Continua la mia abbuffata "televisiva" con Netflix. Tra le serie TV cui volevo dare un'occhiata s'è intrufolata questa storia di lotta contro gli Zombie, Z Nation, e nonostante mi fossi abbondantemente stufato di una serie simile, ovvero The Walking Dead, non ho potuto trattenermi dal guardare il primo episodio. Lo dico subito, non mi ha entusiasmato, e come qualità della produzione, realismo delle scene ecc... mi è parso che questa serie sia addirittura inferiore.
giovedì 2 giugno 2016
domenica 29 maggio 2016
La solitudine nel frastuono incessante.
Prendo spunto da un post del blog Book and Negative di Germano Greco che, a sua volta, prende spunto da un post di un altro blog...
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
Per farla breve, questo è il primo da visitare, questo il commento su Book and Negative, e se proprio ce la fate, qui a seguire le mie considerazioni. È vero, i blog non hanno più le visite di una volta, ed altrettanto vero, l'attenzione della gente è diminuita.
Risparmio il pippone sul fatto che viviamo nell'era della superficialità. Ma di quello che uno ha da dire (o da scrivere, suonare, ecc...) non frega più nulla a nessuno. Per un po' di tempo i blog (che erano decisamente in crisi) si sono sostenuti con i social network, andando a cercare l'attenzione di chi campa su facebook o twitter, o magari non è proprio conciato così (suvvia!) ma ti trova solo se gli imbocchi l'indirizzo del tuo ultimo post. Adesso i social cominciano a filtrare coi loro algoritmi... vuoi essere visto? Devi pagare. E i blog scoprono di nuovo i numeri di quanti li amano davvero e li visitano perché vogliono leggerli. Mica tantissime persone, posso dirvi, anche se ce ne sono senz'altro alcuni che se la passano meglio di me.
Ma il resto del mondo sta veramente meglio?
In questa continua cacofonia di cliccate, sollecitazioni, metti mi piace, iscriviti alla mia pagina, è brutto scoprirlo, ma non c'è più vera attenzione per niente e nessuno. Solo per i contenuti di chi ha la forza di imporli (forza aziendale intendo) e anche quelli solo per pochi minuti.
Fine del soliloquio depressivo. Mettiamo un meme sui gatti, anche se non c'entra nulla.
mercoledì 25 maggio 2016
Clinton (moglie) contro Trump
Ok, questo argomento non è affatto pertinente al fantasy o alla fantascienza, ma inerente comunque all' "immaginare mondi."Quest'anno c'è una competizione serrata per la presidenza degli USA, un evento certamente importante a livello planetario, per quanto è innegabile che esista un "establishment" dietro al Presidente che toglie molto del suo essere personaggio con grandi poteri personali, e una serie di lobbies e cricche (per chiamarle col loro nome) ce si muovono in maniera più occulta, manipolando la politica e gli uomini che la fanno a suon di quattrini. Caratteristica questa che fa degli USA una democrazia molto annacquata, il che è strano per un paese che pretende di esportarne così tanta. Non che gli Italiani abbiano da criticare molto, ovviamente. Da noi il parlamento è praticamente un teatrino dei burattini senza alcun significato reale.
domenica 22 maggio 2016
Arriva CIV VI
Non ho molto da aggiungere a quanto ho scritto su Fantasy Magazine.
Sono però contento del fatto che questo nuovo Civilization voglia muoversi in direzioni nuove, anche se temo molto che le ipersemplificazioni e le stupidaggini viste in Civ V e Beyond Earth non verranno del tutto cancellate.
Probabile che a ottobre io tiri fuori i soldi per l'ennesima volta e me lo compri...
Sono però contento del fatto che questo nuovo Civilization voglia muoversi in direzioni nuove, anche se temo molto che le ipersemplificazioni e le stupidaggini viste in Civ V e Beyond Earth non verranno del tutto cancellate.
