giovedì 17 aprile 2014

Terra Mystica (un bel gioco dal sapore fantasy)

Ci sono giochi da tavolo che pur rispettando i principi "tedeschi" della mancanza di interattività diretta fra i giocatori e della mancanza di casualità (intesa come affidarsi troppo al tiro del dado) mantengono una competitività elevata. In Terra Mystica (gioco ideato da Jens Drögemüller  e Helge Ostertag e pubblicato dalla Feuerland Spiele) è così: la competizione per il territorio e l'occupazione dello spazio fisico è fondamentale per il proprio sviluppo ma ha l'effetto di soffocare gli avversari.


Il gioco consiste nel "terraformare" il territorio per poterci costruire degli edifici. Gli edifici si evolvono e danno certe risorse o capacità particolari, e possono essere combinati in modo da costituire delle città. Le città e il territorio contiguo sono i principali fornitori di punti di vittoria, pertanto è ovvio che la lotta si orienterà molto verso il controllo dello spazio, anche perché non è possibile scalzare un giocatore da un territorio (esagono) dove ha piazzato un edificio: non c'è la possibilità di rettificare le cose con la guerra, perciò la corsa allo spazio vitale sarà disperata.

Il DVD di Rush

Avviso agli appassionati di cinema (e di Formula 1). Il DVD di Rush, che ho appena comprato, ha un audio piuttosto mal bilanciato (se c'è rumore la voce degli attori non si sente) e i sottotitoli sono una tragedia (sia quelli in inglese che quelli in italiano). Davvero scarsi di numero e di durata i contenuti aggiuntivi (qualcosina c'è ma insomma... nemmeno tutto quello che ho rimediato su youtube).

Sembra una brutta abitudine delle case cinematografiche ormai: se vuoi qualcosa di decente ti devi comprare il cofanetto lussuoso e costoso che esce un anno dopo, non il primo disco che esce dopo qualche mese e che spesso ha ben poco da offrire oltre al film nudo e crudo, il film che magari hai già visto al cinema e che quello più furbo di te si è già visto in streaming sulla rete senza pagare nulla.

Per quanto riguarda questo film penso che se vale la pena di acquistarne il DVD vale la pena di comprare il migliore possibile, perciò suggerisco di aspettare.

lunedì 14 aprile 2014

Europa Report

Di fronte alla vastità del sapere che dobbiamo acquisire, che importanza ha la vita di una persona? Questa è una delle frasi che danno il senso di Europa Report, una pellicola di fantascienza mista a horror, dove la storia è narrata con la tecnica di fare finta che il materiale sia il rimontaggio di parti di filmato "ripescate" in modo più o meno fortuito. Mentre in certi film si tratta della telecamera ritrovata dopo la morte della persona che la utilizzava (found footage), qui è un po' diverso ma in certe scene l'effetto è simile.

La cosa notevole di questo film è che non ci sono pretese troppo stravaganti o concessioni forzate all'avventura (come in Gravity, che comunque era piacevolissimo). Europa Report, per la regia di Sebastiàn Cordero, è un film di solida fantascienza, sebbene girato con mezzi relativamente modesti (sarebbero comunque parecchi per un film italiano).

Grandi novità per gli appassionati di Civilization

La grande serie di videogiochi Civilization, iniziata da Sid Meier tanti anni fa è riuscita a mettere un piede malamente in fallo, almeno per quanto mi riguarda. Ho pagato per Civilization V ma a parte una mezza partita l'ho trovato una vera schifezza (salvo un paio di idee buone, una ipersemplificazione).

Adesso però sta per uscire il nuovo gioco della serie e sarà di fantascienza (Civ: Beyond Earth): i nostalgici si ricorderanno certamente di un altro grande gioco, Alpha Centauri, vecchissimo ma indimenticabile... i diritti purtroppo ce li ha la concorrenza ma alcuni concetti simili, pare, torneranno in questo nuovo Civ. Staremo a vedere!

domenica 6 aprile 2014

The Drowning Girl: a Memoir

Libro (in inglese) impervio ma anche intrigante, onirico, trascinante nelle sue pagine migliori: The Drowning Girl: a memoir di Caitlìn R. Kiernan è una storia confusa e difficile, narrata in prima persona da un narratore inaffidabile, ricca di riferimenti a eventi, musica, dipinti veri e immaginati, libri. Come filo conduttore un'ossessione suadente e pericolosa. Non è una tradizionale storia del fantastico e gli amanti dei libri d'azione non vorranno, immagino, toccarla nemmeno con un palo.


Ammetto che non è stata lettura facile nemmeno per me. Ad ogni modo nel 2013 ha avuto la nomination per il Premio Nebula (categoria romanzi).

venerdì 28 marzo 2014

Storie di dolore, storie strappalacrime

Divento pensieroso quando incontro un libro (o film, spettacolo, ecc...) il cui argomento principale è il dolore.
Generalmente la mia reazione è di non volerne sapere. Poi mi chiedo se non parteggio troppo per lo spettacolo superficiale, se tendo a evitare le tematiche relative alla vita vera, questo tipo di domande menose che non riesco a non farmi. Penso di no, di non essere così, ma di fatto faccio fatica a sopportare alcuni film (Non Lasciarmi e Million Dollar Baby per esempio) quando le parti focalizzate sulla tristezza e sulla sofferenza diventano parti molto vaste, molto grandi della narrazione.

Quando scrivo curiosamente mi capita il contrario... ma fino a un certo punto. Non mi piace una visione stereotipata delle cose e questo vale particolarmente per il dolore, ad esempio odio quelle scene dove il personaggio, colpito a morte durante un conflitto, dice le sue ultime parole famose e poi convenientemente muore subito dopo perché la storia del protagonista possa proseguire. Quando scrivo talvolta mi soffermo, lascio che un malato o un moribondo prendano un po' di spazio con le loro esigenze o le loro sofferenze, e per un po' rubino la scena.

Ma credo che le parti di sofferenza, malattia, morte debbano essere solo una parte della storia. Mi dà un certo fastidio quando diventano "LA" storia. Mi sembra come se l'autore voglia portarmi in territori sgradevoli che del resto conosco già, come se avesse da dimostrarmi che ha sofferto più di me o ne sa più di me. Allora mi viene da rispondergli: non ne ho bisogno grazie, non perché sono troppo delicato, ma perché è troppo limiato raccontare la storia di qualcuno che si ammala (o ha un incidente ecc...), soffre e muore. Troppo fine a se stessa. Ho già abbastanza problemi su cui spandere le mie lacrime, grazie.
Sbaglio? Ho ragione?