mercoledì 2 settembre 2020

Boardgame Arena!

Con il Covid-19 e la scarsa possibilità di socializzare, ho finito per interessarmi a qualcosa che avevo, prima d'ora, solo frequentato di sfuggita: le piattaforme di gioco online.
A dire il vero uso ogni tanto anche intensamente Steam, ma più che altro in solitario; ho trovato però una miniera di giochi su Boardgame Arena, quelli che normalmente si giocano in alternativa ai giochi per computer. Parlo ovviamente dei boardgame fatti di cartone, con mappe, pedine di legno o plastica, mazzi di carte, segnalini di vario genere. Quel tipo di giochi che sono sempre stati per me l'alternativa, di solito vincente, rispetto al videogame.


Una cosa che si dice spesso riguardo ai boardgame è che non temono la concorrenza del gioco elettronico proprio perché il loro campo è quello della fisicità dei pezzi da manovrare, del guardarsi in faccia con gli altri giocatori, dello sgranocchiare snack o bere bibite e birra mentre si gioca tutti insieme. In tempo di epidemia, l'esperienza è stata diversa: ho scoperto pregi e difetti del boardgame giocato... a distanza. Certo, bisogna imparare le regole, cercarsi i video di spiegazioni su YouTube, ma i dettagli fastidiosi sulla preparazione e piazzamento iniziale dei pezzi del gioco li si può seguire superficialmente. La fatica la farà il computer. E così per tutte le altre incombenze noiose.

mercoledì 26 agosto 2020

Tenet

Al cinema nell'era del Covid-19.
Dal momento che volevo vedere questo film e volevo vederlo al cinema, ho telefonato al multisala Orfeo per sapere come erano organizzati dal punto di vista del distanziamento e della sicurezza.
Mi è stato detto che i posti assegnati erano uno sì e uno no, e che c'era obbligo di mascherina. La realtà è stata così: l'obbligo di mascherina era quasi sempre rispettato (il che significa che ho visto il film soffocando, tuttavia è cosa buona e giusta) ma in alcuni casi certe allegre brigate avevano occupato lunghe file di posti contigui, suppongo senza stare a guardare quello che c'era scritto sul loro biglietto (i posti sono ovviamente assegnati per fila e numero). Nessuno è intervenuto a farglielo rispettare. Inoltre sarebbe stato logico che le persone fossero disposte "a nido d'ape" in modo da distanziarsi anche fra le diverse file - in modo che, tanto per intenderci, tu avessi un altro spettatore avanti a destra e uno avanti a sinistra, ma nessuno direttamente davanti a te. E invece no, gli spettatori erano uno dietro l'altro. Penso che la sala non meriti un bel voto per come ha organizzato la cosa. Ma passiamo al film, che è il primo del 2020 che vedo al cinema. E se l'organizzazione delle sale non migliora, potrebbe essere l'ultimo.



Tenet, nuova opera del regista Christopher Nolan, si preavvisa nei trailer come un film ben bizzarro. Il protagonista (nome ignoto, attore John David Washington) viene coinvolto in una lotta il cui scopo è di evitare qualcosa di "molto peggio" di un olocausto nucleare. Gli viene mostrato un oggetto particolare: un proiettile che quando l'arma spara si stacca dal bersaglio e rientra nell'arma, comparendo nel caricatore che prima era vuoto. Esistono oggetti "invertiti" con una tecnologia che viene dal futuro. Esiste nel presente qualcuno che traffica con questa tecnologia, e una fazione, appartenente al futuro, che sembra intenta a fare tutto il danno possibile all'umanità.

domenica 23 agosto 2020

Lovecraft, chi era costui

Alcuni blogger si sono coalizzati per scrivere dei post in occasione del 130° anniversario della nascita di H.P. Lovecraft. Non sapevo niente della lodevole iniziativa, e del resto non sono documentato sulla vita del grande scrittore, nonostante abbia letto in edizione integrale tutto quello che è rimasto della sua opera, da cose che scrisse da bambino a lavori da "ghost writer" ovvero scritti per altre persone.

Ne approfitto però per dire due cose su questo personaggio, oggi sotto attacco da parte di gruppi di falsi progressisti per via delle sue opinioni.

venerdì 21 agosto 2020

The Terror

The Terror è una di quelle serie in cui ogni stagione si basa su una storia diversa. La prima stagione, basata sul disastro di una spedizione scientifica, è quella di cui voglio parlare, della seconda non so ancora nulla. (Avviso che in questo post ci sono anticipazioni sulla trama della prima serie). Alla base della narrazione della prima stagione (che trovate su Amazon Prime) c'è l'omonimo romanzo di Dan Simmons, l'autore dei Canti di Hyperion.


Da quello che so, non avendo letto il libro, la serie TV lo segue abbastanza fedelmente: di conseguenza non c'è molto rispetto per i fatti storici. Addirittura, The Terror è una storia del fantastico, perché vi sono narrati eventi sovrannaturali. Per una volta tanto avrei preferito una narrazione storica, senza invenzioni di genere. Ma lo sforzo di fantasia da parte del narratore ci sarebbe voluto lo stesso, perché di fatti accertati ne conosciamo pochissimi. Parliamo, infatti, di una spedizione i cui partecipanti (129) sono morti tutti.

sabato 15 agosto 2020

Antrum

Proposto da Amazon Prime, questo film è un mockumentary, ovvero un documentario (fasullo) che serve a prepararci alla visione di un film horror che dovrebbe addirittura avere effetti nocivi su chi lo guarda. Antrum, il film maledetto, avrebbe causato un incendio nella prima sala in cui era stato proposto, a Budapest, e tutti gli spettatori vi avevano trovato la morte; in un'altra occasione una crisi di panico aveva fatto correre tutti verso le uscite e una donna incinta era morta nella calca, e così via. Antrum secondo quanto ci viene detto sarebbe un film dell'est europeo dei tardi anni '70; in realtà è un film canadese del 2018, e ha tutta l'apparenza di un film occidentale, sebbene con un sacco di magagne grafiche messe lì ad arte come ad esempio la pellicola fintamente rovinata, ecc...


Il film sarebbe stato respinto da tutti i festival a cui era stato presentato. Non solo, i critici che lo hanno visionato sono stati vittime di incidenti, o hanno fatto una fine terribile. E per giunta l'unica copia superstite della pellicola è stata manomessa con simboli demoniaci, strani fotogrammi inseriti da qualche altro filmato, e via dicendo.

mercoledì 12 agosto 2020

Geometria Fantastica

C'è stata un'epoca in cui la geometria e le sue regole vennero riscoperte con grande meraviglia, e addirittura viste come una finestra verso le leggi che armonizzano e governano l'universo. Quest'epoca coincide con il Rinascimento, epoca di grandi cambiamenti ed eventi storici.



Ne parla un libro che ho comprato quando ho visitato la mostra su Escher a Milano. Insomma, ce ne ho messo di tempo per decidermi a leggerlo. Geometria Fantastica, di David Wade, ci mostra le opere e la vita di alcuni artisti, o in certi casi artigiani-artisti, prevalentemente tedeschi ma anche italiani e di altre nazioni, vissuti in questo periodo (c'è anche Leonardo).

mercoledì 5 agosto 2020

The Old Guard

Tra le tante offerte di Netflix c'è questo The Old Guard, film di supereroi un po' insolito. O forse film "action" piuttosto che di supereroi, ma comunque insolito, perché i protagonisti non vanno in giro in calzamaglia ma non sono nemmeno comuni mercenari o soldati. Si tratta di una squadra di immortali che combatte, a fin di bene, da tantissimo tempo. Persone che hanno scoperto per caso la propria condizione, e hanno formato un gruppo di combattenti, ma senza mai trovare spiegazioni sul perché siano immortali.

venerdì 31 luglio 2020

Rothfuss, ti stiamo aspettando...

