
E' passato tanto tempo da quando lessi questa raccolta di romanzi, che non ero più sicuro di averli già letti fino a che non sono arrivato verso la metà del primo, Il Principe dell'Annwm, ovvero la storia di Pwyll. Sto parlando dei Mabinogion nella versione riscritta da Evangeline Walton, che ha saputo (negli anni '70) riprendere queste leggende celtiche e reinventarle come romanzi, con una freschezza e uno stile tali da renderli molto gradevoli anche oggi.
I Mabinogion restano l'unico grande successo della Walton, e giunsero quando la scrittrice era ormai tutt'altro che giovane, ma le permisero di riproporre al pubblico i romanzi scritti precedentemente, materiale che aveva ricevuto poca attenzione o era rimasto inedito.
Tra gli elementi più belli di questi romanzi il senso della meraviglia, i prodigi e la magia che irrompono con una strana semplicità nella vita degli uomini comuni, eppure sono facilmente credibili. La saggezza umana si mescola alle meraviglie del magico, la profondità filosofica al disimpegno scherzoso e umoristico.
Le storie ci parlano di un mondo che cambia, di antiche tribù matriarcali che cedono il posto a nuovi invasori, di guerrieri che devono affrontare subdoli tranelli e difficili prove per arrivare alle più ambite ricompense, di divinità che si mescolano agli affari degli uomini.
Di fantasy scritta seguendo queste tradizioni ce n'è anche troppa, ma è sorprendente come questa interpretazione, così vicina alle reali origini della mitologia gallese, sia fresca e godibile, piacevolissima alla lettura.
Sarebbe interessante conoscere qualcosa di più anche dei Mabinogion non rielaborati dalla Walton, in quanto vi si trovano accenni ai miti arturiani e perfino una storia che sarebbe ispirata a un imperatore romano.
Non conoscendoli, per ora posso solo consigliarvi questo libro: un incredibile spiraglio su un mondo perduto, oltre che un piccolo capolavoro del fantasy.


