martedì 23 giugno 2020

Tanith Lee, perché non la pubblicavano più

Mi sembra giusto dedicare qualche riga al blog (in inglese) di Zombie Salmon (https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/) dove ho trovato un articolo riguardante Tanith Lee. La compianta autrice britannica era finita nel dimenticatoio già qualche anno prima della sua morte (avvenuta nel 2015), e non sembrava essere al cento per cento sicura del motivo: ho dedicato un articolo a questa situazione, in un periodo in cui l'horror era dominato dai vampiri sberluccicanti in stile romanzo rosa.


Zombie Salmon parla della "scomparsa" di Tanith Lee in due articoli del 2019 dove si fanno delle ipotesi sul perché la scrittrice sia finita in qualche misteriosa lista nera. Tra queste ipotesi, quella che il suo lavoro fosse così infuso di sessualità da imporre di metterla in un angolo. Sarà vero?


Traggo dal blog: "Tanith Lee, you see, never shied away from LGBT characters, storylines, or situations. What exactly was it about Tanith Lee or her writing that “someone” saw to it she was blacklisted? And worse, that she was never even told WHY she was being blackballed?" Ovvero, in italiano: Vedete, Tanith Lee non ha mai evitato personaggi, storie, situazioni LGBT (*). Cosa esattamente, riguardo a lei o al suo scrivere, ha fatto in modo che 'qualcuno' la mettesse in una lista nera? E peggio ancora, che non le venisse mai detto perché era stata esclusa?

Io mi faccio la stessa domanda, ma partendo dall'esclusione dell'argomento qui rappresentato. Certamente uno scrittore (scrittrice) non viene penalizzato, oggi o vent'anni fa, per aver parlato di argomenti inerenti una sessualità alternativa. Magari poteva succedere cinquant'anni fa... potrebbe succedere oggi se, per assurdo, cercasse di essere pubblicato da case editrici vicine alla chiesa. Ma, in generale, direi di no. Se mai, potrebbe essere penalizzato uno che affrontasse l'argomento in maniera negativa o eccessivamente conservatrice.

Altre tesi esposte nel blog sono più sottili. Forse le storie difficili di persone sottoposte ad aggressioni sessuali e abusi, e che ne vivono le conseguenze, non sono desiderate dalle case editrici? Salvo ovviamente che qualche tipo di cura miracolosa o magica alla Harry Potter rimetta tutto a posto e cancelli il danno fatto.

O forse, in un ambiente dove molti ambiscono a essere annoverati nella letteratura seria, Tanith Lee ha scritto storie mature e complesse là dove si desiderava soltanto materiale da vendere a un pubblico più vasto possibile?

Queste due ipotesi mi trovano molto più d'accordo. Lascio i link qua sotto per chi desiderasse approfondire (i post sono in inglese).

Io non ho certo il polso della situazione internazionale su chi viene pubblicato e chi no nel campo dell'horror, che è il principale genere su cui si è cimentata Tanith Lee. Faccio però la mia ipotesi. Oggi i libri sono molto semplificati. Si cerca il best seller che vende a pancali in libreria, si cercano storie che possano essere proposte a chiunque sappia leggere. Quindi, ci vengono proposte storie semplici con personaggi (relativamente) stereotipati.

Magari alcuni autori odierni sanno scrivere molto bene (nominiamone uno: Joe Abercrombie) ma i loro personaggi non sono complessi, non sono approfonditi. Nei libri del caro Joe, guerrieri feroci che non riescono a ritrovare la propria umanità. Principi debosciati che non hanno né talento né coraggio e sognano di poter essere migliori di ciò che sono. In Abercrombie i travagli dei personaggi sono descritti con una penna abile. Ma è anche vero che dopo aver letto diversi dei suoi libri ho trovato più di una volta personaggi che ricalcano la strada di altri suoi precedenti.

Tanith Lee era complessa, parlava di personaggi non facili, di situazioni contorte, di profonde passioni. E di drammi che non potevano avere una soluzione o una redenzione. Così come oggi le sale cinematografiche non hanno più spazio per qualcosa di diverso dai cinepanettoni e dai film di supereroi, forse allo stesso modo le case editrici non hanno più trovato lo spazio per una scrittrice come Tanith Lee. O come Ursula LeGuin, forse.

Giusto la mia ipotesi.

