venerdì 31 marzo 2023

The Last of Us

 Una serie TV adattamento di un videogioco? Certo, perché no. The Last of Us prende la classica apocalisse zombie apportando qualche cambiamento, a volte ben riuscito e a volte no. Quanto la serie sia influenzata dal gioco non saprei (non ci ho giocato), di sicuro i produttori hanno puntato su una storia ben definita (che potrebbe avere conclusione soddisfacente anche alla prima serie, anche se c'è già la seconda in preparazione) e su un certo approfondimento dei personaggi, dei loro affetti e delle loro scelte etiche. A mio parere la voglia di mettere troppa carne al fuoco, condensando eventi che sono, immagino, ben spessi nella trama del gioco, in nove episodi sullo schermo, può aver creato qualche problema. Ne parleremo dopo.

Partiamo dall'inizio: The Last of Us è un'ucronia perché immagina che l'apocalisse prenda il via nel 2003 ai tempi della presidenza USA di Bush figlio: questa volta a scatenare il disastro è un fungo, il Cordyceps. Una specie (anzi, famiglia di specie) che si segnala per la capacità di infettare le formiche e altri insetti e trasformarle in "zombie," inducendo certi comportamenti che sono favorevoli al parassita uccidendo o svantaggiando l'organismo ospite. Certamente un caso di parassitismo particolarmente inquietante, bella idea. Ma , alla fine, la serie ci dà qualcosa di non molto diverso dai soliti zombie che aggrediscono e mordono. I morsi degli infetti portano il contagio nel giro di minuti o ore, e non sono le spore a trasmettere la malattia.

venerdì 24 marzo 2023

Pornografia e libertà. Seconda Parte

 Continuiamo il discorso aperto qualche giorno fa con una disamina degli argomenti espressi nel libro (in inglese) Your Brain on Porn, scritto dal biologo Gary Wilson. Per l'autore la pornografia è una dipendenza seria, e un numero crescente di persone se ne è resa conto. In vita Wilson ha gestito dei forum, dove chi voleva liberarsi dalla pornografia veniva a scambiare le proprie esperienze. Molto di questo materiale lo si trova nel libro, anche se qui non potrò dare spazio. Gary Wilson ritiene che il mondo sia in ritardo nel riconoscere il pericolo della pornografia, perché, come altre dipendenze, come ad esempio quella dal tabacco, anche questa non è subito stata riconosciuta come tale.

Non voglio addentrarmi eccessivamente nelle diatribe, ma Wilson lamenta che vi siano ancora forti opposizioni, anche di stampo "ideologico," nel mondo di psicologi e psichiatri, all'accettare l'esistenza di una dipendenza da pornografia. L'autore afferma di non voler dire al lettore che "ha per forza" un problema con il porno, ma desidera semplicemente dare delle indicazioni a quelli che cominciano a rendersi conto di avere questo tipo di problema. Per lui il discorso non riguarda il conformismo religioso o la sessualità, o essere libertari e simili punti di vista. Riguarda la natura dei nostri cervelli, e la risposta che danno a un ambiente che cambia radicalmente, con adolescenti esposti al porno fin da giovanissima età, la disponibilità di contenuti gratuiti di ogni genere in streaming, con possibilità di fruirne comodamente nell'anonimato. Esperienze che, evidentemente, mettono a dura prova le menti di primati come noi, geneticamente predisposti a una vita di fatiche e a trovare il piacere come e quando capita, e non a essere tentati da immagini eccitanti a valanga in quantità infinita.

mercoledì 22 marzo 2023

Pornografia e libertà. Prima Parte

 La pornografia è libertà? Questa è la domanda su cui si basa il post: domanda che al giorno d'oggi val la pena di farsi, anche se io rimango dell'opinione che, una volta adulto e informato, uno ha diritto a fare quello che gli pare. Ovviamente la mia opinione non chiude il problema, visto che oggi, grazie alle meravigliose e progressive tecnologie, siamo di fronte a un diluvio incontrollato del fenomeno. Ho cercato quindi di informarmi sull'effetto che ha su di noi questo massivo, incredibile "sdoganamento" della pornografia avvenuto negli ultimi decenni. Ovvero nel periodo in cui internet ha permesso l'accesso libero e incontrollato a chiunque, offrendo una quantità enorme di materiale.


