venerdì 17 luglio 2026

Diario - Luglio 2026

 L'argomento non mi piace, se ne sente parlare fin troppo, e fa pure caldo; ma voglio dire la mia sulla condanna definitiva di Mario Roggero, gioielliere che, in un paese vicino a Cuneo, uccise due banditi il 28 aprile di cinque anni fa.

Ci sono i filmati in rete, anche se non vi invito a guardarli. Riassumo io l'episodio: una banda di tre persone rapinò la gioielleria mentre all'interno si trovavano il proprietario e la sua famiglia. L'ennesima rapina, in questo caso condotta con coltellini o tagliacarte e armi da fuoco finte. Presto i banditi si allontanano verso l'auto parcheggiata quasi davanti al negozio, ma il gioielliere esce con una pistola, vera e legalmente detenuta. I banditi non hanno modo di reagire e cadono sotto i colpi; uno viene inseguito e finito per strada. Alla fine ci sono due morti e un ferito.

Il gioielliere ha sparato fuori dal negozio ai delinquenti che cercavano di scappare e, per questo, è responsabile di qualcosa che non ha nulla a che vedere con la legittima difesa. Per me resta però il fatto che la pena (14 anni e 9 mesi) è decisamente durissima per un uomo già anziano (72 anni). Dovesse scontarla tutta, difficilmente ne uscirebbe vivo. Non posso però dire che non meritasse una pena detentiva; sarebbe come legittimare i vigilanti che fanno i pistoleri per strada.

Quello che mi lascia perplesso è che il gioielliere dovrà risarcire i banditi o le loro famiglie con cifre assolutamente faraoniche: leggo sul Corriere un totale di 780.000 euro, in parte già pagati. Che la vita di un povero cristo sia distrutta (anche economicamente) per un episodio del genere mi sembra eccessivo. Consideriamo che, in questo modo, la famiglia viene privata dell'eredità e magari di un tetto sopra la testa, la stessa famiglia che ha dovuto subire le prodezze dei rapinatori.

In casi come questi, e ce ne sono tanti, io prenderei a prestito dal settore privato un principio che mi pare giusto e lo trasferirei alle nostre leggi: il non rimborso quando il danno viene subito a seguito di un reato o atteggiamento colposo da parte del danneggiato stesso.

Mi spiego meglio: se uno sottoscrive una polizza assicurativa del ramo danni, trova una serie di clausole che prevedono il rimborso, ad esempio, in caso di ferimento o di decesso, ma anche una serie di esclusioni, ad esempio, se il fatto avviene a seguito di un crimine commesso dall'assicurato. O anche: vieni rimborsato se ti ammazzi in un incidente, ma non se questo avviene a seguito della pratica di sport pericolosi. In questo caso, se ti ammazzi facendo paracadutismo sportivo o esplorando grotte subacquee, una polizza standard difficilmente ti rimborserà in caso di incidente grave o di morte.

Mi sembra sensato e perfettamente trasferibile alla società civile. Se vai a fare le rapine e una reazione delle vittime ti arreca danno fisico, perché i giudici dovrebbero decidere a tuo favore un risarcimento? È evidente che, se non avessi commesso un atto riprovevole, non ti sarebbe successo nulla. Te la sei andata a cercare. Quel giorno potevi andare a giocare a freccette o, magari, ma pensa un po', a lavorare.

È anche ora di farla finita con un ordine giuridico che colpisce sistematicamente chi lavora e ha qualcosa da perdere, e che allo stesso tempo non sa difendere la cittadinanza dai criminali. Da quanti anni abbiamo leggi colabrodo e troppo poche carceri?




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