sabato 16 luglio 2016

Sottigliezze dei colpi di stato

Nel mentre che si svolgevano molti altri tragici fatti (Dacca, Nizza...) l'esercito turco ha tentato un colpo di stato, che ormai si può dire certamente fallito, contro il presidente Erdogan. Brutta storia. Il presidente-califfo ha fatto strane manovre di politica estera (prima attaccando frontalmente i Russi e poi cercando di farseli amici di nuovo nei giorni recenti, tanto per dirne una), ma per un aspetto si è sempre comportato in modo costante: è l'uomo che ha definitivamente sganciato la Turchia dal razionalismo occidentale (io non dico dall'Europa, che i Turchi non hanno niente a che vedere) e l'ha riportata al medioevo islamico. Un medioevo tecnologico, in certi stati arabi comprato coi soldi del petrolio, gli stessi soldi che finanziano i terroristi che uccidono noi Europei, nel mentre che vengono spesi anche per comprare industrie, marchi, grattacieli nel nostro continente in svendita. A mio parere Erdogan ha fatto una cosa sgradevole (a me e a molti come me) ma democratica, apprezzata dal suo popolo. In effetti, sta facendo cessare una tendenza occidentalista che, in Turchia, doveva prima o poi conquistare nuova linfa o morire, e credo che muoia perché nuova linfa non ha trovato. Occorre qui una spiegazione sul ruolo dell'esercito in Turchia...


Perché l'esercito turco è (era) il guardiano del laicismo? Ci arriveremo un po' alla volta.
La Turchia (che ho avuto il piacere di visitare brevemente un paio di anni fa) era un impero fin dal medioevo, con momenti di grande gloria in cui sembrava che l'Europa Centrale potesse essere conquistata, con gli assedi di Vienna, la conquista dell'Ungheria ecc...
Fin dai primi tempi la potenza turca aveva un problema: la minore competenza tecnologica rispetto agli Europei. Perfino ai tempi della presa di Costantinopoli per venire a capo della resistenza cristiana i Turchi dovettero farsi costruire dei grandi cannoni da tecnici stranieri (alcuni ingegneri Ungheresi si prestarono graziosamente, chissà se lo avrebbero fatto sapendo che in futuro la loro patria sarebbe stata schiacciata dai Turchi). Ma i Turchi erano ben organizzati e aggressivi, e per molto tempo l'arretratezza tecnica non fu un problema. Anzi, per vincere facile col sangue altrui istituirono anche un corpo speciale di soldati fanatici, strappati fin da ragazzini alle famiglie cristiane dei territori occupati dall'impero ottomano, e islamizzati a forza (i giannizzeri).



Poi, per loro come per buona parte del mondo islamico, si manifestò un problema più grave, diciamo dal secondo assedio di Vienna in poi (1683). Armi migliori, artiglierie devastanti, in genere una istruzione tecnica più diffusa cominciavano a fare la differenza. Gli stati occidentali e la Russia strappavano adesso con facilità brani di impero ottomano, litigandosi fra loro la carcassa della vecchia superpotenza turca. Duri a morire, i Turchi cedevano un pezzetto di Balcani alla volta.

Delle differenze culturali ai sultani (imperatori ottomani) importava poco. Anzi, per via del perverso sistema con cui si riproducevano (il tanto decantato harem), essi erano figli di schiave islamizzate a forza, per cui il loro sangue in effetti era sempre più occidentale e la loro cultura rifletteva questo aspetto. Ma quando i sultani più svegli cercarono di "modernizzare" la società per creare un substrato tecnico e culturale che permettesse di rinnovare la supremazia militare di un tempo, si scontrarono contro un immobilismo culturale musulmano tale da rallentare le riforme che (forse) avrebbero permesso di tenersi al passo con l'occidente; è una storia lunga e complessa che non è il caso di raccontare qui. Accenno al fatto che gli Ottomani soffrirono sempre più (anche) per lo stesso problema dei loro nemici Asburgici, ovvero i movimenti nazionalisti non tolleravano più questi antiquati imperi dinastici. Quando la Turchia si fece coinvolgere nella Prima Guerra Mondiale, nonostante alcune vittorie contro gli Inglesi venne sconfitta duramente. Con ribelioni interne destinate ad avere strascichi pesanti (il genocidio armeno, ma anche sanguinose espulsioni di musulmani), Istanbul occupata, il sultanato crollato nell'ignominia, e i Greci che volevano conquistare la costa anatolica.



