E chi ha detto che acquistare online sia facile? Non voglio parlare dei pericoli delle spedizioni postali (in passato vi ho già accennato) ma delle difficoltà che a volte si incontrano negli ordini stessi.
La storia in breve: volevo comprare il libro che conclude la trilogia dell'ottimo Stefano Bianchi, Tokyattan, perciò avevo fatto l'ordine su Amazon.it.
Ora, con l'editoria minore il problema è questo: i colossi come Amazon non si rifiutano mica di tenere i libri in catalogo e di accettare gli ordini, solo che, se non vado errato, non hanno il libro in magazzino, o se ne prendono un certo numero di copie iniziali non si preoccupano di mantenere la scorta (perdonatemi ma non conosco bene questi dettagli tecnici): quando si accumulano un po' di ordini, cercano di evaderli, e se non hanno i libri se li procurano presso l'editore. Per questo esiste il preavviso del periodo di attesa e della necessità di pazientare, avviso che avevo ricevuto già all'invio dell'ordine. Purtroppo, temo, se di ordini ce ne sono pochi, o magari se c'è solo il mio, mi sa che la faccenda diventa antieconomica o poco pratica e non val la pena di procurarsi il libro presso l'editore. Perciò, il cliente (ovvero il sottoscritto) riceve un messaggio che avvisa che l'ordine non verrà evaso. Questa è solo la mia supposizione basata su qualche sentito dire, perché spiegazioni precise non ce ne sono state.
E va bene. Allora (su consiglio) mi sono rivolto direttamente alla fonte.
Però se desideri effettuare un acquisto sul sito della casa editrice (Montag) ti devi registrare. Dopo essermi iscritto al sito (con una procedura che chiede il codice fiscale e il telefono, oddio, ma sono proprio dati indispensabili?) e aver avuto la conferma di codice utente scelto da me e password, ho ricevuto l'email di rito e cliccato il link per confermare l'iscrizione.
Purtroppo, dopo un'istante, cercando di usare i codici appena confermati per convalidare il mio "carrello" e comprare Tokyattan, scopro che il sito non li accetta. Senza particolari spiegazioni.
Secondo insuccesso. A questo punto non si tratta più dell'acquisto di un libro, sta diventando un'odissea...
domenica 17 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
The Spirit, il fumetto
Un padre del fumetto moderno, Will Eisner. Eppure ormai di moderno c'è poco, nelle sensazioni che ti dà The Spirit. I tempi erano diversi (anni '40, i fumetti in pieno boom!) e le storie da raccontare erano quelle di allora: storie da film in bianco e nero, con eroi tutti d'un pezzo, vamp carismatiche, femmine dannate e peccaminose. I toni leggeri li portava quasi sempre il protagonista, The Spirit, il vendicatore uscito dalla tomba. Non un vendicatore maledetto, però: The Spirit agiva in collaborazione con il capo della polizia. Non era insomma uno degli eroi dei tempi moderni, quelli che devono nascondersi pure alle forze dell'ordine, anche se, al pari di molti colleghi moderni, qualche vendetta da compiere non gli mancava.
Oggi The Spirit suona classico, fin troppo. Le storie suonano spesso assai cliché, e magari lo erano anche all'epoca, anche se non si limitano al poliziesco e al noir ma toccano diversi generi, con qualche puntata perfino nell'horror e diverse storie d'amore condannate fin dall'inizio. A me piace lui, il protagonista, Denny Colt. In un'epoca di personaggi comici insulsi o volgari, o di eroi tragici che di più non si può, The Spirit sembrerebbe quasi una novità con la sua leggerezza che non manca di serietà dove occorre.
Non sarebbe stato male se il cinema o la TV gli avessero dato una seconda giovinezza. Invece, sappiamo tutti com'è finita. Frank Miller voleva provare a vedere se era capace di mettersi alla regia, e ora spero abbia capito che deve lasciare perdere. Il film, nonostante la presenza di parecchi volti celebri, è stato un vero disastro. Chissà se The Spirit tornerà fuori dalla tomba ancora una volta?
