mondo parallelo di Ekhö, il fumetto a cura di Alessandro Barbucci e Cristophe Arleston. Dopo aver risolto il mistero della scomparsa di sua zia a New York, Fourmille Gratule si reca nella gaia Parigi per sistemare i problemi contrattuali con il Poulain Rouge (che ovviamente in questo mondo parallelo è l'equivalente del Moulin Rouge) dove lo spettacolo delle spogliarelliste Yummy e Yumma è saltato, per un motivo abbastanza comprensibile: Yummy, per le vicende del primo volume della serie, è (spoiler!) finita in prigione. Per salvare il ricco contratto l'impresaria Fourmille impara il numero sperando di sostituire lei stessa la ballerina mancante, al fianco di Yumma, la sua contabile-spogliarellista di fiducia. A Parigi ovviamente deve portarsi anche Yuri, che per decreto dei Preshaun è diventato inseparabile, onde evitare uno squilibrio nelle forze che sostengono il mondo parallelo.
Dal momento che il fumetto è... francese, in Francia c'è un grande impero retto da un discendente di Napoleone. All'arrivo dei nostri protagonisti però il principe ereditario viene assassinato e si verificano degli attentati. C'è quindi un altro mistero da risolvere e anche stavolta, per via degli strani poteri acquisiti nel transitare fra i due mondi, Fourmille si trova a fare da ospite al personaggio assassinato mentre si cerca di scoprire i colpevoli. Verrà fatta giustizia? E come andrà a finire il numero al Poulain Rouge?
La storia procede con alcune minori novità sulla falsariga del precedente fumetto ambientato a New York, sempre ben disegnata e di piacevole lettura.
Dal momento che il fumetto è... francese, in Francia c'è un grande impero retto da un discendente di Napoleone. All'arrivo dei nostri protagonisti però il principe ereditario viene assassinato e si verificano degli attentati. C'è quindi un altro mistero da risolvere e anche stavolta, per via degli strani poteri acquisiti nel transitare fra i due mondi, Fourmille si trova a fare da ospite al personaggio assassinato mentre si cerca di scoprire i colpevoli. Verrà fatta giustizia? E come andrà a finire il numero al Poulain Rouge?
La storia procede con alcune minori novità sulla falsariga del precedente fumetto ambientato a New York, sempre ben disegnata e di piacevole lettura.
venerdì 21 ottobre 2016
Deadpool
Mi ero prefissato di vederlo anche se con i supereroi sono in fase un po' sì e un po' no, ma alla fine al cinema l'ho perso. Prodigi dei canali on-demand, ho recuperato la visione di questo film senza dovermi comprare il DVD o ricorrere a mezzucci illegali. Sto parlando di Deadpool, l'antieroe (e quindi anti-supereroe) della Marvel interpretato da Ryan Reynolds, che fa una discreta figura per quanto, la maggior parte del tempo, il suo volto sia coperto da un cappuccio rosso. Il regista, Tim Miller, è alla prima prova ma era già un esperto di effetti speciali... quindi proprio quello che ci vuole per questo genere di film.
Deadpool, il protagonista, ottiene i suoi poteri, rimanendo però sfigurato, quando usufruisce di una prodigiosa trasformazione che può permettergli di sopravvivere a un tumore. La cura non è stata data per spirito caritatevole né tutte le conseguenze erano spiegate, e ne consegue che tra Deadpool e Ajax (Ed Skrein) ovvero il suo "salvatore," non correrà buon sangue. Tutt'altro. Perciò Deadpool cerca vendetta e nel frattempo resiste ai tentativi degli X-Men di arruolarlo nel loro team di supereroi "buoni."
Deadpool, il protagonista, ottiene i suoi poteri, rimanendo però sfigurato, quando usufruisce di una prodigiosa trasformazione che può permettergli di sopravvivere a un tumore. La cura non è stata data per spirito caritatevole né tutte le conseguenze erano spiegate, e ne consegue che tra Deadpool e Ajax (Ed Skrein) ovvero il suo "salvatore," non correrà buon sangue. Tutt'altro. Perciò Deadpool cerca vendetta e nel frattempo resiste ai tentativi degli X-Men di arruolarlo nel loro team di supereroi "buoni."
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