Una volta, non mi ricordo chi (*) disse: "George Martin is not your bitch," che tradotto suonerebbe un po' come George Martin non è la vostra puttana, nel senso che il fatto di leggere i suoi libri non autorizza i lettori e gli appassionati ad arrabbiarsi perché tarda (tardava) a produrre il seguito della sua serie.

Gli scrittori hanno i loro tempi e le loro difficoltà, devono fronteggiare le distrazioni e l'inaridirsi della vena creativa, a volte; insomma il loro lavoro non è roba da catena di montaggio. Nessuno lo nega.


A me non importava se George Martin producesse o no i seguiti della sua serie (che non leggo), m'importa invece molto più di Patrick Rothfuss, sfolgorante scoperta di diversi anni fa. Era il 2008 quando lessi Il Nome del Vento, il blog era ancora giovane, il mondo era più ricco e più bello e stavamo tutti meglio. Che nostalgia. Poi nel 2011 arrivò The Wise Man's Fear, che lessi in lingua originale, seconda parte della trilogia. Mi piacque di meno ma c'era ancora la vecchia magia. E la terza parte... niente. Non ancora. E siamo ormai nel 2020, nell'era del Covid-19. Ne è passato di tempo...

Una nuova parola sulla diatriba riguardo agli autori che non producono va a cadere proprio sul caso di Rothfuss, e a quanto pare proviene dalla voce di Betsy Wollheim, della DAW Books, la casa che ha pubblicato il nostro autore: "Del libro tre non ho visto una parola," ha affermato. Secondo la Wollheim, è vero che il lettore non può pretendere che lo scrittore scriva, ma forse l'editore che paga qualche diritto ce l'ha, poiché fa conto sui propri autori di best seller per restare a galla. E quindi quando queste galline dalle uova d'oro non scodellano, fregano l'editore. Nell'articolo di Newsweek che ho linkato le parole sono un po' più pepate, il succo però è quello.

Addirittura, si dice che Rothfuss non avrebbe scritto nulla per sei anni! Possibile? Il libro finale, The Doors of Stone, sarebbe ancora al palo. Eppure, su segnalazione di un amico, ho visto il libro in preordine su Amazon con consegna ad agosto. Ho immediatamente pre-ordinato... ma vedrò arrivare qualcosa?

Comunque la mia opinione è che un autore celebre che inizia a scrivere una serie di libri debba rispettare l'impegno di finirla. Con tutta la flessibilità di questo mondo, certamente, ma portare le cose a termine in maniera sensata. Non prolungare una serie all'infinito come le serie TV che vanno avanti finché il pubblico le guarda, e nemmeno lasciarla a metà perché il genio "ha perso l'ispirazione." In fondo scrivere è un'arte ma anche semplicemente un mestiere, lo so io che vendo cento o duecento copie quando va bene (e vivo di un altro lavoro, ovviamente), dovrebbero saperlo anche quelli che vendono milioni di copie.

Nota (*): Era Neil Gaiman

La foto è tratta da Wikipedia

mercoledì 29 luglio 2020

Prospect

Film di fantascienza trovato su Amazon Prime, questo Prospect si è rivelato più che adeguato, nonostante sia evidentemente girato con un bassissimo budget. La fantascienza s'incrocia con storie western di cercatori d'oro, in una trama violenta ma anche interessante, con un'ambientazione che stimola la curiosità di saperne di più.


All'inizio della storia abbiamo un team, composto da padre e figlia (Damon e Cee), cercatori di fortuna, diretti verso una "Luna Verde" a bordo di una grossa astronave, che trasporta la loro navicella (a noleggio). Per un motivo o per l'altro questo è l'ultimo passaggio che la linea farà, e i nostri hanno un tempo limitato per fare quello che devono fare, perché l'astronave potrà essere raggiunta (partendo dalla Luna Verde) per poco tempo ancora. Se ho capito giusto, dopo un po' di giorni la nave spaziale fa uno "slingback," ovvero una curva che torna indietro, sfruttando la gravità della Luna Verde, per andare poi in un'altra direzione. Chi vuole partire dalla superficie e riagganciarsi ha quindi una possibilità, ma è l'ultima.

mercoledì 22 luglio 2020

Windows of the Imagination

Questo libro raccoglie 29 saggi critici di Darrell Schweitzer, editor di Weird Tales, scrittore e maestro del fantastico. Ho imparato parecchie cose che non sapevo sui miei autori preferiti, anche su loro aspetti nascosti o chiacchierati; su questioni di stile, sul mestiere di scrivere... che non è il mio mestiere, beninteso. Lo faccio quando posso. Ma mi piace saperne di più.


Si tratta di saggi piuttosto datati, ma gli argomenti di cui si parla generalmente non lo sono, perciò non ne ho avuto il minimo fastidio.

mercoledì 15 luglio 2020

Il Premio Storyteller 2020

A dire la verità, non ne sapevo niente, e nemmeno ora so dove andare a cercarmi le informazioni, perché sulla pagina di Amazon dedicata al self publishing (kdp.amazon.com/it_IT) non c'è alcun articolo, alcun link. Per fortuna le cose girano sui social network...
In questo video di Alessandro Girola spiega cosa sia il premio Amazon Storyteller 2020.



E in teoria è la manna dal cielo. Be' non del tutto perché non ho niente di nuovo pronto o quasi pronto per la pubblicazione. Ma sarebbe bella, come opportunità di affermazione.

venerdì 10 luglio 2020

Gabriel

Vi capita mai di ritrovare un DVD incellofanato in casa, roba che indubbiamente avete comprato voi, ma che non ricordate di aver comprato, né il perché dell'acquisto? Be', io mi sono ritrovato in casa questo film australiano del 2007, Gabriel, che in italiano è stato tradotto come Gabriel, La Furia degli Angeli. Titolo penosissimo, anche se gli angeli c'entrano, come ho constatato guardandomi il film. Premetto che le storie di angeli e demoni mi acchiappano abbastanza poco perché i miei gusti nel fantasy non includono la presenza della chiesa o della religione, cristiana o meno, salvo che sia proprio necessaria alla storia. Qui la religione è invece al centro della storia, perché la trama è ambientata in purgatorio, e la sfida è tra angeli e demoni.

Il purgatorio di Gabriel sembra un po' una città malfamata, con le sue periferie, i suoi locali e i suoi bordelli. È diventata così perché gli angeli caduti, ovvero i demoni, hanno a quanto pare vinto la sfida contro gli angeli inviati a lottare per il controllo del purgatorio: la tenzone prevedeva sette campioni per parte, che avrebbero dovuto entrare nella lotta in periodi diversi.

Gabriel, il protagonista, è l'ultimo degli angeli e, a quanto pare, arriva a cose fatte, perché la città è piombata in una oscurità quasi totale, a segnare la vittoria dei cattivi. E gli altri sei angeli? Inizialmente introvabili.

lunedì 6 luglio 2020

Perfection

Ci ho messo una vita a decidermi, ma alla fine mi sono letto Perfection, storia fantascientifica di Germano Hell Greco, ambientata in un futuro che sta galoppando verso la catastrofe.
Diciamo che il mondo in questa ambientazione è praticamente già fregato... o meglio, lo è l'umanità. Nel mondo di Perfection una malattia uccide le donne: poche escono vive dall'adolescenza. E praticamente non ci sono più bambini, l'umanità potrebbe essere alla fine se non arriva un rimedio. Il mondo è inquinato, velenoso, marcio. Gli uomini sono ridotti a convivere con automi, che sembrano donne ma hanno delle reazioni programmate, prevedibili, non sono delle vere compagne. Questa esistenza alienata sembra un qualcosa cui sono riusciti a fare l'abitudine. Sono in attesa che le grandi corporazioni ritirino tutti i vecchi modelli di donna (cibernetica) e li sostituiscano con il prossimo tipo.

martedì 30 giugno 2020

Il reboot di UFO

Una serie rimasta mitica, di cui ogni tanto si sente parlare per l'ennesimo tentativo di resurrezione, è UFO, leggendaria produzione di Gerry e Sylvia Anderson del 1970. Della serie mi sono già occupato in un post del lontano 2008 e non starò a dilungarmi oltre, anche perché presumo che questo post di oggi possa interessare soltanto chi conosca già l'argomento.

