La pandemia, che è dovuta a un prione, si manifesta a seguito di eventi bellici che sconvolgono il mondo a partire da una guerra fra le due Coree (e in effetti presumibilmente è un'arma biologica messa a punto dai nordcoreani). Diverse persone in varie parti del mondo cercano di mantenersi in contatto utilizzando i pochi server di rete ancora funzionanti, cercando di mantenere vivo un contatto umano. Ma queste voci ormai stanno scomparendo.
domenica 5 gennaio 2014
Offshore
La pandemia, che è dovuta a un prione, si manifesta a seguito di eventi bellici che sconvolgono il mondo a partire da una guerra fra le due Coree (e in effetti presumibilmente è un'arma biologica messa a punto dai nordcoreani). Diverse persone in varie parti del mondo cercano di mantenersi in contatto utilizzando i pochi server di rete ancora funzionanti, cercando di mantenere vivo un contatto umano. Ma queste voci ormai stanno scomparendo.
venerdì 3 gennaio 2014
L'Ultimo Cosmonauta
Sebbene sia uno scrittore britannico, Alistair Reynolds è riuscito a cogliere l'atmosfera della Russia profonda, sovietica, rassegnata e fatalista. L'Ultimo Cosmonauta, pubblicato da Delos Books, parte dall'evasione di un uomo che sa troppo. Non fugge però dall'impero carcerario di Stalin, quello descrito nel famoso Arcipelago Gulag. Siamo in un'altra epoca: qualche decennio nel futuro. La Russia è dominata dal Secondo Soviet, è tornato il comunismo. Il mondo è in una fase di contrazione, di declino: non c'è più abbastanza energia e tante cose non sono più possibili, tante opportunità sono state abbandonate. Tra esse, l'esplorazione spaziale. L'uomo in fuga è Dimitri Ivanov ed è stato a bordo di una delle ultime navi spaziali, la Tereskova.
mercoledì 1 gennaio 2014
Capitan Harlock è una schifezza ma forse lo vedrete lo stesso
Non avevo seguito il cartone animato, come la maggior parte dei miei coetanei, per contrasti sui diritti televisivi. Ovvero, poiché si era in diversi a voler guardare la TV e io ero l'unico che amava (certi) cartoni animati giapponesi, spesso ero in minoranza. Mi è rimasta comunque la curiosità per questo eroe particolare, senz'altro diverso da quelli che il Sol Levante ci proponeva nella medesima epoca.
So che c'erano delle donne guerriere, le Mazoniane, ma non conosco quale fosse in generale il motivo del contendere nella serie. Nel film che ho appena visto il motivo del contendere è chiaro, ed è uno dei tanti problemi. Manterrò le anticipazione a un livello modesto, ma qualcuna ce ne sarà.
L'ambientazione di Capitan Harlock parte dalla narrazione di una grande guerra, la Come Home (l'uso di termini in inglese non necessari è fastidiosamente frequente in questa pellicola), fra le colonie umane (500 miliardi di individui) che si contendevano il diritto di poter tornare sulla Terra, pianeta "sacro." Le risorse stanno esaurendosi e l'umanità è invecchiata, e tutti vogliono tornare al pianeta madre, e nasce una guerra per questo. A me sembra una stupidaggine (in una contrazione economica la gente non ha meglio da fare che ammazzarsi per tornare alla cara, vecchia, impoverita Terra?), e anche la descrizione della Terra come un giardino lo sembrerebbe. Dovrebbe essere un pianeta sfruttato a morte, no? Comunque il vero motivo è la nostalgia, nostalgia che un'entità internazionale, la Gaia Sanction, proibisce ponendo il veto per tutti, al termine della guerra, di rimpatriare sulla Terra.
So che c'erano delle donne guerriere, le Mazoniane, ma non conosco quale fosse in generale il motivo del contendere nella serie. Nel film che ho appena visto il motivo del contendere è chiaro, ed è uno dei tanti problemi. Manterrò le anticipazione a un livello modesto, ma qualcuna ce ne sarà.