Recensioni del film, da Rottentomatoes
Pagina web dedicata a The Spirit
Oggi The Spirit suona classico, fin troppo. Le storie suonano spesso assai cliché, e magari lo erano anche all'epoca, anche se non si limitano al poliziesco e al noir ma toccano diversi generi, con qualche puntata perfino nell'horror e diverse storie d'amore condannate fin dall'inizio. A me piace lui, il protagonista, Denny Colt. In un'epoca di personaggi comici insulsi o volgari, o di eroi tragici che di più non si può, The Spirit sembrerebbe quasi una novità con la sua leggerezza che non manca di serietà dove occorre.
Non sarebbe stato male se il cinema o la TV gli avessero dato una seconda giovinezza. Invece, sappiamo tutti com'è finita. Frank Miller voleva provare a vedere se era capace di mettersi alla regia, e ora spero abbia capito che deve lasciare perdere. Il film, nonostante la presenza di parecchi volti celebri, è stato un vero disastro. Chissà se The Spirit tornerà fuori dalla tomba ancora una volta?
Recensioni del film, da Rottentomatoes
Pagina web dedicata a The Spirit
sabato 9 giugno 2012
La verità può essere sempre vista da diverse angolature
... perciò beccatevi il video di propaganda di Mordor...
venerdì 8 giugno 2012
Vuoi essere recensito da me?
Capita ogni tanto. Alcuni amici mi conoscono già, e sanno cosa fare. Gli altri sono pregati di leggere qui.
mercoledì 6 giugno 2012
E' venuto a mancare Ray Bradbury
... il quale aveva comunque la tenera età di 91 anni. Be', non ho moltissimo da commentare sulla sua opera in quanto ho letto soltanto Fahrenheit 451 e per alcuni aspetti mi aveva lasciato un po' perplesso. Questo mi dovrà essere da sprone a leggere qualcuno dei suoi racconti e cercare di capirlo meglio.
Riposi in pace.
La mia recensione su Fahrenheit 451
Riposi in pace.
La mia recensione su Fahrenheit 451
sabato 2 giugno 2012
Iron Sky
La cosa più interessante di questo film è che si tratta di un progetto nato da un'idea di belle speranze, lanciata sulla rete e con la presentazione di un trailer nei festival cinematografici, nella speranza di trovare sostenitori e finanziatori.
L'idea ha avuto successo, ed è stata prodotta per mezzo dello sforzo congiunto di varie case (finlandesi, australiane e tedesche). Iron Sky è un film demenziale pieno di gag più o meno esilaranti, basato sull'idea che i nazisti, sconfitti nella seconda guerra mondiale, abbiano trovato rifugio nientemeno che sul lato oscuro della Luna, dove per lunghi anni hanno preparato il ritorno (e la vendetta).
L'arrivo di una missione spaziale, che riporta l'uomo sulla Luna dopo tanti anni per reare supporto alla rielezione della presidentessa degli USA (una specie di Sarah Palin interpretata da Stephanie Paul), scatena gli eventi. I nazisti lunari uccidono uno degli astronauti e catturano l'altro, che è un nero. Poiché hanno bisogno di lui lo "rendono bianco" per mezzo di un siero e lo portano sulla Terra in una missione condotta da Klaus Adler, malvagio e ambizioso leader che vuole succedere al "legittimo" Fuhrer (l'attore che interpreta Adler è Gotz Otto, già visto in La Caduta; Christopher Kirby è l'attore che interpreta James Washington, l'astronauta nero). Assieme ai due verrà anche Renate Richter (interpretata da Julia Dietze), figlia di uno scienziato (più o meno pazzo) della base lunare nazista, promessa sposa di Adler nonché ingenua insegnante convinta che il nazismo sia un'ideologia improntata alla bontà. L'incontro con la leadership americana viene inteso da Adler come la possibilità di trovare un aiuto per guadagnare potere e scalzare il Fuhrer, e dalla presidentessa americana (assieme alla sua specialista per la propaganda) come un aiuto inaspettato per la rielezione. Washington verrà scaricato e lasciato in mezzo alla strada a raccontare della minaccia nazista lunare a gente che non gli dà retta.
