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venerdì 4 agosto 2023

Dublino (baile átha Cliath)

 Dopo anni di Covid in cui non ho messo il naso fuori dall'Italia, per la prima volta mi sono concesso un viaggio all'estero. Avevo voglia di fare una visita abbastanza approfondita dell'Irlanda: Dublino, qualche tratto di campagna e di costa, Londonderry (Irlanda del Nord) e la Scalinata dei Giganti. Constatato che in alta stagione tutto questo sarebbe costato un botto, ho ribassato le mie pretese e ho passato due giorni e spizzichi a Dublino, soffrendo terribili voli Ryan Air all'andata e al ritorno (grossi ritardi e scomodità).

Il ribasso nelle spese è stato eccessivo, al punto che non ho nemmeno avuto tempo per apprezzare tutto quello che c'era da vedere in città. Beninteso questo dipende dai punti di vista: se volete solo andare a visitare la fabbrica della birra Guinness e gironzolare per la zona dei pub turistici (Temple Bar) sfondandovi di birra, due giorni magari sono anche più che sufficienti, ma ci sono cattedrali, palazzi, parchi, musei da visitare con cose parecchio carine, tra cui una impressionante galleria (National Gallery, oppure Ghailearaí Náisiúnta na hÉireann) con un gran numero di capolavori italiani sia medievali che rinascimentali, e quadri di maestri europei di tutte le provenienze. Quella da sola si sarebbe presa buona parte di una giornata.

lunedì 14 novembre 2022

Bologna

 Le mete lontane sono sempre rischiose per via del Covid-19, per cui mi accontento di andare a dare un'occhiata a mete più vicine che, in molti casi, sono una novità assoluta per me. Ho viaggiato forse più all'estero che in Italia.


Cosa dire di Bologna? Forse che è la classica città italiana. Non ci sono monumenti di enorme importanza, e poco di epoca romana, ma un bel po' di opere (soprattutto edifici di tipo religioso) medievali e del periodo successivo. L'immancabile statua di Garibaldi, e via dicendo. Mentre altre città di dimensioni medie, ad esempio Ravenna, possiedono dei tesori unici, Bologna è un po' un posto che ti dà l'impressione di esserci già stato, se hai visto un poco di Italia.

martedì 3 maggio 2022

Viareggio

 Non viaggio quasi più, da quando c'è il Covid-19, questa è la triste realtà. Ma ad aprile mi sono concesso una brevissima puntata verso la città toscana di Viareggio. Non per fare il bagno in mare ovviamente, visto che le temperature sono ancora glaciali, ma per ammirare i palazzi in stile Liberty (Art Nouveau) della città.

Quella che ho trovato è una località un po' dimessa. Ovviamente molti esercizi, ristoranti e alberghi lavorano a ritmi ridotti, o non lavorano proprio, in periodo di bassa stagione. È normale. Ma c'è anche un'aria di smobilitazione e di decadenza, tra stupende strutture e ville che avrebbero bisogno di una vigorosa manutenzione, cantieri navali dismessi e negozi completamente svuotati o in vendita, segno di una chiusura per niente temporanea. E questo è triste per una città che, tra il carnevale, i festival e le manifestazioni culturali, cerca sempre di offrire una facciata sfavillante e vitale.

lunedì 23 dicembre 2019

Atene

Quest'anno avevo progetti vacanzieri ambiziosi, ma alla fine mi sono limitato a un breve viaggetto in Europa (e uno in Italia, di cui parlo in un altro post). Sono stato ad Atene a dicembre, e devo dire che non è forse la migliore scelta, perché là è un mese piovoso e mi son beccato parecchia acqua, ma ci sono anche dei vantaggi: innanzitutto, ci si risparmiano le code interminabili sotto il sole per visitare le attrazioni. Niente spese per i biglietti da prendere via internet per "saltare la coda," anzi in alcuni casi i prezzi erano scontati. Inoltre, e per il sottoscritto è un serio vantaggio, niente caldo assassino.

lunedì 16 dicembre 2019

Ravenna

Vicino a spiagge e piadine si trova una città dalla storia straordinaria. Ravenna, capitale dell'Impero Romano ai tempi del declino, caposaldo bizantino, terra di incontro tra oriente, occidente e... barbari germanici. L'ho visitata in primavera ma per pigrizia ne parlo solo adesso. Il mio interesse è, come sempre, monopolizzato dalle testimonianze storiche, che in questo caso spesso si concretizzano in meravigliosi mosaici.

lunedì 21 maggio 2018

Il Giappone

Quest'anno per le mie vacanze ho fatto le cose in anticipo, e in grande stile: ben due settimane, in un posto assai lontano, e per una volta tanto con altre persone. Chissà quanti fanatici del Giappone mi invidiano. Devo dire che non avevo (prima di partire) una fissa per il Sol Levante, pur essendo comunque interessato e curioso abbastanza da affrontare il viaggio. Piacevole? Molto. Mentre in passato m'è capitato, anche nel corso di vacanze interessanti, di sbuffare fra me e desiderare di essere di nuovo al mio solito tran tran, in questa occasione non ho sentito stanchezza e mi sarei sentito pronto a vedere sempre qualcosa di nuovo giorno dopo giorno.


