... scritto da Lucia Patrizi. Dove veniamo a scoprire come va a finire il malaugurato incontro del giovane benestante Alighiero.
L'avventura continua!
sabato 11 giugno 2016
venerdì 10 giugno 2016
Asteroide Urlante
Un grande autore, un incarico: offrire una traccia a una serie di disegnatori, al tempo in buona parte giovani di belle speranze. L'autore delle storie è Alejandro Jodorowski, lo spunto narrativo quello di un asteroide urlante: ciò che resta di un sacro pianeta senziente saccheggiato, dilapidato e distrutto da una razza di saccheggiatori e devastatori molto simile alla razza umana.
Esplodendo dalla rabbia per essere divenuta la divinità adorata da questo popolo empio, l'entità schizza via per l'universo come un frammento infuocato, urlando la propria disperazione e il dolore. Nel suo viaggio incontra altri mondi, altre lotte e altra follia. A volte è testimone, a volte contagia i popoli che visita con la propria follia urlante.
Conoscendo la capacità dei vari disegnatori e affidando di conseguenza le varie storie da realizzare, Jodorowski ha raccolto tassello per tassello questa serie. Le strisce sono uscite su Metal Hurlant, rivista di fumetto d'autore e alternativo, poco dopo il volgere del millennio, e più avanti raccolte da Magic Press Edizioni per la pubblicazione italiana.
Esplodendo dalla rabbia per essere divenuta la divinità adorata da questo popolo empio, l'entità schizza via per l'universo come un frammento infuocato, urlando la propria disperazione e il dolore. Nel suo viaggio incontra altri mondi, altre lotte e altra follia. A volte è testimone, a volte contagia i popoli che visita con la propria follia urlante.
Conoscendo la capacità dei vari disegnatori e affidando di conseguenza le varie storie da realizzare, Jodorowski ha raccolto tassello per tassello questa serie. Le strisce sono uscite su Metal Hurlant, rivista di fumetto d'autore e alternativo, poco dopo il volgere del millennio, e più avanti raccolte da Magic Press Edizioni per la pubblicazione italiana.
domenica 5 giugno 2016
New Girl
Continua la mia incursione nelle serie TV proposte da Netflix, e stavolta tocca a New Girl (nessuna attinenza con il fantastico). Ero curioso perché Zooey Deschanel mi era piaciuta nel ruolo di Trillian nel film Guida Galattica per gli Autostoppisti, e perché sembrava giusta per il ruolo di una ragazza carina ma allo stesso tempo eccentrica (e magari un po' "nerd"). Avevo già visto la scena iniziale, in cui Jess (Deschanel) fa uno spogliarello per fare una sorpresa al ragazzo e salta fuori che lui era in camera... con un'altra donna, senz'altro divertente. Vediamoci il resto, mi sono detto. Ed è quello che ho fatto, ma il resto mi ha lasciato di stucco. Non mi aspettavo di essere folgorato dalla storia, è chiaro (una commedia con le disavventura di una ragazza che, causa separazione, si sposta a vivere in un appartamento dove ci sono tre uomini), ma dai commenti sembrava che fosse una serie piacevolissima, tanto è vero che sono uscite cinque stagioni e ne arriverà almeno un'altra, e la Deschanel è diventata una star della TV.
venerdì 3 giugno 2016
La Lega dei Santi
Sto partecipando a un progetto di scrittura condivisa di Moonbase Factory; il promotore è Massimo Mazzoni e la storia s'intitola La Lega dei Santi (nell'l'ambientazione italico-medievale che il Mazzoni usa per il suo eroe Sarranieri). Il quarto atto della storia tocca a me ed è appena uscito.
Se volete lo trovate qui.
Se volete lo trovate qui.
giovedì 2 giugno 2016
Z Nation, se non potete fare più a meno degli zombie
Continua la mia abbuffata "televisiva" con Netflix. Tra le serie TV cui volevo dare un'occhiata s'è intrufolata questa storia di lotta contro gli Zombie, Z Nation, e nonostante mi fossi abbondantemente stufato di una serie simile, ovvero The Walking Dead, non ho potuto trattenermi dal guardare il primo episodio. Lo dico subito, non mi ha entusiasmato, e come qualità della produzione, realismo delle scene ecc... mi è parso che questa serie sia addirittura inferiore.
domenica 29 maggio 2016
La solitudine nel frastuono incessante.
Prendo spunto da un post del blog Book and Negative di Germano Greco che, a sua volta, prende spunto da un post di un altro blog...
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
Iscriviti a:
Post (Atom)



