I tentativi da parte delle forze politiche (più o meno tutte, direi) di mettere il bavaglio a blogger e a internet in generale, non si contano. Ogni tanto ho pubblicato dei link ad articoli che parlano delle leggi e leggine (o emendamenti) "ammazzablog," e sembra che ce ora ne sia un altro.
Con questo caldo non ho fatto verifiche o ulteriori indagini, mi limito a segnalare.
La norma si riferirebbe al "cyber bullismo," un fenomeno che sarebbe effettivamente da contrastare, ma il contenuto della proposta di legge si estende e potenzia in modo tale che qualsiasi contenuto ritenuto offensivo possa essere oggetto di cancellazione (e ovviamente ci sono pene terrificanti per chi non cancella alla svelta).
Ho l'impressione, inoltre, che spesso queste norme cerchino di arrivare alla chetichella con il solleone, ma forse sono troppo sospettoso.
sabato 6 agosto 2016
venerdì 5 agosto 2016
X-Men Le Origini: Wolverine
Certamente chi lo doveva vedere lo ha già visto da un pezzo. X-Men Le Origini: Wolverine fa parte della mitologia Marvel, e di quella complicata storia che è l'evolversi del gruppo degli X-Men. Questo spin-off d diversi anni fa (2009) ci dà la storia di Wolverine, eroe Marvel dal nome tragico (la traduzione italiana di wolverine - un mustelide - è ghiottone, e c'è chi, nei fumetti, ha cercato di rifilargli quel nome, che orrore!). Gli X-Men sono mutanti, il gene X è quello che dà loro i poteri; Wolverine è una specie di uomo-lupo e la sua storia prende origine addirittura dall'800, quando un trauma attiva il gene misterioso (si tratta dell'uccisione del padre... ma non è come potreste pensare). La storia va avanti velocemente in una rapida presentazione all'inizio del film, che fa vedere come Logan ovvero il nostro protagonista, interpretato da Hugh Jackman, si ritrova a fare il soldato nella guerra civile americana, nelle due guerre mondiali e infine in Vietnam. Insomma non sembra destinato a invecchiare, solo a menare le mani, il tutto in compagnia del fratellastro Victor, che però sembra essere più cattivo di lui. A un certo punto un ufficiale, Stryker, li salva dalla corte marziale e li prende in un gruppo di super-combattenti mutanti, il team X.
Non è una soluzione molto buona. Il gruppo di mutanti di cui Logan fa parte commette delle atrocità, alla fine lui se ne allontana schifato. Questo è praticamente il prologo della storia di Wolverine.
Non è una soluzione molto buona. Il gruppo di mutanti di cui Logan fa parte commette delle atrocità, alla fine lui se ne allontana schifato. Questo è praticamente il prologo della storia di Wolverine.
mercoledì 3 agosto 2016
UT 5
La storia di UT ci porta finalmente a esplorare le case e a capire le loro funzioni. E anche a quali progettisti era ispirato il loro funzionamento, a quali contrasti questi uomini sono arrivati.
Mentre Iranon si inoltra nelle case, tra speranze e delusioni, UT cerca di rintraciarlo per ordine di Decio, il quale ha una relazione con Iranon che in questo numero verrà spiegata.
Ci avviciniamo alla conclusione...
Mentre Iranon si inoltra nelle case, tra speranze e delusioni, UT cerca di rintraciarlo per ordine di Decio, il quale ha una relazione con Iranon che in questo numero verrà spiegata.
Ci avviciniamo alla conclusione...
giovedì 28 luglio 2016
Stranger Things
Stranger Things è una serie TV che ha attirato molto l'attenzione per una serie di motivi: la ricostruzione degli anni '80, l'ispirazione che sembra a metà tra una storia di Stephen King e una regia di Steven Spielberg... ma in effetti non c'è nessuno dei due nella produzione. Oserei dire che gli unici nomi già decisamente noti siano quelli di David Harbour (il poliziotto Hopper) e, ovviamente, Winona Ryder (Joyce, la madre di Will e Jonathan), va detto però che tutti sono stati selezionati con cura e ben diretti perché questa breve serie (8 episodi) scorre decisamente bene. La regia è dei fratelli Duffer, ma ahimé non so proprio niente di loro.
Quanto alla ricostruzione degli anni '80, non è che la cosa in sé mi interessi moltissimo comunque per quello che posso dire (c'ero anche io, ma da quest'altra parte dell'oceano) mi sembra fatta bene, comprese le biciclette dei ragazzini e... le partite a D&D.
Quanto alla ricostruzione degli anni '80, non è che la cosa in sé mi interessi moltissimo comunque per quello che posso dire (c'ero anche io, ma da quest'altra parte dell'oceano) mi sembra fatta bene, comprese le biciclette dei ragazzini e... le partite a D&D.
mercoledì 27 luglio 2016
Klon
Altro fumetto d'autore pubblicato da Bonelli, Klon ci porta in una Roma del prossimo futuro a seguire una storia di cyberpunk (e non solo). Tra fantapolitica, confusione mentale, dubbi sulla realtà, allucinazioni, perfidi camuffamenti, le solite grandi imprese onnipotenti e bastarde, si scatena un gioco di inganni e controinganni, e ovviamente una grandinata di pericoli mortali, in una storia che a tratti riesce ad essere veramente trascinante. Protagonista un tecnico informatico, Rocco Basile, un tipo piuttosto fragile per quanto in gamba, coinvolto suo malgrado in tutto questo intrigo. Storia e disegni di Corrado Mastantuono.
Mio giudizio: qualche elucubrazione di troppo, ma si fa leggere. Bel fumetto con ambientazione italiana, e completamente a colori.
Mio giudizio: qualche elucubrazione di troppo, ma si fa leggere. Bel fumetto con ambientazione italiana, e completamente a colori.
lunedì 25 luglio 2016
Lilith
Una storia lunga e articolata, non ce l'ho fatta a seguirla tutta: Lilith di Luca Enoch, uno dei più noti fumettisti italiani. Ho comprato Le Due Frontiere, un episodio che nella sua ambientazione da "ultimo dei Nohicani" mi ha interessato.
Chi è Lilith? Una cronoagente, che viene da una società del futuro. Una in cui la razza umana è stata messa sotto scacco da alieni che hanno a lungo vissuto mei corpi umani come un virus prima di colpire inaspettatamente. Questo germe, il Triacanto, può essere sradicato solo andando nel passato e cambiando la storia, eliminando delle persone ecc... una missione dura, pericolosa e probabilmente senza ritorno cui Lilith si sottopone, in compagnia dello Scuro, una specie di tigre dalla faccia quasi umana, in effetti un essere senziente a lei alleato.
Nell'episodio che ho letto l'America del Nord è stata colonizzata da Giapponesi, Coreani... e gli Inglesi hanno sconfitto i secessionisti americani, quindi niente Stati Uniti, quindi colonie britanniche e francesi continuano ad esistere.
Non sono molto amante del tratto di Enoch, a volte valido a volte un po' semplicistico (e il volto della belva alleata di Lilith è bruttissimo), ma la storia sembra assai interessante... Bisognerebbe però trovare il tempo per leggerla tutta.
Chi è Lilith? Una cronoagente, che viene da una società del futuro. Una in cui la razza umana è stata messa sotto scacco da alieni che hanno a lungo vissuto mei corpi umani come un virus prima di colpire inaspettatamente. Questo germe, il Triacanto, può essere sradicato solo andando nel passato e cambiando la storia, eliminando delle persone ecc... una missione dura, pericolosa e probabilmente senza ritorno cui Lilith si sottopone, in compagnia dello Scuro, una specie di tigre dalla faccia quasi umana, in effetti un essere senziente a lei alleato.
Nell'episodio che ho letto l'America del Nord è stata colonizzata da Giapponesi, Coreani... e gli Inglesi hanno sconfitto i secessionisti americani, quindi niente Stati Uniti, quindi colonie britanniche e francesi continuano ad esistere.
Non sono molto amante del tratto di Enoch, a volte valido a volte un po' semplicistico (e il volto della belva alleata di Lilith è bruttissimo), ma la storia sembra assai interessante... Bisognerebbe però trovare il tempo per leggerla tutta.
venerdì 22 luglio 2016
The 100
The 100 è una serie TV che mi è stata consigliata (offerta da Netflix), ispirata da un libro di Kass Morgan. Siamo in campo fantascientifico, e tanto per cambiare catastrofico. Solo che la tragedia è avvenuta un sacco di anni fa: la terra è stata flagellata dalle radiazioni, dopo una guerra atomica. In una grande base spaziale creata unendo varie basi orbitali di diverse nazioni, e chiamata Arca, vivono i discendenti dei sopravvissuti, gente che non ha mai messo piede al suolo poiché dalla fuga nello spazio ormai è quasi passato un secolo. Sull'Arca ce la si passa male, molto male. Nonostante le persone non siano nemmeno così numerose (duemila e qualcosa) il supporto vitale sta andando a ramengo, e si rende necessario eliminare delle persone.
Già in precedenza, la giustizia era diventata così draconiana che per qualsiasi infrazione c'era la pena di morte, a meno che il reo avesse meno di 18 anni (ma la pena era sospesa solo fino al compleanno!). Tra i reati punibili con la morte ci sono anche cose come mettere al mondo più di un figlio.