Probabile che a ottobre io tiri fuori i soldi per l'ennesima volta e me lo compri...
mercoledì 18 maggio 2016
RAI addio, e per fortuna c'è Netflix
Credo di aver fatto quello che dovevo per non pagare il canone RAI. Ovviamente ne sono sicuro, ho compilato il form online, dopo essermi procurato una password per il portale dell'Agenzia delle Entrate. Il famoso modulo A. L'ho inviato correttamente e mi è giusta una ricevuta. Ovviamente, con qualsiasi cosa che sia italiano e statale non si può essere mai sicuri perciò la prossima bolletta della luce la guarderò con molta attenzione (non è che mi piaccia fare questo tipo di affermazioni malfidenti, né mi piace parlare male del mio paese, ma ormai sono abituato ad avere sfiducia in qualsiasi contatto con le istituzioni). Se necessario sono pronto a nuovi sbattimenti, la RAI non la guardo e non la voglio pagare. L'ho già detto in un post precedente, ma sono esterrefatto per come è stato reso vessatorio l'adempimento per non pagare quell'odiosa tassa.
sabato 14 maggio 2016
UT 2
Eccoci alla seconda puntata di questa storia edita da Bonelli.
In questa puntata di UT lo scultore Labieno incaricherà il misterioso Iranon di difendere le sue opere da un rivale che le vuole distruggere (e ne ha già rovinate parecchie). Sembra che la collaborazione di UT non sia desiderata, inizialmente, ma comunque sarà impegnato nella vicenda.
L'avversario è un certo Scotti e anche lui ha delle ragioni per nutrire rancore. Quanto a Iranon, lui è interessato alle opere di Labieno perché sono sculture viventi, in parte fatte di materia inerte e in parte organiche e vive. Iranon è nato in una casa con le stesse caratteristiche e, nella ricerca della propria identità, cerca queste misteriose abitazioni nonostante tutti gli dicano che non esistono più; vuole informazioni, mappe ecc... nella speranza di trovare il luogo natale, cui si sente legato anche se non ne ha ricordi precisi.
Qualcosa scopriremo in questa puntata, su certi strani esseri "viventi a metà" che sono difficili da dissociare dalle strutture con cui vivono in simbiosi (vedasi immagine di copertina)... e la lotta fra Labieno e Scotti prenderà l'aria di una rivalità odiosa e meschina ancor più di quanto sembrasse all'inizio.
L'introduzione scritta dagli autori mi aveva un po' lasciato freddo, avevo l'impressione che si parlassero troppo addosso, che perseguissero il bizzarro e l'originale a ogni costo (forse anchea costo del significato), comunque la storia si fa leggere e incuriosisce.
Vedremo il mese prossimo...
In questa puntata di UT lo scultore Labieno incaricherà il misterioso Iranon di difendere le sue opere da un rivale che le vuole distruggere (e ne ha già rovinate parecchie). Sembra che la collaborazione di UT non sia desiderata, inizialmente, ma comunque sarà impegnato nella vicenda.
L'avversario è un certo Scotti e anche lui ha delle ragioni per nutrire rancore. Quanto a Iranon, lui è interessato alle opere di Labieno perché sono sculture viventi, in parte fatte di materia inerte e in parte organiche e vive. Iranon è nato in una casa con le stesse caratteristiche e, nella ricerca della propria identità, cerca queste misteriose abitazioni nonostante tutti gli dicano che non esistono più; vuole informazioni, mappe ecc... nella speranza di trovare il luogo natale, cui si sente legato anche se non ne ha ricordi precisi.
Qualcosa scopriremo in questa puntata, su certi strani esseri "viventi a metà" che sono difficili da dissociare dalle strutture con cui vivono in simbiosi (vedasi immagine di copertina)... e la lotta fra Labieno e Scotti prenderà l'aria di una rivalità odiosa e meschina ancor più di quanto sembrasse all'inizio.
L'introduzione scritta dagli autori mi aveva un po' lasciato freddo, avevo l'impressione che si parlassero troppo addosso, che perseguissero il bizzarro e l'originale a ogni costo (forse anchea costo del significato), comunque la storia si fa leggere e incuriosisce.