Sarà perché in Giappone tutto è ben organizzato e comodo, salvo una certa tendenza alla burocrazia. Sbattimenti orrendi per prendere una corriera fatiscente o un treno? Assolutamente no, anche se in certi orari la metropolitana di Tokyo può essere molto affollata. I mezzi sono in orario, l'aria condizionata onnipresente, anche troppo. C'è sempre un ascensore o una scala mobile a risparmiarti la faticaccia della salita delle scale con valigie e zaini. Solo i percorsi dei santuari, con certe maledette arrampicate in pendenza lungo sentieri angusti, sono una prova per il fisico.

Tutti i servizi sono sempre a portata di mano, per la presenza continua di negozi, locali e ristoranti (o quantomeno distributori automatici di bibite); i bagni pubblici, miracolosamente puliti e quasi sempre ben tenuti, sono gratuiti e molto diffusi. L'unica cosa che scarseggia sono i cestini per buttare la spazzatura (mistero!).

La gente è generalmente molto ben disposta e pronta a dare una mano. Perciò, nonostante le fermate di interscambio della metropolitana e dei treni locali siano labirinti micidiali, nonostante la gente che parli inglese non sia onnipresente come uno si aspetterebbe (nemmeno fra il personale degli alberghi!), nonostante a Tokyo NON CI SIANO I NOMI DELLE VIE, ce la si può cavare benissimo, tanto più che siamo nell'epoca di google maps. Quanto alla storia dei nomi delle vie, esiste un intelligentissimo sistema di numerare i rioni e gli isolati, ma non ve lo posso illustrare perché m'è rimasto impervio.

martedì 21 novembre 2017

Vedi Napoli (e poi muori?)

Napoli ha una brutta fama. Quando ho detto che avrei passato qualche giorno nella città, tutti si sono precipitati a darmi consigli sulla varie cose a cui si deve stare attenti: guarda che lì tutti passano col rosso, ti fregano il portafogli, non portare con te il cellulare nuovo, eccetera. Tuttavia sapevo che dovevo andarci, innanzitutto perché ci sono delle testimonianze artistiche e storiche davvero uniche (ne parlerò tra poco) e poi perché uno dei miei nonni (morto prima che io nascessi) era delle vicinanze, non l'ho conosciuto quindi non ho influenza "culturale" del posto, ma non potevo continuare a ignorare una città a cui almeno in parte appartengo.

Alessandro Magno cerca di acchiappare il Re persiano. Museo Archeologico.

L'impatto, all'arrivo, non è stato dei migliori. Piazza Garibaldi, davanti alla stazione ferroviaria, l'ho vista in una specie di "giorno di mercato," trasformata in un suq fatto di piccole bancarelle, con in giro ceffi patibolari in libera uscita, un sacco di stranieri, prevalentemente neri, che non sembrava avessero nient'altro da fare che starsene seduti o appollaiati in giro, e una generale impressione di sporco. Quest'ultima non ha fatto che rafforzarsi nel periodo passato lì, tra case scrostate e ridotte allo schifo e cumuli di immondizia che bloccavano i marciapiedi: certo non si deve generalizzare ma certi scorci che ho visto erano così desolanti che per confrontarli con qualcosa di simile non mi bastava nemmeno il ricordo dei peggiori angoli di Istanbul, dovevo tornare con la memoria all'India.

venerdì 15 settembre 2017

Riga

Poche vacanze, quest'anno, per via di tutta una serie di vicissitudini. Ho scelto come meta Riga, capitale della Lettonia, una nazione giovane dalla storia molto travagliata. Il viaggio in pratica ha preso buona parte del tempo. Poiché avevo solo 3 pernottamenti a mia disposizione ho volato con pochissima zavorra, sfruttando la possibilità di portare un "bagaglio a mano" comunque ragguardevole, misure 55x40x20, sul mio volo low cost. È stata una prima volta per un volo con Ryanair da Bergamo (anche se non il primo volo a "basso costo") e dopo pochi giorni già le regole sono cambiate, non puoi più portarti il bagaglio a mano da mettere nella cappelliera e anche una piccola borsa da tenere con te. Una delle due, e basta. Dovrò studiare la questione perché così lo spazio diventa davvero molto poco.
Il ritorno, sempre con compagnie "low cost," è stato un trauma perché volando con uno scalo tra controlli al metal detector, attese inutili passate a leggere libri e annoiarsi e via dicendo, praticamente è partita una giornata intera. Volare è sempre più una rottura di scatole, ma le alternative, con queste distanze, sono comunque poco attraenti.