La gente ne ha approfittato, talvolta senza limiti. Nei libri su cui mi sono documentato ci sono testimonianze di gente addirittura che dall'età di 12 anni usufruisce massivamente del porno, e sono numerose, circostanza storicamente unica.

Perché unica? In fin dei conti, anche quando io avevo quell'età (niente internet, ai tempi) non è che non avessi mai avuto alcun contatto con la pornografia; ma quei tempi al massimo capitava di incontrare pagine di giornalini porno strappate e lasciate a terra (apposta) da qualcuno, magari davanti alle scuole ecc... Quelle testate tipo "Il Camionista" o "Il Tromba" che poi ho conosciuto meglio facendo il militare. Robaccia, credo che non venga più prodotta. No, oggi la pornografia è generalmente fatta di foto e video di buona qualità, che ricoprono ogni gusto o bizzarria, disponibili in quantità illimitate, in qualsiasi momento e senza alcuna scomodità o imbarazzo (tipo dover andare a comprare una rivista o DVD). Infatti tutto è disponibile direttamente sul video del PC o dello smartphone.

Facendo un altro paragone, anche nel mondo di Roma antica al tempo del paganesimo non era vietato niente, e molte rappresentazioni che per noi sarebbero "spinte" non erano nemmeno riconosciute come tali. Ma esisteva anche allora il concetto di eccesso. Ad esempio veniva narrato (fosse vero o meno) che i soldati di Annibale dopo aver ottenuto trionfi contro i romani si fossero rammolliti negli "ozi di Capua," ovvero con una vita di licenziosità che, in quanto conquistatori, s'erano permessi (e stiamo comunque parlando di vita vera, non di pornografia).

Questa inaudita disponibilità di soddisfazione sessuale (artificiale) è quindi stata possibile solo al giorno d'oggi. Ne nascono problemi? Proviamo a vedere.

domenica 19 marzo 2023

The Whale

 Nonostante la vittoria agli Oscar incassata, questo film s'è trovato al centro di una controversia piuttosto polarizzata tra accusatori e difensori. Parlo di The Whale, tristissimo lavoro di Darren Aronofsky (regista già visto all'opera in diversi film, tra cui Below, Requiem for a Dreammother! e The Wrestler). Nel ruolo di protagonista un uomo disperatamente infelice, Charlie, che mangia per reazione ai suoi dispiaceri ma allo stesso tempo li peggiora, perché si vergogna del proprio aspetto. Morbosamente grasso, quando insegna da remoto tiene la telecamera spenta per non farsi vedere dai suoi allievi, e lascia i soldi fuori per il ragazzo che porta le pizze, e le va a prendere solo dopo che questo è andato via.

L'infermiera che lo aiuta, Liz, non riesce a convincerlo ad andare in ospedale, sebbene Charlie sia ridotto così male da essere probabilmente condannato a morire nel giro di giorni. Si scusa sempre per tutto e con tutti, ma va per la sua strada suicida.

giovedì 16 marzo 2023

Arthur & Merlin - Le Origini della Leggenda (2015)

 Ho recuperato un altro film ispirato al ciclo arturiano: questo Arthur & Merlin - Le Origini della Leggenda, del 2015 che in inglese suona semplicemente Arthur and Merlin. A dire il vero avevo dei brutti presentimenti, come anche per il precedente Lancillotto e Ginevra, visto qualche giorno fa. Presentimenti che in questo caso derivavano da qualche giudizio sfavorevole letto in giro.

