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mercoledì 9 luglio 2025

Il protagonista, come scriverlo?

 Affronto un argomento dopo esser stato ispirato... da un video. I personaggi! Come scrivere dei personaggi decenti? Nei primi tempi avevo decisamente delle grosse difficoltà, poi mi è venuto molto più facile. Occorre ovviamente un po' di capacità di osservare il prossimo e un minimo di esperienza di vita, insomma essere al mondo da un po' di tempo. Motivo per cui la maggior parte dei giovanissimi farà fatica a scrivere qualcosa di diverso dagli stereotipi che ha letto nei fumetti o nei libri preferiti. Questo non significa necessariamente che un cinquantenne sappia scrivere meglio.

Il personaggio dovrebbe essere ben noto allo scrittore. Deve modellarlo e dargli una personalità il più possibile completa. Non necessariamente uguale a una persona reale e conosciuta, ma i singoli tratti possono essere ispirati a qualcuno che si è conosciuto e anche, ovviamente, a qualche lettura precedente.

Se il vostro protagonista deve essere un ipocrita carognone, be', probabilmente ne avete conosciuto uno (in caso contrario, siete fortunati!) e questo vi aiuterà. Se deve invece essere un eroe senza macchia e senza paura... probabilmente verrà fuori un cliché. Pensateci bene. Non va bene decidere che un certo personaggio è un eroe, o un virtuoso, e basta, a meno che sia un personaggio secondario.  Dev'essere un po' più complicato di così. Non è che le persone di eccezionale qualità non esistano, ma bisognerebbe studiarli e vedere se sono davvero prive di difetti. Oggi va di moda il personaggio "flawed," ovvero imperfetto, con grossi problemi. E, che uno creda alle mode o no, è abbastanza credibile. Un eroico guerriero sarà probabilmente duro, prepotente, fastidioso per i sottoposti, o anche propenso a mandarli al macello in missioni pericolose (il generale Erwin Rommel secondo certi suoi sottoposti era così, ad esempio). Un profeta della non violenza la userà magari furbescamente come strumento politico (un celebre leader asiatico del passato, indovinate il nome, era così... o almeno questo è il mio parere).

sabato 21 giugno 2025

On Writing

 Stephen King non è fra i miei scrittori preferiti; ho letto solo tre dei suoi tanti libri, compreso quello che sarà oggetto di questo post.

On Writing è una strana creatura letteraria, un po' racconto autobiografico, un po' manuale di scrittura, o, come dice lui, cassetta degli attrezzi per lo scrittore. Si parte dalla giovinezza di King, e dagli umili inizi, per arrivare al mestiere di scrivere, e di seguito si torna al suo personale e privato: con l'esperienza quasi mortale dell'incidente che lo ha coinvolto, e da cui è uscito per miracolo.

Credo poco agli "scrittori da bestseller," e non per snobismo, ma perché alla fine sono vincolati a produrre un qualcosa che raramente può essere la mia lettura preferita. Il libro di gran successo devi digerirlo bene e alla svelta, devi restare incollato alla pagina, e per il resto? A me sembra che spesso al "resto" manchi qualcosa. Ma non voglio enunciare sentenze per partito preso.

Comunque non disdegno di imparare qualcosa di più sul mestiere dello scrivere, e posso anche sforzarmi di mettere in dubbio le mie convinzioni. Ecco perché ho affrontato questa lettura.

lunedì 3 febbraio 2025

La Lunga Marcia, e due parole su Stephen King

 Questo libro è stato scritto da Stephen King negli anni '70, sotto pseudonimo. Oggi salta all'occhio per le notevoli similitudini con le distopie odierne, primo fra tutti Squid Game. Vediamo come mai (e anticipiamo la trama, in buona parte). La Lunga Marcia, che è una marcia a eliminazione, è in effetti un gioco, e i partecipanti sono volontari. Nessuno li costringe: c'è un premio, la ricchezza e la notorietà in ballo, ma anche una forte controindicazione. Su 100 partecipanti, 99 verranno uccisi.

