mercoledì 15 maggio 2019

Hellboy (2004)

Di Hellboy, film del 2004 diretto da Guillermo del Toro, è appena uscito un remake. Io sono rimasto un po' indietro e mi sono limitato a vedere il primo (su due) film diretti dal regista messicano sul cornuto diavoletto dei fumetti. Ne parlerò con qualche anticipazione, che spero non dia fastidio visto che il film ormai è in giro da 15 anni.

Guillermo del Toro è uno dei miei registi preferiti ma Hellboy uscì prima della pellicola che gli diede la maggior notorietà (Il Labirinto del Fauno) e pertanto, digiuno dell'argomento trattato (ovvero il fumetto della Dark Horse che diede vita al personaggio) non ho recuperato all'epoca questo film, né ovviamente il seguito. Scopro che la carne al fuoco non manca, parlando di questo protagonista. Hellboy è un personaggio complicato: un demone, ma votato al bene per scelta, e grazie alla guida di un tutore che lo ha allevato, Bruttenholm. Potrebbe essere un personaggio tragico ma la sua indole spaccona e baldanzosa, nel film, rovina un po' questo aspetto, non ce lo vedo molto a fare l'eroe tormentato, piuttosto ama fumare sigari, tenere le corna della lunghezza giusta limandole con la fresatrice, e scatenarsi in una buona scazzottata quando c'è la possibilità.

sabato 11 maggio 2019

Il film su Tolkien ci presenta un grosso punto di domanda

Premesso che non sono uno dei più accalorati seguaci di J.R.R. Tolkien, sono molto interessato al suo lavoro e ho apprezzato la lettura dei suoi libri (ho letto Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, Albero e Foglia, le sue Lettere e il Silmarillion, chissà che non riesca a trovare il tempo per qualcos'altro ancora). Fremo quindi dalla curiosità per il film che racconta della sua vita, in quanto la biografia è ovviamente importante per comprendere l'autore. A quanto pare il film esce proprio in questi giorni, negli Stati Uniti, ma, sfortuna vuole, noi potremo vederlo solo a settembre. A quanto pare il film espone le esperienze di vita dell'autore come base fondamentale degli eventi che racconta (questo lo sostengono anche alcuni saggisti). Però la pellicola prodotta dalla Fox, a quanto pare, lascia completamente al di fuori della storia il fatto che Tolkien fosse cattolico e l'influenza che la fede religiosa ebbe su di lui.

Ci tengo a precisare che non sono precisamente un gran credente e che è ben possibile che mi aspettino le fiamme dell'inferno, quindi non sto gridando al sacrilegio. O meglio, forse c'è proprio da farlo, invece, ma per un altro motivo: perché se vuoi capire questo autore non puoi prescindere dal fatto che fosse cattolico.

A quanto afferma questo articolo, non si parla della fede cristiana di Tolkien salvo per menzionare l'influenza del suo tutore (peraltro inevitabilmente, visto che ostacolò il rapporto di Tolkien con la futura moglie).

Posso ben credere che la famiglia di Tolkien si sia distanziata da questo film. Peraltro, spero comunque di vederlo al più presto possibile e farmene una opinione per conto mio.

martedì 7 maggio 2019

Magia e narrativa - seconda parte

[Questo è il seguito dell'articolo su magia e narrativa iniziato lo scorso 18 aprile.]

Se i limiti ai poteri sono indispensabili per creare un'ambientazione equilibrata dove il magico non sia troppo importante, o quanto meno non più importante di quanto volete voi, questi limiti non devono necessariamente riferirsi soltanto alla difficoltà per un personaggio in quell'ambientazione di ottenere le conoscenze o "l'investitura" necessaria, ma anche alla sua capacità di usarli. Gli esempi abbondano: l'utilizzo della magia fa stancare, fa perdere ricordi, potrebbe addirittura uccidere, mette in contatto con esseri malvagi che desiderano qualcosa in cambio... Esistono moltissimi esempi.

mercoledì 1 maggio 2019

Solo - A Star Wars Story

So che non è andato affatto bene al botteghino e non me ne meraviglio. Parlo di Solo - A Star Wars Story, il film che, al di fuori dalla linea narrativa di Guerre Stellari, doveva mostrarci il giovane Han Solo, il personaggio cult di Harrison Ford. A mio modesto parere un'operazione del genere poteva evitare il disastro solo per miracolo, perché qualsiasi cosa si cerchi di fare e qualsiasi attore si scelga (nel caso, il ruolo è toccato ad Alden Ehrenreich, già visto in Ave, Cesare!), è praticamente impossibile convincere il pubblico. Per parlare di un altro caso, la ripartenza di Star Trek con nuovi attori forse ha incontrato un flop ma non sarà mai il successo degli originali, insomma sono operazioni molto molto difficili.

domenica 28 aprile 2019

Avengers Endgame, questa non è una recensione

Premesso che lo vedrò, ma non al cinema, è stata una sofferenza sentire rimbombare e rimbalzare dovunque l'aspettativa, i meme su internet, il trionfalismo per l'ennesimo fumettone Marvel e il suo successo. Non voglio fare il raffinato criticone, ma sebbene non neghi la spettacolarità della serie, questa ultima puntata (ma è l'ultima? boh...) dell'universo condiviso Marvel avrà probabilmente anche i difetti delle puntate precedenti, e quindi bah... Comunque non ho sperato che facesse flop, perché sapevo che non sarebbe successo.

Alcune critiche del buon Synergo al precedente film (con qualche aspetto positivo comunque): https://www.youtube.com/watch?v=JzNpjM6kALg

Le linko qui perché somigliano molto alla mia opinione, del resto le avevo già linkate quando ho parlato di Infinity War. E per favore, credetemi su una cosa: se ci sono cose della trama che mi fanno cadere le braccia, tipo Thanos che in una scena ha poteri immensi e in un'altra ci mette un quarto d'ora a togliersi di torno a cazzotti uno che rispetto a lui è un povero fesso, non mi sto inventando un disagio per fare il critico snob o fregnacce del genere. A volte le magagne nella sceneggiatura di un film le vedo, a volte sono distratto e non le vedo, ma se me ne accorgo mi rovinano VERAMENTE l'esperienza dello spettacolo. Non sto lì a cercare il difetto con il lanternino per poi venire a dire che il film è una chiavica, o simile.

Comunque ecco qui una recensione scritta da un appassionato che il film lo ha appena visto.

Buon divertimento. Fra qualche mese, spero, vedrò il film e dirò anche la mia.

Averne, di leader così....


martedì 23 aprile 2019

Da Stalin a Scamarcio

No, non si tratta di un'orripilante ucronia, ma di una breve doppia recensione (che conterrà qualche moderato spoiler). I film in questione sono Morto uno Stalin se ne fa un Altro (The Death of Stalin), del 2017, e Lo Spietato, disponibile su Netflix da alcuni giorni. Il secondo, Lo spietato, è l'ennesimo film sulla scia dei vari Romanzo Criminale, Vallanzasca - gli Angeli del Male, Suburra, Gomorra eccetera. Dei due è il film più semplice da descrivere, in quanto non c'è praticamente niente da dire.