Già in precedenza, la giustizia era diventata così draconiana che per qualsiasi infrazione c'era la pena di morte, a meno che il reo avesse meno di 18 anni (ma la pena era sospesa solo fino al compleanno!). Tra i reati punibili con la morte ci sono anche cose come mettere al mondo più di un figlio.
sabato 16 luglio 2016
Sottigliezze dei colpi di stato
Nel mentre che si svolgevano molti altri tragici fatti (Dacca, Nizza...) l'esercito turco ha tentato un colpo di stato, che ormai si può dire certamente fallito, contro il presidente Erdogan. Brutta storia. Il presidente-califfo ha fatto strane manovre di politica estera (prima attaccando frontalmente i Russi e poi cercando di farseli amici di nuovo nei giorni recenti, tanto per dirne una), ma per un aspetto si è sempre comportato in modo costante: è l'uomo che ha definitivamente sganciato la Turchia dal razionalismo occidentale (io non dico dall'Europa, che i Turchi non hanno niente a che vedere) e l'ha riportata al medioevo islamico. Un medioevo tecnologico, in certi stati arabi comprato coi soldi del petrolio, gli stessi soldi che finanziano i terroristi che uccidono noi Europei, nel mentre che vengono spesi anche per comprare industrie, marchi, grattacieli nel nostro continente in svendita. A mio parere Erdogan ha fatto una cosa sgradevole (a me e a molti come me) ma democratica, apprezzata dal suo popolo. In effetti, sta facendo cessare una tendenza occidentalista che, in Turchia, doveva prima o poi conquistare nuova linfa o morire, e credo che muoia perché nuova linfa non ha trovato. Occorre qui una spiegazione sul ruolo dell'esercito in Turchia...
lunedì 11 luglio 2016
Creature della Luce e delle Tenebre
Roger Zelazny alle prese con il tema preferito della sua fantascienza (intrisa di mito e molto somigliante al fantaasy): esseri superiori, immortali, divini o quasi divini, la loro natura e le loro lotte per il potere. Mentre in Signore della Luce aveva giocato con le divinità indù attorno a un singolo pianeta, in Creature della Luce e delle Tenebre (che è successivo di un paio d'anni) siamo in un enorme universo retto da personaggi con i nomi degli antichi dei egizi. In questo universo ci sono due grandi potenze, contrapposte ma in realtà complementari: la Casa della Morte e la Casa della Vita. Le reggono rispettivamente Anubi e Osiris, due esseri dai poteri immensi. Sembra un sistema ordinato e duraturo, ma vedremo che non è così. E infatti all'inizio della storia vediamo Anubi che chiama un suo fedele servo, a cui dà il nome di Wakim (scopriremo più tardi chi è davvero), e lo incarica di mettersi sulle tracce di un principe ribelle, uno fra i non molti immortali presenti sull'universo, meno di trecento, con la particolarità di essere interessato a scalzare il potere delle due Case.
mercoledì 6 luglio 2016
Rat Queens
Un fumetto fantasy edito dalla Image Comics, casa americana che conoscevo per alcune serie del passato (Gen13, WildCATS, Witchblade, Cyberforce... ebbene sì, negli anni '90 compravo un po' di fumetti di supereroi). Come dice il retro della copertina di Sass and Sorcery, primo episodio di questa serie Rat Queens: Si tratta di un ritratto di personaggi femminili dall'aspetto realistico. Tipi corporei di vario genere, come le donne li vedono allo specchio, non nelle pubblicità fotoshoppate delle riviste di moda. Le Rat Queens sono mercenarie che uccidono per il profitto. Vengono presentate come Hannah la maga elfica rockabilly, Violet la combattente nana hipster, Dee la sacerdotessa atea umana, e Betty la hobbit ladra hippy. Altra citazione: Pensate a Sex & the City che incontra il Signore degli Anelli.
Ok, penso che se Tolkien non se ne fosse già andato per i fatti suoi, questa sparata lo avrebbe ucciso. Comunque ho voluto toccare con mano. Fumetto che si fa leggere, disegni a volte belli a volte meno, una trama che vabbè, piuttosto modesta... non so se continuerò con questa esperienza. Bravi artisti che forse hanno giocato troppo a D&D? Chissà.
Intendiamoci, questa recensione (mini-recensione) è scritta da uno che non è esattamente il più grande paladino del femminismo, e il retrogusto di Rat Queens potrebbe avermi influenzato.
Ok, penso che se Tolkien non se ne fosse già andato per i fatti suoi, questa sparata lo avrebbe ucciso. Comunque ho voluto toccare con mano. Fumetto che si fa leggere, disegni a volte belli a volte meno, una trama che vabbè, piuttosto modesta... non so se continuerò con questa esperienza. Bravi artisti che forse hanno giocato troppo a D&D? Chissà.
Intendiamoci, questa recensione (mini-recensione) è scritta da uno che non è esattamente il più grande paladino del femminismo, e il retrogusto di Rat Queens potrebbe avermi influenzato.
lunedì 4 luglio 2016
UT 4
Nessuna osservazione particolare riguardo al quarto numero di UT. La vicenda procede ma senza colpi di scena. Questa stranissima storia ha catturato ormai il mio interesse e sono intenzionato a seguirla fino alla fine...
venerdì 1 luglio 2016
Dark Shadows
Dark Shadows ha fatto in tempo a passare in televisione prima che lo vedessi io (come va veloce il tempo!) quindi penso che chi doveva vederlo lo abbia già visto... io ho colmato la lacuna soltanto ora, e devo dire che sono rimasto abbastanza perplesso da questa creazione che sembra un mix di diversi generi che per di più stridono fra loro. Due cose fondamentali vanno sapute: primo, Dark Shadows era uno show, una serie televisiva degli anni '60 che ebbe termine nel 1971 ma è ricordata ancora con nostalgia dagli spettatori. Secondo, Johnny Depp era appassionato di questa serie e non vedeva l'ora di prender parte a una sua resurrezione in qualsiasi formula, e questo spiega perché la solita coppia (ovvero lui e Tim Burton) si siano imbarcati nell'operazione.
La storia della serie televisiva in realtà è una interminabile sequenza di diverse trame incentrate sulla famiglia del vampiro Barnabas Collins (Johnny Depp nel film), per il film si è fatto ricorso a una trama che vede Barnabas tornare da un esilio di duecento anni in una tomba (non per niente è un vampiro) e vedersela con Angelique, rivale nella vita e negli affari della famiglia Collins.
La storia della serie televisiva in realtà è una interminabile sequenza di diverse trame incentrate sulla famiglia del vampiro Barnabas Collins (Johnny Depp nel film), per il film si è fatto ricorso a una trama che vede Barnabas tornare da un esilio di duecento anni in una tomba (non per niente è un vampiro) e vedersela con Angelique, rivale nella vita e negli affari della famiglia Collins.
sabato 25 giugno 2016
Hanno vinto gli egoisti, i nostalgici? i furibondi?
In una grande consultazione popolare in cui la massima parte dei media era schierata per non uscire, la maggioranza del popolo britannico (ma se vogliamo scomporre, diciamo la maggioranza di Inglesi e Gallesi) ha scelto di abbandonare l'Unione Europea. Esito sorprendente, in quanto inaspettato nei sondaggi prima del voto. Quello che mi ha colpito di questa vicenda, oltre allo scossone tragico ricevuto dai miei titoli (devo dire che la Brexit mi ha offeso profondamente il portafogli), sono i toni usati nei commenti a quello che è successo.
mercoledì 22 giugno 2016
Rivers of London
Premessa importante: questa non sarà una vera e propria recensione perché è riferita a un romanzo che ho smesso di leggere a meno della metà, anzi dal momento che il kindle permette di essere precisi in merito, al 35% della sua lunghezza. Ho comprato questo libro di Ben Aaronvitch (titolo: Rivers of London, il primo di una serie edita da Gollancz) direttamente in inglese come ogni tanto (anzi abbastanza spesso) faccio per assaggiare qualche novità in anteprima e vedere se c'è qualche gemma che a noi italiani è preclusa per mancanza di case editrici che ci scommettano il costo di una traduzione. Ogni tanto ho letto dei bellissimi libri, tirando a indovinare fra ciò che viaggia nel mercato anglofono: qualcuno di essi poi è stato anche tradotto in italiano.
Dell'autore Wikipedia ci dice che è figlio di un economista membro del Partito Comunista Britannico, un papà dalla carriera molto originale (come si fa a capire veramente qualcosa di economia ed essere comunisti? Ma forse io non sono capace di comprendere gli entusiasmi sessantottini...); ha scritto per la TV (serie Doctor Who) e parecchia narrativa, breve e non. Questo Rivers of London introduce una serie di romanzi polizieschi con il personaggio di Peter Grant, poliziotto londinese di belle speranze inizialmente assai poco stimato dai suoi capi; mentre la collega Lesley (verso cui il protagonista nutre un affetto misto a una certa invidia) sembra avviata a fare carriera in un ruolo interessante, Peter pare destinato a finire i suoi giorni come passacarte, spietatamente scartato dal capo. Tuttavia in un'investigazione si accorge di essere in grado di raccogliere una testimonianza molto particolare...
Dell'autore Wikipedia ci dice che è figlio di un economista membro del Partito Comunista Britannico, un papà dalla carriera molto originale (come si fa a capire veramente qualcosa di economia ed essere comunisti? Ma forse io non sono capace di comprendere gli entusiasmi sessantottini...); ha scritto per la TV (serie Doctor Who) e parecchia narrativa, breve e non. Questo Rivers of London introduce una serie di romanzi polizieschi con il personaggio di Peter Grant, poliziotto londinese di belle speranze inizialmente assai poco stimato dai suoi capi; mentre la collega Lesley (verso cui il protagonista nutre un affetto misto a una certa invidia) sembra avviata a fare carriera in un ruolo interessante, Peter pare destinato a finire i suoi giorni come passacarte, spietatamente scartato dal capo. Tuttavia in un'investigazione si accorge di essere in grado di raccogliere una testimonianza molto particolare...
giovedì 16 giugno 2016
E quella supereroina presa per il collo
Intervengo su una polemica in ritardo, dopo averla fatta sbollire un po'. Quale polemica? Rose McGowan che critica il manifesto sessista della Marvel, quello che pubblicizza il film X-Men: Apocalypse. Vediamo (ricordiamo) chi è la McGowan, attrice di 40 anni e qualcosa, non nuova a prese di posizione femministe. Ha avuto una carriera cinematografica eccellente, durata già oltre un ventennio (ci devo contare purtroppo anche lo schifoso remake di Conan di qualche anno fa); particolare che non conoscevo, è nata (da genitori statunitensi) in Italia, in una setta, i Bambini di Dio (che la famiglia poi ha abbandonato) e nel nostro paese ha iniziato la carriera di modella (vestiti per bambini). Ma queste sono solo curiosità: la critica poteva partire da chiunque altro, visto che è stata sostenuta da parecchie voci e alla fine la casa produttrice, 20th Century Fox, ha ritirato il poster e chiesto scusa.
