venerdì 19 giugno 2009

Khaibit

Dopo alcuni giorni di febbre (speriamo sia finita!) torno per proporvi ancora qualche cosa di mio! E' il racconto che inviai alla selezione per Sanctuary, la raccolta della Asengard uscita da poco.

Ma non si trova qui: ho aperto un piccolo sito per ospitare il PDF, perciò vi indirizzo a:

http://sites.google.com/site/mondimmaginari/Home

Se avete la pazienza di leggerlo vi prego anche di mandarmi sue righe di commento qui o al mio indirizzo email. Critiche costruttive molto apprezzate, stupidaggini di una riga ("fa schifo!") tollerate.
Ciao

martedì 9 giugno 2009

La Furia di Dracula


Già che si parla così tanto di vampiri, perché non parlare di un gioco da tavolo dove lo stesso Dracula è protagonista?
Fury of Dracula è in circolazione già da diversi anni ma è stato modificato pochi anni fa con una nuova versione dalla Fantasy Flight Games (l'originale era della Games Workshop, se non vado errato).
Il gioco è imperniato sull'inseguimento di Dracula che ha deciso di dominare il mondo seminando altri vampiri in giro per l'Europa. Ciascun giocatore impersona uno degli inseguitori (che sono personaggi tratti dalla storia di Dracula: Van Helsing, Mina Harker, Lord Godalming e il Dott. Seward) o lo stesso Dracula, avremo perciò fino a cinque giocatori di cui il più esperto dovrebbe prendere il ruolo del terribile vampiro.

Come si può vedere dalla seconda immagine, i giocatori si muovono tappa per tappa per l'Europa, rappresentati da miniature di plastica. Dracula appare solo se viene localizzata la sua attuale posizione. Tra i molti componenti di questo gioco troviamo carte evento (alcune per Dracula, altre per gli altri giocatori), carte che raffigurano armi ed equipaggiamento che può essere usato dai personaggi all'inseguimento, nonché tutta una serie di trappole e di alleati che aiuteranno Dracula (li semina sul suo percorso). Tra questi suoi alleati Dracula ha i vampiri: deve riuscire a lasciarne in campo fino a sei per vincere.

Nella mappa sono raffigurate le strade (di colore scuro), le zone di mare dove è possibile imbarcarsi e muovere, e le ferrovie (gialle o bianche). Per strada ci si muove di una località per volta, per ferrovia il movimento può essere più rapido (ma solo se le cose vanno bene, come vedremo tra poco). Le strade ferrate sono di diverse tonalità perché nell'Europa orientale i treni sono meno efficienti e fanno muovere meno il giocatore (comunque, Dracula non prende il treno). Ai fini di questa regola l'Italia, dove ancora non c'era quel personaggio che faceva arrivare i treni in orario, figura nella meno efficiente Europa orientale (penso che la sua collocazione sarebbe lì anche adesso). Il sistema ferroviario è però piuttosto irrazionale (mi chiedo se le ferrovie fossero davvero così malamente connesse tra loro nell'ottocento) e il personaggio che si muove per ferrovia deve tirare un dado speciale che può anche risultare nel perdere il turno (non ha trovato il treno che gli serviva). Notare che, avendo ogni personaggio una o più caratteristiche peculiari, ce n'è uno, Lord Godalming, che essendo ricco può ripetere il tiro di dado se non è soddisfatto...

Come abbiamo detto, i "cacciatori" si muovono sulla mappa per trovare Dracula e i suoi complici. Dracula può mettersi al sicuro se muove via nave (nelle zone di mare non avviene combattimento) ma ciò per lui comporta subire dei punti ferita automaticamente, quindi gli conviene imbarcarsi solo se braccato da presso. Del resto per vincere deve seminare i suoi vampiri nel territorio, quindi muoversi via nave non lo porta più vicino al successo.
Ovviamente le indagini si possono svolgere non solo muovendosi a casaccio ma anche in altri modi, dalla lettura dei giornali allo sfruttamento di varie soffiate e non è affatto difficile ricostruire il percorso di Dracula costringendolo a rivelare le carte delle località visitate.

