E' uscito in formato ebook per la Editrice GDS il mio romanzo d'esordio, intitolato Nove Guerrieri. Si tratta di un fantasy piuttosto tradizionale, dove la narrazione è in prima persona. Un po' narra di un'avventura drammaticamente importante per chi la compie, un po' è un romanzo di formazione, ovvero una storia che lascia il protagonista cambiato, per quanto tutto si svolga nel giro di pochi giorni.
Avendo scelto la brevità e la semplicità non ci sono grandi ambientazioni di cui parlare; ma sia pure in una storia senza grandissimi elementi di originalità nella trama penso di aver creato qualche cosa di insolito, o quanto meno di interessante, nel filtro del personaggio narrante. Si tratta di un giovane (non un predestinato da antiche profezie a salvare il mondo, per fortuna) che nella sua marcia osserva se stesso e i compagni, candidamente sincero nel notare le mancanze proprie e altrui.
Nella trama c'è una dura lotta per la vita, e forse è una trama "high fantasy," ma non ci sono grandi eroi: i personaggi pur non mancando di coraggio sono persone molto ordinarie che lottano con le proprie debolezze.
Questo il link presso Amazon, penso che a breve sarà disponibile su molti altri negozi online e potrò dare un elenco.
In effetti avevo quasi intrapreso la strada dell'autopubblicazione, sia per Nove Guerrieri che per un altro progetto che è quasi completo (il titolo è Khaibit e forse qualcuno intuirà di cosa si tratta). Avevo spedito il testo alla GDS pensando che non avrei avuto risposta, come al solito (qualcuno in verità risponde sempre: sono le case edtrici a pagamento, talvolta con richieste di denaro esorbitanti), invece ho avuto la mia opportunità che ho colto con piacere.
Per sperimentare l'autopubblicazione utilizzerò Khaibit, che forse distribuirò gratuitamente, e possibilmente un piccolo saggio su Tolkien che sto scrivendo.
martedì 26 novembre 2013
domenica 24 novembre 2013
Punto Nemo
Con Punto Nemo l'autore Domenico Attianese si è cimentato in un incrocio tra l'avventura alla Jules Verne rivista in un'ottica steampunk (con tanto di misterioso sommergibile retro-futuristico) e l'incubo lovecraftiano. L'ambientazione però è moderna, sebbene l'azione prenda luogo a Providence, città che gli amanti dei racconti di Lovecraft ricorderanno come uno dei punti focali del suo universo. Qualcosa sta succedendo e il capitano Nemo è pronto a intervenire con la sua squadra di specialisti. L'avversario principale sembra essere un discendente del grande Lovecraft in persona. Ben descritte le atmosfere di inquietudine, incertezza, pericolo. Purtroppo si tratta solo di un racconto: dopo un'apertura che promette bene e fa pensare a una storia di ampio respiro, tutto si risolve in alcune pagine di azione serrata. Punto Nemo è quindi un ottimo antipasto ma, almeno per ora, non abbiamo il resto del banchetto che sembra promettere. Arriverà?
Per acquistare l'ebook cliccate qui.
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mercoledì 20 novembre 2013
Thor: the Dark World... scusate il ritardo
Negli scorsi anni sono andato assai tempestivamente a vedermi quasi tutti i film di supereroi in circolazione. Non proprio tutti, che bisogna essere proprio dei veri credenti per farcela, ma a parte gli X-Men e qualche Uomo Ragno la maggior parte me li sono visti.
Il secondo Thor era in preventivo tuttavia non sono andato ancora a vederlo e a essere sincero aspetto che mi venga la voglia.
Forse è la pioggia continua di questi giorni, forse l'influenza di diversi problemi che devo fronteggiare in questo periodo, e alcuni difficili appuntamenti futuri.
Forse però di questi film di supereroi ne ho visti troppi e mi sono un po' stufato. So che alla fine sono divertenti e spettacolari, per quanto di solito nulla di eccezionale dal punto di vista del "cinema" (recitazione, trame, ecc...), non m'è venuta alcuna mania intellettualoide che mi impedisca di vederli, ma ho paura di essere in fase di stanca per quanto riguarda il genere supereroistico. Staremo a vedere...
Il secondo Thor era in preventivo tuttavia non sono andato ancora a vederlo e a essere sincero aspetto che mi venga la voglia.
Forse è la pioggia continua di questi giorni, forse l'influenza di diversi problemi che devo fronteggiare in questo periodo, e alcuni difficili appuntamenti futuri.
Forse però di questi film di supereroi ne ho visti troppi e mi sono un po' stufato. So che alla fine sono divertenti e spettacolari, per quanto di solito nulla di eccezionale dal punto di vista del "cinema" (recitazione, trame, ecc...), non m'è venuta alcuna mania intellettualoide che mi impedisca di vederli, ma ho paura di essere in fase di stanca per quanto riguarda il genere supereroistico. Staremo a vedere...
Masterpiece!
Salvo pochi appuntamenti fissi, raramente guardo la TV. Snobismo? No, è che per lo più trasmettono roba per me inguardabile, e non voglio pagare un fisso al mese per una TV via satellite, ammesso che sia meglio di quello che si ottiene su quella pubblica.