Il manifesto incriminato mostra un tipaccio con un grugno cattivo e la pelle grigiastra, che piglia per il collo una donna dalla pelle blu (ci ho messo un attimo a capire che si tratta di una donna).
Il manifesto incriminato mostra un tipaccio con un grugno cattivo e la pelle grigiastra, che piglia per il collo una donna dalla pelle blu (ci ho messo un attimo a capire che si tratta di una donna).
lunedì 13 giugno 2016
UT 3
Il fumetto di Roi e Barbato arriva al terzo episodio, UT 3. Sottotitolo: Le Vie dei Pensieri. Il misterioso Iranon procede nella ricerca delle misteriose case senzienti del geniale inventore Hog, ha trovato le mappe, e questo crea preoccupazioni nei suoi avversari, che non vogliono nessuna scoperta tale da mettere in dubbio l'immobilismo del mondo in cui si svolge la storia. Mondo dove, salvo una sola comunità di "primitivi," nessuno mette più al mondo figli, ma le persone vivono per centinaia di anni, ed esiste una completa stasi, sia pure in un ambiente a volte violentissimo, strutturato in misteriose comunità e sette ciascuna con il proprio ruolo.
Un mondo dove, ci dicono gli autori, perfino il pensiero è scomparso. Nel senso che le persone sono decerebrate? No, nel senso che vanno su un binario scavato dal loro ruolo, dai loro preconcetti, come se fossero predestinati; le loro decisioni, di massima, sono prevedibili, non hanno immaginazione, non pensano al di là del momento presente.
UT sarebbe l'eccezione, anche se il suo pensiero è elementare e sempre distratto dagli elementi che colgono la sua attenzione.
Dotati del pensiero sono anche i filosofi, dei personaggi assai bizzarri che abitano in un bel palazzo, il Periekon, e che condividono in quindici un'unica mente (e vedremo che aiuto sapranno dare a UT e Iranon).
Un mondo dove, ci dicono gli autori, perfino il pensiero è scomparso. Nel senso che le persone sono decerebrate? No, nel senso che vanno su un binario scavato dal loro ruolo, dai loro preconcetti, come se fossero predestinati; le loro decisioni, di massima, sono prevedibili, non hanno immaginazione, non pensano al di là del momento presente.
UT sarebbe l'eccezione, anche se il suo pensiero è elementare e sempre distratto dagli elementi che colgono la sua attenzione.
Dotati del pensiero sono anche i filosofi, dei personaggi assai bizzarri che abitano in un bel palazzo, il Periekon, e che condividono in quindici un'unica mente (e vedremo che aiuto sapranno dare a UT e Iranon).
sabato 11 giugno 2016
La Lega dei Santi quinto capitolo...
... scritto da Lucia Patrizi. Dove veniamo a scoprire come va a finire il malaugurato incontro del giovane benestante Alighiero.
L'avventura continua!
L'avventura continua!
venerdì 10 giugno 2016
Asteroide Urlante
Un grande autore, un incarico: offrire una traccia a una serie di disegnatori, al tempo in buona parte giovani di belle speranze. L'autore delle storie è Alejandro Jodorowski, lo spunto narrativo quello di un asteroide urlante: ciò che resta di un sacro pianeta senziente saccheggiato, dilapidato e distrutto da una razza di saccheggiatori e devastatori molto simile alla razza umana.
Esplodendo dalla rabbia per essere divenuta la divinità adorata da questo popolo empio, l'entità schizza via per l'universo come un frammento infuocato, urlando la propria disperazione e il dolore. Nel suo viaggio incontra altri mondi, altre lotte e altra follia. A volte è testimone, a volte contagia i popoli che visita con la propria follia urlante.
Conoscendo la capacità dei vari disegnatori e affidando di conseguenza le varie storie da realizzare, Jodorowski ha raccolto tassello per tassello questa serie. Le strisce sono uscite su Metal Hurlant, rivista di fumetto d'autore e alternativo, poco dopo il volgere del millennio, e più avanti raccolte da Magic Press Edizioni per la pubblicazione italiana.
Esplodendo dalla rabbia per essere divenuta la divinità adorata da questo popolo empio, l'entità schizza via per l'universo come un frammento infuocato, urlando la propria disperazione e il dolore. Nel suo viaggio incontra altri mondi, altre lotte e altra follia. A volte è testimone, a volte contagia i popoli che visita con la propria follia urlante.
Conoscendo la capacità dei vari disegnatori e affidando di conseguenza le varie storie da realizzare, Jodorowski ha raccolto tassello per tassello questa serie. Le strisce sono uscite su Metal Hurlant, rivista di fumetto d'autore e alternativo, poco dopo il volgere del millennio, e più avanti raccolte da Magic Press Edizioni per la pubblicazione italiana.
domenica 5 giugno 2016
New Girl
Continua la mia incursione nelle serie TV proposte da Netflix, e stavolta tocca a New Girl (nessuna attinenza con il fantastico). Ero curioso perché Zooey Deschanel mi era piaciuta nel ruolo di Trillian nel film Guida Galattica per gli Autostoppisti, e perché sembrava giusta per il ruolo di una ragazza carina ma allo stesso tempo eccentrica (e magari un po' "nerd"). Avevo già visto la scena iniziale, in cui Jess (Deschanel) fa uno spogliarello per fare una sorpresa al ragazzo e salta fuori che lui era in camera... con un'altra donna, senz'altro divertente. Vediamoci il resto, mi sono detto. Ed è quello che ho fatto, ma il resto mi ha lasciato di stucco. Non mi aspettavo di essere folgorato dalla storia, è chiaro (una commedia con le disavventura di una ragazza che, causa separazione, si sposta a vivere in un appartamento dove ci sono tre uomini), ma dai commenti sembrava che fosse una serie piacevolissima, tanto è vero che sono uscite cinque stagioni e ne arriverà almeno un'altra, e la Deschanel è diventata una star della TV.
venerdì 3 giugno 2016
La Lega dei Santi
Sto partecipando a un progetto di scrittura condivisa di Moonbase Factory; il promotore è Massimo Mazzoni e la storia s'intitola La Lega dei Santi (nell'l'ambientazione italico-medievale che il Mazzoni usa per il suo eroe Sarranieri). Il quarto atto della storia tocca a me ed è appena uscito.
Se volete lo trovate qui.
Se volete lo trovate qui.
giovedì 2 giugno 2016
Z Nation, se non potete fare più a meno degli zombie
Continua la mia abbuffata "televisiva" con Netflix. Tra le serie TV cui volevo dare un'occhiata s'è intrufolata questa storia di lotta contro gli Zombie, Z Nation, e nonostante mi fossi abbondantemente stufato di una serie simile, ovvero The Walking Dead, non ho potuto trattenermi dal guardare il primo episodio. Lo dico subito, non mi ha entusiasmato, e come qualità della produzione, realismo delle scene ecc... mi è parso che questa serie sia addirittura inferiore.
domenica 29 maggio 2016
La solitudine nel frastuono incessante.
Prendo spunto da un post del blog Book and Negative di Germano Greco che, a sua volta, prende spunto da un post di un altro blog...
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
mercoledì 25 maggio 2016
Clinton (moglie) contro Trump
Ok, questo argomento non è affatto pertinente al fantasy o alla fantascienza, ma inerente comunque all' "immaginare mondi."Quest'anno c'è una competizione serrata per la presidenza degli USA, un evento certamente importante a livello planetario, per quanto è innegabile che esista un "establishment" dietro al Presidente che toglie molto del suo essere personaggio con grandi poteri personali, e una serie di lobbies e cricche (per chiamarle col loro nome) ce si muovono in maniera più occulta, manipolando la politica e gli uomini che la fanno a suon di quattrini. Caratteristica questa che fa degli USA una democrazia molto annacquata, il che è strano per un paese che pretende di esportarne così tanta. Non che gli Italiani abbiano da criticare molto, ovviamente. Da noi il parlamento è praticamente un teatrino dei burattini senza alcun significato reale.
domenica 22 maggio 2016
Arriva CIV VI
Non ho molto da aggiungere a quanto ho scritto su Fantasy Magazine.
Sono però contento del fatto che questo nuovo Civilization voglia muoversi in direzioni nuove, anche se temo molto che le ipersemplificazioni e le stupidaggini viste in Civ V e Beyond Earth non verranno del tutto cancellate.
Probabile che a ottobre io tiri fuori i soldi per l'ennesima volta e me lo compri...
Sono però contento del fatto che questo nuovo Civilization voglia muoversi in direzioni nuove, anche se temo molto che le ipersemplificazioni e le stupidaggini viste in Civ V e Beyond Earth non verranno del tutto cancellate.
Probabile che a ottobre io tiri fuori i soldi per l'ennesima volta e me lo compri...
mercoledì 18 maggio 2016
RAI addio, e per fortuna c'è Netflix
Credo di aver fatto quello che dovevo per non pagare il canone RAI. Ovviamente ne sono sicuro, ho compilato il form online, dopo essermi procurato una password per il portale dell'Agenzia delle Entrate. Il famoso modulo A. L'ho inviato correttamente e mi è giusta una ricevuta. Ovviamente, con qualsiasi cosa che sia italiano e statale non si può essere mai sicuri perciò la prossima bolletta della luce la guarderò con molta attenzione (non è che mi piaccia fare questo tipo di affermazioni malfidenti, né mi piace parlare male del mio paese, ma ormai sono abituato ad avere sfiducia in qualsiasi contatto con le istituzioni). Se necessario sono pronto a nuovi sbattimenti, la RAI non la guardo e non la voglio pagare. L'ho già detto in un post precedente, ma sono esterrefatto per come è stato reso vessatorio l'adempimento per non pagare quell'odiosa tassa.
sabato 14 maggio 2016
UT 2
Eccoci alla seconda puntata di questa storia edita da Bonelli.