La marcia segue un certo percorso vigilato dai soldati. Chi cerca di uscirne viene eliminato a fucilate. Ma anche chi rallenta troppo. Si ricevono delle ammonizioni, alla quarta infrazione si viene uccisi. Per ogni ora trascorsa a camminare regolarmente si "recupera" una delle ammonizioni.

martedì 26 novembre 2024

30 Days of Worldbuilding

 Un manuale su come si costruisce un'ambientazione in pochi semplici passi? È possibile scomporre quindi in frazioni semplici questo compito così complesso? Dicono di sì.

Del costruire ambientazioni ne so qualcosa, per cui non avevo grandi aspettative riguardo a un manuale del genere. Quindi ho comprato 30 Days of Worldbuilding (di Angeline Trevena) soltanto per la curiosità. Ora ve ne parlo un attimo, con la doverosa premessa che il testo è in inglese e non mi pare esista una traduzione. C'è, volendo, l'ebook.

Ogni giorno è dedicato a una tematica e, come vedete dall'immagine, c'è uno spazio bianco nel libro da riempire con le vostre note sulla creazione del mondo immaginario. Basta rispondere alle domande. In che tipo di ambientazione siamo? Che razze senzienti e che animali ci sono? Com'è il paesaggio? Come funziona l'economia? Quali sono i nomi delle principali località?

lunedì 15 luglio 2024

Come non farsi pubblicità con i social media

 Per prima cosa: non ce l'ho con nessuno, voglio solo raccontare un episodio che mi è capitato e che, devo dire, mi ha stupito un po'. E scusate se parlerò di cose che per molti (ma evidentemente non per tutti) sono estremamente banali e comprensibili.

Dal momento che sono su facebook anche per motivi promozionali, sebbene non mi faccia poi tutta questa gran pubblicità, spesso accetto le richieste di amicizia senza fare controlli. Ammetto che, quando arrivano da qualcuno con cui non ho alcun contatto in comune, dovrei farne.

Pertanto a volte accadono episodi curiosi, fra cui quello di un tizio che per una modica cifra avrebbe mandato via Messenger foto di lui stesso nudo. E anche una spasimante dal Burkina Faso. Ma quelle sono altre storie.

Nel caso in questione: un mesetto fa, semplicemente ho accolto una richiesta di amicizia, il richiedente mi ha ringraziato, io ho replicato con un pollicione alzato perché non è che avessi un gran che da dire, e la cosa sembrava finita lì.

lunedì 26 febbraio 2024

Come NON pubblicizzare il tuo libro

 Un volonteroso traduttore (italiano), Pierluigi Miceli, ha creato la versione in inglese del mio primo libro pubblicato, Nove Guerrieri (che al momento non è disponibile nella nostra lingua). Per dare un po' di speranza e visibilità a questa iniziativa ho quindi deciso di creare una piccola campagna promozionale sui social, o meglio, su UN social, ovvero facebook.

L'annuncio era mirato ovviamente a un pubblico straniero, visto che di connazionali che abitualmente leggono in inglese ce ne sono pochini. Purtroppo non posso vedere il risultato in termini di vendite perché Babelcube (che pubblica l'ebook) non ha ancora alcun dato disponibile.

Nel riepilogo, che recupero dalla pagina facebook che uso per le mie promozioni (L'Apocalisse Milanese) c'è già qualcosa di strano:

Quanto ho pagato? 21,28 euro o 34,77? Poi ve lo rivelerò... ma proseguiamo.

venerdì 29 dicembre 2023

Addio al 2023

 Questo sì che è stato un anno maledetto. Due lutti in famiglia, ancora tanto Covid, e altri guai. Direi che il 2023 è il peggiore, da tantissimo tempo, forse da sempre.