A mio parere è improbabile che UFO goda di una vera risurrezione, nel senso di ricomparire in una forma riconoscibile per quelli che hanno amato la serie di una quarantina o cinquantina (!) di anni fa. Il fatto che la nostalgia sia forte (per qualche motivo particolarmente forte in Italia) non significa che si possa riesumare la serie solo per quelli che all'epoca erano bambini.


E riguardo a questo fatto, bisogna anche chiedersi: cosa c'è di veramente valido, e cosa è rimasto eccezionale nella memoria solo perché visto con gli occhi dell'infanzia? Certo, perché la serie UFO forse potrebbe ancora avere qualche effetto speciale che si difende, ma è parecchio infantile o completamente superata per altri aspetti. In una conversazione che ho avuto anni fa con la moglie di un amico, diversi anni più giovane di me, lei mi ha detto che aveva visto un episodio o due e valutava UFO un vero schifo. Che non poteva sopportare le soluzioni da poveracci negli effetti speciali, come l'ufo fatto con una tazzina da caffè rovesciata, eccetera. Ci sono rimasto molto male, perché ai miei occhi la serie è (quasi sempre) ancora bella. Ed ero certo che le astronavi degli alieni fossero qualcosa di fatto così bene da resistere nel tempo.

Chiediamoci innanzitutto, quindi, a livello di idee cosa potrebbe essere valido oggi di quella serie, tanto da meritare un "reboot."

martedì 23 giugno 2020

Tanith Lee, perché non la pubblicavano più

Mi sembra giusto dedicare qualche riga al blog (in inglese) di Zombie Salmon (https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/) dove ho trovato un articolo riguardante Tanith Lee. La compianta autrice britannica era finita nel dimenticatoio già qualche anno prima della sua morte (avvenuta nel 2015), e non sembrava essere al cento per cento sicura del motivo: ho dedicato un articolo a questa situazione, in un periodo in cui l'horror era dominato dai vampiri sberluccicanti in stile romanzo rosa.


Zombie Salmon parla della "scomparsa" di Tanith Lee in due articoli del 2019 dove si fanno delle ipotesi sul perché la scrittrice sia finita in qualche misteriosa lista nera. Tra queste ipotesi, quella che il suo lavoro fosse così infuso di sessualità da imporre di metterla in un angolo. Sarà vero?

venerdì 19 giugno 2020

Due cose tremende

Tra le tante opportunità che si possono cogliere in streaming ho rimediato due film che sono delle assolute follie. Il primo è una produzione relativamente costosa e fa assolutamente schifo, il secondo è molto più gradevole per quanto si tratti di un film molto più povero.

martedì 16 giugno 2020

Il Grande Gatsby

Facciamo un salto fuori dal fantastico per leggerci un classico... Dopo l'esperienza spiacevole con Il Giovane Holden,  ho deciso di insistere. Ho letto in lingua originale The Great Gatsby. L'autore, Scott Fitzgerald, è uno dei grandi autori statunitensi della prima metà del Novecento: Il Grande Gatsby è il suo più grande successo (purtroppo Fitzgerald pochi anni dopo passò di moda, a causa della grande crisi economica, e si rovinò con l'alcool). Nel libro abbiamo come tema principale l'ambizione di un eroe romantico. Sullo sfondo, troviamo sia l'esaltazione del lusso sfrenato negli Stati Uniti degli anni '20, sia una severa critica morale di quegli anni. Dico subito che mi è piaciuto. È solo un romanzone popolare, forse, ma per me ha qualcosa di valido a livello artistico.

L'ultimo "Grande Gatsby" del cinema è interpretato da Leonardo di Caprio

Parliamo della trama. Quasi certamente la conoscete già, ma se non è così, e se non volete rovinarvi la sorpresa, andate a... leggere il libro.

Gatsby è un eroe romantico, l'ultimo del suo stampo, forse. Il narratore del libro, Nick, se lo ritrova come vicino di casa: lui vive in una piccola dimora a Long Island e cerca di cavarsela nel mondo della finanza a New York, Gatsby possiede una villa maestosa ed è un personaggio ricchissimo, dal passato sconosciuto e chiacchierato. Quasi di continuo, nella sontuosa dimora di Gatsby, ci sono delle feste grandiose, paragonate dall'autore alla sfarzosità ostentata di Trimalcione, personaggio inventato da uno scrittore classico, Petronio Arbitro: Trimalcione è il capostipite di tutti i cafoni arricchiti del mondo. E anche Gatsby viene visto da parecchi dei suoi ospiti in questa luce.

Alle feste comunque ci va mezza città, quelli che sono ricchi e importanti e quelli che desiderano diventarlo. Nick osserva tutto questo da casa propria, ma un giorno viene invitato a partecipare (ed è uno dei pochissimi o forse l'unico, a ricevere un invito... visto che gli altri si imbucano alle feste di Gatsby senza formalità).

sabato 13 giugno 2020

Orwell e il suo prof di francese

Questa poi. Da un interessante articolo sul sito di Openculture.com (in inglese) apprendo che George Orwell era stato allievo di Aldous Huxley a Eton (Huxley insegnava francese). Si tratta dei due più celebri autori di fantascienza distopica, forse, Orwell per aver scritto 1984 e Huxley per Brave New World. Il primo uscito nel 1949 e il secondo pubblicato nel 1932.
Dopo l'uscita di 1984 Huxley, che aveva ricevuto da Orwell una copia del libro, non trovò subito tempo da dedicargli, ma quando lo ebbe letto scrisse all'ex allievo facendogli i complimenti e commentando le differenze fra le due distopie. Per inciso, Orwell era malato non aveva più molto da vivere.


Come la pensava Huxley? La metafora del sadismo di 1984, spinto "oltre il sesso" fino a negarlo, gli era piaciuta, tuttavia pensava che i regimi totalitari avrebbero trovato dei sistemi meno dispendiosi di energia per controllare il popolo, piuttosto che lo "stivale in faccia" immaginato da Orwell.

mercoledì 10 giugno 2020

Tales from the Miskatonic University Library

Tales from the Miskatonic University Library è un'antologia di racconti di argomento horror (ovviamente) curata da Darrell Schweitzer e John Ashmead.

Ho letto questo ebook sperando di provare qualche brivido lovecraftiano. Tutti i racconti, come premessa della raccolta, riguardano in un modo o nell'altro la biblioteca della Miskatonic University e i libri proibiti in essa contenuti. Alcuni dei racconti sono molto belli ma, se devo essere sincero, nessuno tanto da dare la botta potente, da risvegliare l'orrore cosmico che desideriamo dal nostro caro scrittore. Ma, in effetti, nel terzo millennio questa è materia anche troppo conosciuta e rimasticata, che difficilmente può creare novità. E solo alcuni dei racconti di H.P. Lovecraft avevano davvero avuto quell'effetto su di me.