L'ambientazione di Capitan Harlock parte dalla narrazione di una grande guerra, la Come Home (l'uso di termini in inglese non necessari è fastidiosamente frequente in questa pellicola), fra le colonie umane (500 miliardi di individui) che si contendevano il diritto di poter tornare sulla Terra, pianeta "sacro." Le risorse stanno esaurendosi e l'umanità è invecchiata, e tutti vogliono tornare al pianeta madre, e nasce una guerra per questo. A me sembra una stupidaggine (in una contrazione economica la gente non ha meglio da fare che ammazzarsi per tornare alla cara, vecchia, impoverita Terra?), e anche la descrizione della Terra come un giardino lo sembrerebbe. Dovrebbe essere un pianeta sfruttato a morte, no? Comunque il vero motivo è la nostalgia, nostalgia che un'entità internazionale, la Gaia Sanction, proibisce ponendo il veto per tutti, al termine della guerra, di rimpatriare sulla Terra.
lunedì 30 dicembre 2013
2013: riflessioni (quasi) finali
Il 2013 rimarrà credo famoso come l'anno in cui una grande quantità di nomi del mondo artistico, o semplicemente personaggi famosi, ci hanno lasciato. Certi di questi personaggi li ritenevo importanti per me, altri ero semplicemente abituato a "sentirli in giro" e mi dà una brutta sensazione di mondo che volta pagina, sapere che ora non ci sono più. Iannacci, Mennea, la Melato, oppure Lou Reed e Ray Manzarek, ovviamente Jack Vance... persone che magari erano ormai in parte o del tutto inattive, ma che hanno fatto epoca.
domenica 29 dicembre 2013
Sempre in ballo il destino del mondo - o dell'universo.
C'è una faccenda su cui avevo già riflettuto in passato, ed è oggetto di un paio di articoli (in inglese) del sito io9.com. I due link li trovate in fondo all'articolo, il problema è:nella maggior parte dei film fantastici la posta in gioco è altissima, sempre più alta. C'è sempre in ballo il destino dell'umanità intera, mai un problema che riguarda una persona sola. La regola del gioco è "escalation:" Gli Avengers non possono essere impegnati a salvare Guam, devono salvare il mondo! (citazione dagli articoli).
Da una parte devo dire che nel fantasy e nella fantascienza (soprattutto nell'High Fantasy) la posta in gioco terribilmente alta è stata frequente anche in passato, ma è vero che sta diventando un obbligo. Per contraltare, mi viene da pensare (anche se non ne è stato tratto nessun film) alle storie di Jack Vance, che ci ha lasciato quest'anno e che da sempre è uno dei miei autori preferiti: talvolta ci sono regni o anche pianeti in ballo, perciò non si può dire che i suoi eroi si battano per obiettivi di poco conto, ma spesso si tratta anche delle loro storie personali, di faccende importanti per il singolo e qualche persona che gli è vicina, e basta. Non conosco l'intera produzione di Vance ma posso dire che generalmente nelle sue storie non c'è in ballo il destino dell'intera umanità. La maggior parte delle trame della Terra Morente è così, almeno per quanto ricordo a memoria: si tratta di storie personali.
Oppure, uscendo dal fantastico e andando alla produzione "mainstream," penso a un film anni '70 che mi son visto quest'anno quando ho fatto una carrellata sulla carriera di un'attrice che ci ha lasciato, Karen Black: Cinque Pezzi Facili con Jack Nicholson come protagonista. Il significato del film ha molto a che fare con tematiche dell'epoca, lontanissime dal gusto di oggi, ma era notevole come si basasse tutto sulla storia di un uomo di talento ma insoddisfatto di se stesso e incapace di rapportarsi con gli altri, il tipo di storia che quando viene prodotta in Italia evito come la peste... eppure il film m'è piaciuto.
In effetti basterebbe l'emozione di vivere un'avventura e i relativi pericoli per fare la base di una storia da raccontare. Ma non basta più, sia perché il pubblico non la vuole (non la sa capire?) sia perché il cinema non la sa raccontare.
Anche le scene di combattimento, che mi mancavano tanto quando ero ragazzo (negli anni '70 e '80 non si sono fatti tantissimi film di guerra) sono diventate lunghe e soprattutto fini a se stesse. Rallentano la storia, fanno sbadigliare (Mi è accaduto sia con la trilogia del Signore degli Anelli che con lo Hobbit, i due film visti finora, ma anche con gli Avengers).