All'attivo ho qualcosa ma non moltissimo. Però, proprio in questi giorni, è uscito in inglese, in formato ebook, Nine Warriors, che altro non è che Nove Guerrieri, il mio primo romanzo del 2013 (Uscì per GDS Editrice sempre in formato ebook). Il libro è disponibile su diverse piattaforme. La traduzione è a cura di Pierluigi Miceli, che tramite il servizio di Babelcube si è reso disponibile per questo lavoro. Spero quindi di dare nuova vita in inglese al mio vecchio romanzo.

martedì 26 dicembre 2023

Nine Warriors

 My new book is published in English. Nine Warriors was my first book, which was published in Italian by GDS Publishing House as Nove Guerrieri. Now, through Babelcaube, it's translated into English to enjoy a new life.

It's a fantasy and coming-of-age novel about a teenager leaving his village to take part in a do-or-die mission. I hope you'll like it.

Where can you find it? Here:

https://books.apple.com/us/book/nine-warriors/id6474717990

https://www.thalia.de/shop/home/artikeldetails/A1070645615

https://www.kobo.com/it/it/ebook/nine-warriors

https://www.barnesandnoble.com/w/book/1144518700;jsessionid=AEE69E85B4A9D4C3A28E303A2D1FF5AB.prodny_store02-atgap04?ean=2940179167747

https://it.everand.com/book/693957135/Nine-warriors


giovedì 16 novembre 2023

I blog oggi

 L'ispirazione me l'ha data questo post di Cervello Bacato che affronta il tema: dopo che i social networks avevano spazzato via tutto e preso tutta l'attenzione, esiste oggi, di nuovo, uno spazio per i blog? Molti sono scomparsi, rimasti senza aggiornamenti o cancellati, mentre io continuavo a mantenere sulla mia pagina un riquadro con link morti (ora l'ho tolto); qualcuno è nato, e qualche blog come il mio, Mondi Immaginari, va avanti imperterrito da molti anni. Che i lettori siano tanti o pochi.

Esiste di nuovo uno spazio? Sono tornati i lettori? Per quanto riguarda me, posso dire questo: non ho mai avuto risultati eclatanti, né tantissimi commentatori per i miei post, salvo qualche miracolosa eccezione. Poi con l'esplosione dei social i risultati già modesti sono calati fino a scendere sotto il livello di guardia. Roba da domandarsi il classico "chi te lo fa fare." In tempi più recenti il blog si è risollevato, ma non mi pare tornato ai livelli del periodo migliore, che resta quello dei primi anni.

È vero che c'è forse una stanchezza da social (social tipo facebook tanto per intenderci).  Certi difetti, causa di questa stanchezza, li puoi trovare ovunque, ovviamente: clickbait e fesserie ottimizzate per acchiappare lettori possono rovinare la blogosfera così come rendono desolanti, sfiancanti gli spazi dei social, ma la maggior parte dei blogger non sta a questo gioco, e rende così possibile un discorso più ponderato, si spera più intelligente, anche se per pochi. Resta il fatto che l'utenza raggiunta non è enorme. E io vorrei arrivare a più persone, e le persone sono, ancora adesso, soprattutto sui social.

Quanto all'aspetto notato da Cervello Bacato, l'esistere di "comunità di blogger" e lo scambio di link e di commenti, non ci vedo niente di male. Se qualcuno commenta un mio post, ed è un blogger, è semplice cortesia andare a dare un'occhiata a quello che scrive lui (o lei). Spesso mi trovo di fronte a post su argomenti riguardo ai quali non ho nulla da dire, e mi riprometto magari di ripassare. Ma se c'è l'occasione di leggere un post e di fare un intervento, perché no?