Mustafa Kemal respinse i termini di pace e condusse una guerra di liberazione che, se da un lato fu durissima contro gli avversari della Turchia, dall'altro portò a profondi mutamenti. L'ultimo sultano venne cacciato, venne adottato dalla sera alla mattina l'alfabeto latino, dato il voto alle donne e una parziale parità dei sessi (parziale sì, ma a livello inaudito per il mondo islamico), adottata una giurisprudenza alla europea, proclamata la repubblica, laicizzata la società dando molte brusche limitazioni al clero, resa illegale la poligamia, riformata l'istruzione... e un sacco di altre cose. Mustafa Kemal era il militare che aveva salvato la patria, nessuno poteva fiatare. Scelse queste riforme perché (come i Giapponesi qualche decennio prima) aveva deciso che ci si doveva modernizzare nello stile occidentale per contare qualcosa nel mondo. I Turchi gli obbedirono alla loro maniera, ciecamente, come se fosse un leader assoluto, e in effetti lo era. Le norme che avrebbero dovuto creare dei cittadini più liberi vennero accettate ma forse non comprese.

Quando Kemal morì, l'esercito, che lo aveva adottato come propria semi-divinità, divenne il custode della laicizzazione e della modernizzazione. E nessuno, nemmeno Erdogan oggi, ha mai osato dire apertamente di voler negare le riforme di Kemal e tornare indietro.

Il ruolo dell'esercito turco può essere giudicato "positivo," nel senso che è intervenuto in molte situazioni in cui era opportuno che qualcuno lo facesse, e anche oggi se avesse eliminato Erdogan molti in occidente non si sarebbero messi a piangere. Questione di punti di vista. Come avrete capito, non è comunque un ruolo democratico; la massa della popolazione turca non è certo all'altezza dei sogni modernizzatori di Mustafa Kemal.

Tantissimi Golpe!
Dopo un periodo in cui governò un partito unico, la Turchia cercò di aprirsi a una vera democrazia dopo la Seconda Guerra mondiale, a cui non aveva partecipato. Nel 1960 ci fu il primo colpo di stato, in un clima di crisi economica, contro il partito Democratico al governo. Seguirono processi, purghe contro politici, militari, giudici, docenti universitari. Dopo il repulisti, secondo un copione ripetuto molte volte, l'esercito restituì il potere alla società civile.
Nel 1971 in un altro periodo di disordini civili venne fatto il colpo di stato "del memorandum," così chiamato perché l'esercito invece di mandare i carri armati per le strade comunicò al governo che avrebbe preso il potere se non si fosse posto fine all'anarchia e alle lotte fratricide. In effetti la lotta politica fra destra e sinistra sembrava rendere impossibile un progresso stabile mantenendo allo stesso tempo l'ordine democratico. Nominando personaggi "sopra le parti" per amministrare la nazione, i soldati cercarono di ristabilire l'ordine, ma riuscirono solo in parte e con grande fatica. La Turchia si trascinò a fatica in un periodo di grande violenza e instabilità, finché nel 1980 l'esercito prese di nuovo il potere, stavolta mettendo in atto una repressione violenta e riportando l'ordine con la forza, e dirigendo per tre anni il paese prima di permettere di nuovo le elezioni.
Nel 1993 una serie di manovre occulte (con la morte sospetta di un sacco di gente) fece concludere che ci fosse stato un nuovo colpo di stato nascosto, insomma una storia di misteri all'italiana, e nel 1997 si ebbe un altro golpe tramite memorandum, definito anche "colpo di stato post-moderno," che rovesciò il governo vigente senza però sciogliere il parlamento.