Le idee a dire la verità non mancano...

mercoledì 3 giugno 2020

Free Will, il libero arbitrio

Ok, questo è senz'altro un post insolito, visto l'argomento. Il mio interesse è stato stuzzicato da un libro (in inglese) riguardo un argomento complesso ma interessante. Il libro è Free Will, scritto dal neuroscienziato Sam Harris, l'argomento è il nostro libero arbitrio, ovvero la nostra reale capacità di prendere davvero decisioni "liberamente" nostre.

Per chi sia nuovo alla questione, il discorso sul libero arbitrio è sorprendente (e sarà sorprendente anche questo post). La scienza sembra dire, sempre di più, che le persone agiscono in base a decisioni prese inconsapevolmente. Il corpo sta già cominciando a muoversi quando tu, consapevolmente, non hai deciso ancora di fare quella determinata cosa (*). Gli impulsi in base ai quali prendi le decisioni irrompono nella consapevolezza, come tutti i pensieri, misteriosamente: non li hai "fatti" tu consapevolmente. Anche se soggettivamente quella è l'impressione che abbiamo tutti.

E il cervello è come una grande e complessa macchina: un gigantesco flipper chimico ed elettrico, il cui funzionamento dà, attimo dopo attimo, un risultato e uno solo, determinato dalla dinamica dei suoi processi. Questo lascerebbe poco spazio all'ipotesi che esista un qualcosa di superiore, la mente cosciente, che "prenda decisioni."

venerdì 29 maggio 2020

I Vlogger che seguo


I "vlogger," fenomeno in espansione. Per lo più li trovate su YouTube e, nella maggior parte dei casi, creano video tecnicamente apprezzabili, spesso interessanti, a volte divertenti.

Alcuni di questi personaggi li ho persi di vista dopo qualche tempo: è difficile produrre continuamente contenuti di buona qualità, a volte si diventa un po' ripetitivi. Ma in questo gioco c'è l'obbligo di farsi vedere spesso, diciamo almeno una volta alla settimana. Più facile a dirsi che a farsi. Nel tempo comunque mi son salvato un certo numero di canali preferiti che bazzico spesso, per i più svariati motivi.

Se devo essere sincero non ho mai cercato canali sul fantastico, la cosa che dovrebbe interessarmi di più: al massimo ci sono capitato per caso ma non mi sono soffermato molto. C'è però un'eccezione: è Synergo (vero nome: non lo so) con il suo canale Storie dell'Altro Cinema. Synergo ci parla di questioni tecniche, sulle quali posso imparare qualcosa, e anche di film e serie TV, belle e brutte. Molto spesso ha idee compatibile con le mie, il che non guasta, ma non è comunque sempre così. A volte si ostina a vivisezionare cose immonde con gusto, un piacere in cui credo non si debba indulgere eccessivamente... Spesso Synergo parla di fantascienza e supereroi, con mio sommo piacere, ma odia il fantasy, il che per me è un grosso problema, tuttavia devo dire che, per certi aspetti che odia, posso capire.

https://www.youtube.com/channel/UCYFgn8_JgaQL1E-N2tg1xcQ

Ricordiamo comunque anche Plutonia Experiment, il canale di Alessandro Girola, da poco avviato.

https://www.youtube.com/channel/UCrRE6E0ZmY2KTHELOuiFsOA

Passando a un canale completamente diverso: TIK, che prepara video sulla Seconda Guerra Mondiale: in inglese, coi sottotitoli per quelli scarsi come me. Molto interessante, e se credete di sapere abbastanza su quel conflitto probabilmente vi sbagliate, anche perché lo si è cominciato a capire veramente solo in tempi relativamente recenti. Purtroppo TIK ogni tanto ci propina le sue balzane idee ultra liberiste, e quelli sono i video che salto.

https://www.youtube.com/user/TheImperatorKnight

Sempre parlando di storia, magari vi interessa l'antica Roma. Nessun problema, ve ne parla con discreta erudizione Roberto Trizio, in italiano. Discreto canale che si segue piacevolmente; i tentativi di Trizio di fare dell'umorismo, sebbene agghiaccianti, aumentano lo spettacolo.

https://www.youtube.com/channel/UCdSELFnsKyXHwDvpjhOeegw

A un livello veramente professionale, nel senso che sono riprese di conferenze e non video fatti in casa, lo storico Alessandro Barbero. Lui non è un vlogger e non ha il proprio canale (a quanto ne so) ma è interessante, e lo si trova un po' dappertutto. Basta fare una ricerca sul suo nome. Un grande divulgatore.

Passando a qualcosa di completamente diverso: Yuriko Tiger, ragazza ligure che ha seguito il suo sogno di andare in Giappone per fare la cosplayer e la idol (che è una specie di cantante ballerina soubrette tuttofare). Più o meno ce l'ha fatta, e spiega tutte le difficoltà e le tribolazioni che ha attraversato. Ovviamente per ottenere quel risultato ci vuole l'aspetto fisico giusto. Ma non è tutto. Per farcela (imparando nel frattempo la lingua) e partendo tipo a 19 o 20 anni, coi soldini messi da parte lavorando in negozio, bisogna avere perseveranza e decisione. Quindi complimenti.

https://www.youtube.com/user/YurikoTiger/videos

Altro canale che ho cominciato a seguire quando preparavo il mio viaggio in Giappone: Erikottero, artista e insegnante giapponese che ha voluto imparare l'italiano e praticamente tenta in senso contrario la stessa avventura di Yuriko.
Potete scoprire molti altri canali di nostri connazionali (e non solo) che bazzicano il Giappone e ne vogliono parlare.

https://www.youtube.com/channel/UCQ5-uCiqKbUl9lqdIA9GXBQ

Un'altra giovincella che ogni tanto seguo è Matrioska 3010 (cosa vorrà dire il numero?). Parla della sua Russia, che ha lasciato per venire nel nostro paese. Vari argomenti che permettono di farsi un'idea sul punto di vista di chi si identifica con quel paese.

https://www.youtube.com/channel/UC3CdjZGu836fjgiAkcZFKVA

Passiamo invece... alle armi. L'idea di far cose tipo tenermi una pistola in casa, a dire il vero, è molto lontana dal mio carattere. Ma durante il servizio militare ho imparato a smontare e rimontare i fucili, scoprendone le meccaniche di funzionamento. Così mi sono trovato mio malgrado a bazzicare il canale (in inglese con decenti sottotitoli) Forgotten Weapons, dove un simpatico personaggio con i capelli raccolti a coda di cavallo spiega la storia delle varie armi, mentre le smonta e ce le fa vedere.

https://www.youtube.com/channel/UCrfKGpvbEQXcbe68dzXgJuA

E infine un vlogger che amo odiare. Rudy Bandiera, profeta delle nuove tecnologie e della comunicazione, coi suoi video brevi (questo di buono non glielo posso negare) che finiscono con un gesto della mano e la frase: "Rock and roll!" Assolutamente insopportabile (ok, sto esagerando). Qualche cosa di giusto e condivisibile, ovviamente, la dice, ma è probabile che io lo guardi soltanto per farmi del male. Provare per credere.

https://www.youtube.com/user/RudyBandiera/videos





lunedì 25 maggio 2020

Podcast sulla Guerra del Vietnam, quinta parte

Si conclude il podcast presentato sulla pagina di Italian Jam, con argomento la Guerra del Vietnam.
L'elenco di tutte le puntate lo trovate qui.