Comunque sia, i blog sono una delle poche alternative sensate ai social, oggi come oggi, per rendere l'esperienza di "stare in rete" più significativa e meno insulsa.


giovedì 27 aprile 2023

I personaggi che tornano dalla morte

 Lo spunto me lo dà questo articolo, dove si parla di una opinione espressa da George Martin (autore del Trono di Spade) riguardo a un particolare episodio dell'opera di Tolkien. Per risparmiarvi la fatica, se non volete seguire il link (ma l'articolo non è male), vi spiego: Martin è famoso per eliminare senza troppe remore anche dei personaggi importanti, ed esprime dubbi sulla possibilità di "resuscitare" narrativamente un personaggio morto, anche se nel fantasy tanti lo fanno e lo ha fatto anche lui. Il personaggio che torna dalla morte deve quanto meno mostrare gli effetti di una metamorfosi, di una profonda trasformazione causata dall'esperienza subita. Deve essere radicalmente cambiato.

Martin quindi ha criticato Tolkien che sì, sacrifica lo stregone Gandalf in una scena molto drammatica, ma poi lo fa tornare in vita più potente di prima e inalterato nei suoi intenti e nella personalità (Gandalf il Bianco). Martin ritiene che Il Signore degli Anelli sarebbe stato molto più efficace se Gandalf fosse "rimasto" morto.

mercoledì 26 maggio 2021

Ritorno al Futuro: viaggi temporali

 C'è ancora qualcuno nel mondo occidentale che non ha visto Ritorno al Futuro? No, ma fino a qualche giorno fa quel qualcuno ero io. A dire il vero parecchi film famosi dei bei tempi che furono non li ho mai recuperati, e ormai sono, peraltro, roba "vecchia," ci devi mettere un certo sforzo per guardarli. Ma non è stata una fatica per questo brioso film degli anni '80, così pieno di simpatia e ottimismo.

Certo, rispetto al cinema di oggi, ha un sapore diverso. Che si fa comunque vedere (e immagino rivedere) volentieri. In Ritorno al Futuro ci sono diversi attori degni di nota (tra cui ovviamente Michael J. Fox), ma c'è anche una tematica fantascientifica scottante: i viaggi nel tempo.

giovedì 20 maggio 2021

Di Incipit si Muore

 Se avete voglia di ascoltarmi, parlo di Cyberpunk questa settimana con Germano Greco, blogger e scrittore (non necessariamente in quest'ordine). Sull'argomento avevo creato un bel post tanto tempo fa, e credo di avere sostanzialmente ricalcato quanto scrissi a quei tempi.

Solo una cosa mi preme sottolineare. Quando nel podcast mi dolgo (verso la fine) della mancanza di visione sociale, di "critica sociale" da parte degli scrittori Cyberpunk, mi rendo benissimo conto di quale fosse il loro punto di vista. Ovvero, in qualsiasi maniera la pensino (gli scrittori), i personaggi (delle loro ambientazioni) mostrano di non dare la minima importanza a concetti come nazione, società, preoccupazione per il sociale, diritti, sindacato eccetera. Semplicemente non fanno parte del loro mondo. Il lettore ci deve arrivare da solo e io... non è che non ci sia arrivato, ma quando leggevo questi libri mi sembrava che fosse impossibile presentare tali conclusioni senza qualche parola su come ci si fosse arrivati. Mi sembrava, e mi sembra ancora, che non sia possibile tirarci proprio una riga sopra e dire che certi argomenti "sono morti," anche perché nel mondo reale ci provano, a farli morire, ma non ci riescono.

Detto questo, spero che mi ascolterete.

mercoledì 5 maggio 2021

Scrivere di quello che non sai

 Ricordo Andrzej Sapkowski intervistato a un Lucca Comics: diceva che lo scrittore può documentarsi e usare la fantasia, non è quindi obbligato a scrivere "solo di quello che conosce."

Un premio nobel (per quel che vale) ovvero Kazuo Ishiguro, afferma che scrivere di ciò che si sa è un consiglio idiota, buono solo per ammazzare la fantasia dello scrittore.

lunedì 19 aprile 2021

Un italiano in finale

 Maurizio Manzeri, chi è costui? Non lo so, a dire la verità, so soltanto che questo illustratore italiano è candidato finalista per il premio Hugo (che è diventato globale, ovvero ha aperto ai non statunitensi). L'articolo di Fantascienza.com ci informa che Italo Calvino era arrivato alla finale del premio Nebula nel lontano 1976, perciò questa è una prima assoluta.