Se guardate la foto (in alto) infatti noterete una fila di sei caselle piuttosto grandi sopra la mappa. Lì Dracula deve porre la carta relativa alla località in cui si trova (esiste un mazzo apposito) creando un percorso di luoghi già visitati più la locazione attuale. Partendo da quelle già visitate i giocatori svelano il suo tragitto (ma qualche evento permette anche di costringere Dracula a rivelare la sua attuale locazione).

Sulle località che visita Dracula mette anche la pedina (coperta) raffigurante il complice o la trappola che ha preparato per i giocatori. Quando la carta finisce fuori dal gruppo delle ultime sei il complice, se è un vampiro, non può più essere eliminato e finisce in una delle caselline numerate da uno a sei subito alla destra (si vedono meglio nella seconda foto): il sei come vedete è colorato di rosso: quando Dracula posiziona il sesto vampiro ha vinto la partita.

Ovviamente i cacciatori di vampiri andranno sia ad eliminare i complici di Dracula (per impedirgli di vincere) sia a tentare di uccidere Dracula stesso (per ottenere la loro vittoria). Tra gli strumenti di cui si possono servire abbiamo le armi tradizionali, il corpo a corpo ma anche acqua santa, aglio eccetera.
Il combattimento spesso è frustrante, nel senso che Dracula ha mille trucchi per vanificare gli sforzi dei giocatori e metterli alle strette. Se vengono feriti o peggio ancora morsi, i cacciatori di vampiri rischiano di essere eliminati (esiste una località dove ci si può far curare dai religiosi che eliminano gli effetti del morso del vampiro, ma si tratta di una faccenda piuttosto complicata).

La vecchia versione me la ricordo molto vagamente ma sono abbastanza certo che Dracula avesse più frecce al proprio arco e fosse più difficile trovarlo. Con la versione moderna del gioco Dracula è facilmente individuato, ma difficilmente ucciso.
Ci sono senz'altro elementi che possono suscitare l'eccitazione e il divertimento dei giocatori in questo sforzo di inseguimento, però la Furia di Dracula non mi ha soddisfatto completamente.
Poiché i personaggi hanno i punti ferita come nei giochi di ruolo, non vengono eliminati subito, ma i cacciatori di vampiri sono abbastanza facilmente "azzoppati." Lo stesso Dracula può essere soggetto, se ha abbastanza sfortuna, a una rapida eliminazione. Non è comunque facile per il vampiro seminare i suoi complici e raggiungere la vittoria: mi sembra che più che altro Dracula sia braccato, che sia costretto a una continua ritirata per salvare la pelle senza grandi prospettive di successo, anche se nella sua fuga sa ogni tanto dare qualche brutta sorpresa agli inseguitori.

Il gioco pertanto è lungo e a volte si risolve per combinazioni di eventi particolarmente fortunate. Qualche partita finisce invece per esaurimento dei contendenti: a tarda notte Dracula non è riuscito a vincere, ma i giocatori non riescono ad eliminarlo. Penso che a questo gioco serva un ulteriore miglioramento. Un sistema che "automaticamente" faccia vincere Dracula se riesce a rimanere in circolazione abbastanza a lungo, per esempio, accoppiato a qualche ulteriore possibilità per i cacciatori di menomarlo gradualmente per rendergli più difficile sottrarsi agli scontri come talvolta avviene quando finalmente si pensa di averlo inchiodato. In questa ipotesi avremmo perciò un gioco in cui i cacciatori di vampiri sono più sicuri di poter eliminare l'avversario, ma anche un elemento di lotta contro il tempo, dove il tempo gioca in favore di Dracula. Questa la mia modesta opinione che si basa sull'esperienza di alcune partite trascinate in maniera inconcludente fino a che il richiamo delle lenzuola ha avuto il sopravvento sulla Furia di Dracula.