Vedremo il mese prossimo...
martedì 10 maggio 2016
I Nuovi Guardiani
Ho letto questo I Nuovi Guardiani in inglese con il titolo The New Watch, anche se qualche mese fa era uscito anche in italiano. Si tratta dell'ultimo nella serie dei Guardiani della Notte, del russo Sergej Luk'janenko. Ho un debole per questa serie, lo ammetto, la ritengo una delle non moltissime storie urban fantasy ben riuscite; in passato ha saputo appassionarmi e da essa è stato tratto un film che non m'è dispiaciuto (il primo, del secondo non posso dire di averlo apprezzato molto). La serie però si sta trascinando oltre il previsto e perde colpi. Aveva, al di là dei singoli libri, una propria narrativa abbastanza precisa, ovvero una evoluzione della storia attraverso i primi tre libri, che portava il protagonista (Anton Gorodetsky, mago della Luce) a prendere coscienza di quanto poco... luminosa fosse la sua crociata contro le forze delle tenebre. Anton, moralmente combattuto, è oppresso da questa consapevolezza: Guardie della Luce, delle Tenebre e dell'Equilibrio, l'organizazione terza che mantiene l'equilibrio fra le tue fazioni opposte, si tengono d'occhio, e se qualcuno compie un'azione per i propri fini (ad esempio, compiendo opere di bene per l'umanità) dà ai propri avversari il diritto di mettere a segno un colpo uguale e contrario. Il che è abbastanza sfiancante per uno che avrebbe voluto essere una specie di paladino.
mercoledì 4 maggio 2016
Nel 2000 non sorge il sole
Il capolavoro di George Orwell, ovvero 1984, è un gran bel libro ma non proprio semplice da trasporre in ambito cinematografico. Certamente non è molto adatto per il pubblico di oggi, trattandosi di una storia cupa e triste ambientata in un mondo tutt'altro che sfavillante e futuristico, per quanto non vi mancassero degli avanzamenti tecnologici rispetto all'epoca in cui il libro era stato scritto. E comunque la maggior parte degli spettatori odierni ha poca testa per un argomento così complesso, per quanto le "distopie" stiano andando di moda e siano oggetto di numerosi film, sebbene per lo più modesti e poco approfonditi.
Avevo parlato in passato del libro, per me un capolavoro, e del film che uscì nell'anno che dà il nome al libro, film con parecchi difetti che lo resero abbastanza indigesto al pubblico (anche a me).
Avevo parlato in passato del libro, per me un capolavoro, e del film che uscì nell'anno che dà il nome al libro, film con parecchi difetti che lo resero abbastanza indigesto al pubblico (anche a me).
martedì 26 aprile 2016
Signore dei Sogni
Questo è un libro più complesso, meno ridanciano, per nulla improntato all'avventura, insomma del tutto diverso dagli altri che ho letto di Roger Zelazny, salvo per una certa introspezione psicologica che lo pervade, ma qui non ci sono protagonisti divini oppure onnipotenti, abbiamo soltanto un personaggio che, per via del ruolo nel lavoro che svolge, può "giocare" a fare il dio in ambienti molto limitati, e infatti dà lo spunto per il titolo: Signore dei Sogni.
Il titolo si riferisce a Render, uno psicanalista che si serve di un potente apparato, il ricetrasmettitore neurale, per creare mondi fantastici dove i pazienti possano agire le proprie nevrosi, in modo da dar modo a lui, come terapeuta, di affrontarle in questi ambienti che manipola a piacere, portando quindi il paziente ad abbandonarle e a dirigersi verso la guarigione. Il lavoro di Render s'intende essere molto specializzato e ottima fonte di guadagni, nonché certamente una base possente per costruire il prestigio sociale e la propria immagine di sé. Questo perché del protagonista vedremo molto spesso la capacità di agire "in controllo della situazione," da perfetto individualista che pure in mezzo agli altri tende a manovrare le cose in modo che si svolgano per il meglio dal suo punto di vista, molto di meno una reale capacità di interagire con le altre persone.