Auguriamoci che vinca...

mercoledì 10 febbraio 2021

Strutturalismo?

 Mi è capitato recentemente di misurarmi con un saggio di uno strutturalista, il professor Nick Otty, uno studioso britannico che certamente è capace di conclusioni e battute brillanti e stimolanti. Lo strutturalismo lo avrà certamente aiutato a sviluppare questa acutezza di pensiero, ma credo che lo abbia portato anche in trappola diverse volte, almeno per quello che ho potuto leggere. Il saggio, che riguarda il lavoro di Tolkien, si intitola (traduco dall'inglese ovviamente) La Guida dello Strutturalista alla Terra di Mezzo, e fa parte di una raccolta intitolata This Far Land, curata da Robert Giddings.

venerdì 30 ottobre 2020

Ebook, rivoluzione mancata?

 Più di dieci anni fa, sono stato uno dei primi che si sono accostati alla nuova ondata di gadget tecnologici per leggere libri in formato digitale. Il mio blog e la pagina collegata riportano le riflessioni che facevo allora, sui prodotti disponibili e su quanto la nuova tecnologica avrebbe modificato l'editoria e il mestiere dello scrivere (un riassunto si può leggere qui). Non c'è dubbio che le aspettative fossero alte. Ma dopo dieci anni abbondanti, possiamo dire che gli ebook siano stati una rivoluzione completa? Proprio no, per vari motivi.


Prendo spunto da un articolo in inglese che ho letto in merito, e aggiungerò del mio.

Innanzitutto la "rivoluzione ebook" è stata un fallimento in termini di lettori. Tra quelli che sono troppo innamorati della sensazione della carta (sono stati ridicolizzati da molti, ma è una cosa che esiste) e quelli che non leggono abbastanza per giustificare nel loro bilancio personale l'acquisto di un gadget specifico per la lettura, abbiamo un mercato digitale del tutto minoritario. Secondo l'articolo la carta stampata si prende ancora l'80 per cento delle vendite, e chissà che in Italia siano anche di più. L'articolo descrive varie vicissitudini di politica dei prezzi, con strascichi legali inclusi, che hanno fatto sì, in pratica, che si giungesse a una situazione in cui a tutti convenga tenere i prezzi relativamente alti. Inizialmente la politica di Amazon era più verso gli sconti, anche perché questi avrebbero dovuto invogliare all'acquisto dei lettori, che non costavano certo poco.

venerdì 31 luglio 2020

Rothfuss, ti stiamo aspettando...

Una volta, non mi ricordo chi (*) disse: "George Martin is not your bitch," che tradotto suonerebbe un po' come George Martin non è la vostra puttana, nel senso che il fatto di leggere i suoi libri non autorizza i lettori e gli appassionati ad arrabbiarsi perché tarda (tardava) a produrre il seguito della sua serie.

Gli scrittori hanno i loro tempi e le loro difficoltà, devono fronteggiare le distrazioni e l'inaridirsi della vena creativa, a volte; insomma il loro lavoro non è roba da catena di montaggio. Nessuno lo nega.


A me non importava se George Martin producesse o no i seguiti della sua serie (che non leggo), m'importa invece molto più di Patrick Rothfuss, sfolgorante scoperta di diversi anni fa. Era il 2008 quando lessi Il Nome del Vento, il blog era ancora giovane, il mondo era più ricco e più bello e stavamo tutti meglio. Che nostalgia. Poi nel 2011 arrivò The Wise Man's Fear, che lessi in lingua originale, seconda parte della trilogia. Mi piacque di meno ma c'era ancora la vecchia magia. E la terza parte... niente. Non ancora. E siamo ormai nel 2020, nell'era del Covid-19. Ne è passato di tempo...