Adesso che l'ho visto, penso che i presentimenti fossero giustificati. E mi spiace un po' affermarlo, dal momento che il film è stato realizzato con quattro soldi, uno sforzo notevole visto il budget ridicolo a disposizione del regista irlandese Marco Van Belle.  Costumi e ambientazione non sono poi realizzati affatto male. Ci sono film prodotti con decine di milioni di dollari, vengono una schifezza, ottengono un flop al botteghino, e si coprono di ridicolo; in questo caso il film non è un gran che ma, visti gli scarsi mezzi, va comunque reso onore allo sforzo.

venerdì 10 marzo 2023

Vita (e Morte) di un Gentiluomo

 Questo saggio curato da Pietro Guarriello (con una prefazione di Gianfranco de Turris) raccoglie varie fonti originali, alcune fotografie e materiale di vario genere riguardante il famosissimo H.P. Lovecraft. Il titolo e il sottotitolo sono rivelatori: Vita (e Morte) di un Gentiluomo - Infanzia, gioventù e ultimi giorni di Howard Phillips Lovecraft.

Non si tratta, insomma, di una biografia completa del "solitario di Providence." Questa raccolta va a indagare i primi anni di vita, risponde a interrogativi su chi fossero i genitori e i familiari, sulle prime esperienze scolastiche di Lovecraft, sui i tentativi giovanili di creare dei "giornali" a mano o ciclostilati, di distribuzione per lo più limitata alla ristretta cerchia di amici e parenti. La narrazione sfuma verso il periodo adulto di Lovecraft, quando l'autore, con la crisi di follia della madre, esce dal guscio iperprotettivo e asfissiante in cui aveva vissuto fino a quel momento, e si accosta al mondo. Con qualche successo e qualche sconfitta, e diventando l'autore che conosciamo. Uomo insolito e sfortunato, come m'è già capitato di scrivere.

domenica 5 marzo 2023

Capitale e Disuguaglianza - Cronache dal Mondo

 Thomas Piketty, economista francese e autore del libro Il Capitale nel XXI Secolo, è stato sorprendentemente definito il nuovo Carlo Marx. Esagerazioni della rete e dei social? Vediamo. Scettico su quella etichetta, ho deciso di leggere qualcosa, prendendo in biblioteca questo Capitale e Disuguaglianza - Cronache dal Mondo. Si tratta solo di una raccolta di articoli, scritti tra il 2014 e il 2017, una forma che non amo particolarmente: spesso ripetitiva, spezzettata, senza un filo conduttore che si sviluppi dall'inizio alla fine, e con poco spazio per una compiuta esposizione teorica, se l'autore deve farne una. Alla fine non si ha la sensazione di aver letto un vero e proprio libro, e infatti non è così. Meglio partire da qui, comunque, che affrontare una delle opere maggiori del nostro novello Marx: Il Capitale nel XXI Secolo è lungo 960 pagine, scopro su Amazon.it, e non ho voglia di dedicare tutto questo tempo a un testo di tipo politico, o almeno non voglio farlo prima di sapere se l'autore valga davvero la pena.

Le mie posizioni euroscettiche e la sfiducia verso l'attuale sinistra forse le conoscete già, se avete letto i miei post sul libro di Mitchell e Fazi (Sovranità o Barbarie) e su quello di Barba e Pivetti (La Scomparsa della Sinistra in Europa). Ho per caso cambiato idea leggendo il libro di Piketty?

giovedì 2 marzo 2023

Lancillotto e Ginevra

 Ho recuperato questo vecchio film, pur avendo dei brutti presentimenti, perché la saga arturiana è uno dei miei grandi interessi. Lancillotto e Ginevra è una coproduzione italo-francese, del 1974. Il titolo in francese è Lancelot du Lac; il regista è Robert Bresson, il maestro del minimalismo, e questo è un problema, come vedremo tra poco. La tematica è fantasy all'origine, ma ogni aspetto magico o fatato è rimosso (e pertanto non c'è il mago Merlino).

La storia quindi è una storia di uomini (e una donna): i cavalieri di re Artù hanno percorso le terre in lungo e in largo, cercando il sacro Graal e non trovandolo. Sono state commesse inutili stragi e distruzioni, e molti cavalieri sono morti, la corte del re è quasi un deserto. E non mancano i contrasti fra coloro che sono tornati: Lancillotto, cavalier servente di Ginevra, è osteggiato da altri compagni, salvo Gawain e Lionel che gli sono amici. Il principale opponente è Mordred, che sospetta Lancillotto di essere amante della regina Ginevra. E ha perfettamente ragione.