Un'altra recensione dal sito italiano giochidatavolo.net

domenica 7 giugno 2009

Il paese dei pacchi che non arrivano

Vi segnalo un interessante articolo di Repubblica della Sera riguardo all'e-commerce.

Premesso che il sottoscritto di ebay ne sa qualcosina (ed è riuscito a mantenere finora un rating immacolato del 100% sia come venditore che come acquirente) credo che le sfuriate degli utenti contro il nostro paese siano un po' meno importanti di quanto dice l'articolo. Però il problema esiste, ed è quello del sistema postale inefficace, che scoraggia le consegne nel nostro paese. Ho già accennato in qualche post del passato, trovo giusto ribadire: lo sviluppo del commercio elettronico è una tappa importante della modernizzazione di un paese. Non ci possiamo più permettere postini che non recapitano (o rubano!) la corrispondenza, e corrieri che fanno il loro mestiere in maniera scandalosa.

L'articolo mette tutti nello stesso mazzo. Io posso dire che il problema è più complicato, tanto per cominciare, perché le poste si servono dei corrieri, quindi non è che siano due discorsi del tutto separati; e poi andrebbe valutato il singolo corriere (alcuni sono di una efficienza proverbiale, con altri come Bartolini, tanto per non fare nomi, io mi sono trovato male).

Probabilmente si conta anche sul fatto che la gente è abituata a farsi prendere per i fondelli. Se mi faccio spedire qualcosa a casa so già che il recapito sarà curato da un certo tizio che arriva sempre tardi al mio condominio e non consegna mai (nonostante ci sia un portiere); per ritirare l'articolo dovrò quindi andare in uno dei depositi delle poste e pagare un sovrapprezzo (oltre a subire la perdita di tempo).
Se la spedizione invece è presso il mio ufficio di solito va tutto bene, anche se esiste ancora chi non ce la fa proprio a spedire qualcosa a un tizio che si trova "presso" un'azienda, e anche lì ci ho perso dei soldini.
E so già che se voglio fare acquisti online per i regali di Natale, o lo faccio a novembre o è meglio rinunciare e girare per vetrine a piedi, perché sotto le feste a Milano il sistema se va a ramengo.

Peccato. La diffusione delle librerie online tipo IBS è una delle poche opportunità per distribuire libri senza sottostare alla logica che quello che si deve vendere viene piazzato a bancali davanti all'entrata, il resto si può rendere agli editori. L'altra opportunità sarebbero gli e-book, ma in Italia ne deve scorrere ancora di acqua sotto i ponti prima che siano significativi.

mercoledì 3 giugno 2009

Cosa mi resta di David Eddings



Non mi ricordo nemmeno più perché ho preso in mano uno dei suoi libri. Forse semplicemente era il titolo ad eccitarmi (la Regina della magia...) e ovviamente come al solito sbagliai e presi un libro di un ciclo, ma non il primo.
Me li procurai tutti alla fine, erano spaiati, di tre case editrici diverse: in tempi più recenti li ho venduti su ebay, perché sapevo che quella saga non l'avrei mai riletta. Tra spiacevoli somiglianze con la storia tolkieniana tipo (seppure con cambiamenti notevoli di stile) e qualche banalità di troppo nei personaggi e nell'ambientazione, avevo capito presto che non era nulla di eccezionale ma riconosco che le avventure di Garion, Polgara e via dicendo mi hanno fatto passare qualche ora piacevole. Dopo allora, di leggere fantasy su quella linea conduttrice non ne ho più voluto sapere, e quindi forse devo ringraziare il ciclo di Belgariad perché mi ha risparmiato ben altri mattoni (mi viene in mente il ciclo di Jordan, che pure iniziai...).
Questo posso dire quindi di David Eddings, recentemente scomparso, che è stato un onesto artigiano del fantasy, ma per quanto abbia avuto un grande successo commerciale personalmente non lo ricorderò tra i più grandi scrittori.