La Statua della Libertà. Anni '30. La libertà la perse subito e dovette aspettare molti anni per riottenerla.


Sì, perché Riga è lontana. Oltre 1.600 Km da Milano in linea d'aria. Sono partito con il caldo, nonostante quei temporali che improvvisamente hanno abbassato le temperature ai primi di settembre, e mi sono trovato ad affrontare una temperatura che, portandosi sotto la media stagionale del luogo, è scesa anche sotto i dieci gradi (non è mancata una mezza giornata di pioggia). Pertanto regola numero uno: a latitudini scandinave l'estate e sempre un'ipotesi.

venerdì 14 ottobre 2016

Nel Cuore dell'Europa (terza parte)

A settembre, come esposto in precedenti articoli, ho visitato alcune località tra Francia e Germania (per non parlare del Lussemburgo). La decisione di andare in auto non è stata così indolore, nel senso che di solito preferisco non cimentarmi nelle mie doti di pilota in situazioni sconosciute (all'estero, con carenza di parcheggi eccetera).

Ammetto quindi che prima dell'avvento dei navigatori satellitari non mi sarei mai cimentato in un'impresa del genere. Oggi è più facile, e se l'ho fatto io, lo possono fare tutti. Accertatevi però di avere le mappe aggiornate... non fate come me che, avendo acquistato prima del viaggio un nuovo navigatore Garmin, mi sono illuso che le mappe fossero per forza le ultime disponibili, pagandone poi le conseguenze.



Se si desidera toccare in un viaggio diverse località lungo un percorso di nostra scelta, esistono diverse opzioni, soprattutto in paesi moderni e bene organizzati; ma l'automobile offre un grado di flessibilità e libertà maggiore di altri, e costi che, alla fine, non sono così astronomici.

lunedì 3 ottobre 2016

Nel Cuore dell'Europa (seconda parte)

Aggiungendo una meta non prevista al mio viaggio, ho fatto una visitina in Lussemburgo, ovvero nella capitale (Città di Lussemburgo). Ora, questo paese non è noto per molte cose oltre al fatto di essere un paradiso fiscale, e la mia illusione che il pomposo nome di Granducato implicasse la presenza di qualche castello fiabesco si è rivelata errata. La città ha qualche scorcio decisamente carino e una bella cattedrale (Notre Dame anche qui). Ma non è così interessante, a mio parere.


A questo punto altre due mete mi attendevano. Una è stata la città di Coblenza (Koblenz), alla confluenza del Reno con la Mosella.

martedì 27 settembre 2016

Nel Cuore dell'Europa (prima parte)

Quest'anno le mie peregrinazioni turistiche mi hanno portato a visitare alcune città tedesche nella zona di confine con la Francia. Ero interessato alla zona del Reno, probabilmente la più piacevole del germanico paese, e alla città di Treviri, che vanta notevoli resti romani (ed è, in effetti, la più antica città della Germania, voluta da Augusto in persona). Ho perciò deciso che, dovendo viaggiare tra diverse località, sarei andato in automobile. Esistono delle alternative ovviamente, i treni o quelle compagnie di autobus a lunga percorrenza, ma in entrambi i casi la faccenda avrebbe comunque avuto dei costi non proprio minimi e mi sarei dovuto sciroppare dei lunghi percorsi (a piedi o in taxi, spendendo altro denaro) per collegare la stazione del treno o degli autobus agli hotel e a quello che dovevo fare.
Dall'altra parte, mi è stato necessario destreggiarmi con il veicolo, e non ho particolarmente brillato, del resto se sono qui a scriverne evidentemente sono comunque riuscito a sopravvivere e a tornare indietro. Magari delle difficoltà logistiche parlerò in un altro articolo, per ora basti dire che, dovendo fare l'ammazzata Milano-Treviri (località prossima al Lussemburgo) ho deciso di sostare in territorio francese e aggiungere quindi un'altra città al mio percorso.