Il colpo di stato del 2016 è stato messo in atto solo da una parte dei militari. Erdogan ha da tempo "castrato" le forze armate nominando uomini a lui fedeli nelle posizioni chiave, assicurandosi le spalle coperte mentre, con le manovre spregiudicate di politica estera e un costante soffocamento delle libertà in patria costruiva il suo nuovo "sultanato," non senza un grande consenso popolare. Alla fine i soldati hanno tentato una manovra disperata, lanciando una operazione con qualche jet, qualche elicottero, qualche decina di mezzi blindati e forse qualche migliaio di soldati.
Un colpo di stato è una faccenda delicata. Se chi lo tenta non ha in mano tutte le truppe, deve far credere di avere la situazione in pugno, mettendo sotto chiave i principali avversari, occupando le sedi di radio e TV, e tutte le istituzioni chiave. D'altra parte, l'esercito è generalmente un gigante con una forza spropositata, ma un gigante dai piedi d'argilla. I soldati hanno armi micidiali ma generalmente non sanno nemmeno quello che stanno facendo (a parte un pugno di ufficiali). La polizia invece lo sa benissimo, e infatti Erdogan ha il suo corpo di pretoriani proprio per evenienze come questa. Se le cose non si decidono alla svelta, il rischio è che i militari comincino a disobbedire ai loro ufficiali e si squaglino. Quando i Franchisti cercarono di interrompere la transizione della Spagna verso la democrazia (golpe Tejero) successe la stessa cosa, i soldati che avevano preso il parlamento scapparono, così come i militari Turchi sui ponti del Bosforo e nelle sedi televisive si sono consegnati con le mani alzate, e talvolta la polizia li ha difesi dalla vendetta dei seguaci di Erdogan che volevano linciarli. Dopo poche ore, non avendo Erdogan e i suoi ceduto il potere, la gente ha messo i soldati alle strette. Una volta, forse, i militari analfabeti avrebbero sparato sulla folla. Oggi, anche in Turchia, le cose sono diverse.
Questo colpo di stato ha indebolito o rafforzato Erdogan? Leggo su alcuni media che la sua posizione è debolissima. Visto che ha dovuto fare marcia indietro rispetto alla politica estremista seguita negli ultimi mesi (assumendo toni concilianti nei confronti di Russia e Israele), può darsi che sia in una situazione difficile, già da prima del golpe fallito. Adesso però ha superato un momento di crisi e dimostrato che moltissima gente sta con lui. Io lo avrei preferito destituito, ma certamente il popolo turco ha deciso di tenersi... il governo che si merita.



10 commenti:

Davide Storti ha detto...

"Domande. Troppe domande. La Turchia non è un paese di domande."
Mi è tornato in mente questo passo di Kobane Calling di Zerocalcare.
Dici bene. Probabilmente hanno il governo che meritano.

CervelloBacato

Bruno ha detto...

Eh, be', tutti hanno il governo che si meritano, il che dice qualcosa su di noi italiani che magari è sgradevole, ma la dice...

M.T. ha detto...

Questo golpe non mi ha convinto fin da subito. Erdogan scappa e poche ore dopo ritorna: quando c'è un golpe difficilmente si ritorna. Poi troppo veloce la risoluzione: non si risolvono queste cose così.
Non mi sorprenderebbe che tutto ciò fosse una montatura orchestrata da Erdogan per eliminare i suoi nemici. E non penso d'essere l'unico a pensarlo, come non ero l'unico a pensare che l'attacco in Iraq fosse una montatura (infatti Blair poi lo ammise). Questo succede con tiranni e dittatori: per avere sempre più potere, si ricorre alla menzogna e a giocare sul sangue altrui (e la gente, non abituata a pensare ed essere obiettiva, si fa usare).