Il titolo si riferisce a Render, uno psicanalista che si serve di un potente apparato, il ricetrasmettitore neurale, per creare mondi fantastici dove i pazienti possano agire le proprie nevrosi, in modo da dar modo a lui, come terapeuta, di affrontarle in questi ambienti che manipola a piacere, portando quindi il paziente ad abbandonarle e a dirigersi verso la guarigione. Il lavoro di Render s'intende essere molto specializzato e ottima fonte di guadagni, nonché certamente una base possente per costruire il prestigio sociale e la propria immagine di sé. Questo perché del protagonista vedremo molto spesso la capacità di agire "in controllo della situazione," da perfetto individualista che pure in mezzo agli altri tende a manovrare le cose in modo che si svolgano per il meglio dal suo punto di vista, molto di meno una reale capacità di interagire con le altre persone.
sabato 23 aprile 2016
I talenti che se ne vanno
Le litanie e pianti greci che sui social seguono la dipartita di un personaggio celebre mi hanno un po' stancato, per cui se non devo dire qualcosa di particolare non dico niente, ma bisogna riconoscere che il 2016 sta veramente facendo strage di artisti famosi...
mercoledì 20 aprile 2016
Un Ricordo Troppo Lontano
Non è che capiti spesso... ho composto il testo per una canzone. L'autore è l'amico Simone (questo il suo blog), che suona anche la chitarra, le tastiere e (grazie al sintetizzatore elettronico) la batteria, oltre a cantare: insomma una specie di one-man-band. Il suo primo (credo) prodotto in vendita è un mini-album, sempre che in epoca digitale la definizione abbia ancora significato: lo trovate qui a un prezzo decisamente contenuto; è possibile ascoltare una breve anteprima di ciascun pezzo. La canzone per cui ho scritto le parole è Un Ricordo Troppo Lontano (si può anche acquistare separatamente per meno di un euro), è dedicata alla prima guerra mondiale, che si svolgeva cento anni or sono, e in particolar modo a quelli che sono caduti durante il conflitto, di cui ho scritto qualcosa in un articolo precedente di questo blog.
Per quanto riguarda la musica non ho molto da dire nel senso che me ne intendo poco e quindi poco posso dire, salvo che trovo più familiare lo stile "cantautore" che quello "cantante pop" per cui avevo immaginato una cosa più minimale dal punto di vista della musica. Peraltro occuparmi della musica non era compito mio.
Per quanto riguarda la musica non ho molto da dire nel senso che me ne intendo poco e quindi poco posso dire, salvo che trovo più familiare lo stile "cantautore" che quello "cantante pop" per cui avevo immaginato una cosa più minimale dal punto di vista della musica. Peraltro occuparmi della musica non era compito mio.
lunedì 18 aprile 2016
Io, Nomikos, l'Immortale
Questo nuovo incontro con Roger Zelazny non è stato altrettanto fortunato rispetto a quello con Signore della Luce, che ho letto di recente. Io, l'Immortale (oppure Io, Nomikos, l'Immortale, a seconda dell'edizione che leggete) è un libro più breve, se vogliamo molto più semplice, ma che ci mette un po' a ingranare, e senza la stessa capacità di trascinare il lettore. non sto dicendo comunque che sia un brutto libro, solo non regge il confronto con il precedente.
L'elemento in comune con Signore della Luce, e in effetti con parecchia della produzione di Zelazny, è la presenza di individui speciali, con poteri o capacità tecniche che li elevano molto al di sopra dei comuni mortali (sebbene questa volta la questione sia più sfumata, ma il protagonista è comunque una specie di essere leggendario e immortale), e il ritorno o la rinascita del mito, della leggenda, della creatura fantastica a fianco dell'invenzione tecnologica o della macchina. La Terra sfregiata dalla guerra atomica, e il mondo mutante che ha preso piede quasi dappertutto, salvo alcune località costiere e alcune isole, porta a un mondo di creature talvolta deformi e immonde, quasi sempre pericolose, ma che richiamano talvolta le forme dei mostri e delle creature mitologiche dell'antichità (abbiamo dei satiri in questo libro, per esempio, o meglio qualsiasi cosa siano, Zelazny li chiama satiri). A queste tematiche misteriose l'autore come al solito accoppia una vena ironica e una concreta semplicità nel descrivere le cose, e i modi di fare di protagonisti che, a qualsiasi mondo tecnologico o magico appartengano, qualsiasi maschera utilizzino per muoversi tra i comuni mortali, non dimenticano di usare sempre una buona dose di pragmatismo e senso pratico.