sabato 30 maggio 2009

Il Sentiero Oltre le Sfere


Questo libro mi ha incuriosito per le tematiche (ambientazione italiana nella Venezia rinascimentale, un misterioso segreto da indagare) e, ammetto, per via della gradevole copertina. Un ulteriore vantaggio è certamente la lunghezza ragionevole (potrebbe essere però il primo di una n-logia). Il prezzo grida vendetta al cielo ma è inutile tornare su questo discorso. Edito da Zerounoundici, Il Sentiero Oltre le Sfere è l'opera prima di Alessandro Nardin, un libro che si colloca a metà tra il romanzo storico e il fantastico.
Il sottoscritto ama molto la storia, il che diventa un problema quando i fatti e i personaggi principali vengono travisati (a meno che non ci si tuffi selvaggiamente nella storia alternativa dove tutto è permesso), ma qui abbiamo, salvo qualche comparsa di personaggi reali come l'attore Ruzante, una storia che corre dietro le quinte, immaginando una spedizione non autorizzata che avrebbe dovuto cercare nuove opportunità per la Repubblica di Venezia nel profondo dell'Africa.

La spedizione finisce male, in una città misteriosa e incomprensibile, dove malattie e follia costringono i Veneziani a un precipitoso ritorno in patria senza nemmeno aver capito con cosa davvero hanno avuto a che fare. Pochi sopravviveranno: ma questo è solo l'antefatto, perché anni dopo c'è ancora chi vuole scoprire qualcosa da quell'esperienza, e chi vuole coprire la responsabilità di aver intrapreso una spedizione che il potentissimo Consiglio dei Dieci non aveva autorizzato.

Attori della tragedia saranno il nobile Brandolini (che ha il suo feudo in Valmarena, nella zona di Treviso), un capitano di mercenari che è stato suo amico da lungo tempo, Giovanni Nerclavis, i suoi uomini in parte italiani e in parte lanzichenecchi tedeschi (e alcuni tra questi soldati fanno una buona parata di personaggi secondari), il medico Gabrieli, personaggio ripugnante disprezzato da tutti.
Con la morte di alcune persone che avrebbero potuto chiarire il mistero, si capisce che in Valmarena qualcuno ha parecchio da nascondere. E che esiste un'altra posta in gioco oltre all'occultamento delle proprie responsabilità: la possibilità di indagare quel misterioso mondo che si era intuito nella spedizione, e di seguire un cammino nuovo, un Sentiero oltre le Sfere.

Questa in due parole, necessariamente semplificate, la trama. Di questo libro ho abbastanza apprezzato l'immersione nei riferimenti storici generalmente ben riuscita (fa capolino il Sistema Metrico decimale, ahimé, e questo in un fantasy si può perdonare di più, perché si può immaginare che tutto sia "tradotto," ma in un romanzo storico è un errore più sensibile). I fatti s'intercalano a pensieri e azioni che ci permettono di seguire la vita e le tribolazioni di diversi personaggi, generalmente ben disegnati e caratterizzati: con alcuni momenti di profondità che sono il punto forte del libro.

Della prosa dell'autore posso dire che dimostra grandissime capacità nell'uso della parola e nelle sfumature espressive, è un gran peccato che spesso esageri sconfinando nell'esibizionismo e nel dialogo implausibile, talvolta anche a scapito della leggibilità. Questo non faccia pensare però che ci troviamo di fronte a un libro noioso o poco agile: tutto sommato scorre abbastanza alla svelta e lo considero una buona lettura, forse più attinente al mistero e al fantastico che al fantasy propriamente detto.
Questo esordio mi pare promettente: ve lo consiglio. Se poi lo mettiamo a confronto con certa produzione italiana che ultimamente passa per fantasy, il dislivello è immenso.

giovedì 28 maggio 2009

Twilight, spoilerato a sangue


Alla fine me lo sono visto. Non è che abbia da parlarne tantissimo in verità, anche perché ho passato l'età in cui certe storielle d'amore giovaniliste ti potrebbero ammaliare, o farti sentire obbligato a dire oddio che schifo.