In questa puntata di UT lo scultore Labieno incaricherà il misterioso Iranon di difendere le sue opere da un rivale che le vuole distruggere (e ne ha già rovinate parecchie). Sembra che la collaborazione di UT non sia desiderata, inizialmente, ma comunque sarà impegnato nella vicenda.
L'avversario è un certo Scotti e anche lui ha delle ragioni per nutrire rancore. Quanto a Iranon, lui è interessato alle opere di Labieno perché sono sculture viventi, in parte fatte di materia inerte e in parte organiche e vive. Iranon è nato in una casa con le stesse caratteristiche e, nella ricerca della propria identità, cerca queste misteriose abitazioni nonostante tutti gli dicano che non esistono più; vuole informazioni, mappe ecc... nella speranza di trovare il luogo natale, cui si sente legato anche se non ne ha ricordi precisi.
Qualcosa scopriremo in questa puntata, su certi strani esseri "viventi a metà" che sono difficili da dissociare dalle strutture con cui vivono in simbiosi (vedasi immagine di copertina)... e la lotta fra Labieno e Scotti prenderà l'aria di una rivalità odiosa e meschina ancor più di quanto sembrasse all'inizio.
L'introduzione scritta dagli autori mi aveva un po' lasciato freddo, avevo l'impressione che si parlassero troppo addosso, che perseguissero il bizzarro e l'originale a ogni costo (forse anchea costo del significato), comunque la storia si fa leggere e incuriosisce.
Vedremo il mese prossimo...
In questa puntata di UT lo scultore Labieno incaricherà il misterioso Iranon di difendere le sue opere da un rivale che le vuole distruggere (e ne ha già rovinate parecchie). Sembra che la collaborazione di UT non sia desiderata, inizialmente, ma comunque sarà impegnato nella vicenda.
L'avversario è un certo Scotti e anche lui ha delle ragioni per nutrire rancore. Quanto a Iranon, lui è interessato alle opere di Labieno perché sono sculture viventi, in parte fatte di materia inerte e in parte organiche e vive. Iranon è nato in una casa con le stesse caratteristiche e, nella ricerca della propria identità, cerca queste misteriose abitazioni nonostante tutti gli dicano che non esistono più; vuole informazioni, mappe ecc... nella speranza di trovare il luogo natale, cui si sente legato anche se non ne ha ricordi precisi.
Qualcosa scopriremo in questa puntata, su certi strani esseri "viventi a metà" che sono difficili da dissociare dalle strutture con cui vivono in simbiosi (vedasi immagine di copertina)... e la lotta fra Labieno e Scotti prenderà l'aria di una rivalità odiosa e meschina ancor più di quanto sembrasse all'inizio.
L'introduzione scritta dagli autori mi aveva un po' lasciato freddo, avevo l'impressione che si parlassero troppo addosso, che perseguissero il bizzarro e l'originale a ogni costo (forse anchea costo del significato), comunque la storia si fa leggere e incuriosisce.
Vedremo il mese prossimo...
martedì 10 maggio 2016
I Nuovi Guardiani
Ho letto questo I Nuovi Guardiani in inglese con il titolo The New Watch, anche se qualche mese fa era uscito anche in italiano. Si tratta dell'ultimo nella serie dei Guardiani della Notte, del russo Sergej Luk'janenko. Ho un debole per questa serie, lo ammetto, la ritengo una delle non moltissime storie urban fantasy ben riuscite; in passato ha saputo appassionarmi e da essa è stato tratto un film che non m'è dispiaciuto (il primo, del secondo non posso dire di averlo apprezzato molto). La serie però si sta trascinando oltre il previsto e perde colpi. Aveva, al di là dei singoli libri, una propria narrativa abbastanza precisa, ovvero una evoluzione della storia attraverso i primi tre libri, che portava il protagonista (Anton Gorodetsky, mago della Luce) a prendere coscienza di quanto poco... luminosa fosse la sua crociata contro le forze delle tenebre. Anton, moralmente combattuto, è oppresso da questa consapevolezza: Guardie della Luce, delle Tenebre e dell'Equilibrio, l'organizazione terza che mantiene l'equilibrio fra le tue fazioni opposte, si tengono d'occhio, e se qualcuno compie un'azione per i propri fini (ad esempio, compiendo opere di bene per l'umanità) dà ai propri avversari il diritto di mettere a segno un colpo uguale e contrario. Il che è abbastanza sfiancante per uno che avrebbe voluto essere una specie di paladino.
mercoledì 4 maggio 2016
Nel 2000 non sorge il sole
Il capolavoro di George Orwell, ovvero 1984, è un gran bel libro ma non proprio semplice da trasporre in ambito cinematografico. Certamente non è molto adatto per il pubblico di oggi, trattandosi di una storia cupa e triste ambientata in un mondo tutt'altro che sfavillante e futuristico, per quanto non vi mancassero degli avanzamenti tecnologici rispetto all'epoca in cui il libro era stato scritto. E comunque la maggior parte degli spettatori odierni ha poca testa per un argomento così complesso, per quanto le "distopie" stiano andando di moda e siano oggetto di numerosi film, sebbene per lo più modesti e poco approfonditi.
Avevo parlato in passato del libro, per me un capolavoro, e del film che uscì nell'anno che dà il nome al libro, film con parecchi difetti che lo resero abbastanza indigesto al pubblico (anche a me).
Avevo parlato in passato del libro, per me un capolavoro, e del film che uscì nell'anno che dà il nome al libro, film con parecchi difetti che lo resero abbastanza indigesto al pubblico (anche a me).
martedì 26 aprile 2016
Signore dei Sogni
Questo è un libro più complesso, meno ridanciano, per nulla improntato all'avventura, insomma del tutto diverso dagli altri che ho letto di Roger Zelazny, salvo per una certa introspezione psicologica che lo pervade, ma qui non ci sono protagonisti divini oppure onnipotenti, abbiamo soltanto un personaggio che, per via del ruolo nel lavoro che svolge, può "giocare" a fare il dio in ambienti molto limitati, e infatti dà lo spunto per il titolo: Signore dei Sogni.
Il titolo si riferisce a Render, uno psicanalista che si serve di un potente apparato, il ricetrasmettitore neurale, per creare mondi fantastici dove i pazienti possano agire le proprie nevrosi, in modo da dar modo a lui, come terapeuta, di affrontarle in questi ambienti che manipola a piacere, portando quindi il paziente ad abbandonarle e a dirigersi verso la guarigione. Il lavoro di Render s'intende essere molto specializzato e ottima fonte di guadagni, nonché certamente una base possente per costruire il prestigio sociale e la propria immagine di sé. Questo perché del protagonista vedremo molto spesso la capacità di agire "in controllo della situazione," da perfetto individualista che pure in mezzo agli altri tende a manovrare le cose in modo che si svolgano per il meglio dal suo punto di vista, molto di meno una reale capacità di interagire con le altre persone.
Il titolo si riferisce a Render, uno psicanalista che si serve di un potente apparato, il ricetrasmettitore neurale, per creare mondi fantastici dove i pazienti possano agire le proprie nevrosi, in modo da dar modo a lui, come terapeuta, di affrontarle in questi ambienti che manipola a piacere, portando quindi il paziente ad abbandonarle e a dirigersi verso la guarigione. Il lavoro di Render s'intende essere molto specializzato e ottima fonte di guadagni, nonché certamente una base possente per costruire il prestigio sociale e la propria immagine di sé. Questo perché del protagonista vedremo molto spesso la capacità di agire "in controllo della situazione," da perfetto individualista che pure in mezzo agli altri tende a manovrare le cose in modo che si svolgano per il meglio dal suo punto di vista, molto di meno una reale capacità di interagire con le altre persone.
sabato 23 aprile 2016
I talenti che se ne vanno
Le litanie e pianti greci che sui social seguono la dipartita di un personaggio celebre mi hanno un po' stancato, per cui se non devo dire qualcosa di particolare non dico niente, ma bisogna riconoscere che il 2016 sta veramente facendo strage di artisti famosi...
mercoledì 20 aprile 2016
Un Ricordo Troppo Lontano
Non è che capiti spesso... ho composto il testo per una canzone. L'autore è l'amico Simone (questo il suo blog), che suona anche la chitarra, le tastiere e (grazie al sintetizzatore elettronico) la batteria, oltre a cantare: insomma una specie di one-man-band. Il suo primo (credo) prodotto in vendita è un mini-album, sempre che in epoca digitale la definizione abbia ancora significato: lo trovate qui a un prezzo decisamente contenuto; è possibile ascoltare una breve anteprima di ciascun pezzo. La canzone per cui ho scritto le parole è Un Ricordo Troppo Lontano (si può anche acquistare separatamente per meno di un euro), è dedicata alla prima guerra mondiale, che si svolgeva cento anni or sono, e in particolar modo a quelli che sono caduti durante il conflitto, di cui ho scritto qualcosa in un articolo precedente di questo blog.
Per quanto riguarda la musica non ho molto da dire nel senso che me ne intendo poco e quindi poco posso dire, salvo che trovo più familiare lo stile "cantautore" che quello "cantante pop" per cui avevo immaginato una cosa più minimale dal punto di vista della musica. Peraltro occuparmi della musica non era compito mio.
Per quanto riguarda la musica non ho molto da dire nel senso che me ne intendo poco e quindi poco posso dire, salvo che trovo più familiare lo stile "cantautore" che quello "cantante pop" per cui avevo immaginato una cosa più minimale dal punto di vista della musica. Peraltro occuparmi della musica non era compito mio.
lunedì 18 aprile 2016
Io, Nomikos, l'Immortale
Questo nuovo incontro con Roger Zelazny non è stato altrettanto fortunato rispetto a quello con Signore della Luce, che ho letto di recente. Io, l'Immortale (oppure Io, Nomikos, l'Immortale, a seconda dell'edizione che leggete) è un libro più breve, se vogliamo molto più semplice, ma che ci mette un po' a ingranare, e senza la stessa capacità di trascinare il lettore. non sto dicendo comunque che sia un brutto libro, solo non regge il confronto con il precedente.
