martedì 17 gennaio 2017

The OA

Altro appuntamento con le serie TV. The OA è una serie comparsa su Netflix creando subito curiosità e sorpresa, soprattutto per la difficoltà di catalogarla. I creatori sono due stelle emergenti del cinema indipendente: la statunitense Brit Marling, attrice e produttrice, e Zal Batmanglij, regista francese di origine iraniana. Brit Marling è una ragazza di buona o ottima famiglia che di punto in bianco ha deciso di mollare gli studi (finanza) e fare l'attrice, e poi di creare le proprie storie; Zal, regista, è suo collaboratore da tempo.



La storia si snoda attorno alle vicende incredibili di Prairie Johnson, interpretata dalla Marling, una ragazza che ricompare anni dopo essere scomparsa. Prairie era cieca ma adesso può vedere, non sembra particolarmente sconvolta da quello che le è accaduto però non ne parla, e fa delle cose strane. Mentre tutti si chiedono se sia rimasta traumatizzata dall'esperienza del sequestro o se stia impazzendo, lei sembra perseguire con razionalità un obiettivo che nessuno capisce. Raduna un gruppo di personaggi assai diversi fra loro, disposti a seguire la sua storia, e si incontra periodicamente con loro in una casa mai finita di costruire, iniziando la sua narrazione.

In effetti dietro a questo c'è una premessa piuttosto sinistra della storia, di cui avevo sentito dire qualcosa ma che è difficile da comprendere se non si guarda la serie. Proverò a spiegare qualcosa, avvertendo che ci sono delle anticipazioni della trama a partire dal paragrafo che segue, e che se dovete ancora vederla, il fatto di non sapere di cosa si stia parlando costituisce molto del piacere di seguire questa vicenda, almeno all'inizio.

martedì 10 gennaio 2017

Under the Shadow - L'Ombra della Paura

Un film dell'orrore iraniano? Ebbene sì, su Netflix c'è anche questo... io l'ho visto grazie alla segnalazione di Lucia Patrizi. L'Ombra della Paura (pessimo titolo italiano e quello in inglese, Under the Shadow, non è molto meglio) è in realtà una coproduzione internazionale del 2016: Gran Bretagna, Giordania, Qatar, a quanto afferma Wikipedia. Viste le prese di posizione piuttosto critiche sulla rigidità del governo islamico iraniano non avrebbe potuto certo essere prodotto in Iran, né mi stupisce che i due paesi musulmani che hanno partecipato siano entrambi relativamente "liberali" e comunque non sciiti. L'ambientazione ci porta a un periodo assai duro per l'Iran: la cosiddetta "guerra delle città" ovvero una fase della guerra Iran-Irak. La protagonista, Shideh (Narges Rashidi, attrice tedesca di origine iraniana) si troverà coinvolta in una drammatica storia di orrore e solitudine nella capitale Tehran.

mercoledì 4 gennaio 2017

Les Naufragés d'Ythaq - Tome 1 - Terra Incognita

Altro acquisto del mio viaggio in terra francese, il primo volume della serie Les Naufragés d'Ythaq, intitolato Terra Incognita, apre una lunga e fortunata collana che vive da oltre 10 anni, e che temo non abbia visto una traduzione in italiano. Gli autori sono il mitico Christophe Arleston (già visto in Lanfeust, Ekho...) e Adrien Floch per i disegni.

Questa serie unisce elementi fantascientifici a quelli fantasy, ed è, almeno in questo volume, reminiscente di tante avventure del filone Planetary Romance. Questo perché, sebbene la storia prenda il via su una nave spaziale (la Brume de Comète, con a bordo un nutrito equipaggio e passeggeri, turisti, ecc...) presto un naufragio fa atterrare tutti quanti su un pianeta sconosciuto, ricco di strane tradizioni, certi misteri di cui cominceremo a sapere qualcosa, e diverse razze intelligenti.

Al naufragio sono sopravvissuti i tre protagonisti della nostra storia e forse anche altri passeggeri. Il gruppo di cui seguiamo le vicende è composto da un giovane tecnico, Narvarth, volenteroso e piuttosto ingenuo, Granite, una atletica ufficiale di bordo, e Callista, una specie di spregiudicata maliarda amante del lusso, dei quattrini e del potere (e che potrà manipolare facilmente l'ingenuo Narvarth).

domenica 1 gennaio 2017

1944

Film di guerra estone che sono riuscito a reperire in inglese, 1944, per la regia di Elmo Nüganen (a me perfettamente ignoto) è del 2015 ed è, presumo, pellicola che tocca argomenti piuttosto delicati, oltre che dolorosi. Per un italiano che sappia qualcosa della propria storia, e del terribile trovarsi tra due fuochi che lacerò il nostro paese dal 1943 in poi, questo film farà tornare in mente fatti di casa nostra. Ma quello che accadde all'Estonia fu ancora più terribile. Per inciso, la faccenda è piuttosto complessa per cui, nonostante il tentativo di farsi vedere da un pubblico internazionale, credo che questo film non possa aspirare di andare molto oltre al pubblico di quel paese, escluso pochi curiosi come me.

