giovedì 19 luglio 2018

Sta cambiando il mondo?


Ciascuno di noi, se avesse provato a fare una riflessione sui tempi che stiamo vivendo, fino a poco fa avrebbe potuto dire che di grande mutamento politico nelle nostre vite ce n'era stato uno solo: la caduta del principale paese comunista, l'URSS, e la crisi della nuova Russia. A cui sono seguite parecchie altre novità, ma fino a poco tempo fa l'assetto sembrava sostanzialmente immutato: gli USA a capo del mondo occidentale, e comunque in grado di punire severamente chiunque sgarrasse troppo in qualsiasi punto del mondo; l'estremo oriente in perenne boom economico e tecnologico pur restando sempre in una posizione subalterna. Infine l'Europa con le sue politiche farraginose e la sua irrilevanza politica.


Improvvisamente nel giro di pochi anni stanno accadendo delle cose radicalmente nuove, che sembrano presagio di nuovi assetti mondiali. Da una parte sembra addirittura che possa saltare l'Unione Europea, ultimamente trasformatasi da fratellanza di popoli (insomma...) in una specie di gabbia di matti, con competizione feroce per l'economia più efficiente, e annientamento per gli sconfitti.
E nel frattempo sembrano scivolare nell'irrilevanza i partiti di sinistra (quanto meno in Italia), come i sindacati.

lunedì 16 luglio 2018

Fires on the Plain

Ammetto che non saprei nulla di questo film se non lo avessi visto per caso su Youtube, coi sottotitoli in inglese. Pensavo fosse un film amatoriale realizzato con pochi mezzi e pertanto messo in rete "gratis," in verità mi sono reso conto che c'era una certa ricchezza di mezzi produttivi e professionalità, e del resto il video è stato rimosso, perciò la mia è stata presumibilmente una visione pirata. Fires on the Plain, diretto dal giapponese Shin'ya Tsukamoto, è un potente film antimilitarista. Nello scenario della Seconda Guerra Mondiale, e più precisamente l'offensiva degli Stati Uniti per riconquistare le Filippine, vediamo l'odissea del soldato  giapponese nella cornice di una catastrofica sconfitta.

lunedì 9 luglio 2018

Gundam - The Origin I - Blue Eyed Casval

Le serie di anime che sono state create in Giappone dopo il successo del primo Mobile Suite Gundam sono un'infinità, e nemmeno tutte congruenti fra loro per fatti trattati e inserimento nell'ambientazione. La serie "The Origin," che è stata anche un manga, fumetto disegnato da due dei creatori della serie originale (Yasuhiko e Okawara), riprende fedelmente la storia e la espande in un lungo e dettagliato preambolo.

Ci sono i personaggi già conosciuti e qualcuno mai visto prima, ma i fatti principali, per quanto fossero stati accennati in maniera molto schematica, li conosciamo già dalla serie che uscì nel lontano 1979. Comunque ho ugualmente trovato Gundam - The Origin I - Blue Eyed Casval uno spettacolo interessante.

Il materiale che accompagna il DVD è insolitamente abbondante (due libretti, uno sul disegno dei personaggi e dei mezzi tecnici, e uno sul confronto tra questo anime e gli schizzi disegnati da Yoshikazu Yasuhiko per il manga) ma non ci sono contenuti supplementari oltre ai trailer. Ci sono battaglie tra robot giganti o astronavi nel primo episodio? La risposta è no... o meglio, una l'abbiamo: è tutta in computer grafica (difficile da seguire, per me, anche se sono immagini notevoli) e rappresenta uno dei trionfi leggendari dell'asso di Zeon, Char.

giovedì 5 luglio 2018

Parliamo ancora di libertà della rete.

Dal 3 luglio la pagina italiana di Wikipedia è bloccata per protesta contro una decisione che verrà presa, in un senso o nell'altro, dal parlamento europeo oggi 5 luglio 2018 (mentre scrivo queste parole  per inciso non si vede un'iniziativa equivalente sulla pagina in lingua francese o tedesca, né sulla pagina principale inglese).

Cosa succede con questo voto, e perché qualcuno protesta?

