mercoledì 16 gennaio 2019

Serie TV, più e meno

In materia di serie televisive, cosa posso consigliare a uno spettatore? Ho da poco parlato di The Man in the High Castle (Amazon Prime Video), il mio giudizio è certamente positivo. Di altre serie esplorate da un annetto a questa parte, non sono necessariamente entusiasta. Vediamone alcune...

sabato 12 gennaio 2019

Bird Box

Una delle ultime trovate di Netflix, Bird Box è un film post-apocalittico basato su un romanzo di tale Josh Malerman. Si basa su un'idea un po' insolita che ha l'indubbio vantaggio di essere anche a basso costo per un film: l'apocalisse arriva per mezzo di una strane creature invisibili, o influenze demoniache, che si manifestano con soffi di vento e voci, e spingono le persone al suicidio e alla follia. Non si comprende pienamente la natura del "cattivo" di questa storia, ma ha l'aria di non essere semplicemente una malattia. È comunque un qualcosa di inspiegabile e invisibile, e quando s'impadronisce di qualcuno non vi è apparentemente scampo. Per quanto non visualizzato, questo male apocalittico si può tenere a bada soltanto... restando bendati, perché apparentemente infligge a chi ha gli occhi scoperti delle terribili visioni.


Abbiamo così espressioni drammatiche negli occhi, che si modificano in maniera visibile, e frasi sibilline pronunciate da persone che stanno per suicidarsi in vari modi (schiantarsi con l'auto, farsi investire da veicoli, spararsi, entrare nel fuoco, spaccarsi la testa contro una vetrata, e via dicendo). Questo ha portato anche alcuni buontemponi, del mondo reale, a praticare delle sfide tenendo gli occhi bendati, con l'ovvio risultato di farsi male.
Parlerò di questo film facendo anticipazioni sulla trama, non decisive ma nemmeno piccole.


martedì 8 gennaio 2019

The Man in the High Castle, Serie TV

È difficile prendere posizione nei confronti di Philip Dick. Almeno per me. È stato un personaggio fin troppo sopra le righe, tra sostanze stimolanti, eccessi di psicofarmaci, droghe varie e fasi della sua vita allo sbando e sull'orlo della follia: pare proprio di avere di fronte il cliché fricchettone dello scrittore tormentato che "ampia la sua percezione" con l'uso delle droghe.


E poiché non mi era particolarmente piaciuto La Svastica sul Sole, traduzione italiana di The Man in the High Castle, non avevo sviluppato una grande simpatia nei suoi confronti. Anche altri libri, da cui magari sono stati tratti film famosi, mi sono parsi ingarbugliati e non mi hanno impressionato moltissimo.

venerdì 4 gennaio 2019

The Sorrow of War

Dopo aver visto la lunga e dettagliata serie di documentari sulla guerra del Vietnam che è disponibile su Netflix, ho scelto di leggere qualcosa di scritto da una delle "voci narranti" scelte per quella narrazione storica (che vi consiglio di recuperare se avete un interesse in materia). La voce è quella di Bao Ninh, nato nel 1952 ad Hanoi e partecipante al conflitto. È stato una di quelle "formiche rosse" senza nome e senza volto, sacrificate a centinaia, a migliaia, a centinaia di migliaia per vincere il decennale conflitto di indipendenza (e comunismo) per il Vietnam.

L'autore in una foto del New York Times

Lui è diventato uno scrittore e, qualche tempo fa (anni '90), ha pubblicato un romanzo dal titolo The Sorrow of War, ovvero il dolore (o il rimpianto) della guerra. Il protagonista rappresenta per molti aspetti l'autore: infatti il libro narra di un reduce completamente devastato dal conflitto, per nulla differente dai suoi vecchi antagonisti d'oltre oceano, quei reduci che hanno avuto, spesso, problemi a riadattarsi alla vita civile. Quest'uomo, Kien, comincia a scrivere le sue memorie, spesso nel cuore della notte. Non va molto avanti nel manoscritto perché talvolta nel suo tormento distrugge le pagine che non gli piacciono più, o perde l'ordine cronologico degli eventi.

martedì 1 gennaio 2019

Bandersnatch

L'ultima novità di Netflix: le storie interattive. Bandersnatch, ambientato negli anni '80, è un telefilm (in realtà molto lungo) della serie Black Mirror, e si distingue per la possibilità di "cliccare" fra due alternative, a volte una sola (cosa ti fanno cliccare a fare?) in certi momenti topici della storia. Insomma il prodotto televisivo incontra il... librogame. È stato già fatto nel passato? Non so. Certamente richiama i giochi per computer più che i prodotti televisivi. La storia? Anche questa richiama i giochi per computer, perché si narra delle peripezie di un giovane programmatore [attenzione: da qui in avanti anticipazioni] con problemi psicologici, in buona parte derivati dal senso di colpa per la morte della madre, che ha preso un treno, poi deragliato, per via di un capriccio di lui da bambino.


Siamo negli anni '80. Stefan, il protagonista (attore Fionn Whitehead, protagonista in Dunkirk), lavora a un gioco ispirato a Bandersnatch, libro maledetto di uno scrittore paranoide e assassino.