L'elemento in comune con Signore della Luce, e in effetti con parecchia della produzione di Zelazny, è la presenza di individui speciali, con poteri o capacità tecniche che li elevano molto al di sopra dei comuni mortali (sebbene questa volta la questione sia più sfumata, ma il protagonista è comunque una specie di essere leggendario e immortale), e il ritorno o la rinascita del mito, della leggenda, della creatura fantastica a fianco dell'invenzione tecnologica o della macchina. La Terra sfregiata dalla guerra atomica, e il mondo mutante che ha preso piede quasi dappertutto, salvo alcune località costiere e alcune isole, porta a un mondo di creature talvolta deformi e immonde, quasi sempre pericolose, ma che richiamano talvolta le forme dei mostri e delle creature mitologiche dell'antichità (abbiamo dei satiri in questo libro, per esempio, o meglio qualsiasi cosa siano, Zelazny li chiama satiri). A queste tematiche misteriose l'autore come al solito accoppia una vena ironica e una concreta semplicità nel descrivere le cose, e i modi di fare di protagonisti che, a qualsiasi mondo tecnologico o magico appartengano, qualsiasi maschera utilizzino per muoversi tra i comuni mortali, non dimenticano di usare sempre una buona dose di pragmatismo e senso pratico.
L'elemento in comune con Signore della Luce, e in effetti con parecchia della produzione di Zelazny, è la presenza di individui speciali, con poteri o capacità tecniche che li elevano molto al di sopra dei comuni mortali (sebbene questa volta la questione sia più sfumata, ma il protagonista è comunque una specie di essere leggendario e immortale), e il ritorno o la rinascita del mito, della leggenda, della creatura fantastica a fianco dell'invenzione tecnologica o della macchina. La Terra sfregiata dalla guerra atomica, e il mondo mutante che ha preso piede quasi dappertutto, salvo alcune località costiere e alcune isole, porta a un mondo di creature talvolta deformi e immonde, quasi sempre pericolose, ma che richiamano talvolta le forme dei mostri e delle creature mitologiche dell'antichità (abbiamo dei satiri in questo libro, per esempio, o meglio qualsiasi cosa siano, Zelazny li chiama satiri). A queste tematiche misteriose l'autore come al solito accoppia una vena ironica e una concreta semplicità nel descrivere le cose, e i modi di fare di protagonisti che, a qualsiasi mondo tecnologico o magico appartengano, qualsiasi maschera utilizzino per muoversi tra i comuni mortali, non dimenticano di usare sempre una buona dose di pragmatismo e senso pratico.
venerdì 15 aprile 2016
Canone Rai, tutto da rifare?
Mentre mi stavo interessando per la presentazione dell'esenzione al canone RAI, salta fuori la notizia della bocciatura da parte del Consiglio di Stato. A quanto pare "manca una precisa definizione" di cosa è un televisore... manca anche il formale via libera del ministero dell'Economia. Insomma si finisce in pagliacciata prima ancora di cominciare.
Sembra che ci sarà una proroga dei termini per dichiarare di essere esenti dal pagamento. Be', io questa tassa non la voglio pagare e con tutto il casino che sta nascendo intorno a questo problema, comunque non demordo.
Sembra che ci sarà una proroga dei termini per dichiarare di essere esenti dal pagamento. Be', io questa tassa non la voglio pagare e con tutto il casino che sta nascendo intorno a questo problema, comunque non demordo.
mercoledì 13 aprile 2016
On Killing
Questo libro richiama gli argomenti di On Combat, di cui ho parlato qualche tempo fa. In effetti è stato scritto prima. Il titolo è On Killing e l'autore uno dei due che hanno scritto On Combat, Dave Grossman, e mentre ci sono in embrione tutti gli argomenti di cui il secondo libro parla, si concentra più sul fatto base dell'uccidere, com'è, come ci si riesce, quali sono i pensieri che si accompagnano all'azione e le conseguenze. Una questione piuttosto delicata perché, se è vero che ci sono ancora, pure in Italia, dei posti e delle situazioni dove è molto naturale "doversi battere" ed eventualmente farlo fino alle estreme conseguenze, la maggior parte della gente che è in grado di tenere in mano un libro e leggerlo è molto lontana da esigenze di questo tipo: ne siamo rimossi psicologicmanete e culturalmente.
D'altra parte, esiste una reticenza naturale, un istinto animale che spinge a non fare del male al proprio simile. E anche una tendenza a non prendere per buone le pretese dei comandanti militari che ti dicono di fare una cosa o l'altra. E così, prendendo il via dagli studi di un ufficiale statunitense, S.L.A. Marshall (le lettere stanno per Samuel Lyman Atwood), Grossman ci rivela che i soldati hanno sempre, in buona parte, evitato di ammazzare altri uomini, se potevano evitarlo. Gli studi di Marshall hanno rivelato che durante la Seconda Guerra Mondiale solo il 15 o 20 per cento dei soldati cercava di uccidere dei nemici. Si parla qui del soldato di fanteria col fucile in mano, che a quanto pare è spesso passivo, anche quando in pericolo di essere a sua volta ucciso. L'equipaggio di un bombardiere o quello di un carro armato esegue generalmente i propri compiti, le armi pesanti (cannoni) e le armi di squadra (mitragliatrici) di solito sparano, ma il soldato da solo con la sua arma individuale, a quanto sembra, spesso si limitava a sparare in aria o non sparava per niente, a meno che non ci fosse nelle vicinanze un ufficiale che lo esortava e controllava.
D'altra parte, esiste una reticenza naturale, un istinto animale che spinge a non fare del male al proprio simile. E anche una tendenza a non prendere per buone le pretese dei comandanti militari che ti dicono di fare una cosa o l'altra. E così, prendendo il via dagli studi di un ufficiale statunitense, S.L.A. Marshall (le lettere stanno per Samuel Lyman Atwood), Grossman ci rivela che i soldati hanno sempre, in buona parte, evitato di ammazzare altri uomini, se potevano evitarlo. Gli studi di Marshall hanno rivelato che durante la Seconda Guerra Mondiale solo il 15 o 20 per cento dei soldati cercava di uccidere dei nemici. Si parla qui del soldato di fanteria col fucile in mano, che a quanto pare è spesso passivo, anche quando in pericolo di essere a sua volta ucciso. L'equipaggio di un bombardiere o quello di un carro armato esegue generalmente i propri compiti, le armi pesanti (cannoni) e le armi di squadra (mitragliatrici) di solito sparano, ma il soldato da solo con la sua arma individuale, a quanto sembra, spesso si limitava a sparare in aria o non sparava per niente, a meno che non ci fosse nelle vicinanze un ufficiale che lo esortava e controllava.
mercoledì 6 aprile 2016
Signore della Luce
Ce n'è voluto, per convincermi a leggere questo libro, per quanto fossi sicuro che fosse molto bello. Alla fine mi sono stancato di rimandare, e mi sono gustato questo Signore della Luce scritto oltre 40 anni fa da Roger Zelazny (e vincitore del Premio Hugo).
Zelazny, scrittore affascinato da temi quali la vita eterna e i poteri che possono rendere un uomo quasi divino, ha scritto in questa occasione un libro con una spiegazione fantascientifica alla base, che echeggia nei comportamenti dei personaggi, e un sapore estremamente fantasy nello svolgimento e nelle immagini che evoca. I principali protagonisti della storia sono i primi colonizzatori di un pianeta dove hanno trovato varie culture e creature ostili, tra cui temibili esseri con una predisposizione a manipolare l'energia, che chiameranno demoni; questi primi uomini sono riusciti a imporsi sull'ambiente e a perfezionare un sistema per trasferire la loro mente a dei corpi ospite, in modo da portare la loro personalità, la loro esperienza e anche certi poteri acquisiti con la tecnologia da una incarnazione all'altra, diventando praticamente delle divinità immortali. Fin dall'inizio del libro scopriremo che è possibile, per uno almeno di questi super-uomini, esistere anche senza essere incorporato. Questi uomini-dei possono inoltre decidere di cambiare sesso semplicemente cambiando corpo ospite.
Zelazny, scrittore affascinato da temi quali la vita eterna e i poteri che possono rendere un uomo quasi divino, ha scritto in questa occasione un libro con una spiegazione fantascientifica alla base, che echeggia nei comportamenti dei personaggi, e un sapore estremamente fantasy nello svolgimento e nelle immagini che evoca. I principali protagonisti della storia sono i primi colonizzatori di un pianeta dove hanno trovato varie culture e creature ostili, tra cui temibili esseri con una predisposizione a manipolare l'energia, che chiameranno demoni; questi primi uomini sono riusciti a imporsi sull'ambiente e a perfezionare un sistema per trasferire la loro mente a dei corpi ospite, in modo da portare la loro personalità, la loro esperienza e anche certi poteri acquisiti con la tecnologia da una incarnazione all'altra, diventando praticamente delle divinità immortali. Fin dall'inizio del libro scopriremo che è possibile, per uno almeno di questi super-uomini, esistere anche senza essere incorporato. Questi uomini-dei possono inoltre decidere di cambiare sesso semplicemente cambiando corpo ospite.
mercoledì 30 marzo 2016
UT
Una nuova miniserie di Bonelli editore, una specie di fiaba molto dark, a cura di Corrado Roi e Paola Barbato, UT nell'intenzione degli autori porta il lettore in una dimensione misteriosa, senza spiegazioni, con elementi apparentemente normali ma segnali assai concreti di minaccia e di follia dappertutto. UT è un tizio piuttosto originale, con una specie di elmetto che gli copre totalmente la testa, salvo i fori dagli occhi e una fessura dotata di chiusura lampo per la doccia (lo abbiamo già visto in qualche film?), parla e pensa in un modo strano, è il servitore di un entomologo, Decio, che lo tratta spesso come uno scemo... però fin dall'inizio del fumetto è custode di un altro individuo, che era mummificato o ibernato in una specie di sepolcro (ne esce per via di un misterioso tentativo di assalto al luogo di sepoltura, difeso da UT). Questo tizio è Iranon, gigante muto in cerca del proprio passato e della propria identità, celati in un misterioso diario sparso in spizzichi e bocconi. Iranon è poco più loquace di UT stesso...
