venerdì 5 febbraio 2016

Ash Vs Evil Dead

Ne ho visti solo alcuni episodi. Il personaggio, ovviamente, lo conosco bene anche se dei suoi film ho visto solo L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi: il mitico Ash Williams, interpretato da Bruce Campbell, uccisore di demoni scanzonato e frenetico e allo stesso tempo apparentemente banale e magari anche poco dotato americano medio. Bruce Campbell, va notato, è anche stato l'esuberante Sam di Burn Notice, altra recente serie TV che m'è piaciuta assai (non ne vedo moltissime).

 Ash da giovane

Nella serie che ha preso il via l'anno scorso, Ash vs Evil Dead, Ash è invecchiato (ovviamente), tormentato dal passato, e vive facendo un lavoro da commesso e abitando in una roulotte. Ha però sempre pronta la fidata sega elettrica da installare al posto della mano perduta quando c'è da affrontare gli spiriti malvagi che possiedono le persone attorno a lui... il misto di commedia e horror di questa serie, il divertimento puro, lo status di "mitico attore di serie B" di Bruce, i soliti bagni di sangue, e per giunta la presenza di Lucy Lawless, che interpretò Xena, la principessa guerriera, creano una miscela che va assaporata. Provare per credere.

sabato 30 gennaio 2016

Gli Odiosi Otto e l'originalità


Tarantino è un regista notevole per il piglio tutto suo, ma che non amo particolarmente. Trovai piacevolissimo il suo primo grande successo, ovvero Pulp Fiction, che risale ormai a precchi anni fa. Decente qualche altro film, sopravvalutato più di uno. Il suo stile di dialoghi barocchi e gonfiati, pellicole lunghissime e (talvolta) la politicizzazione spinta di certi interventi fatti con la profondità di un liceale arrabbiato me lo rendono sospetto e indigesto, ma più di ogni altra cosa temo le sue genialate e le sue... citazioni, ovvero gli omaggi a film e stili del passato che magari non mi entusiasmano. Nel caso di The Hateful Eight, che sta per arrivare sugli schermi e che forse vedrò sebbene mi preoccupi il fatto che sia molto lungo, c'è un'altro dettaglio che m'ispira una riflessione. Il dettaglio è che la trama sembra ricalcata su un episodio di un vecchio telefilm. La riflessione è sulla possibilità di essere veramente originali.

martedì 26 gennaio 2016

Il Settimo Figlio

A quanto pare con il fantasy nel cinema funziona così: se hai alle spalle un best seller, ma uno di quelli tosti, che li conoscono tutti e che spopolano, e ci investi quel centinaio di milioni di dollari abbondanti (a volte più, ma a volte anche meno se non c'è quel gran bisogno di effetti speciali), hai in mano una vera macchina per stampare soldi. I libri di Tolkien da cui sono stati tratti la bellezza di sei film (e non è finita, pare), i vampiri della Meyer, Harry Potter sono i classici esempi. Se prendi un fantasy che magari ha il suo onesto successo librario alle spalle, ma che resta soprattutto una faccenda riservata agli appassionati, spendi comunque tanto perché queste produzioni non sono facilissime, e rischi di riportare a casa un guadagno misero o magari di perderci. Un caso è il recente remake di Conan, che comunque era anche brutto, ma lo stesso destino è toccato a Solomon Kane, che non era un brutto film. Non sto dicendo che sia sempre così, comunque. Per carità, con una cifra relativamente modesta e nessun bestseller da un milione di libri alle spalle Guillermo del Toro si è affermato come regista di grido (con il suo Pan, che per quanto sia un horror-fantasy potremmo mettere nella categoria).

Il Settimo Figlio (2015), girato da Sergei Bodrov e ispirato a The Spook's Apprentice dell'inglese Joseph Delaney (primo libro di una serie), ha fatto un po' la fine di questi fantasy di serie B, e comunque costosi, che non riescono a piacere al grande pubblico ma vengono offesi e spernacchiati come se fossero la peggior robaccia, ingiurie che invece non vengono rivolte ai film fantasy di successo che spesso sono di un livello pari, o appena superiore.

sabato 23 gennaio 2016

Tempo di censura

Avevo promesso, alla fine del 2015, che avrei rotto un po' di meno con post socio-politici, ma purtroppo questo lo devo scrivere. L'occasione la colgo da una rivista online di stampo sicuramente conservatore, Breitbart.com (in inglese), ma indipendentemente dall'orientamento di chi lo dice, è importante il cosa.

A quanto pare cominciano a venir fatte pressioni perché certi autori, giudicati "politicamente scorretti," vengano esposti sempre meno nelle librerie. Si è trattato del tentativo, da parte di attivisti gay, di scoraggiare la visibilità di un gruppo di autori che avevano partecipato a un movimento intento a cercare di far ottenere premi (nell'ambito delle convention di fantascienza) a favore di titoli più improntati sul puro divertimento (pulp) e meno su messaggi da trasmettere. Questo gruppo di opinione "di destra" o presunto tale, autodenominatosi "i cagnolini tristi," ha fallito nell'intento poiché nel 2015 nessuno dei suoi beniamini è stato premiato. La sua denuncia era contro la presenza di una cricca vera o presunta tale che assicurava sistematicamente la vittoria a candidati portatori di "diversità," ovvero non bianchi o donne, indipendentemente dalla validità del loro lavoro. Personalmente non ho nulla contro chi manda messaggi politici né contro chi preferisce un fantastico che sia puro intrattenimento, e delle beghe per litigarsi i premi Hugo poco me ne cale (da quello che ho visto in Italia le bagarre per affermare questo o quell'autore sono ben trista cosa, e comunque mi fa specie organizzare gruppi di persone che si mettono d'accordo per votare tutti la stessa cosa, i gusti individuali dove sono finiti?), mi inquieta molto però che si facciano tentativi di imporre la morte civile su degli scrittori.