L'attrice Jane Fonda in visita nel Vietnam del Nord.
Foto tratta da The Guardian.

venerdì 22 maggio 2020

L'Isola dei Cani

La storia: una quantità di malattie vengono diffuse dai cani in una zona del Giappone. Per impedire che l'influenza canina si diffonda, tutti i cani vengono deportati su un'isola per decreto del sindaco Kobayashi. Questa isola è un posto infernale, un deposito di immondizia; del resto l'esilio dei cani potrebbe essere il preambolo di qualcosa di molto più sinistro e definitivo.

Anche Spots, il cane di Atari, nipote adottivo di Kobayashi, viene deportato. Il bambino decide di andare sull'Isola dei Cani (titolo del film, del 2018) a cercarlo, e inizia quindi una specie di odissea (canina) per salvare le sorti di Spots e delle altre bestie deportate... Questo film di animazione, ambientato in Giappone ma prodotto in realtà da compagnie occidentali, è stato prodotto con la tecnica dello stop-motion. Wes Anderson è stato regista, produttore e sceneggiatore del film.

martedì 19 maggio 2020

Morire Dentro

Be', non lo sapevo, ma lo sospettavo: non ero il primo. Quando ho scritto uno dei miei romanzi fantasy, Khaibit, ho immaginato come sarebbe stato vivere con il potere di leggere gli umori e le emozioni altrui, praticamente leggere nel pensiero, in modo che nessuno possa nascondere alcunché al detentore di tale potere. La mia conclusione era stata che il "fortunato" sarebbe stato estremamente scettico, solitario e disadattato, perché nessuna persona, anche con le migliori intenzioni, avrebbe potuto nascondergli una opinione negativa, un'antipatia, ecc... E questo infatti avviene al protagonista del mio libro. Come ho scritto all'inizio, mi aspettavo che in un modo o nell'altro qualcun altro avesse già affrontato il tema, e per caso diversi anni dopo ho scoperto questo Morire Dentro (letto in inglese, però, titolo originale Dying Inside), autore nientemeno che un mostro sacro della fantascienza, Robert Silverberg.

martedì 12 maggio 2020

Le Spade di Lankhmar

Pubblicato nel 1968, arrivato in Italia nel 1976 a opera dell'Editrice NordLe Spade di Lankhmar è se non vado errato l'unica narrazione "lunga" dedicata ai due eroi di Fritz Leiber, Fafhrd e il Gray Mouser. In italiano è un romanzo di oltre 200 pagine. Rileggendo questo libro non ho potuto fare a meno di pormi la domanda: cosa ne penserei se lo leggessi per la prima volta? Il tempo ha cambiato la mia percezione, e i miei gusti sono cambiati?

Fritz Leiber è un gigante del fantasy, pilastro dello sword and sorcery. Però, ormai, sono passati molti anni dai suoi successi, e molto è cambiato. La storia narrata in questo libro è veloce e travolgente, con molti momenti d'azione, qualche osservazione filosofica o cinica, e rapidi attimi di malinconia e tristezza; una storia che ha qualcosa del Barone di Munchausen o di Fanfan La Tulipe, avventura straordinaria ma da non prendere troppo sul serio.

domenica 10 maggio 2020

Dieci maggio, perché il crollo della Francia

Questo 2020 è un anno che si farà ricordare per molti aspetti negativi (sarà dura, dopo questo, che scompaia il pregiudizio contro gli anni bisestili...) ma ci offre anche l'anniversario di un evento che è stato uno choc (rimosso solo in parte) per i cugini d'oltralpe. Il 10 maggio 1940 (80 anni fa) iniziava l'offensiva tedesca che avrebbe portato, in soli 46 giorni, alla resa della Francia. Ho già parlato del fatto strettamente militare in un articolo, e della successiva storia della Francia collaborazionista (Vichy). Ho unito questi articoli in una nuova narrazione, affrontando anche le tematiche dell'anteguerra, e per farlo mi sono servito del libro La Caduta della Francia di Julian Jackson (21editore), che esamina oltre ai fatti militari la riflessione sugli stessi, compiuta dai Francesi e dai loro vicini e alleati.

Il risultato è un pezzo piuttosto lungo, che ha trovato posto in una delle pagine satellite di Mondi Immaginari: lo trovate qui.





sabato 9 maggio 2020

Nove maggio

Questo è un anniversario importante: 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, ufficialmente (in realtà la pace era entrata in vigore il giorno prima, ma era stata firmata davanti ai soli Alleati occidentali, pertanto fu necessario firmarla anche con i Russi). La data ufficiale non tiene conto di numerosi scontri che continuarono a verificarsi.

Il conflitto lasciava il continente insanguinato, affamato, e quasi completamente devastato.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il pianeta assumeva un ordine sociale e politico molto diverso. L'Europa, anche se i "vincitori" Francesi e Britannici finsero di non accorgersene, era stata sconfitta tutta, perdendo non solo il predominio sul mondo, ma di fatto anche la propria autonomia. Che a tutt'oggi non ha recuperato (lo farà mai?).


martedì 5 maggio 2020

The White Isle

The White Isle è la mia seconda lettura dedicata a Darrell Schweitzer (dopo Alla Morte della Dea), un fantasy nato fra anni '70 e '80, composto in realtà da due storie collegate ma distinte, poiché era stato pubblicato su una rivista prima di arrivare alle librerie come volume unico. Protagonista del primo libro è Evnos, giovane nobile baldanzoso della casata di Iankoros, allevato con i saggi insegnamenti di un mago, Theremderis, per diventare un valido governante delle proprie terre. Evnos acquisisce conoscenze magiche dal suo mentore, e si guadagna il rispetto di tutti vincendo nelle campagne militari, ma questo inizio positivo verrà presto cancellato da una valanga di guai.

Un tratto interessante di questo romanzo fantasy è che il protagonista cercherà di entrare... all'inferno, per tirarne fuori una persona che non vuole accettare di aver perso. La somiglianza con il mito di Orfeo non è casuale, afferma Wikipedia, ma è una delle ispirazioni di Schweitzer per questa storia.

martedì 28 aprile 2020

Pax Romana

Pax Romana, della Image, è un fumetto di cui vengono dette meraviglie. L'autore, Jonathan Hickman, ci offre sicuramente uno stile grafico nuovo, o quanto meno insolito. E l'argomento certamente è accattivante: tra fantascienza e mondo antico, per merito del viaggio nel tempo.

Andiamo con ordine e iniziamo dallo stile grafico: Hickman ha un uso del colore e del bianco e nero decisamente insolito: Le vignette hanno uno sfondo con varie sfumature di blu o rosso, e il colore talvolta passa su figure umane e dettagli degli oggetti, talvolta con qualche sfumatura, ma senza tentativi di una colorazione realistica. Ma spesso volti e sagome umane vengono lasciati in bianco e nero. Il testo è prevalente in alcune pagine, che in effetti sono solo dialoghi ed esposizioni, con qualche disegno di contorno: più o meno come un libro illustrato. Non c'è il lettering fumettistico ma, anche nei balloons, normali caratteri di stampa.

mercoledì 22 aprile 2020

Good Omens

Una serie TV che offre divertimento assicurato (be', ovviamente è sempre questione di gusti) e che ha avuto per quanto mi riguarda soltanto il difetto di finire troppo presto. È Good Omens ed è disponibile su Amazon Prime.


