Sono ormai passati vent'anni da quando uscì questo film distopico, che ho visto solo ora. I Figli degli Uomini (Children of Men in inglese) è ispirato a un romanzo della scrittrice britannica P.D. James: la premessa è che non nascono più bambini, e infatti la più giovane persona vivente è sui 18 anni, l'umanità sembra destinata al disastro. Il film, ambientato nel 2027, non si dà pena di illustrarci il motivo di questa catastrofe biologica.
Di fatto, i problemi sembrano anche altri. La società è allo sbando, anzi, è collassata praticamente dappertutto, tra guerre e catastrofi. La Gran Bretagna sembra l'ultimo luogo in cui esista uno stato organizzato, che però è alle prese con una torma di rifugiati e con guerriglieri violenti.
Il protagonista è Theo, un impiegato della burocrazia statale piuttosto triste e depresso. Viene strappato dalla sua quotidianità dai Pesci, un gruppo terrorista in cui milita Julian, la sua ex moglie. Serve l'aiuto di Theo per una missione la cui natura non viene per il momento rivelata; tuttavia, lo si saprà presto, poiché una ragazza, Kee, rivela a Theo di essere incinta, e quindi di poter dar vita a un nuovo essere umano dopo tanti anni di sterilità dell'intero pianeta. Fin qui nessuna anticipazione molesta, perché è tutto nei trailer.
Kee dovrebbe essere portata alla base dello Human Project, un'organizzazione che studia, in autonomia dalle nazioni, i possibili rimedi alla sterilità (e qui mi chiedo: ma perché, al governo per caso non frega nulla di ciò che sta succedendo?). Ovviamente tutti sono interessati alla ragazza, e sarà difficile portarla a questo Human Project: un eventuale nascituro sano può far gola, come pedina politica, a tanti, e il percorso di Kee sarà ricco di pericoli.
Belle le immagini delle città ridotte a caos e lerciume, delle gabbie in cui la gente è rinchiusa e smistata, della generale rovina del mondo. Bella la fotografia, le riprese. Valide le scene che creano l'atmosfera, prendendosi il giusto tempo senza esagerare. Il film è bello da guardare, indipendentemente dalla trama, e questo è forse il suo maggiore pregio. Se è vero che manca una motivazione alla premessa, l'ambientazione è ben costruita.
Alla regia c'è Alfonso Cuarón, che non ha bisogno di presentazioni. Il protagonista Theo è interpretato da Clive Owen (The Bourne Identity), mentre Julianne Moore (Hannibal) interpreta Julian. C'è pure Michael Caine, un altro che non ha bisogno di presentazioni, nel ruolo di Jasper, amico di Theo e un tempo attivista politico. Per continuare con la lista delle celebrità, posso menzionare Charlie Hunnam (Sons of Anarchy), nella parte di un guerrigliero. L'attrice romena Oana Pellea interpreta Marichka, una nomade che aiuta Theo e Kee nel loro viaggio.
Un film che è piaciuto alla critica ma non ha avuto grande successo di pubblico, e forse ha lasciato un buco nei bilanci dei produttori, I Figli degli Uomini mi sento comunque di consigliarlo.

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