L'elemento in comune con Signore della Luce, e in effetti con parecchia della produzione di Zelazny, è la presenza di individui speciali, con poteri o capacità tecniche che li elevano molto al di sopra dei comuni mortali (sebbene questa volta la questione sia più sfumata, ma il protagonista è comunque una specie di essere leggendario e immortale), e il ritorno o la rinascita del mito, della leggenda, della creatura fantastica a fianco dell'invenzione tecnologica o della macchina. La Terra sfregiata dalla guerra atomica, e il mondo mutante che ha preso piede quasi dappertutto, salvo alcune località costiere e alcune isole, porta a un mondo di creature talvolta deformi e immonde, quasi sempre pericolose, ma che richiamano talvolta le forme dei mostri e delle creature mitologiche dell'antichità (abbiamo dei satiri in questo libro, per esempio, o meglio qualsiasi cosa siano, Zelazny li chiama satiri). A queste tematiche misteriose l'autore come al solito accoppia una vena ironica e una concreta semplicità nel descrivere le cose, e i modi di fare di protagonisti che, a qualsiasi mondo tecnologico o magico appartengano, qualsiasi maschera utilizzino per muoversi tra i comuni mortali, non dimenticano di usare sempre una buona dose di pragmatismo e senso pratico.
venerdì 15 aprile 2016
Canone Rai, tutto da rifare?
Mentre mi stavo interessando per la presentazione dell'esenzione al canone RAI, salta fuori la notizia della bocciatura da parte del Consiglio di Stato. A quanto pare "manca una precisa definizione" di cosa è un televisore... manca anche il formale via libera del ministero dell'Economia. Insomma si finisce in pagliacciata prima ancora di cominciare.
Sembra che ci sarà una proroga dei termini per dichiarare di essere esenti dal pagamento. Be', io questa tassa non la voglio pagare e con tutto il casino che sta nascendo intorno a questo problema, comunque non demordo.
Sembra che ci sarà una proroga dei termini per dichiarare di essere esenti dal pagamento. Be', io questa tassa non la voglio pagare e con tutto il casino che sta nascendo intorno a questo problema, comunque non demordo.
mercoledì 13 aprile 2016
On Killing
Questo libro richiama gli argomenti di On Combat, di cui ho parlato qualche tempo fa. In effetti è stato scritto prima. Il titolo è On Killing e l'autore uno dei due che hanno scritto On Combat, Dave Grossman, e mentre ci sono in embrione tutti gli argomenti di cui il secondo libro parla, si concentra più sul fatto base dell'uccidere, com'è, come ci si riesce, quali sono i pensieri che si accompagnano all'azione e le conseguenze. Una questione piuttosto delicata perché, se è vero che ci sono ancora, pure in Italia, dei posti e delle situazioni dove è molto naturale "doversi battere" ed eventualmente farlo fino alle estreme conseguenze, la maggior parte della gente che è in grado di tenere in mano un libro e leggerlo è molto lontana da esigenze di questo tipo: ne siamo rimossi psicologicmanete e culturalmente.
D'altra parte, esiste una reticenza naturale, un istinto animale che spinge a non fare del male al proprio simile. E anche una tendenza a non prendere per buone le pretese dei comandanti militari che ti dicono di fare una cosa o l'altra. E così, prendendo il via dagli studi di un ufficiale statunitense, S.L.A. Marshall (le lettere stanno per Samuel Lyman Atwood), Grossman ci rivela che i soldati hanno sempre, in buona parte, evitato di ammazzare altri uomini, se potevano evitarlo. Gli studi di Marshall hanno rivelato che durante la Seconda Guerra Mondiale solo il 15 o 20 per cento dei soldati cercava di uccidere dei nemici. Si parla qui del soldato di fanteria col fucile in mano, che a quanto pare è spesso passivo, anche quando in pericolo di essere a sua volta ucciso. L'equipaggio di un bombardiere o quello di un carro armato esegue generalmente i propri compiti, le armi pesanti (cannoni) e le armi di squadra (mitragliatrici) di solito sparano, ma il soldato da solo con la sua arma individuale, a quanto sembra, spesso si limitava a sparare in aria o non sparava per niente, a meno che non ci fosse nelle vicinanze un ufficiale che lo esortava e controllava.