Quando la guardo comunque non mi soffermo sui reality show (non ne ho mai visto uno dall'inizio alla fine, in verità, non ho proprio capito che razza di roba sono e perché a uno dovrebbero piacere). Perciò ovviamente non ho guardato Masterpiece, il programma televisivo dove si confrontano gli aspiranti scrittori per contendersi il diritto a pubblicare con centomila copie garantite (c'è già chi garantisce di comprarsele? e di leggerle? forse non ho capito bene), e se non si fosse abbondantemente discusso in giro del programma, non saprei nemmeno che esiste.
Quindi non posso parlare di ciò che non ho visto, ma degli scrittori che, costretti o volonterosi, diventano fenomeni da baraccone, o vendono più se stessi che il proprio libro, avevo già scritto a sufficienza qui. Di guardare Masterpiece non sento il bisogno e sicuramente non ne avete bisogno neppure voi. Mandategli l'audience a zero, fate un favore a voi stessi.
Quando la guardo comunque non mi soffermo sui reality show (non ne ho mai visto uno dall'inizio alla fine, in verità, non ho proprio capito che razza di roba sono e perché a uno dovrebbero piacere). Perciò ovviamente non ho guardato Masterpiece, il programma televisivo dove si confrontano gli aspiranti scrittori per contendersi il diritto a pubblicare con centomila copie garantite (c'è già chi garantisce di comprarsele? e di leggerle? forse non ho capito bene), e se non si fosse abbondantemente discusso in giro del programma, non saprei nemmeno che esiste.
Quindi non posso parlare di ciò che non ho visto, ma degli scrittori che, costretti o volonterosi, diventano fenomeni da baraccone, o vendono più se stessi che il proprio libro, avevo già scritto a sufficienza qui. Di guardare Masterpiece non sento il bisogno e sicuramente non ne avete bisogno neppure voi. Mandategli l'audience a zero, fate un favore a voi stessi.
lunedì 18 novembre 2013
Deadhouse Gates
Alla lettura del primo libro della saga di Steven Erikson, la mia reazione era stata: capolavoro, ma dove? E in effetti era un testo proprio difficile da digerire. Ad ogni modo ho continuato la saga.
E a mio parere è molto meglio Deadhouse Gates, che ho letto in inglese. Il libro segue diversi personaggi, alcuni che provengono dal volume precedente, dove c'è stata la diaspora degli "Arsori di Ponti" condannati come infedeli e ribelli dall'imperatrice Laseen (in realtà un'usurpatrice lei stessa). Incontriamo Felisin, una nobile dell'Impero Malazan condannata alla schiavitù nelle miniere dalla sorella e rivale Tavore. Assistiamo al degrado e alla miseria (anche morale) in cui la giovane cade, alla disperata fuga assieme a due accompagnatori con cui è legata dalle necessità della lotta per la sopravvivenza, ma senza nessuna amicizia o rispetto reciproco. Poi abbiamo la missione di Kalam che vuole uccidere l'imperatrice (e consegnare un certo libro molto utile alla ribellione contro l'impero). Ma l'epica di Deadhouse Gate in effetti è un'altra.
E a mio parere è molto meglio Deadhouse Gates, che ho letto in inglese. Il libro segue diversi personaggi, alcuni che provengono dal volume precedente, dove c'è stata la diaspora degli "Arsori di Ponti" condannati come infedeli e ribelli dall'imperatrice Laseen (in realtà un'usurpatrice lei stessa). Incontriamo Felisin, una nobile dell'Impero Malazan condannata alla schiavitù nelle miniere dalla sorella e rivale Tavore. Assistiamo al degrado e alla miseria (anche morale) in cui la giovane cade, alla disperata fuga assieme a due accompagnatori con cui è legata dalle necessità della lotta per la sopravvivenza, ma senza nessuna amicizia o rispetto reciproco. Poi abbiamo la missione di Kalam che vuole uccidere l'imperatrice (e consegnare un certo libro molto utile alla ribellione contro l'impero). Ma l'epica di Deadhouse Gate in effetti è un'altra.
venerdì 15 novembre 2013
Black Rose, il vecchio mondo sta morendo
Devo la segnalazione di questo fumetto a un post del sito io9, un post dove ci si pone la domanda: cosa succede quando arriva la tecnologia a prendere a calci nel sedere il fantasy? Il riferimento è a un fumetto che si può leggere gratuitamente in rete, Black Rose, o per essere più precisi più che un fumetto ormai una serie. Autori: Christopher Arndt, Aaron Minier, Brandon Peat.
In effetti nella prima storia che ho letto i poteri della magia possono ben poco contro un colpo di pistola ben assestato... il conflitto è tra gli Athelicans, che sono all'inizio di una rivoluzione industriale un po' verniciata di steampunk, e gli Handwavers, la cui magia è fatta di pensiero e parole che piegano al loro volere mare, cielo e terra. Ma non i loro nemici, a quanto si vede nelle prime tavole (il sito del fumetto è questo).
In effetti nella prima storia che ho letto i poteri della magia possono ben poco contro un colpo di pistola ben assestato... il conflitto è tra gli Athelicans, che sono all'inizio di una rivoluzione industriale un po' verniciata di steampunk, e gli Handwavers, la cui magia è fatta di pensiero e parole che piegano al loro volere mare, cielo e terra. Ma non i loro nemici, a quanto si vede nelle prime tavole (il sito del fumetto è questo).
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