Questi sono i link agli articoli di Zombie Salmon:

https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/2019/02/01/tanith-lee-why-was-one-of-horrors-best-female-writers-blacklisteda-women-in-horror-month-tribute-part-1/

https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/2019/02/12/tanith-lee-why-horrors-future-depends-on-subgenres-a-women-in-horror-month-tribute-part-2/

Qui invece altri due articoli miei riguardanti questa scrittrice.

http://mondifantastici.blogspot.com/2013/07/che-fine-ha-fatto-tanith-lee.html

http://mondifantastici.blogspot.com/2015/05/addio-tanith-lee.html

Nota (*): Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender

8 commenti:

M.N.Blackbeard ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
M.N.Blackbeard ha detto...

Non conosco molto Tanith Lee, ma neanche a farlo a posta in questi giorni sto leggendo "Nata dal vulcano". Sono arrivato a poco oltre la metà dell'opera e sinceramente, a meno di un colossale stravolgimento di ritmo e di situazioni entro la fine del libro, non credo che leggerò altre opere di questa autrice. Il motivo? Secondo me un aspetto fondamentale di un libro fantastico (in tutti i suoi sottogeneri, dal fantasy, alla fantascienza, all'horror, ecc...) è la quest, la ricerca di qualcosa, che può essere un banale oggetto, un'altra persona, un obiettivo politico, la salvezza, o anche una ricerca di se stessi. In "Nata dal vulcano" fino a ora la protagonista, nonostante fin dal principio non conosca nulla di se stessa avendo perso memoria della sua precedente vita, non si attiva per niente nella ricerca del suo passato o del suo io, ma lascia che gli eventi la travolgano subendo passivamente l'influenza di questo o quell'altro uomo, assoggettandosi a violenze, stupri e pressioni psicologiche nonostante sia più che capace di sopraffare qualsiasi altro personaggio. Più di una volta si lamenta della sua situazione, ma si ostina a vivere nell'apatia e nella remissione piuttosto che impugnare le redini della sua vita e fare le proprie scelte.
Non posso dare un giudizio completo perché, come detto, non ho ancora terminato il libro, ma la mia impressione fino a questo punto è che l'intera opera sia un continuo mostrare come una donna può essere sopraffatta da un uomo solo perché lui ha il pene e lei no, senza nient'altro da aggiungere o da sviluppare partendo da questo concetto. Più che una storia sembra un insieme di fatti di cronaca.
Se ogni suo libro è di questo stampo non mi meraviglio che abbiano smesso di pubblicarla, non tanto perché scrittrice scomoda, ma perché scrittrice noiosa.
Ma ripeto, forse mi sbaglio e arrivato a fine libro dirò che non ci avevo capito niente.

Bruno ha detto...


@ M.N. Blackbeard: scrittore complesso può anche significare scrittore noioso, se una storia non ingrana. In uno dei post di questo blog ho scritto di un suo libro (titolo: the Castle in the Dark o qualcosa di simile) che non sono riuscito a finire.

Capita. Però ti invito a non crearti un giudizio sull'autrice da una sola lettura. Piuttosto, se veramente ti stai annoiando, lascia quello che stai leggendo e cercane un altro. Delle storie più brevi di Tanith Lee posso menzionare Sabella (tradotto in italiano anche con altri titoli, come La Vampira di Marte o La Pietra di Sangue). È il primo che ho letto io. Non molto lungo, non banale ma nemmeno complicato, con una protagonista che, sapendo all'inizio solo di essere "diversa," indaga, fa scoperte e arriva a capire chi veramente è.

Bruno ha detto...


Per quanto riguarda Nata dal Vulcano, la mia opinione è qui: http://mondifantastici.blogspot.com/2014/01/the-birthgrave.html#more

M.N.Blackbeard ha detto...

Grazie, accetto il tuo consiglio nel non fermarmi al primo libro.
Di solito comunque anche se un'opera mi annoia o mi piace poco cerco di finirla lo stesso, così da poter dare un giudizio completo.
Se alla fine di "Nata dal vulcano" il mio pensiero resterà negativo proverò comunque con il libro che mi hai consigliato te.

Bruno ha detto...


... mi farai sapere.

M.N.Blackbeard ha detto...

Finito "Nata dal vulcano" domenica... ok, ammetto che stavo sbagliando tutto, il finale ripaga di tutta la lettura e da un senso ai fatti e alle scelte della protagonista che mi lasciavano perplesso.
Appena posso (quando ho smaltito i libri in coda sul comodino) mi leggo anche La Vampira di Marte/La Pietra di Sangue.

Bruno ha detto...


Ma infatti è così, quel libro migliora andando avanti... parte con la protagonista sballottata a destra e sinistra, e finisce con lei che prende coscienza delle proprie possibilità e controllo della propria vita.