Una nuova parola sulla diatriba riguardo agli autori che non producono va a cadere proprio sul caso di Rothfuss, e a quanto pare proviene dalla voce di Betsy Wollheim, della DAW Books, la casa che ha pubblicato il nostro autore: "Del libro tre non ho visto una parola," ha affermato. Secondo la Wollheim, è vero che il lettore non può pretendere che lo scrittore scriva, ma forse l'editore che paga qualche diritto ce l'ha, poiché fa conto sui propri autori di best seller per restare a galla. E quindi quando queste galline dalle uova d'oro non scodellano, fregano l'editore. Nell'articolo di Newsweek che ho linkato le parole sono un po' più pepate, il succo però è quello.

Addirittura, si dice che Rothfuss non avrebbe scritto nulla per sei anni! Possibile? Il libro finale, The Doors of Stone, sarebbe ancora al palo. Eppure, su segnalazione di un amico, ho visto il libro in preordine su Amazon con consegna ad agosto. Ho immediatamente pre-ordinato... ma vedrò arrivare qualcosa?

Comunque la mia opinione è che un autore celebre che inizia a scrivere una serie di libri debba rispettare l'impegno di finirla. Con tutta la flessibilità di questo mondo, certamente, ma portare le cose a termine in maniera sensata. Non prolungare una serie all'infinito come le serie TV che vanno avanti finché il pubblico le guarda, e nemmeno lasciarla a metà perché il genio "ha perso l'ispirazione." In fondo scrivere è un'arte ma anche semplicemente un mestiere, lo so io che vendo cento o duecento copie quando va bene (e vivo di un altro lavoro, ovviamente), dovrebbero saperlo anche quelli che vendono milioni di copie.

Nota (*): Era Neil Gaiman

La foto è tratta da Wikipedia

mercoledì 22 luglio 2020

Windows of the Imagination

Questo libro raccoglie 29 saggi critici di Darrell Schweitzer, editor di Weird Tales, scrittore e maestro del fantastico. Ho imparato parecchie cose che non sapevo sui miei autori preferiti, anche su loro aspetti nascosti o chiacchierati; su questioni di stile, sul mestiere di scrivere... che non è il mio mestiere, beninteso. Lo faccio quando posso. Ma mi piace saperne di più.


Si tratta di saggi piuttosto datati, ma gli argomenti di cui si parla generalmente non lo sono, perciò non ne ho avuto il minimo fastidio.

mercoledì 15 luglio 2020

Il Premio Storyteller 2020

A dire la verità, non ne sapevo niente, e nemmeno ora so dove andare a cercarmi le informazioni, perché sulla pagina di Amazon dedicata al self publishing (kdp.amazon.com/it_IT) non c'è alcun articolo, alcun link. Per fortuna le cose girano sui social network...
In questo video di Alessandro Girola spiega cosa sia il premio Amazon Storyteller 2020.



E in teoria è la manna dal cielo. Be' non del tutto perché non ho niente di nuovo pronto o quasi pronto per la pubblicazione. Ma sarebbe bella, come opportunità di affermazione.

martedì 23 giugno 2020

Tanith Lee, perché non la pubblicavano più

Mi sembra giusto dedicare qualche riga al blog (in inglese) di Zombie Salmon (https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/) dove ho trovato un articolo riguardante Tanith Lee. La compianta autrice britannica era finita nel dimenticatoio già qualche anno prima della sua morte (avvenuta nel 2015), e non sembrava essere al cento per cento sicura del motivo: ho dedicato un articolo a questa situazione, in un periodo in cui l'horror era dominato dai vampiri sberluccicanti in stile romanzo rosa.


Zombie Salmon parla della "scomparsa" di Tanith Lee in due articoli del 2019 dove si fanno delle ipotesi sul perché la scrittrice sia finita in qualche misteriosa lista nera. Tra queste ipotesi, quella che il suo lavoro fosse così infuso di sessualità da imporre di metterla in un angolo. Sarà vero?