Bruno ha detto...

@ M.T. riguardo a Erdogan, non era all'estero e non era davvero scappato, sembrerebbe che siano esagerazioni... (il condizionale è d'obbligo). Era in vacanza nel Mar di Marmara quindi a pochi km da Istanbul. Avrebbero bombardato la sua residenza senza beccarlo. Dopo di che sarebbe decollato e rimasto in aria nella zona. Della richiesta di asilo politico in UK e Germania (negata da ambo i paesi, che avrebbero goduto nel vederlo morto) direi che è suggestiva, non so se c'è stata. Mentre era in aria Erdogan ha cominciato a organizzare la sua reazione. Il suo aereo era visibile con transponder e tutto, strano che i golpisti non abbiano mandato un F-16 a tirarlo giù, visto che ne avevano (e ne hanno fatti vedere). Quando Erdogan ha toccato terra a Istanbul le cose stavano già mettendosi meglio per lui, la polizia reagiva, la gente pure. A poco a poco tutti i militari ribelli si sono arresi (ad Ankara mi par di capire che ci siano stati molti più scontri che a Istanbul). Questa storia non è chiara ma non ho una opinione alternativa sui fatti.

M.T. ha detto...

ci sono tante cose che necessitano di chiarezza in questa storia

Ivano Landi ha detto...

Che i militari abbiano sovrastimato così tanto il loro potenziale di riuscita è davvero strano. E quali sono le vere intenzioni di Erdogan? Ha forse un asso nella manica che aspetta di tirar fuori al momento giusto?

Bruno ha detto...

Erdogan era perseguito per delle malversazioni, guarda caso ha radiato i giudici a centinaia come complici del golpe (li ha smascherati in poche ore?). Ha ripreso quota dopo le scuse umilianti con Russia e Israele, e ha colto l'occasione per lanciare un ricatto contro gli USA... il golpe gli ha dato credibilità e se la sta giocando alla grande per farsi un sacco di comodacci suoi.
I militari hanno sbagliato tutto quello che potevano sbagliare (in primis, non hanno ucciso o catturato Erdogan), e non si conosce il nome di alcun leader famoso del golpe, ed è per questo che l'ipotesi di una strumentalizzazione di pochi poveri fessi non è del tutto campata per aria.

Ivano Landi ha detto...

E' che mi ha colpito l'apparente contraddittorietà del comportamento di Erdogan. Sembra stia facendo di tutto per alienarsi le simpatie di Europa e USA e conquistarsi quelle di Putin, fino a poco tempo fa suo nemico mortale. O è impazzito, cosa che non credo, o sta seguendo una strategia precisa.

Bruno ha detto...

Immagino che nelle politiche levantine ci siano molti "dietro le quinte."
Butto lì un problema che Erdogan sente certamente: i Curdi. In Siria se la Turchia combatte contro ISIS i Curdi in teoria sono alleati, in patria sono però pericolosi avversari, perché è evidente che conquistano sempre più le simpatie dell'occidente. I Russi sono un partner commerciale utile, farseli nemici per tenersi l'alleanza degli USA probabilmente non ha senso (anche perché gli USA e l'Europa entro certi limiti sono costretti a tenerselo buono)... forse Erdogan aveva preso un profilo troppo impegnativo ultimamente, e ha ridotto i suoi impegni focalizzandosi sui problemi più importanti.

Bruno ha detto...

... se poi le illazioni che compaiono qui: http://bit.ly/2acdaZ1 ovvero che gli USA avrebbero dato sostegno logistico ai golpisti, fossero vere, è evidente che la mossa di Erdogan (riavvicinamento con Putin) segue un raffreddamento "notevole" delle relazioni con gli USA, ha provocato una mossa maldestra di classica politica yankee, e adesso sarà durissima ricucire lo strappo.
La Turchia rischia di diventare un nuovo Iran?

Ma forse la verità su questa storia non la sapremo mai!