Una volta ero appassionato di film di guerra, oggi un po' meno. Però i rari film di guerra italiani me li guardo sempre, prima o poi, e quindi ho finalmente visto Comandante (2023), nonostante fossi stato abbondantemente avvisato della circostanza che il film è una chiavica.
La pellicola, diretta dal regista a me ignoto Edoardo De Angelis, è ambientata nel 1940 e narra le gesta di Salvatore Todaro, personaggio realmente esistito, comandante del sommergibile Cappellini durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il sommergibile passò in Atlantico e affondò una nave trasporto belga, appartenente a un paese al momento non ancora in guerra con l'Italia. I Belgi spararono per primi; il Cappellini affondò il mercantile dopo un duello a cannonate.
Dönitz, comandante della flotta sottomarina tedesca, avrebbe poi ironizzato sul fatto che Todaro avrebbe dovuto comandare una cannoniera e non un sommergibile. Ci fu un altro fattore che fece storcere il naso all'ufficiale tedesco: il fatto che Todaro si fece in quattro per scortare i naufraghi della nave belga fino a un porto sicuro, salvando loro la vita. In quel breve periodo i Belgi e gli Italiani fraternizzarono.
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