Noiosetta, ma sapevo che doveva esserci, la parte iniziale in cui Bella arriva al nuovo paesino e alla nuova scuola, conosce i compagni, ovvero l'elite dei figaccioni-vampiri che snobbano tutti quanti, e il gruppo di sfigati irrimediabili con cui potrebbe mescolarsi ma non le va. L'estetica da videoclip, i sottofondi musicali ecc...

Ma tutta la tragedia dell'essere vampiro (dico io, ve lo ricordate per esempio Intervista col vampiro?) si perde con Edward e "famiglia," che non hanno praticamente dei veri svantaggi nella condizione, anzi se la passano alla grande, campano in eterno e sono maledettamente cool. Quanto alla fame, al non sentirsi soddisfatti perché hanno deciso di bere solo sangue di animali, direi che non è poi quel gran problema rispetto ai vantaggi; anzi in verità non capisco perché i vampiri dovrebbero trattenere i loro appetiti, visto che un sacco di gente (io per primo) ci farebbe la firma a diventare come loro, e quindi per farsi vampirizzare si formerebbe una fila che manco allo sportello delle poste il giorno in cui si ritira la pensione.

Trama... vediamo un po'. Per scoprire la vera natura di quel ragazzo tenebroso a Bella basterà un libro e qualche ricerca su google. Sopravvoliamo.
L'arrivo dei vampiri cattivi sembra praticamente solo un pretesto per far succedere qualcosa di drammatico. Ma le situazioni a tinte forti comunque sono molto edulcorate in questo film, con il nostro Edward che va in camera di Bella e la sbaciucchia solo per farci vedere che si sa trattenere senza andare oltre (niente scene di sesso, insomma, neanche implicite), o la morte di James il vampiro cattivo che viene mostrata sullo sfondo senza troppi sbudellamenti. Non c'è nulla di male se uno spettacolo è castigato, per carità.
Ovviamente si pone il dilemma (nell'ultima scena) di cosa dovrà fare Bella: vivere una vita da umana con il suo amato Edward che rimarrà giovane e la vedrà morire, oppure morire e diventare una vampira e non-vivere questo amore da non-morta con lui. Edward dice "non sai di cosa si tratta" col tono di chi la sa lunga e lei per il momento rinuncia. La mia opinione in merito ai pro e contro l'ho già espressa e non sto a ripeterla: la scena m'è parsa un po' ridicola.

Insomma una storiella all'acqua di rose di vampiri politicamente corretti (non voglio estendere il giudizio anche al libro senza averlo letto, ma ho un brutto presentimento, ovvero che non lo leggerò per niente al mondo). Twilight non mi è in verità nemmeno dispiaciuto, ma come film è abbastanza insignificante, al confronto sembra un capolavoro perfino il mediocre I Guardiani del Giorno, se proprio di vampiri vogliamo parlare. Non ci sarebbe neanche da discuterne in ambito fantasy (oppure horror o fantastico che dir si voglia) perché l'elemento sovrannaturale è presente poco più che per modo di dire.
E' un film su una storia d'amore, per ragazzi. Ai miei tempi c'erano delle cretinate colossali (Laguna Blu, Paradise) dove dei giovanissimi si ritrovavano in qualche paesaggio da sogno a vivere come selvaggi nell'idillio perfetto (o quasi) con la natura, e ovviamente erano un maschietto e una femminuccia e se la spassavano alla grande. Oggi ai ragazzi rifilano questo finto drammone con personaggi emaciati che "riescono a trattenersi." Eh be', siamo in tempo di crisi.