Prodotta su sceneggiatura di Neil Gaiman, basata sul libro scritto a fine anni '80 dallo stesso Gaiman in collaborazione con il compianto Terry Pratchett, Good Omens è una coproduzione USA-UK (tra i soggetti coinvolti ci sono Amazon e la BBC, e lo stesso Gaiman).

venerdì 17 aprile 2020

Covid-19 e dilettanti allo sbaraglio

Ricordo che un po' di mesi fa, quando il Covid-19 (Coronavirus) era solo un'oscura notizia proveniente dalla Cina, mi ero soffermato a parlarne un paio di volte con il portiere del mio stabile. Né lui né io eravamo esperti di alcunché, riguardo alla medicina, ma giungemmo alla conclusione che, inevitabilmente, data l'evidente facilità di contagio, ci saremmo trovati coinvolti in questa epidemia, salvo misure d'emergenza che erano molto difficili da attuare. E che non sono state attuate, non in tempo utile. In effetti, in Italia si è sottovalutato il rischio in maniera malaccorta, forse criminale, anche se, pare, il virus era arrivato molto prima di qualsiasi misura attuabile, prima della scoperta dei primi pazienti infetti.

martedì 14 aprile 2020

Il Buco

Film spagnolo proposto da Netflix, una specie di metafora della società e delle sue ingiustizie condita di stranezze, di schifezze e di qualche disquisizione filosofica, Il Buco ha fatto parlare abbastanza di sé. Internet pullula di pagine e video dove si cercano o si offrono le spiegazioni. Perché quello che avviene al protagonista Goreng (Ivàn Massagué) e ai suoi compagni di sventura è abbastanza ovvio, ma tutto ciò che lo circonda in effetti piuttosto oscuro.


Si tratta di un film di fantascienza, se non altro per la piattaforma lievitante che porta il cibo ai prigionieri. È anche una distopia, forse, per le cose terribili che succedono. Si tratta anche di un film abbastanza ripugnante per le molte scene scabrose di violenza e pura schifezza che ci offre (è vietato ai minori di 18 anni).

mercoledì 8 aprile 2020

Spade tra i Ghiacci

Un libro che usciva nel 1977 in inglese, in italiano nel 1979, quando io iniziavo il Liceo e l'autore, Fritz Leiber, viaggiava verso i 70 anni (di lui ho parlato parecchio tempo fa, in questo post). Spade tra i Ghiacci è una raccolta di racconti imperniati sulle vicende dei due eroi fantasy di Leiber, Fafhrd e il Gray Mouser.


Ho riletto questa raccolta di racconti, pensando inizialmente di leggerla per la prima volta, immaginando di averla tenuta lì per anni senza mai godermela, salvo poi accorgermi che già conoscevo qualcosa della storia, mi tornavano alla mente dei dettagli e via dicendo. Può capitare, quando non sei più giovanissimo e un certo libro lo hai letto tanti anni fa.

Devo dire che Spade tra i Ghiacci, praticamente l'ultima storia dei due personaggi cantati da Leiber (salvo l'ultimissimo libro, che è piuttosto strano), non è il meglio che potesse uscire dalla penna dell'autore. Lo stile è sempre una meraviglia, ironico e umoristico, a volte improvvisamente profondo. Le storie non mi sembrano altrettanto ispirate.

mercoledì 1 aprile 2020

1917

Non trovai l'occasione giusta per vedere questo film al cinema, forse l'avrei trovata se avessi saputo che erano le ultime settimane prima della pandemia del virus Covid-19. Ero desideroso di vedere 1917 per il semplice fatto che i film di guerra mi piacciono (anche se dopo gli anni della giovinezza questa mia preferenza ha cominciato ad andare in declino, proprio mentre, mannaggia, cominciavano a uscirne di più). 1917 fu accompagnato da quel tormentone sul fatto che fosse tutto in un'unica ripresa (piano sequenza), oppure secondo altri no, non era proprio vero, ma comunque è una grande impresa mai vista, oppure per altri ancora è una cosetta qualsiasi.


Ora che il film l'ho visto, lascio completamente la controversia in mano a coloro che ne sanno o pensano di saperne, perché non mi interessa. Comunque sia stato realizzato, il film ha, dalla sua parte, certamente il fatto di essere dinamico. Lo spettatore è quasi continuamente coinvolto nell'azione, sebbene non manchino momenti noiosi e certi particolari che m'hanno fatto cascare le braccia.

venerdì 27 marzo 2020

Pandemia, come è e come è stata raccontata

Uno dei tanti insegnamenti che questo spaventoso evento ci lascerà (sperando di dirgli addio il più presto possibile) è che ora sappiamo cosa si prova dovendo affrontare una pericolosa epidemia. Se domani avremo ancora voglia di leggere di apocalisse zombie o di pandemie, e di vederle sullo schermo, la gente avrà una pietra di paragone. Io, provando a indovinare, credo che se ne parlerà e scriverà parecchio.

Esisterà, certo, un momento in cui si vorrà lasciarsi questo disastro alle spalle, tornare alla vita di prima e alla spensieratezza, quando potremo dire che il virus sarà definitivamente sconfitto. Inevitabilmente, presto o tardi, se ne parlerà, si racconterà qualcuna delle tante dolorose storie. Storie personali, intime, ma anche storie corali. Storie di politicanti che hanno fallito, storie di eroi in camice bianco, storie di sistemi sociali sbagliati di cui avremo assaporato le terribili conseguenze. Chissà.


Continuerà ad avere successo la narrativa apocalittica? Forse vivremo a lungo ancora con le catastrofi immaginarie così come abbiamo vissuto con quella reale.

Ma da nessuna parte ho visto rappresentata la sensazione che stiamo provando dopo diversi giorni di quarantena. La sorda ansia, la minaccia di un nemico invisibile, la tua mortalità che ti tiene per mano, quei pensieri tristissimi, intrisi di preoccupazioni e paure, che sono te quando ti svegli la mattina e ti accompagnano per tutto il giorno, come la depressione. E non finisce, va avanti giorno dopo giorno, per tutta la durata dell'epidemia. Non sappiamo se siamo all'inizio o se siamo a metà strada. Sappiamo che se va male c'è da morire, forse malissimo. Comincia a darvi alla testa? Io mi sento a disagio, non lo posso negare.

mercoledì 25 marzo 2020

Gioie e dolori di Kickstarter

Tanto tempo fa (un anno, meno una manciata di giorni) vidi una pubblicità su Facebook: riguardava un gioco (sostanzialmente di carte, ma con anche una gran quantità di segnalini) dal titolo: Age of Civilization, the pocket-sized Civ Game, prodotto da Ice Makes. Questo progetto veniva finanziato con Kickstarter, la piattaforma di auto-finanziamento online. Raccolse i fondi necessari in un lampo, e aderii anch'io, nel marzo 2019. Il gioco prometteva di essere facile, divertente, rapido, eppure non privo di strategie da applicare, quindi faceva senz'altro per me, dal momento che sono un appassionato di boardgame di lunga data.


Inoltre, ho seguito la serie di giochi di Sid Meyer (i vari Civilization più gli spin-off spaziali) dal mitico Civ 1, che era distribuito ancora sui dischetti da tre pollici e mezzo, fino a Civ 5 e Beyond Earth, due ciofeche che mi hanno convinto a mollare il colpo. E vorrei precisare che sono tutt'ora, di tanto in tanto, giocatore di Civ 4.

venerdì 20 marzo 2020

Red Knight. Il Cavaliere Rosso

Questa non è una recensione. Ho comprato l'ebook di Miles Cameron, dal titolo Red Knight. Il Cavaliere Rosso e ho smesso di leggerlo oggi dopo tentativi che si protraevano da una ventina di giorni. Non penso quindi che queste righe valgano una recensione, perché mi rimaneva quasi il 90% del libro da leggere (piuttosto lungo, peraltro) e non so cosa avrei potuto incontrare in seguito. Magari la storia entrava nel vivo e diventava mozzafiato. Comunque parliamo di quello che ho sperimentato.