L'iniziativa proposta con l'art. 13 della Direttiva sul Copyright avrebbe uno scopo in teoria lodevole ma in verità potenzialmente catastrofico. Non è la prima volta che dall'UE arrivano provvedimenti che infastidiscono gli internauti senza risolvere alcun problema, basti ricordare tutte le volte che dobbiamo cliccare sull'accettazione dei cookies o sulla dichiarazione di aver letto una certa informativa prima di poter accedere a un sito. Per essere sincero, fino ad ora l'Unione Europea, che per altri aspetti sento sempre più ostile, è l'unico vero difensore di una certa "democrazia della rete," da sempre minacciata dall'aggressività delle piattaforme commerciali. E la difesa dei diritti d'autore in teoria è una buona cosa. Ma dipende da come viene fatta.

Secondo l'articolo 13 gli editori potranno chiedere il pagamento per chi condivide un contenuto, ad esempio una notizia, o una foto, anche solo con un link. Per esempio una cosa che faccio spesso, proporre di leggere un articolo di giornali e riviste online, potrebbe essere vista come un tentativo di lucrare sul lavoro altrui, anche se quelle notizie sono lì gratis e se non ne sto approfittando per spacciarle per mie, ma le uso come spunto per spremermi le meningi e farci sopra un ulteriore ragionamento con i miei quattro o cinque lettori.

E, badate bene, questo è un terreno difficile, controverso. Io quando mi sono visto "valorizzare" da un aggregatore di notizie e contenuti non l'ho presa molto bene. Ma spesso prendo dalla rete delle foto come "commento" ai miei articoli, anche se di solito si tratta solo delle copertine di libri, fotogrammi di film, ecc... e d'altra parte non mi piace se qualcuno prende senza chiedere le mie foto. Ma, e qui secondo me sta il discrimine, non saccheggio i contenuti altrui, ne creo di miei.

Non c'è una verità assoluta e sicuramente un po' tutti noi siamo, almeno un pochino, leggeri nell'usare contenuti altrui e invece molto gelosi quando altri sfruttano qualcosa di nostro.

Con la nuova legge cambierà molto: il rischio è di favorire i pesci grossi e, tanto per cambiare, eliminare quelli piccoli. Se portata alle estreme conseguenze potrebbe fortemente modificare internet come la vediamo oggi. E siccome i filtri che prenderanno decisioni (come al solito anonime, inappellabili, glaciali) saranno automatici, rischiamo che continuino a passare le cose più atroci ma vengano bloccati gli usi più innocenti. Per inciso, i "cattivi americani" hanno una legge sul "fair use" dei contenuti soggetti a copyright (uso senza malizia e senza creare danno) che è molto meglio di quanto vogliono ora propinarci dal parlamento europeo.

Spero che non passi.

lunedì 2 luglio 2018

Le Grand Mort 1 - Larmes d'abeille

L'amore per la "bande dessinée" francese mi porta spesso a letture poco confortevoli perché molto materiale non è tradotto nella nostra lingua e spesso nemmeno in inglese... non è un problema, perché la lingua dei transalpini la mastico (quasi) bene, ma ho sempre il dubbio su quanti mi possano seguire quando parlo di certi fumetti.


Nel caso di Le Gran Mort, creatura proveniente dal genio di Régis Loisel, so che qualcosa è anche uscito in Italiano (casa editrice Cosmo) ma non so se le traduzioni siano rimaste al passo: ed è un passo abbastanza veloce perché sono usciti sette volumi di questa serie (il nostro Loisel comunque non ha fatto tutto da solo: è stato coadiuvato  da Mallié, Djian e Lapierre).

martedì 26 giugno 2018

L'evoluzione tecnologica nel fantasy

Mi collego per questo post al blog di Germano Greco, Book and Negative, per qualche riflessione su un post al quale volevo replicare, ma la replica era... troppo lunga, quindi ho deciso di fare un intervento mio.

Innanzi tutto, il post è interessante perché si parla di un tema a me sempre caro: costruire un'ambientazione (il worldbuilding): gli elementi da tenere in considerazione sono molteplici, dalla geografia alla cultura di una società. A dire il vero nel fantasy abbiamo avuto autori molto concentrati sull'ambientazione, ma altri che se ne sono bellamente fregati di questi aspetti, e altri ancora che li hanno trattati in maniera distratta, senza per forza creare delle incongruenze che saltino all'occhio ma trascurando parecchi elementi.

Un esempio di questo terzo atteggiamento lo conoscono tutti: il Signore degli Anelli, dove le attività agricole ed economiche in generale sono accennate solo vagamente, come un aspetto scontato, su cui non val la pena di soffermarsi troppo. Con l'eccezione della Contea degli Hobbit, che è il luogo degli umili e laboriosi "eroi buoni" della storia.