D'altra parte, esiste una reticenza naturale, un istinto animale che spinge a non fare del male al proprio simile. E anche una tendenza a non prendere per buone le pretese dei comandanti militari che ti dicono di fare una cosa o l'altra. E così, prendendo il via dagli studi di un ufficiale statunitense, S.L.A. Marshall (le lettere stanno per Samuel Lyman Atwood), Grossman ci rivela che i soldati hanno sempre, in buona parte, evitato di ammazzare altri uomini, se potevano evitarlo. Gli studi di Marshall hanno rivelato che durante la Seconda Guerra Mondiale solo il 15 o 20 per cento dei soldati cercava di uccidere dei nemici. Si parla qui del soldato di fanteria col fucile in mano, che a quanto pare è spesso passivo, anche quando in pericolo di essere a sua volta ucciso. L'equipaggio di un bombardiere o quello di un carro armato esegue generalmente i propri compiti, le armi pesanti (cannoni) e le armi di squadra (mitragliatrici) di solito sparano, ma il soldato da solo con la sua arma individuale, a quanto sembra, spesso si limitava a sparare in aria o non sparava per niente, a meno che non ci fosse nelle vicinanze un ufficiale che lo esortava e controllava.
mercoledì 6 aprile 2016
Signore della Luce
Ce n'è voluto, per convincermi a leggere questo libro, per quanto fossi sicuro che fosse molto bello. Alla fine mi sono stancato di rimandare, e mi sono gustato questo Signore della Luce scritto oltre 40 anni fa da Roger Zelazny (e vincitore del Premio Hugo).
Zelazny, scrittore affascinato da temi quali la vita eterna e i poteri che possono rendere un uomo quasi divino, ha scritto in questa occasione un libro con una spiegazione fantascientifica alla base, che echeggia nei comportamenti dei personaggi, e un sapore estremamente fantasy nello svolgimento e nelle immagini che evoca. I principali protagonisti della storia sono i primi colonizzatori di un pianeta dove hanno trovato varie culture e creature ostili, tra cui temibili esseri con una predisposizione a manipolare l'energia, che chiameranno demoni; questi primi uomini sono riusciti a imporsi sull'ambiente e a perfezionare un sistema per trasferire la loro mente a dei corpi ospite, in modo da portare la loro personalità, la loro esperienza e anche certi poteri acquisiti con la tecnologia da una incarnazione all'altra, diventando praticamente delle divinità immortali. Fin dall'inizio del libro scopriremo che è possibile, per uno almeno di questi super-uomini, esistere anche senza essere incorporato. Questi uomini-dei possono inoltre decidere di cambiare sesso semplicemente cambiando corpo ospite.
Zelazny, scrittore affascinato da temi quali la vita eterna e i poteri che possono rendere un uomo quasi divino, ha scritto in questa occasione un libro con una spiegazione fantascientifica alla base, che echeggia nei comportamenti dei personaggi, e un sapore estremamente fantasy nello svolgimento e nelle immagini che evoca. I principali protagonisti della storia sono i primi colonizzatori di un pianeta dove hanno trovato varie culture e creature ostili, tra cui temibili esseri con una predisposizione a manipolare l'energia, che chiameranno demoni; questi primi uomini sono riusciti a imporsi sull'ambiente e a perfezionare un sistema per trasferire la loro mente a dei corpi ospite, in modo da portare la loro personalità, la loro esperienza e anche certi poteri acquisiti con la tecnologia da una incarnazione all'altra, diventando praticamente delle divinità immortali. Fin dall'inizio del libro scopriremo che è possibile, per uno almeno di questi super-uomini, esistere anche senza essere incorporato. Questi uomini-dei possono inoltre decidere di cambiare sesso semplicemente cambiando corpo ospite.
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