Nessuna fanfara, anche perché non ho badato all'esatta data del "compleanno," ovvero il giorno in cui il blog ha compiuto dieci anni. In verità è passato qualche mese. Tra l'altro questo è stato per me, su vari fronti, un anno difficile: motivi per auto-incensarmi comunque non ne vedo.
Ad ogni modo mentirei se dicessi che la cifra tonda non mi fa effetto, anche perché se è vero che non sono mai stato un blogger assiduo, che riesce ad aggiornare tutti i giorni o quasi, da allora (maggio 2007) non c'è stato mese in cui non sia comparso almeno un paio di post. Insomma è stato un discreto sbattimento, diciamolo.
Mi fa piacere che Mondi Immaginari sia ancora qui, quindi, e spero di restare in circolazione ancora per un pezzo.
venerdì 6 ottobre 2017
lunedì 2 ottobre 2017
Invasione: Fase Seconda
Questo libro di Harry Turtledove è la continuazione del precedente Invasione: Anno Zero, di cui ho parlato recentemente. Continuano sostanzialmente le storie raccontate nel precedente volume della quadrilogia, la divisione mi sembra più che altro utile a evitare di pubblicare un unico libro dalle dimensioni enormi. Anticiperò qui qualcosa della trama di questo Invasione: Fase Seconda, mi aspetto che del resto la maggior parte dei miei visitatori lo abbia letto.
Innanzitutto, la corsa agli armamenti in questa parte della storia. Tutte le potenze terrestri si sforzano di costruire la bomba atomica, in modo da colpire i Rettili con la stessa potenza con cui loro hanno colpito due città umane, Berlino e Washington. Viene usato il materiale fissile rubato ai Rettili, si interrogano i prigionieri per scoprire informazioni tecniche (uno di essi con orrore si accorgerà che i "Grossi Brutti," ovvero i terrestri, non sono affatto ignoranti in tema di fisica nucleare). Il possesso da parte umana dell'arma apre delle spiacevoli possibilità, ovviamente. Se gli avversari venuti dallo spazio dovessero reagire lanciando altre bombe atomiche, dove si fermerebbe l'escalation? Il lettore sa già, perché segue i ragionamenti da entrambe le parti della barricata, che il "Signore di Flotta" Atvar, il comandante dei soldati della Razza (ovvero i Rettili), riceve critiche dagli altri ufficiali perché la guerra è inaspettatamente difficile, ma crede ancora improbabile di dover rinunciare alla conquista e colonizazione di Tosev 3 (ovvero la Terra). All'escalation è pronto, ma non può permettersi di portarla fino alla totale devastazione del pianeta, perché sarebbe contro i piani di colonizzarlo.
Innanzitutto, la corsa agli armamenti in questa parte della storia. Tutte le potenze terrestri si sforzano di costruire la bomba atomica, in modo da colpire i Rettili con la stessa potenza con cui loro hanno colpito due città umane, Berlino e Washington. Viene usato il materiale fissile rubato ai Rettili, si interrogano i prigionieri per scoprire informazioni tecniche (uno di essi con orrore si accorgerà che i "Grossi Brutti," ovvero i terrestri, non sono affatto ignoranti in tema di fisica nucleare). Il possesso da parte umana dell'arma apre delle spiacevoli possibilità, ovviamente. Se gli avversari venuti dallo spazio dovessero reagire lanciando altre bombe atomiche, dove si fermerebbe l'escalation? Il lettore sa già, perché segue i ragionamenti da entrambe le parti della barricata, che il "Signore di Flotta" Atvar, il comandante dei soldati della Razza (ovvero i Rettili), riceve critiche dagli altri ufficiali perché la guerra è inaspettatamente difficile, ma crede ancora improbabile di dover rinunciare alla conquista e colonizazione di Tosev 3 (ovvero la Terra). All'escalation è pronto, ma non può permettersi di portarla fino alla totale devastazione del pianeta, perché sarebbe contro i piani di colonizzarlo.
domenica 1 ottobre 2017
Trainspotting 2
Scegliete un megatelevisore del cazzo, era una volta... adesso è diventato "Scegli un iphone fatto in Cina da una donna che si è buttata dalla finestra, e mettilo nella tasca di una giacca, fresca di una fabbrica di schiavi del sud est asiatico." Insomma le prospettive sono modernizzate, sono cambiate, ma mica tanto. Il tragico e comico Trainspotting ha avuto un triste e malinconico e inutile seguito, e in fin dei conti visto il nichilismo delle tematiche, be', ci sta tutto.
Io comunque mi sono divertito a vederlo, ma è un film orrendamente mesto nonostante i momenti piacevoli.
Io comunque mi sono divertito a vederlo, ma è un film orrendamente mesto nonostante i momenti piacevoli.
sabato 23 settembre 2017
Valerian e la città dei mille pianeti
Scopro che questo Valerian e la città dei mille pianeti all'estero è già uscito da un po' e ha fatto un fiasco che viene addirittura definito clamoroso. Questo mi esime dal vedere il film? Assolutamente no, visto che il regista Luc Besson ci ha dato anni fa uno dei film di fantascienza più belli (a mio parere, ovviamente), ovvero Il Quinto Elemento, e visto che si tratta del film europeo più costoso di sempre. Almeno per capire cosa è andato storto, un'occhiata al film la dovevo dare.
