mercoledì 12 agosto 2020

Geometria Fantastica

C'è stata un'epoca in cui la geometria e le sue regole vennero riscoperte con grande meraviglia, e addirittura viste come una finestra verso le leggi che armonizzano e governano l'universo. Quest'epoca coincide con il Rinascimento, epoca di grandi cambiamenti ed eventi storici.



Ne parla un libro che ho comprato quando ho visitato la mostra su Escher a Milano. Insomma, ce ne ho messo di tempo per decidermi a leggerlo. Geometria Fantastica, di David Wade, ci mostra le opere e la vita di alcuni artisti, o in certi casi artigiani-artisti, prevalentemente tedeschi ma anche italiani e di altre nazioni, vissuti in questo periodo (c'è anche Leonardo).


La riscoperta dell'era classica romana e greca, la stampa, l'afflusso di personaggi istruiti e testi da Costantinopoli caduta, il risveglio artistico che si cimentava con le nuove regole della prospettiva, la camera oscura, e nuove attrezzature per un maggiore realismo... questi gli elementi che portarono a un periodo di straordinaria identificazione tra tecnica e arte, dove la figura geometrica diventava oggetto artistico e di contemplazione.

Non si tratta di uno scientismo ostile alla religione. Anche i religiosi, all'epoca, vedevano nelle leggi che regolano le forme geometriche una traccia terrena delle armonie divine che governano l'universo.

Ci fu quindi una stagione eccezionale, poi scomparsa con il manierismo del Barocco e con l'Illuminismo, in cui figure geometriche e poliedri venivano a mescolarsi con le forme naturali per creare strani paesaggi un po' allucinanti.

Stranissimo, oggi. Era parte di un mondo che si stava scrollando di dosso le più semplici realtà del Medioevo, ma che ancora voleva vedere, al di là della semplice matematica o geometria, la mano del sovrannaturale, o di un superiore ordine delle cose.

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