martedì 2 giugno 2026

Obsession

 Questo film dell'anno scorso, Obsession, va proprio alla grande in questo periodo fra gli appassionati di horror. Pertanto, nonostante il caldo inumano del periodo, mi sono schiodato dalla poltrona e sono andato al cinema per vederlo, approfittando del fatto che fosse approdato al Beltrade, un cinema che offre le pellicole in lingua originale. Era un tristo venerdì di sciopero dei mezzi (come tutti i venerdì, del resto), e così, per tornare a casa, ho dovuto affrontare un'odissea sul mitico filobus 91, pieno fino all'inverosimile, con accese discussioni tra stranieri di varie nazionalità, incattiviti dal disagio, e anche qualche italiano.

La trama di Obsession, frutto della mente del giovane regista Curry Barker, è relativamente semplice: il povero Bear ama disperatamente Nikki, sua collega di lavoro interpretata da Inde Navarrette, ma non trova il coraggio di dichiararsi.

Pur non credendoci, Bear compra una specie di amuleto per fare un incantesimo e lo usa, chiedendo che Nikki lo ami più di ogni altra cosa al mondo. Ovviamente l'incantesimo funziona.

Il nostro eroe non si è reso conto che la sua richiesta è troppo estrema e che non si torna indietro (l'oggetto magico ha un numero di assistenza clienti sulla confezione, ma di assistenza se ne riceve proprio pochina).

Nikki, pertanto, abbandonerà ogni razionalità nel perseguire l'amore di Bear, a volte rendendosi ridicola o socialmente insopportabile, a volte facendo cose pericolose o criminali, a volte rendendosi conto della trappola in cui è misteriosamente finita e disperandosi. Nel disastro Bear avrà poco da guadagnare e anche i suoi amici saranno coinvolti. Come finirà? Non è così importante, secondo me. Il film riesce a coinvolgere per l'assurdità delle situazioni che crea, per la tragicità inevitabile degli eventi, per le reazioni di Nikki, così ben interpretate dall'attrice.

Tanti dicono che ci sono un sacco di situazioni comiche, ma non ci ho trovato molto da ridere. La dolorosa timidezza di Bear e il successivo non sapersi assumere la responsabilità di ciò che ha fatto mi sono parsi piuttosto tragici, e tante situazioni imbarazzanti più che ilari. Devo dire anche che quasi nessuno nel cinema rideva. Ma che ci sia da ridere o meno, il film è azzeccato perché stuzzica fortemente lo spettatore con tragedia, dramma, assurdità, qualche botta di spavento e un po' di sangue e di schifezze qua e là.

Un successo sostanziale per Obsession, che, con un budget da film italiano, ha incassato decine di milioni di dollari. Il già citato regista Barker e la Navarrette offrono una prova di grande professionalità. Per quanto i clamori a favore del film siano, forse, eccessivi, Obsession è da vedere.




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