Se non ci avete capito un accidente, rassicuratevi, non c'è nulla di male, ci ho capito ben poco io stesso dopo essere andato fino in fondo al volume n. 1 di questa storia (che sarà suddivisa in sei albi, alla modica di 4 euro cadauno, o per lo meno il primo costa così).
Se non ci avete capito un accidente, rassicuratevi, non c'è nulla di male, ci ho capito ben poco io stesso dopo essere andato fino in fondo al volume n. 1 di questa storia (che sarà suddivisa in sei albi, alla modica di 4 euro cadauno, o per lo meno il primo costa così).
sabato 26 marzo 2016
Il canone RAI in bolletta
Intanto che vi ingozzate con la colomba pasquale, finalmente si viene a sapere qualcosa su come verrà regolato il canone RAI, tassa odiosissima che, seppure in maniera legale, da bravo bambino, evito di pagare da anni.
In effetti praticamente non guardo la TV, uso il televisore solo come monitor per guardare DVD e non sto scherzando... ormai anche l'ultima cosa che seguivo, i gran premi di formula 1, sono diventati noiosissimi e comunque se proprio mi venisse la tentazione ormai sono disponibili in streaming senza fare alcun atto di pirateria (chiaro che il commento non è in italiano).
Qundi ho intenzione di continuare a non pagare il canone. Come si fa? Esiste un modulo che va scaricato online e compilato. Non è possibile fare tutto online, anche perché c'è da mettere delle firme. Bisogna indicare il codice fiscale oltre ai dati anagrafici di nascita; la presentazione va fatta entro termini non proprio larghissimi (entro aprile se postale, entro il 10 maggio se telematica) per permettere la lavorazione degli addebiti che arriveranno sulle bollette della luce a partire da luglio (una bottarella da 60 euro iniziale e poi 20 a bimestre).
In effetti praticamente non guardo la TV, uso il televisore solo come monitor per guardare DVD e non sto scherzando... ormai anche l'ultima cosa che seguivo, i gran premi di formula 1, sono diventati noiosissimi e comunque se proprio mi venisse la tentazione ormai sono disponibili in streaming senza fare alcun atto di pirateria (chiaro che il commento non è in italiano).
Qundi ho intenzione di continuare a non pagare il canone. Come si fa? Esiste un modulo che va scaricato online e compilato. Non è possibile fare tutto online, anche perché c'è da mettere delle firme. Bisogna indicare il codice fiscale oltre ai dati anagrafici di nascita; la presentazione va fatta entro termini non proprio larghissimi (entro aprile se postale, entro il 10 maggio se telematica) per permettere la lavorazione degli addebiti che arriveranno sulle bollette della luce a partire da luglio (una bottarella da 60 euro iniziale e poi 20 a bimestre).
mercoledì 23 marzo 2016
Il Silmarillion
Parlare di Tolkien oggi... praticamente il bacio della morte, di questi tempi, in cui tantissimi schifano il fantasy (tutto, sempre, in ogni caso) e soprattutto quello ispirato a Tolkien e seguaci. Snobbare il fantasy è una fregnaccia snob, lamentarsi per l'eccessiva influenza del professore di Oxford sugli autori e sull'immaginario fantastico è un diritto (di cui mi avvalgo io medesimo), ma resto del parere che Tolkien vada conosciuto non per un obbligo di fedeltà al mostro sacro, semplicemente perché è stato un grande artista.
Di Tolkien mi sono ri-interessato in occasione di un progetto di ricerca che ha impegnato parecchio tempo e che forse vedrà la luce (io lo spero, ma quando dico queste cose di solito mi tiro una scalogna tremenda...), e ho scoperto quanto poco me lo ricordassi. Ed è impossibile per me padroneggiarlo, nel senso che sono un lettore piuttosto lento e se riesco a focalizzare bene, per esempio, la storia del Signore degli Anelli dopo la rilettura, lunga e dolorosa, avvenuta anni fa, mi accorgo che ho già perso qualche pezzo dello Hobbit... e dovrei ricominciare da capo.
Di Tolkien mi sono ri-interessato in occasione di un progetto di ricerca che ha impegnato parecchio tempo e che forse vedrà la luce (io lo spero, ma quando dico queste cose di solito mi tiro una scalogna tremenda...), e ho scoperto quanto poco me lo ricordassi. Ed è impossibile per me padroneggiarlo, nel senso che sono un lettore piuttosto lento e se riesco a focalizzare bene, per esempio, la storia del Signore degli Anelli dopo la rilettura, lunga e dolorosa, avvenuta anni fa, mi accorgo che ho già perso qualche pezzo dello Hobbit... e dovrei ricominciare da capo.
giovedì 17 marzo 2016
Ogni Maledetto Lunedì, testimonial di una generazione che non è la mia
Tutti a dire che Zerocalcare si è preso il titolo di portabandiera di una generazione dei trenta-e-qualcosa. E bravo, ho pensato, e alcune vignette viste in giro mi piacevano, però ho aspettato una vita prima di leggerlo. Perché io sono di un'altra classe, il 1964, l'anno record di nascite, in cui un milione di piccoli Italiani sono venuti ad affollare il mondo. Io vengo dal boom, anche se non l'ho visto perché ero troppo piccolo. E come scriveva uno scrittore statunitense (chi? grande premio per chi lo indovina!) quando ero ragazzino c'era un grande fermento, e pareva che nonostante moltissime tragedie si potesse cambiare il mondo, ma poi sono arrivato ai diciotto anni ed era tutto finito. L'invasione della cultura giapponese stava appena cominciando (e forse sarebbe stato meglio non fosse arrivata proprio, ma sto divagando). Non c'erano figurini da mettersi sulla mensola con i personaggi di Star Wars eccetera, se citavi il Signore degli Anelli nessuno sapeva di cosa stavi parlando, la TV era in bianco e nero e c'erano tre o quattro canali, non esistevano (o stavano appena nascendo) i personal computer i videogame gli smartphone o internet, tutte quelle cose che un ragazzino oggi pensa ci siano state anche ai tempi degli antichi romani... in compenso c'era il servizio militare. E poi è cominciato il mondo come lo conosce Zerocalcare, ma per me è stato molto diverso e per certi aspetti non era il mio.
Comunque le sue strisce (ho avuto la possibilità di leggermi Ogni Maledetto Lunedì) sono divertentissime, tra manie personali o generazionali, miti libreschi e televisivi, videogames. Parlano di sciocchezze, a volte, ma sepsso sdrammatizzano su problemi seri. E spazzano via una certa impressione superficiale di tanti che conosco, che oggi i giovani (anzi i ggiovani con due g) siano dei teneroni rammolliti che tanto ci pensa mamma o papà.
La mia generazione però, chi non era proprio fesso o sfortunatissimo, il lavoro lo ha avuto. Oggi invece il ritratto è quello che fa Zerocalcare in quegli inserti tra una storiella e l'altra, il naufragio nella notte nera e tutti fradici aggrappati ai rottami, nella più totale incertezza, con qualcuno che ogni tanto (m'ha fatto pensare quella pagina) non riesce più a tenere la presa e va giù negli abissi.
C'è da riflettere, sì.
Comunque le sue strisce (ho avuto la possibilità di leggermi Ogni Maledetto Lunedì) sono divertentissime, tra manie personali o generazionali, miti libreschi e televisivi, videogames. Parlano di sciocchezze, a volte, ma sepsso sdrammatizzano su problemi seri. E spazzano via una certa impressione superficiale di tanti che conosco, che oggi i giovani (anzi i ggiovani con due g) siano dei teneroni rammolliti che tanto ci pensa mamma o papà.
La mia generazione però, chi non era proprio fesso o sfortunatissimo, il lavoro lo ha avuto. Oggi invece il ritratto è quello che fa Zerocalcare in quegli inserti tra una storiella e l'altra, il naufragio nella notte nera e tutti fradici aggrappati ai rottami, nella più totale incertezza, con qualcuno che ogni tanto (m'ha fatto pensare quella pagina) non riesce più a tenere la presa e va giù negli abissi.
C'è da riflettere, sì.
venerdì 11 marzo 2016
I Miliardari filantropi: che vadano a farsi fottere
Mondi Immaginari ha sempre ignorato una regola fondamentale del blogging. Ovvero: fare polemica, sempre. Prendendosela alla grande con qualcuno, che sia uno scrittore, un altro blogger, un brutto sito internet (dello stesso tuo ambiente) dove secondo te si dicono fesserie, un film brutto eccetera. Gli accessi da parte dei lettori salgono alle stelle.
Chiaramente anche su queste pagine avete trovato opinioni che vanno decisamente controcorrente e possono aver causato qualche dissidio (che di solito gestisco cercando di non farlo esplodere) ma non vado mai a cercarmi la rissa o a prendermela selvaggiamente con qualcuno, e certo questo non porta alle migliaia di accessi giornalieri che altri possono vantare.
Ma una volta ogni tanto ho voglia di arrabbiarmi anche io. Chiedendo scusa se (di nuovo) scrivo qualcosa su società e politica, tradendo i buoni propositi per il 2016, ho trovato un ottimo bersaglio per una critica serrata. Avete presente quelle notizie che capitano ogni tanto, sulle buone azioni della fondazione di Bill Gates, o su Zuckerberg (quello di Facebook) che regala la maggior parte della sua fortuna? Ecco, queste sono notizie che fanno riflettere. Partiamo dal fatto che metà delle ricchezze del mondo sono nelle mani di qualche decina di persone. Alcuni sono dei perfetti sconosciuti, altri dei personaggi noti a tutti, comunque è così, la disparità di potenziale economico è tale che va sommata la ricchezza di miliardi di persone per raggiungere quella di qualche decina dei maggiori ricconi.
Chiaramente anche su queste pagine avete trovato opinioni che vanno decisamente controcorrente e possono aver causato qualche dissidio (che di solito gestisco cercando di non farlo esplodere) ma non vado mai a cercarmi la rissa o a prendermela selvaggiamente con qualcuno, e certo questo non porta alle migliaia di accessi giornalieri che altri possono vantare.