Andiamo con ordine. All'inizio del film seguiamo le disavventure di un'unità di SS (la ventesima divisione granatieri, formata da Estoni), intenta a difendere la linea Tannenberg e la città di Narva dall'assalto russo, assieme ai Tedeschi e ad altre SS (olandesi, danesi, vallone, fiamminghe). Si battono egregiamente, ma inevitabilmente devono cedere. Uno di essi, Karl, racconta la propria storia e scrive faticosamente una lettera, in cui parla dei propri sensi di colpa, in quanto non ha saputo prevenire la cattura di quasi tutta la sua famiglia da parte dei comunisti (avendo sottovalutato un preavviso). E qui entriamo nelle faccende prettamente locali (quelle che rendono il film un po' complicato da seguire per chi non sia appassionato di storia).

venerdì 23 dicembre 2016

Addio al 2016

Non so in effetti se sarà il mio ultimo post dell'anno, ma faccio adesso quattro conti con gli eventi di quest'anno. Il 2016 è stato un anno pieno di tragedie, scomparse di personaggi importanti, fatti storici e politici che potrebbero rivelarsi di grande portata.
In realtà, molti eventi influenzano la nostra esistenza ma con tutto il nostro agitarci non ci possiamo in realtà fare niente, e molti personaggi pubblici per la cui scomparsa ci si straccia le vesti avevano già dato quello che potevano dare ed erano molto anziani, perciò così tanta agitazione il 2016 forse nemmeno la merita.
Comunque nella mia vita hanno avuto più importanza alcuni fatti relativi al lavoro, ma di cui non parlerò in questa sede, e altri inerenti ai miei interessi e passioni.

Fra questi ultimi il più importante è che ho deciso di lasciare la redazione di Fantasy Magazine, rivista della Delos Books di cui facevo parte dal 2007, se ricordo bene. Se avessi tenuto duro ancora un po' sarebbe stato un decennio, guarda un po'. Ma il tempo passa e consuma. Sono un po' invecchiato, non ho più tutte le energie di una volta, né gli stessi interessi di anni fa. Anche la scena è cambiata. Il fantasy ha conosciuto il suo boom che poi, a poco a poco, si è sgonfiato, e anche quel periodo di frenesia in cui sono usciti tanti libri di fantasy italiano (belli e meno belli) è trascorso.

Ora il panorama è diverso e così anche l'orizzonte dell'informazione, e non è più così entusiasmante. Non mi metto a fare grandi analisi, ma una volta Fantasy Magazine era una presenza centrale (per quanto molti si compiacessero di odiarla), oggi siamo nell'era in cui qualsiasi cosa esiste solo se esiste su facebook. A parte questo, era da un po' che la mia collaborazione si stiracchiava con un articolo ogni tanto. Ho ritenuto che fosse il momento di darci un taglio. È stata una bella esperienza, me la ricorderò.

La seconda novità è un po' meno triste: dopo un paio di annate di progetti che... non si concretizzano, stavolta dovrei aver prodotto qualcosa che diventerà visibile: fra qualche mese (spero pochi). Un lavoro realizzato a quattro mani, cosa difficile per un carattere come il mio. Ne parlerò ancora più avanti.

Buon 2017 a tutti.

lunedì 19 dicembre 2016

Ave, Cesare!

Film per nulla fantastico, ma divertentissimo, dei fratelli Joel ed Ethan Coen, che ne hanno anche scritto la sceneggiatura, Ave, Cesare! (Hail, Caesar!) è della prima parte del 2016 (uno dei tanti che "avrei dovuto" vedere al cinema).

La pellicola si avvale di una carriolata di attori famosi: George Clooney, Ralph Fiennes, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Channing Tatum, e altri... tra cui Josh Brolin (Non è un Paese per Vecchi), protagonista nei panni di Eddie Mannix, uomo che "risolve problemi" nella Hollywood degli anni '50. In pratica le stelle del cinema hanno comportamenti immorali, scandalosi o sopra le righe, ma siamo in epoca di conservatorismo e tutto questo va messo a tacere con ogni mezzo.

Così abbiamo un attore, che sta recitando in un film nella parte di Cesare (George Clooney) quando viene rapito da un gruppo di intellettuali comunisti da salotto, con l'aiuto di controfigure, e passa dalla più completa ignoranza di ogni tematica sociale a una ingenua e ridicola adesione alle trame dei congiurati; Scarlett Johansson, diva dei film alla Esther Williams (quelli con le coreografie di nuoto sincronizzato) rimasta incinta, pertanto bisogna rimediarle un marito, c'è poi un rozzo attore di film western che per una strana decisione dei produttori deve passare alle commedie sofisticate (sa a malapena esprimersi, quindi fa impazzire il regista), e così via. Poiché Mannix è disilluso e potrebbe decidere addirittura di lasciare il mestiere, affrontare e sistemare tutte queste catastrofi è una vessazione quotidiana per lui. Ma è in gamba e rimedia sempre a tutti i guai.

Omaggio scanzonato ai film di una certa epoca, e alle paranoie maccartiste (c'è addirittura un sommergibile russo che compare a un certo punto del film...), Ave Cesare! non è in effetti una pellicola con una storia definita o qualche contenuto serio da raccontare, ma solo una piacevole presa in giro del mondo del cinema (di quell'epoca). Non c'è la tragedia che sbuca inaspettatamente a rovinare la festa, ma solo umorismo e divertimento.
Giudizio finale: assolutamente godibile. Consigliato.