Il fatto riferito accadrebbe a Toronto (Canada) e sarebbe molto localizzato, ma l'attacco frontale avviene anche su social network dedicati alla scrittura come Goodreads dove a quanto pare viene revocato l'account a chi non pensa in modo corretto ecc... del resto si collega al fenomeno anche quello che è successo alla memoria di Lovecraft, episodio da me menzionato in un recente post. L'episodio di Toronto è emblematico in quanto abbiamo un gruppo stigmatizzato fino all'altro ieri (omosessuali) che oggi è diventato "santo" e usa questa sacralità per cancellare chi la pensa in modo diverso(*). Non dico criticare, dico cancellare.

Chiamavo questo sfortunato periodo, nel mio precedente post linkato qui sopra, "l'epoca che crede di avere il diritto di giudicare tutto." Ma è una buona epoca? Sono davvero così anticonformisti gli scrittori, i musicisti, i cineasti contemporanei? O siamo in un periodo di irreggimentamento? Che musica abbiamo oggi? Un pop sempre più sintetico imposto dalle case discografiche, mentre il rock o qualsiasi altra musica provenga da veri autori sono moribondi. Che cinema abbiamo? Rifacimenti di vecchie storie e di film vecchi anche solo pochi anni. Chi potremmo nominare di preminente nel campo del pensiero che abbia detto qualcosa di nuovo e di interessante? Chi sono i personaggi popolari dello spettacolo? Una volta fra gli attori o i cantanti c'erano persone interessanti, adesso sui vari red carpet vediamo bellocci e vacche da monta seminude(**) dove una volta avevano camminato dive e personaggi carismatici.

Io dico che di pensiero libero, nell'epoca del pensiero unico e del politicamente corretto, ce n'è pochissimo. E i risultati non sono buoni: una formale adesione a ideali progressisti mentre procede una spietata globalizzazione, e una soppressione della libertà di parola, pensiero e azione portata avanti con tecniche che non hanno nulla da invidiare al bispensiero di orwelliana memoria(***). Se ce ne libereremo, questo periodo sarà ricordato come più soffocante del maccartismo anni '50 negli USA.

Ok, ok. Ho finito.

(*) Nota: non ce l'ho con gli omosessuali e secondo me la gente avrebbe diritto a campare in pace con le proprie scelte esistenziali e sessuali senza che vengano preti o moralisti a rompere le scatole, purché non vengano negati i diritti di alcuno (come nel caso della pedofilia). A parte certe tendenze che violano quest'ultima regola o pratiche pericolosissime, a me va bene la maggior parte di questa lista qui, anzi mi spiace che si parli solo di diritti degli omosessuali di questi tempi.
(**) Nota: pensateci un po'... Rhianna, J Lo, Lady Gaga, Miley Cirus... devo continuare?
(***) Nota: mi riferisco ovviamente al libro 1984 per i pochi che non lo hanno letto.

lunedì 18 gennaio 2016

Focus... su cosa?

Nei passati giorni di pigro ingozzamento festivo mi sono comprato due riviste appartenenti a collane sorelle (Focus Extra e Focus Storia): il numero dedicato ai falsi miti e ai complottismi (titolone in prima pagina: "Non è vero che...") e quello sulla Seconda Guerra Mondiale.

Ne approfitto per fare un commentino o due su questo genere di riviste... non ho niente contro la divulgazione scientifica (o storica, o sul sapere in generale) ma quando vengono fatti troppi compromessi per piacere ed essere comprensibili a un vasto pubblico si rischia di essere superficiali e di non dire la verità.

Per fare qualche esempio concreto, cominciamo dal primo articolo di Focus Storia: Tutti i perché dell'ecatombe. A uno storico viene chiesto: Al di là della causa occasionale, cioè dell'invasione della Polonia, quali premesse prepararono il conflitto? Lo storico, di cui non faccio il nome, risponde che rispetto alla Prima Guerra Mondiale le premesse della Seconda sono abbastanza chiare: ovvero non ci furono dei meccanismi che forzarono la situazione come nel caso della guerra del '14-'18 andando al di là della volontà dei protagonisti, ma la causa è da attribuire al desiderio di Hitler di portare la Germania a dominare in Europa e nel mondo. La dura pace imposta a Versailles sarebbe una causa remota, non immediata. Una risposta che lascia a bocca aperta. Lo affermo per qualche complottismo mio personale? No.

sabato 16 gennaio 2016

Il fantasy, onestamente, ha rotto...

Non completo la frase e non dico chi l'ha scritta perché non voglio fare quel tipo di pubblicità... quella che "l'importante è che se ne parli." Certo che una casa editrice che si proponga agli autori emergenti con un programmatico "non accettiamo romanzi di genere fantasy: il fantasy ha, onestamente, rotto il cazzo" credo che, al di là della pretesa di fare una dichiarazione forte da 92 fantozziani minuti di applausi, dimostri solo un miope pregiudizio.
Comunque non linko la fonte ma solo un altro blog dove c'è un commento interessante su quella splendida autopresentazione. Di mio invece linko le considerazioni che feci riguardo all'influente opinione di un certo intellettuale italiano di tanti tanti anni fa, a dimostrazione che ci si può sentire originali a riproporre steccati che hanno rotto, onestamente, ormai da un secolo.