Ma una volta ogni tanto ho voglia di arrabbiarmi anche io. Chiedendo scusa se (di nuovo) scrivo qualcosa su società e politica, tradendo i buoni propositi per il 2016, ho trovato un ottimo bersaglio per una critica serrata. Avete presente quelle notizie che capitano ogni tanto, sulle buone azioni della fondazione di Bill Gates, o su Zuckerberg (quello di Facebook) che regala la maggior parte della sua fortuna? Ecco, queste sono notizie che fanno riflettere. Partiamo dal fatto che metà delle ricchezze del mondo sono nelle mani di qualche decina di persone. Alcuni sono dei perfetti sconosciuti, altri dei personaggi noti a tutti, comunque è così, la disparità di potenziale economico è tale che va sommata la ricchezza di miliardi di persone per raggiungere quella di qualche decina dei maggiori ricconi.
giovedì 3 marzo 2016
Tesseract
Questo Tesseract, di cui ho scritto poco tempo fa una recensione per Fantasy Magazine, è un gioco adatto per tutti (in effetti anche per i bambini), costa poco, si gioca alla svelta (diciamo che lo si può mettere nella categoria dei "filler") e ha una buona rigiocabilità. Inoltre lo distribuisce una casa italiana (Giochi Uniti) ed è ideato da italiani. Insomma, ce n'è già abbastanza per raccomandare di comprarlo. Praticamente gira tutto intorno a due mazzi di carte, uno dei quali (carte di intervento divino) è giocabile dai partecipanti alla partita per usare i poteri della carta e cambiare la configurazione (l'ordine dei colori) di un misterioso quadrato, composto di carte a tre per tre, al centro del tavolo.
Questo quadrato (il famoso Tesseract del titolo) è sempre composto da carte intervento divino, rosse gialle e blu. Sulle carte c'è anche il disegno di una divinità e il richiamo al potere particolare di quella carta. Tale potere può essere una mossa aggiuntiva dopo aver giocato la carta, o poter pescare delle carte in più, rubare una carta dalla mano dell'avversario, un bonus di un punto vittoria eccetera. Già... Ma perché uno dovrebbe cambiare i colori di questa formazione tre per tre in mezzo al tavolo? Ora ci arriviamo. L'altro mazzo di carte (in realtà hanno le medesime dimensioni ma il dorso è diverso) si compone delle carte dell'equilibrio, che riproducono una griglia di quadrettini colorati (tutti in grigio più un blu, un rosso e un giallo). In pratica questo "puzzle" riportato sulle carte equilibrio deve essere ricostruito dal giocatore sul quadratone centrale: quando riesce a farlo, si porta a casa i punti vittoria della carta equilibrio.
Questo quadrato (il famoso Tesseract del titolo) è sempre composto da carte intervento divino, rosse gialle e blu. Sulle carte c'è anche il disegno di una divinità e il richiamo al potere particolare di quella carta. Tale potere può essere una mossa aggiuntiva dopo aver giocato la carta, o poter pescare delle carte in più, rubare una carta dalla mano dell'avversario, un bonus di un punto vittoria eccetera. Già... Ma perché uno dovrebbe cambiare i colori di questa formazione tre per tre in mezzo al tavolo? Ora ci arriviamo. L'altro mazzo di carte (in realtà hanno le medesime dimensioni ma il dorso è diverso) si compone delle carte dell'equilibrio, che riproducono una griglia di quadrettini colorati (tutti in grigio più un blu, un rosso e un giallo). In pratica questo "puzzle" riportato sulle carte equilibrio deve essere ricostruito dal giocatore sul quadratone centrale: quando riesce a farlo, si porta a casa i punti vittoria della carta equilibrio.
sabato 27 febbraio 2016
Lo Chiamavano Jeeg Robot
Come scrivevo tempo fa, generalmente al cinema italiano manca anche un'alzata d'ingegno opportunista e minima, una trovata su cui scommettere, e se esiste un film che con un'idea fuori dal consueto costruisce un piccolo caso spendendo pochi soldi, si può stare certi che non è italiano (nel post che ho linkato facevo l'esempio di Buried e Open Water, due pellicole mica esaltanti, ma che si sono staccate dall'anonimato per via delle idee che avevano alla base, idee studiate apposta per fare a meno dei grossi budget). Oggi come oggi l'encefalogramma è ancora piatto, con l'aggravante che la commedia all'italiana sembra tornata al successo, forse pure internazionale, una cosa gravissima. Quindi il clamore sollevato intorno a Lo Chiamavano Jeeg Robot mi ha portato a vedere senz'altro il film per capire se ci fosse per caso un cenno di vita. Oddio, va per prima cosa precisato che non è il primo tentativo italiano nel genere supereroi, anzi, il cinema nostrano ci aveva provato da poco, se vi ricordate, ma il Ragazzo Invisibile di Salvatores era un film decisamente per ragazzi (oltre a essere, se devo dar retta alle voci, una boiata). Comunque questo film di Gabriele Mainetti (che qui dirige il primo lungometraggio) mi è parso fortunatamente avulso dagli intellettualismi, dai filtri sociologici radical chic e dagli ammiccamenti soliti del cinema di casa nostra, mentre prende qualche ispirazione, a mio parere piuttosto evidente, da produzioni (fortunatamente) già di loro abbastanza fuori dal coro, come Romanzo Criminale e simili.
Elric, serie TV?
Ci avevo pensato, qualche volta. La storia di Elric di Melniboné, a patto di non cercare di fare certe scene che sarebbero impegnative in maniera imbarazzante dal punto di vista economico, potrebbe rendere bene in una serie televisiva, forse anche meglio che in un film, almeno dal punto di vista di Hollywood. Perché dico questo? Innanzituto perché la storia di Elric è lunga, se raccontata come si deve... E poi perché nelle serie TV, che pure hanno successo solo se le vedono in tanti, non devi arrivare ai livelli di delirio che ci vogliono quando devi recuperare il costo iniziale (sempre alto e rognoso) di un film fantasy come si deve. E il pubblico è prevalentemente giovane e poco informato - questo non perché gli amanti del fantasy siano tutti così, ma perché i produttori hanno voluto quel tipo di pubblico perché puntano al massimo guadagno. Quindi funzionano solo i nomi grossi, che vengono da storie di grande successo conosciute da tutti: Tolkien, la Meyer, la Rowling, eccetera. Se appena si esce dal seminato e si fa un film riguardo a un argomento conosciuto solo dai fan, quand'anche fossero numerosi, arriva subito il rischio di perderci i quattrini. Insomma per farla breve alla fine qualcuno ci ha pensato, e pare proprio che la serie televisiva si faccia.
In realtà la questione è parecchio segreta; un progetto di fare il film è già naufragato nemmeno moltissimo tempo fa, ma io spero che sia la volta buona, anche se tremo all'idea di quale attore dovrà prendersi un ruolo tanto impegnativo...
In realtà la questione è parecchio segreta; un progetto di fare il film è già naufragato nemmeno moltissimo tempo fa, ma io spero che sia la volta buona, anche se tremo all'idea di quale attore dovrà prendersi un ruolo tanto impegnativo...
martedì 23 febbraio 2016
La strada che portò ai campi di sterminio
Questa volta non parlerò di fantasy, horror o fantascienza, ma di una storia vera che in effetti è così straordinaria che per certi aspetti sarebbe poco credibile se fosse un romanzo. Sono andato a recuperare un libro che parla di uno dei grandi stermini dimenticati, e in particolare della guerra che portò a quella situazione. Il libro è Road to the Killing Fields, non tradotto in italiano, e l'autore Wilfred P. Deac, del corpo diplomatico statunitense, uno che vide la guerra cambogiana da vicino e conobbe alcuni dei protagonisti. Deac ovviamente appartiene a una delle parti in campo, ma la sua esposizione è sostanzialmente onesta, o almeno suona abbastanza onesta.
La guerra civile cambogiana è stata uno dei conflitti meno compresi della storia, in quanto l'aggressore principale, il partito comunista di Saloth Sar (meglio conosciuto col soprannome di Pol Pot, uno che, se il suo popolo fosse stato abbastanza numeroso, avrebbe superato di gran lunga i massacri compiuti dalla coppia di assassini più feroce del ventesimo secolo, Mao e Stalin) riuscì a tenere ben nascosti i propri propositi e ad apparire fino all'ultimo come uno dei tanti movimenti appartenenti a una coalizione che, in realtà, aveva monopolizzato.
La tragedia ha altri attori, molto più piccoli. Lon Nol, uomo politico e cattivo stratega militare che nel 1970 ebbe l'idea, probabilmente malaugurata, di scalzare il re cambogiano e schierarsi fermamente a fianco degli Stati Uniti. Infine Sihanouk, il re menzionato poco fa, un politico furbo e consumato nonché regista di film scadenti, uno che fece della propria vita uno slalom tra mille ostacoli e mille nemici, cadendo alcune volte ma riuscendo sempre a tornare in sella in un modo o nell'altro, a grande vantaggio di sé stesso ma non del suo popolo.
La guerra civile cambogiana è stata uno dei conflitti meno compresi della storia, in quanto l'aggressore principale, il partito comunista di Saloth Sar (meglio conosciuto col soprannome di Pol Pot, uno che, se il suo popolo fosse stato abbastanza numeroso, avrebbe superato di gran lunga i massacri compiuti dalla coppia di assassini più feroce del ventesimo secolo, Mao e Stalin) riuscì a tenere ben nascosti i propri propositi e ad apparire fino all'ultimo come uno dei tanti movimenti appartenenti a una coalizione che, in realtà, aveva monopolizzato.