Su una cosa non sono rimasto deluso, e le mie migliori aspettative sono state confermate. Il film è una meraviglia a cui assistere, un caleidoscopio di colori, un continuo bombardamento di forme, suoni, impressioni, musica e stili diversi. Ci sarebbe da rivedere parecchie scene anche solo per cogliere tutti i dettagli che meritano di essere ammirati. Non entro invece sulla discussione se il film sia stato osteggiato perché europeo. Luc Besson innanzitutto è un regista che crea un cinema parecchio all'americana. Questo film, come anche a suo tempo Il Quinto Elemento, ispirandosi al mondo della striscia fumettosa d'oltralpe, ha ovviamente una sua identità che è differente in molti modi a volte sottili e a volte evidenti, ma non vedrei uno stile decisamente "europeo" in quello che fa Besson, piuttosto c'è un suo stile particolare.
E comunque anche l'insuccesso del film è relativo, poiché si può parlare di fiasco solo se si confrontano gli incassi con un budget che forse era troppo ambizioso.
Su una cosa non sono rimasto deluso, e le mie migliori aspettative sono state confermate. Il film è una meraviglia a cui assistere, un caleidoscopio di colori, un continuo bombardamento di forme, suoni, impressioni, musica e stili diversi. Ci sarebbe da rivedere parecchie scene anche solo per cogliere tutti i dettagli che meritano di essere ammirati. Non entro invece sulla discussione se il film sia stato osteggiato perché europeo. Luc Besson innanzitutto è un regista che crea un cinema parecchio all'americana. Questo film, come anche a suo tempo Il Quinto Elemento, ispirandosi al mondo della striscia fumettosa d'oltralpe, ha ovviamente una sua identità che è differente in molti modi a volte sottili e a volte evidenti, ma non vedrei uno stile decisamente "europeo" in quello che fa Besson, piuttosto c'è un suo stile particolare.
E comunque anche l'insuccesso del film è relativo, poiché si può parlare di fiasco solo se si confrontano gli incassi con un budget che forse era troppo ambizioso.
giovedì 21 settembre 2017
Death Note
Death Note è un manga (ovvero un fumetto giapponese), una serie di anime (che a casa nostra si chiamano cartoni animati), un certo numero di film (sempre giapponesi tre di essi, se la notizia che traggo da Wikipedia è corretta, ma non manca un adattamento cinese). E infine un film di marca USA. Parlerò di quest'ultimo, anticipando alcuni elementi della trama. Paragoni non ne faccio... tempo fa ho visto alcuni episodi della serie anime, che mi erano parsi disegnati in maniera poco piacevole e con un ritmo un po' lento, e per un motivo o per l'altro non ero andato avanti (del resto ci sono PARECCHI episodi). Comunque è troppo poco per farmi un'idea di come la faccenda si sviluppasse nel mondo del Sol Levante. Pertanto se il film yankee sia una buona interpretazione della storia originale è faccenda su cui non posso dare un'opinione... ma del resto non mi interessa farlo.
Mi basterebbe in effetti un film carino di suo, se poi non è fedele al suo mondo di riferimento amen. Tutto sommato non mi è dispiaciuto questo Death Note, ma andiamo con ordine...
Mi basterebbe in effetti un film carino di suo, se poi non è fedele al suo mondo di riferimento amen. Tutto sommato non mi è dispiaciuto questo Death Note, ma andiamo con ordine...
domenica 17 settembre 2017
La mostra sugli anni '80
Presso il Wow Spazio Fumetto di Milano (Viale Campania 12, sull'area dell'ex deposito dei mezzi pubblici ed ex fabbrica Motta) è ancora possibile per alcuni giorni visitare la mostra sugli anni ottanta. In contemporanea c'è anche un'esposizione delle tavole di Jack Kirby, un disegnatore Marvel degli anni d'oro.
Gli anni ottanta sono una memoria gloriosa per molte persone. In effetti queste mitizzazioni mi danno molto da riflettere perché sono basate su fattori per lo più superficiali: che musica si ascoltava, che film, divertimenti, eventi sportivi hanno segnato l'epoca. Non è che io non dia importanza a queste cose, ma credo anche che ogni persona che c'era abbia avuto i "suoi" anni (ottanta, novanta, ecc...) con problemi privati e momenti belli privati, e c'entri fino a un certo punto la patina pubblica degli eventi che hanno colorato un'epoca. Ma forse penso così perché io, con il mio carattere cupo e la mia misantropia, non ho amato particolarmente gli anni ottanta, se li intendiamo come molti li vogliono intendere, ovvero come epoca di facile divertimento, ottimismo e semplicità.
Gli anni ottanta sono una memoria gloriosa per molte persone. In effetti queste mitizzazioni mi danno molto da riflettere perché sono basate su fattori per lo più superficiali: che musica si ascoltava, che film, divertimenti, eventi sportivi hanno segnato l'epoca. Non è che io non dia importanza a queste cose, ma credo anche che ogni persona che c'era abbia avuto i "suoi" anni (ottanta, novanta, ecc...) con problemi privati e momenti belli privati, e c'entri fino a un certo punto la patina pubblica degli eventi che hanno colorato un'epoca. Ma forse penso così perché io, con il mio carattere cupo e la mia misantropia, non ho amato particolarmente gli anni ottanta, se li intendiamo come molti li vogliono intendere, ovvero come epoca di facile divertimento, ottimismo e semplicità.
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