sabato 26 luglio 2014

Snowpiercer

Questo film coreano (sudcoreano, ovviamente) è stato un successo per il regista Bong Joon-Ho e devo ammettere che, nel panorama dominato dalle produzioni USA basate soprattutto sulla spettacolarità e sugli effetti speciali, Snowpiercer sa offrire qualche spunto interessante di satira politica. Quello che non mi piace è come, qui come in tante altre occasioni, coerenza logica e razionalità delle premesse vadano così facilmente a farsi benedire pur di permettere alla produzione di utilizzare una certa metafora. La metafora qui è quella del treno, visto come specchio della divisione in classi. Come abbiamo nella realtà una divisione in prima e seconda classe, qui ci sono dei privilegiati e "quelli dei vagoni di coda" che vengono disprezzati e umiliati.


Il treno è stato costruito dal Signor Wilford, un ricco eccentrico industriale interpretato nientemeno che da Ed Harris, e sfrutta una tecnologia avanzata per muoversi continuamente in un percorso che permette di attraversare l'intero pianeta, e per mantenere un sistema autosufficiente che permette ai suoi abitanti di sopravvivere, alcuni bene e alcuni male o malissimo.


Sopravvivere? Già, perché il mondo è stato trasformato in un deserto ghiacciato (la trama è ispirata a un fumetto francese). A causa del riscaldamento globale si è ricorsi a un nuovo sistema che, a quanto pare, ha funzionato fin troppo bene: il tutto ci viene spiegato molto alla svelta, mostrando dei jet (in omaggio alle teorie della cospirazione sulle "scie chimiche?") che percorrono i cieli per diffondere un refrigerante artificiale. Risultato, il mondo diventa un enorme ghiacciaio. Ma alcuni si salvano: il treno prende a bordo dei superstiti e parte per un viaggio che non si può arrestare (particolare che viene affermato senza darne la spiegazione logica); gli ospiti sono fin dall'inizio separati secondo il principio che ognuno deve stare "al suo posto prestabilito." I ricchi davanti vicino alla "santa locomotiva." i poveri nei vagoni di coda. Dove sono costretti inizialmente al cannibalismo, e poi a mangiare cibo artificiale, i cosiddetti "blocchi di proteine" ricavati dalla macinazione degli insetti.

Passano diciotto anni. Ci sono state delle rivolte fallite: quelli dei vagoni di coda, che vogliono mangiare cibo normale e la cessazione delle sopraffazioni, ci hanno provato ripetutamente, ma non hanno mai raggiunto la locomotiva e sono morti. Un nuovo eroe, Curtis (Chris Evans) decide di condurre una nuova ribellione, con l'aiuto di vari amici e di un progettista che ha creato le porte che separano i vagoni e che quindi le può disattivare (Namgoong, interpretato da un attore sudcoreano). Le forze della reazione (guidate da vari sgherri e da una specie di donna ministro antipatica e pure codarda, Mason, interpretata da Tilda Swinton) ovviamente si oppongono alla rivoluzione, ma i ribelli almeno inizialmente avanzano, anche se subiscono gravi perdite.


[attenzione: in questo paragrafo qualche elemento della trama viene anticipato] Comincia così il viaggio nell'assurdo mondo del treno, che presenta un'alternanza di ambienti diversissimi: un vagone acquario, una scuola dove una maestra decisamente inquietante rimbecillisce dei poveri bambini, una discoteca, un vagone dove lavorano medici e artigiani, via via fino all'ambita meta di Curtis, la locomotiva dove risiede il Signor Wilford, l'industriale che ha fatto partire tutto il progetto. Alla fine Curtis scoprirà tante verità sgradevoli. A una dovrà credere per forza: il suo mentore, Gilliam (John Hurt), ucciso durante la rivolta, collaborava con il Sig. Wilford. A un'altra non vorrà credere: Wilford, che addirittura gli offre la propria posizione e la responsabilità di far sopravvivere l'umanità, gli spiega che il mondo del treno non può garantire benessere a tutti. Alla fine l'insurrezione procurerà un disastro (il deragliamento del treno) e non sappiamo quanti superstiti ci siano, ma la presenza di un orso polare fa capire che il mondo esterno adesso non è più del tutto inabitabile.

A parte le assurdità delle premesse che inizialmente m'avevano fatto temere il peggio, il film è piacevole per le bizzarrie di molti personaggi, ambienti e situazioni. Buone le interpretazioni degli attori e non scontato il finale. Snowpiercer è un ottimo film che mi spiace di non aver visto al cinema.




6 commenti:

M.T. ha detto...

Interessante: quando potrò gli darò un'occhiata.

Bruno ha detto...

E' uscito il DVD da poco...

Simone Tomirotti ha detto...

letta la recensione: bisogna rimediare al più presto

Bruno ha detto...

assolutamente!

Yondo ha detto...

Non ho mai avuto la polmonite ma penso che se l'avessi poi scriverei meglio

Bruno ha detto...

Meglio? guarda, verificherò e ti saprò dire...