Il Cavaliere Rosso mi è sembrato troppo verboso e descrittivo, con un'informata colossale di personaggi che venivano presentati in brevi spezzoni di poche pagine, e poi la narrazione si spostava subito: magari su un altro episodio breve, scollegato, in una nuova locazione con ancora nuovi personaggi... insomma mi sono ritrovato un po' frastornato e per niente invogliato alla lettura, sebbene per una volta tanto il libro fosse in italiano (tradotto da Fanucci).
Non c'è tensione, dramma... un libro che non decolla.

Ho dato un'occhiata alle valutazioni su Amazon. Avverto che sono da prendere sempre con attenzione, purtroppo, perché è diventato il territorio di caccia di manipolatori, troll, denigratori e sciacalli, comunque in questo caso ci sono alcuni giudizi molto simili al mio, anche se il libro è in genere recensito in toni positivi. Si critica talvolta anche la traduzione, e in effetti questo libro è molto ben valutato in versione inglese, ma riceve voti più modesti in quella italiana. Io sono critico nei confronti del libro, ma non darei colpe eccessive alla traduzione, che m'è parsa migliorabile, ma mai veramente cattiva al punto da rendere, di suo, il testo non godibile. Questo per quel che posso dire con il mio inglese di livello B2/C1 a seconda del valutatore.

Se per caso passasse di qui qualcuno che da poco abbia letto il libro, mi piacerebbe sentire un'opinione. Giudizio finale? Questo abbandono probabilmente dice qualcosa sui miei gusti, ma non voglio proporvelo come una sentenza. Questione di gusti, appunto.


martedì 17 marzo 2020

Queste Oscure Materie

Non avendo accesso alla fonte (Sky) se non presso i miei familiari, ho visto solo una puntata della serie Queste Oscure Materie, la serie della HBO tratta dal romanzo di Philip Pullman dello stesso nome (His Dark Materials).

Questo libro, ricordiamo, aveva già ricevuto un trattamento cinematografico, La Bussola d'Oro, che vidi nel lontano 2012. Film non malaccio e che doveva avere un seguito, che però non ebbe.

venerdì 13 marzo 2020

Un Virus che ci insegna qualcosa

Non lo abbiamo trattato bene, il "coronavirus." Innanzitutto lo chiamiamo con un nome improprio, che in verità indica una numerosa famiglia di microrganismi e non uno solo, mentre il nome specifico assegnato a lui, quello che ha causato la presente epidemia, ovvero Covid-19, sembra non abbia fatto breccia nella fantasia della gente. E inoltre molti si sono presi gioco di lui, pensando che fosse "soltanto un'influenza."

Il Coronavirus "festeggiato" al carnevale di Dusseldorf - Fonte: France 24

Ma questo atteggiamento sembra stia passando rapidamente, almeno per quanto riguarda la maggioranza delle persone, quelle che fanno funzionare almeno un pochino il cervello. E ora si vedono cose mai viste: voli bloccati, città deserte, partite di calcio o gare di Formula 1 che non si fanno e non si sa se verranno recuperate (chissà le Olimpiadi).

lunedì 9 marzo 2020

Joker

Quando sei a terra e hai bisogno di una mano, la società, gli altri, ne approfittano per prenderti a calci in faccia. Questo uno dei messaggi, direi il più forte, espressi nel film Joker, per la regia di Todd Phillips (Borat). Sebbene tecnicamente sia un film di "supereroi," in quanto narra le origini del malvagio "villain," il Joker, e anche parzialmente del suo antagonista Batman ovvero Bruce Wayne, questo non è un film di eroi in calzamaglia ed effetti speciali. Anzi, per la maggior parte è una storia triste e cupa, storia di una vittima che alla fine decide di reagire.

A dire la verità, vedendo i trailer m'ero aspettato qualcosa di troppo tetro e insopportabile, poi il fatto che Joker abbia vinto degli Oscar mi ha instillato più sospetti che voglia di vederlo. Tuttavia devo ricredermi, si tratta di un grande film, di una grande "storia delle origini," anche se il Joker geniale e super attrezzato di certe trame successive fa un po' a pugni con il malato e sconfitto protagonista che apre la scena qui.

martedì 3 marzo 2020

Theft of Swords

Non si tratta di un libro, ma di due. Theft of Swords fa parte della serie The Ryria Revelations, ed è composto dai primi due libri che la compongono: The Crown Conspiracy e Avempartha. L'autore è Michael J. Sullivan, statunitense, la cui prolifica produzione (tradotta in diverse lingue tra cui l'italiano) verte, da circa una dozzina di anni, quasi tutta sul medesimo mondo, raccontando avvenimenti precedenti, successivi e collaterali alla prima serie. Avendo raggiunto un discreto successo grazie all'autopubblicazione, dopo diversi tentativi andati a vuoto e tanta pazienza, Sullivan ci presenta una storia di perseveranza e successo, che non può che essere di grande ispirazione. O meglio.... potrebbe esserlo, se solo queste cose accadessero anche da noi, giusto?


Essendo un "doppio" libro, questo tomo mi ha tenuto impegnato per parecchi giorni. Oltre 600 pagine da leggere, all'inizio molto velocemente, perché la storia sa prendere. Poi, nella seconda parte (Avempartha), ci sono stati momenti di noia e mi sono impantanato, per riprendere ad appassionarmi con il finale. Per fortuna.

martedì 25 febbraio 2020

Il Destino di Roma, ovvero le pandemie del passato

Già che parliamo di pandemie come materia quotidiana (di terrore, ormai) propongo una delle mie più recenti letture riguardanti epidemie e cambiamento climatico come le cause della caduta di Roma antica. Unico dettaglio confortante in questa lettura: se il Covid-19 (il virus che ci tormenta adesso) uccide "solo" il 2% degli infetti, possiamo dire che nel passato, pur in mancanza di dati certi, le cose andassero molto peggio. Basta per rallegrarvi? No? Peccato. Ma continuiamo.

Il libro che ho letto è Il Destino di Roma di Kyle Harper, uno storico secondo cui la recente evoluzione nelle indagini archeologiche (con un migliore studio dei resti umani, ecc...) ci presenta un quadro più realistico sull'impatto delle malattie nella decadenza dell'Impero Romano. L'urbanizzazione tipica del mondo romano avrebbe creato un terreno estremamente accogliente per le malattie infettive, per nulla mitigato dalla presenza di fognature (presenti, ma insufficienti) e della pulizia personale degli abitanti (pulizia che per molti significava lavarsi nei vasconi dei bagni pubblici e delle terme, insomma nuotare nei germi lasciati dalle altre persone).

martedì 18 febbraio 2020

Color out of Space

Se arriva un film ispirato ad un racconto di H.P. Lovecraft bisogna vederlo, perfino se il protagonista fosse l'insopportabile Nicolas Cage. Ed è proprio quello che succede in Color out of Space, film diretto dall'australiano Richard Stanley, a me ignoto.

Precisiamo subito che già dal titolo l'impresa si preannuncia impegnativa. Il colore descritto da Lovecraft era indefinibile, misterioso, ma finché questo rimane sulla pagina scritta è un conto, quando bisogna mostrarlo al cinema è un altro. Nei vari effetti speciali il "colore venuto dallo spazio" si rivela tendente al rosso, con sfumature violacee e rosa, accompagnato da una specie di nebbia e a volte da varie distorsioni. Questa misteriosa influenza ha anche altri nefasti effetti per attualizzarla rispetto ai tempi di Lovecraft (disturba il wi-fi, i computer, il telefono, ecc...).


