Il sottoscritto ha conosciuto il fantasy molti anni fa quando praticamente l'unico italiano facilmente reperibile in libreria era Gianluigi Zuddas (e le uniche case editrici, praticamente, erano Fanucci e la Nord). Il mio secondo tentativo, in uno slancio patriottico, fu quello di comprare "Nel Segno della Luna Bianca" di Aldani e Piegai. Un libro che più brutto di così non si può: da allora per molto tempo ho evitato gli scrittori italiani come la peste... Pregiudizio che estesi in qualche modo perfino a me stesso, tenendo il mio manoscritto nel cassetto per oltre dieci anni prima di vedere che il clima era cambiato, e decidermi a rivederlo per cercare di pubblicarlo (attualmente partecipa ad un concorso). Scherzi a parte, ero convinto che fosse praticamente impossibile pubblicare.
Adesso vedo che esiste un certo fermento, segno che ci sono italiani che scrivono e italiani che li vogliono leggere.
Oltre a resuscitare il mio sforzo personale, questa atmosfera mi ha spinto a cercare di leggere gli esordienti: proprio qui ho commentato gli sforzi di diversi autori della nuova leva e spero che molti altri lettori comprino i loro libri, facendo emergere (prima o poi) qualche nuovo, valido scrittore.

Autore italiano a caccia di una casa editrice
L'importante non è che riescano a pubblicare in centomila, ma che si formi un giudizio nel pubblico, un'opinione condivisa che faccia emergere qualche scrittore veramente bravo e convinca magari qualcun altro a trovarsi una strada diversa.
In questo periodo (l'opinione è personalissima e l'approfondirò magari in un altro momento) il fantasy è popolare ma non escono molti libri di grande qualità. Perciò all'estero non stanno necessariamente meglio che da noi. Impera il bestseller, il libro adatto solo ai ragazzi, il clone di Tolkien un tanto al chilo. C'è però una cosa che all'estero abbonda e da noi, secondo me, è carente: la preparazione tecnica. Forse mi sbaglio, magari ho questa impressione perché i libri degli esordienti stranieri non arrivano da noi, a meno che non siano dei successi al primo colpo? gradirei l'opinione di chi abbia potuto osservare più da vicino come vanno le cose all'estero.
Non so se le opinioni che si trovano in un forum o su un blog contino per aiutare un libro ad avere successo (termine molto relativo in Italia); al massimo contribuiscono a fare “opinione pubblica.” Personalmente quei libri che ho commentato li ho trattati con un minimo di simpatia e senza strafare né nell'esagerare dei difetti né nel dare inutili lodi sperticate quando ci sono evidenti problemi.
Temo comunque che gli esordienti di casa nostra (all'estero, ripeto, non so se siano più bravi...) siano relativamente poco preparati e compiano parecchie ingenuità. E certe case editrici non li aiutano, dal momento che pubblicano testi con evidenti errori di ortografia, fanno brutte copertine, rovinano i loro sforzi. Non ho trovato ancora un libro su cui dire senza mezzi termini che è da buttare dalla finestra, ma neanche un ottimo autore già maturo per il successo. Non mi metto su un piedistallo, la mia è la valutazione di un lettore qualunque. Magari lo stesso giudizio varrebbe anche per me, se finalmente pubblicassi...