L'occasione è ghiotta per una serie di battute e di situazioni comiche derivanti dall'inaspettata presa del leader nazista, dalle incomprensioni della povera Renate su come le cose vanno sulla Terra (compreso l'incontro con dei nazi-skin), dall'ipocrisia della presidentessa americana e della sua collaboratrice. Ma le cose non saranno così semplici...
Divertente e demenziale, salvo la morale finale che non vi rivelo, ricco di citazioni a valanga che appassioneranno i cinefili e i "nerd," Iron Sky non è ancora uscito in italiano (lo farà mai?). Per adesso è disponibile soltanto in rete con i sottotitoli creati dai fan, come al solito in questi casi. Tutto sommato godibile: sorprendentemente buona o passabile la quasi totalità degli effetti speciali, notevole il fatto che sia stato prodotto con un budget limitato (una casa cinematografica statunitense avrebbe fatto poco o niente con circa 10 milioni di dollari). Come tutte le parodie demenziali, magari è un po' troppo lungo.
L'idea ha avuto successo, ed è stata prodotta per mezzo dello sforzo congiunto di varie case (finlandesi, australiane e tedesche). Iron Sky è un film demenziale pieno di gag più o meno esilaranti, basato sull'idea che i nazisti, sconfitti nella seconda guerra mondiale, abbiano trovato rifugio nientemeno che sul lato oscuro della Luna, dove per lunghi anni hanno preparato il ritorno (e la vendetta).
L'arrivo di una missione spaziale, che riporta l'uomo sulla Luna dopo tanti anni per reare supporto alla rielezione della presidentessa degli USA (una specie di Sarah Palin interpretata da Stephanie Paul), scatena gli eventi. I nazisti lunari uccidono uno degli astronauti e catturano l'altro, che è un nero. Poiché hanno bisogno di lui lo "rendono bianco" per mezzo di un siero e lo portano sulla Terra in una missione condotta da Klaus Adler, malvagio e ambizioso leader che vuole succedere al "legittimo" Fuhrer (l'attore che interpreta Adler è Gotz Otto, già visto in La Caduta; Christopher Kirby è l'attore che interpreta James Washington, l'astronauta nero). Assieme ai due verrà anche Renate Richter (interpretata da Julia Dietze), figlia di uno scienziato (più o meno pazzo) della base lunare nazista, promessa sposa di Adler nonché ingenua insegnante convinta che il nazismo sia un'ideologia improntata alla bontà. L'incontro con la leadership americana viene inteso da Adler come la possibilità di trovare un aiuto per guadagnare potere e scalzare il Fuhrer, e dalla presidentessa americana (assieme alla sua specialista per la propaganda) come un aiuto inaspettato per la rielezione. Washington verrà scaricato e lasciato in mezzo alla strada a raccontare della minaccia nazista lunare a gente che non gli dà retta.
L'occasione è ghiotta per una serie di battute e di situazioni comiche derivanti dall'inaspettata presa del leader nazista, dalle incomprensioni della povera Renate su come le cose vanno sulla Terra (compreso l'incontro con dei nazi-skin), dall'ipocrisia della presidentessa americana e della sua collaboratrice. Ma le cose non saranno così semplici...
Divertente e demenziale, salvo la morale finale che non vi rivelo, ricco di citazioni a valanga che appassioneranno i cinefili e i "nerd," Iron Sky non è ancora uscito in italiano (lo farà mai?). Per adesso è disponibile soltanto in rete con i sottotitoli creati dai fan, come al solito in questi casi. Tutto sommato godibile: sorprendentemente buona o passabile la quasi totalità degli effetti speciali, notevole il fatto che sia stato prodotto con un budget limitato (una casa cinematografica statunitense avrebbe fatto poco o niente con circa 10 milioni di dollari). Come tutte le parodie demenziali, magari è un po' troppo lungo.
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