Quanto alla trama, è ispirata al racconto lovecraftiano senza seguirlo pedissequamente. Il protagonista interpretato da Cage è un certo Nathan Gardner che cerca di convertirsi in contadino e di fornire ristoro alla moglie Theresa (Joely Kim Richardson), consulente finanziaria reduce da una mastectomia. La consorte in realtà non è contentissima perché cerca di lavorare da remoto ma la connessione del suo portatile funziona male, e questo rovina i rapporti coi clienti.

lunedì 17 febbraio 2020

Autopubblicarsi su Amazon, una palude velenosa?

Non è che uno speri di ottenere chissà quale successo pubblicando i propri libri su Amazon.
Sarebbe bello però almeno fare la propria parte in un ambiente pulito (dovrebbe essere questo, presentarsi online?) e sperare in quel minimo contatto con il pubblico. Ma a quanto pare c'è chi è riuscito a trasformare il mercato di Amazon in teatro per una nuova guerra tra poveri, con sistemi torbidi, a danno di chi cerca semplicemente di presentare il proprio lavoro. Per spiegarvelo meglio, segnalo l'ultimo video di Alessandro Girola (e guardate il resto sul suo canale, così capirete tante belle cose che succedono).

venerdì 14 febbraio 2020

Parasite, un commento senza "spoiler"

Appartengo, senza peraltro farmene vanto, alla categoria di quelli che sono molto sospettosi quando un film vince un Oscar, come accaduto a Parasite, del regista coreano Bong Joon-ho (Snowpiercer). Questo perché l'assegnazione delle ambite statuette non ha necessariamente a che vedere con i gusti del pubblico. Ovviamente il fatto di grande interesse, in questo caso, è la vittoria di questa pellicola come miglior film pur non essendo di marca USA (non in lingua inglese). È la prima volta in assoluto.

La padrona di casa Park

Non sta a me stabilire se Bong Joon-ho si meritasse o no questo privilegio, per cui ho guardato il film per curiosità e senza particolari pregiudizi, conoscendo già, in parte, la trama.

martedì 11 febbraio 2020

Grandi libri fantasy, è una cosa del passato?

Esistono ancora i grandi autori, nel fantasy? I mostri sacri? I libri che riescono a calamitare l'interesse di schiere di lettori con storie di immensa forza?
È abbastanza spontaneo, quando pensiamo ad autori come Tolkien, Clark Ashton Smith o Robert Howard, chiederci se oggi ci sia qualcuno di paragonabile.

In parte può essere un effetto nostalgia, il vecchio è sempre meglio del nuovo e bla bla bla. Anche la fantascienza ha avuto la sua età dell'oro, il periodo in cui un certo numero di autori "classici" sono diventati popolari e i loro libri hanno guadagnato fama duratura, mentre lo sviluppo successivo è stato più problematico, meno lineare (e ci sono i motivi per cui è stato così). Per il fantasy invece sembra evidente che abbiamo un "prima di Tolkien" e un "dopo Tolkien." Mi piacerebbe che non fosse vero, e questo indipendentemente dal fatto che Tolkien è uno dei miei autori preferiti, temo però che sia così.

Ma c'è anche da dire che un genere nasce, si codifica, certamente si trasforma un po' per un certo periodo, e fino a che non cambieranno i gusti in maniera definitiva (facendo iniziare un nuovo genere), i primi "classici" che si affermano inevitabilmente diventano"mostri sacri," esempi da venerare ecc...

mercoledì 5 febbraio 2020

Charlie Says

Un altro film sulle famigerate imprese della "famiglia" di Manson, ma visto da un'angolazione diversa dal solito. Charlie Says, diretto da Mary Harron (nota per la regia di molti film indipendenti), narra della storia di tre delle ragazze hippy della "famiglia" detenute in isolamento dopo essere state condannate per gli omicidi commessi. La storia è basata su fatti realmente accaduti: un'antropologa che lavora con il carcere, Karlene Faith, cerca di instaurare un dialogo con loro (è interpretata da Merrit Wever, che forse avete visto in The Walking Dead).


Le tre ragazze, tutte condannate al carcere a vita, sono:
Patricia Krenwinkel (detta Katie nella banda di Manson), che aveva fatto parte del gruppo già da un certo tempo, e attivamente partecipe negli omicidi. È interpretata da Sosie Bacon (13 Ragioni perché) e nel film sembra la più sicura e convinta del gruppo.
Leslie Van Houten (Lulu), ha partecipato a uno degli omicidi con una certa goffaggine e confusione. Era ai tempi una ragazza carina, nelle foto non ha nulla dell'aria smarrita e incerta dell'attrice che la interpreta nel film (Hannah Murray, vista in Game of Thrones), che inoltre non le somiglia. Nel film è un personaggio centrale.
Susan Atkins (Sadie), morta alcuni anni fa, ha partecipato a quasi tutti gli omicidi commessi dalla "famiglia." Incarcerata prima delle altre due, rivelò incautamente ad altre detenute informazioni che portarono l'arresto di Krenwinkel e Van Houten, e altri, risolvendo finalmente il caso dell'omicidio di Sharon Tate. Ritornata al cristianesimo, nel film è poco collaborativa verso Karlene. È interpretata da Marianne Rendòn.

Il film ci offre i progressi di Karlene nei colloqui con le carcerate (inizialmente scarsi) intervallati con le scene del passato.

lunedì 3 febbraio 2020

Manson Family Vacation

Non me ne vogliate, indulgo ancora un poco sul cinema ispirato a Charles Manson, questo personaggio scellerato che è riuscito a richiamare l'attenzione su di sé per decenni. Manson Family Vacation è un film indie del 2015 dove vengono messi a confronto due personaggi: Nick, un avvocato con un certo successo e una vita tranquilla, con l'unico problema di un figlio che sembra avere qualche difficoltà a scuola, e Conrad, il fratello sbalestrato che capita improvvisamente a casa di Nick, perché si sta trasferendo in una località vicina per iniziare un nuovo lavoro.

Dal momento che è un appassionato di teorie della cospirazione e in particolare di tutto ciò che riguarda Charles Manson, Conrad trascina il fratello tranquillo e regolare in un pellegrinaggio sui vari luoghi del delitto della "famiglia," scattando foto, cercando di entrare nelle abitazioni, e causando sconcerto nei nuovi proprietari delle case.

venerdì 31 gennaio 2020

Luna Nera

Serie italiana su Netflix, una serie fantasy. Ovviamente mi ha incuriosito. Ma sembra un'occasione perduta.

Luna Nera ha una recitazione debole, impacciata, quasi ai livelli delle peggiori produzioni nostrane. Pure la storia non mi ha preso, anche perché non ce l'ho fatta a terminare il primo episodio, ad essere sincero.


giovedì 30 gennaio 2020

Midsommar - Il Villaggio dei Dannati

Diciamo la verità, il titolo italiano fa schifo. Quello originale è semplicemente Midsommar, e suona bene così, perché si tratta di un folk horror ambientato nella boscosa Scandinavia, in occasione della festa di mezza estate. È una produzione statunitense e svedese, e certo può vantare magnifici scenari e scene suggestive, anche se è prevalentemente girato in Ungheria e non in Svezia.

Ora, prima di iniziare ad anticipare una buona metà dei contenuti della trama, esprimo la mia prima sensazione davanti a questo film: un frutto dell'ignoranza e arroganza yankee, con la presunzione che in Europa ci siano ancora selvaggi sanguinari, dopo secoli di cristianesimo. Ma è una coproduzione, ho scoperto. Non c'è il moghul che butta milioni di dollari dietro a un'idea irragionevole. Si tratta soltanto di una finzione che lo spettatore deve accettare, in quanto elemento portante e premessa di questo genere. Ovvero: a non moltissimi chilometri dalle nostre moderne città esistono comunità chiuse o segrete che mantengono in vita antichi riti diabolici, o credono in divinità malvagie, o hanno tramandato usi sanguinari.