La tragedia ha altri attori, molto più piccoli. Lon Nol, uomo politico e cattivo stratega militare che nel 1970 ebbe l'idea, probabilmente malaugurata, di scalzare il re cambogiano e schierarsi fermamente a fianco degli Stati Uniti. Infine Sihanouk, il re menzionato poco fa, un politico furbo e consumato nonché regista di film scadenti, uno che fece della propria vita uno slalom tra mille ostacoli e mille nemici, cadendo alcune volte ma riuscendo sempre a tornare in sella in un modo o nell'altro, a grande vantaggio di sé stesso ma non del suo popolo.
sabato 20 febbraio 2016
In morte di Umberto Eco
La morte di Umberto Eco, notizia di oggi, scatenerà orde di espertoni che si metteranno a parlare di lui. Io di Eco so poco o niente e non ho letto i suoi libri, al massimo qualche articolo (e ho seguito magari un paio di interventi in televisione) quindi non c'è pericolo che mi cimenti in un'impresa del genere. Ricordo però quando parlò dei social network: ne parlò male, dicendo che danno diritto di parola a una legione di imbecilli che una volta venivano messi a tacere, senza permettere loro di far danno, mentre adesso hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. Da una parte l'opinione mi pareva espressa con una certa alterigia, dall'altra non potevo che sentire le ragioni per cui era stata espressa, e in un post recente ho in effetti espresso lo stesso sgomento (ricordate dove?).
È così. Può capitare che cerchi di aprire una discussione su un argomento e vieni coinvolto in una rissa da un troll, e puoi solo andartene per non essere coinvolto dai mezzucci di certi deficienti.
Siamo nell'epoca in cui il raglio dell'idiozia ha sempre ragione. Forse ci siamo sempre stati, ma oggi si fa fatica a sentire qualcosa d'altro.
È così. Può capitare che cerchi di aprire una discussione su un argomento e vieni coinvolto in una rissa da un troll, e puoi solo andartene per non essere coinvolto dai mezzucci di certi deficienti.
Siamo nell'epoca in cui il raglio dell'idiozia ha sempre ragione. Forse ci siamo sempre stati, ma oggi si fa fatica a sentire qualcosa d'altro.
lunedì 15 febbraio 2016
Master di Scrittura Creativa
Dopo aver letto un po' di manuali di scrittura per "principianti," quelli che insegnano a evitare gli errori più atroci, mi sono dedicato a un tomo un pochino più evoluto, che promette di essere un "secondo livello" per chi possiede già gli elementi essenziali. L'autorice è Jessica Page Morrell e il titolo (non proprio originalissimo) è Master di Scrittura Creativa. Edito da Dino Audino Editore come cento manuali di questo tipo. In effetti i lavori di questa autrice sono per lo più corsi di scrittura, mi pare di capire, e questo è un po' sospetto... una delle cose che ricordo dal corso (dal vivo, non il libro) tenuto da Franco Forte è: "Per capire se il docente è qualificato, controllate se ha pubblicato qualcosa..." questa autrice in effetti come narrativa ha poco o niente all'attivo. Vale la pena di leggere il manuale?
venerdì 12 febbraio 2016
Jugglerz of the Dead
La nuova rivisitazione del tema zombie la firma Massimo Mazzoni, con un gruppo di artisti girovaghi in cerca di fortuna e morti viventi da eliminare, che vengono chiamati "comparse" nel loro gergo da gente di spettacolo. I tre protagonisti sono giocolieri e se la cavano con palle, clave, catene che vengono usate come nei tradizionali numeri da circo ma con la variante che adesso finiscono in testa ai morti viventi per toglierli di torno. I Jugglerz of the Dead sono proprio loro, Nora, Cris e Reiner, giorvaghi a bordo di un pulmino per offrire spettacolo e assistenza alle comunità assediate dagli zombie, cercando di metterla sul ridere e di recuperare un minimo di leggerezza esistenziale. Leggerezza di cui c'è un grande bisogno visto che la gente soffre, dispera, si uccide e uccide il proprio prossimo anche e soprattutto nel mondo disperato del post-apocalisse.
Storia breve, un momento di vita di questi tre viandanti dall'incerto futuro.
Storia breve, un momento di vita di questi tre viandanti dall'incerto futuro.
martedì 9 febbraio 2016
Point Break (2015)
Il film di Kathryn Bigelow, del 1991, è uno dei miei preferiti. Bellissima storia adrenalinica con un bel po' di attori che mi piacciono (Keanu Reeves, Patrick Swayze, Gary Busey, Lori Petti), è rimasto uno dei pochi che posso sempre rivedere volentieri. Quando ho saputo che veniva fatto un remake di Point Break ho deciso di non perderci tempo, soprattutto dopo aver visto il trailer, ma poi è capitato che un amico lo voleva vedere e quindi sono andato al cinema pronto a massacrare questo sacrilegio, remake di un film che non ha nessun bisogno di essere rifatto, che può essere rivisto oggi così com'era ai suoi tempi. Ma no, non ho nemmeno potuto odiarlo come si deve, perché in realtà questo Point Break (2015) è totalmente un altro film, con certe scene simili e alcuni personaggi che portano lo stesso nome, e non prova nemmeno, in verità, a confrontarsi con quello della Bigelow.
Precisiamo che non c'è nessun nome da ricordare nella nuova pellicola: insignificante il capo dei "cattivi" che ovviamente fa di nome Bodhi, belloccio ma vacuo il nuovo (biondo) Johnny Utah, inguardabile l'attore che fa la parte di Angelo (il "socio" di Utah), insignificante l'attrice che prende il ruolo femminile (scarso di senso pure esso, se non che una donna ce la dovevano mettere), ininfluente il regista, e infine c'è da sparare allo sceneggiatore, chiunque sia.
Detto questo, il Point Break del 2015 è un film d'azione con molte scene spettacolari, si può guardare come intrattenimento anche se ha alcuni momenti noiosi (già, quando cercano di essere profondi parlano troppo), e non ha nemmeno senso paragonarlo al suo illustre predecessore. Questo vi basti se state meditando di andare al cinema a vederlo. Il fatto che sia stato programmato in una enormità di sale in Cina mi fa pensare, con tutto il rispetto, che sia stato pensato fin dall'inizio per un pubblico di bocca buona. Da qui in poi, dirò due cosette su questo film rivelandone la trama, ma spiegando anche perché non c'è un vero rapporto con il precedente. Se non avete visto il primo film, temo che capirete poco di questo post.
Precisiamo che non c'è nessun nome da ricordare nella nuova pellicola: insignificante il capo dei "cattivi" che ovviamente fa di nome Bodhi, belloccio ma vacuo il nuovo (biondo) Johnny Utah, inguardabile l'attore che fa la parte di Angelo (il "socio" di Utah), insignificante l'attrice che prende il ruolo femminile (scarso di senso pure esso, se non che una donna ce la dovevano mettere), ininfluente il regista, e infine c'è da sparare allo sceneggiatore, chiunque sia.
Detto questo, il Point Break del 2015 è un film d'azione con molte scene spettacolari, si può guardare come intrattenimento anche se ha alcuni momenti noiosi (già, quando cercano di essere profondi parlano troppo), e non ha nemmeno senso paragonarlo al suo illustre predecessore. Questo vi basti se state meditando di andare al cinema a vederlo. Il fatto che sia stato programmato in una enormità di sale in Cina mi fa pensare, con tutto il rispetto, che sia stato pensato fin dall'inizio per un pubblico di bocca buona. Da qui in poi, dirò due cosette su questo film rivelandone la trama, ma spiegando anche perché non c'è un vero rapporto con il precedente. Se non avete visto il primo film, temo che capirete poco di questo post.
venerdì 5 febbraio 2016
Ash Vs Evil Dead
Ne ho visti solo alcuni episodi. Il personaggio, ovviamente, lo conosco bene anche se dei suoi film ho visto solo L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi: il mitico Ash Williams, interpretato da Bruce Campbell, uccisore di demoni scanzonato e frenetico e allo stesso tempo apparentemente banale e magari anche poco dotato americano medio. Bruce Campbell, va notato, è anche stato l'esuberante Sam di Burn Notice, altra recente serie TV che m'è piaciuta assai (non ne vedo moltissime).
Nella serie che ha preso il via l'anno scorso, Ash vs Evil Dead, Ash è invecchiato (ovviamente), tormentato dal passato, e vive facendo un lavoro da commesso e abitando in una roulotte. Ha però sempre pronta la fidata sega elettrica da installare al posto della mano perduta quando c'è da affrontare gli spiriti malvagi che possiedono le persone attorno a lui... il misto di commedia e horror di questa serie, il divertimento puro, lo status di "mitico attore di serie B" di Bruce, i soliti bagni di sangue, e per giunta la presenza di Lucy Lawless, che interpretò Xena, la principessa guerriera, creano una miscela che va assaporata. Provare per credere.
Ash da giovane
Nella serie che ha preso il via l'anno scorso, Ash vs Evil Dead, Ash è invecchiato (ovviamente), tormentato dal passato, e vive facendo un lavoro da commesso e abitando in una roulotte. Ha però sempre pronta la fidata sega elettrica da installare al posto della mano perduta quando c'è da affrontare gli spiriti malvagi che possiedono le persone attorno a lui... il misto di commedia e horror di questa serie, il divertimento puro, lo status di "mitico attore di serie B" di Bruce, i soliti bagni di sangue, e per giunta la presenza di Lucy Lawless, che interpretò Xena, la principessa guerriera, creano una miscela che va assaporata. Provare per credere.
sabato 30 gennaio 2016
Gli Odiosi Otto e l'originalità
Tarantino è un regista notevole per il piglio tutto suo, ma che non amo particolarmente. Trovai piacevolissimo il suo primo grande successo, ovvero Pulp Fiction, che risale ormai a precchi anni fa. Decente qualche altro film, sopravvalutato più di uno. Il suo stile di dialoghi barocchi e gonfiati, pellicole lunghissime e (talvolta) la politicizzazione spinta di certi interventi fatti con la profondità di un liceale arrabbiato me lo rendono sospetto e indigesto, ma più di ogni altra cosa temo le sue genialate e le sue... citazioni, ovvero gli omaggi a film e stili del passato che magari non mi entusiasmano. Nel caso di The Hateful Eight, che sta per arrivare sugli schermi e che forse vedrò sebbene mi preoccupi il fatto che sia molto lungo, c'è un'altro dettaglio che m'ispira una riflessione. Il dettaglio è che la trama sembra ricalcata su un episodio di un vecchio telefilm. La riflessione è sulla possibilità di essere veramente originali.
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