Un'altra cosa che gli articoli fanno notare è che il protagonista di questi film è cambiato: tende ad essere la persona predestinata, viste le sue qualità e capacità o qualche profezia del destino, a risolvere il problema. Sono scomparsi i personaggi "qualunque" a cui capita un'avventura straordinaria. Questo quello che dice uno dei due articoli, anche qui sono incerto. In parte direi che in certi casi è vero (pensateci, vi verranno in mente degli esempi). In parte penso anche che l'abitudine "democratica" di Hollywood per cui basta un cretino qualunque (un americano qualunque? ooopss...) a compiere qualunque impresa fosse veramente una fesseria. D'altra parte l'idea che con ingegnosità e voglia di darsi da fare tutti gli ostacoli potessero essere superati potrebbe esser meglio dell'invito a fare lo spettatore mentre Tony Stark mette la tuta di Iron Man e salva il mondo, con il sottinteso che lui lo può fare e tu no.
I link:
http://io9.com/why-so-many-movies-seem-so-much-the-same-1489291670
http://io9.com/why-does-every-story-have-to-be-an-earth-shattering-epi-1488997567
Da una parte devo dire che nel fantasy e nella fantascienza (soprattutto nell'High Fantasy) la posta in gioco terribilmente alta è stata frequente anche in passato, ma è vero che sta diventando un obbligo. Per contraltare, mi viene da pensare (anche se non ne è stato tratto nessun film) alle storie di Jack Vance, che ci ha lasciato quest'anno e che da sempre è uno dei miei autori preferiti: talvolta ci sono regni o anche pianeti in ballo, perciò non si può dire che i suoi eroi si battano per obiettivi di poco conto, ma spesso si tratta anche delle loro storie personali, di faccende importanti per il singolo e qualche persona che gli è vicina, e basta. Non conosco l'intera produzione di Vance ma posso dire che generalmente nelle sue storie non c'è in ballo il destino dell'intera umanità. La maggior parte delle trame della Terra Morente è così, almeno per quanto ricordo a memoria: si tratta di storie personali.
Oppure, uscendo dal fantastico e andando alla produzione "mainstream," penso a un film anni '70 che mi son visto quest'anno quando ho fatto una carrellata sulla carriera di un'attrice che ci ha lasciato, Karen Black: Cinque Pezzi Facili con Jack Nicholson come protagonista. Il significato del film ha molto a che fare con tematiche dell'epoca, lontanissime dal gusto di oggi, ma era notevole come si basasse tutto sulla storia di un uomo di talento ma insoddisfatto di se stesso e incapace di rapportarsi con gli altri, il tipo di storia che quando viene prodotta in Italia evito come la peste... eppure il film m'è piaciuto.
In effetti basterebbe l'emozione di vivere un'avventura e i relativi pericoli per fare la base di una storia da raccontare. Ma non basta più, sia perché il pubblico non la vuole (non la sa capire?) sia perché il cinema non la sa raccontare.
Anche le scene di combattimento, che mi mancavano tanto quando ero ragazzo (negli anni '70 e '80 non si sono fatti tantissimi film di guerra) sono diventate lunghe e soprattutto fini a se stesse. Rallentano la storia, fanno sbadigliare (Mi è accaduto sia con la trilogia del Signore degli Anelli che con lo Hobbit, i due film visti finora, ma anche con gli Avengers).
I link:
http://io9.com/why-so-many-movies-seem-so-much-the-same-1489291670
http://io9.com/why-does-every-story-have-to-be-an-earth-shattering-epi-1488997567
giovedì 26 dicembre 2013
Sei Stagioni su IlO
Prosegue la storia di Cyann a opera di Bourgeon e Lacroix: avevamo lasciato la ragazza in procinto di partire dal suo pianeta natale (la SOnda) per andare su un lontano mondo selvaggio a cercare aiuto per risolvere le varie situazioni di crisi in cui la sua società si dibatte: tra queste le "febbri purpuree" che uccidono la popolazione maschile. La spedizione parte e si avvicina al pianeta di IlO quando la grande e complessa astronave ha un guasto, che parte da un incidente che lascia una prima vittima carbonizzata. Si decide di sbarcare sul pianeta con due grandi scialuppe di salvataggio, che però restano separate durante la discesa. Cyann organizza il suo gruppo con pugno di ferro e parte alla ricerca del secondo contingente, che è guidato da Crysane, muovendosi con un grosso veicolo (dotato di un leggero ricognitore volante) sulla superficie ghiacciata del pianeta.
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