venerdì 14 marzo 2014

47 Ronin

Il fatto è almeno parzialmente storico, ma il film contiene elementi da fantasia: diciamo pure che è un autentico film fantasy con stregoneria, mostri e mostriciattoli, e un popolo stranissimo confinato in una foresta (i Tengu, umanoidi con caratteristiche di uccelli). 47 Ronin negli USA è andato male nonostante lo sfarzo e la ricchezza di particolari evidenti nell'ambientazione (compaiono anche gli occidentali confinati in un porto giapponese: Kai, il personaggio interpretato da Keanu Reeves discende da uno di loro e da una giapponese, è un mezzosangue). A me piacciono i film in costume e l'ambientazione giapponese non mi dispiace, prciò mi sono comunque ripromesso di vedere questo film.


Il mio giudizio, per farla breve, è che il film manca di verve in alcuni punti ed è piuttosto noiosetto e prevedibile per quanto riguarda i personaggi e il loro comportamento, ma ho trovato la visione comunque piacevole per cui credo che chiunque si senta "motivato" a vedere un film di questo genere dovrebbe comunque provare. C'è inoltre un rispettabile cast di attori. Oltre al già citato Keanu Reeves (che forse fatica a trovare un posto per sé in questa storia tipicamente giapponese) abbiamo Rinko Kikuchi (eroina di Pacific Rim) nei panni di Mizuki, una pericolosa (e odiosa) strega capace di mille metamorfosi e imbrogli, Hiroyuki Sanada (Ring) nel ruolo di Oishi, il capo dei 47 Ronin e anche vero protagonista del film.


Per il resto le performance non mi sembrano stellari ma ricorderò Tadanobu Asano nei panni di Kira, il rivale di Asano, che è padrone dei samurai (e futuri Ronin)... Tadanobu non recita in maniera particolarmente memorabile ma mantiene costantemente un sorrisetto odioso che merita da solo la menzione. Il regista invece è Carl Rinsch, al suo debutto (un particolare che forse spiega quel qualcosa che spesso si sente mancare nel film?).

La storia è un caposaldo della cultura giapponese ed è stata narrata in molte varianti; ne hanno tratto un'infinità di film per un pubblico che non si stanca mai di farsela raccontare (anche al cinema dove ho visto io il film il pubblico, non numerosissimo, comprendeva una buona quantità di asiatici): a causa di una disputa, un insulto o una minaccia il nobile Asano colpisce o aggredisce un altro nobile (Kira). Nel film sarà la magia della perfida Mizuki ad accecare il povero Asano (interpretato da Min Tanaka senza infamia e senza lode) e a fargli compiere il misfatto, misfatto che lo Shogun punisce costringendo Asano al suicidio (nota per chi non è appassionato di storia o di cose giapponesi: per diversi secoli lo Shogun era il comandante militare nominalmente al servizio dell'imperatore, e in realtà detentore del vero potere). I samurai di Asano diventano Ronin, guerrieri senza padrone, e sono risentiti per il fatto che Kira non abbia subito alcuna condanna in quanto lo ritengono il vero colpevole. Pertanto finiscono per eliminarlo e accettano di essere a loro volta condannati a morte per averlo ucciso.

Non vi anticipo se il film riporta i fatti esattamente come in questa descrizione. Godetevi il ritmo solenne, talvolta anche un po' noioso, le belle scenografie (villaggi giapponesi ricostruiti in Ungheria, pare) e il pathos dei sentimenti. Un po' forzata e decisamente impossibile quella di Kai il mezzosangue (Reeves) nei confronti della figlia di Asano, un altro sintomo di quanto la produzione abbia stentato a trovare in questa storia tradizionale un posto in cui mettere l'attore USA.

No, non è un film perfetto. Comunque vi invito a godervi lo spettacolo, che ha i suoi momenti.Quanto al 3D... boh? Se non lo avessero messo non credo si sarebbe perso molto.







8 commenti:

Mirko Sgarbossa ha detto...

Io non l'ho visto,ma mi sa tanto da americanata, e da banalizzazione di un evento altamente simbolico della storia giapponese. La mia ultima esperienza al cinema è stata la Ghost in the shell night. essendo appassionato di animazione giapponese non me la sono persa :) comunque valuterò anche questo :)

Bruno ha detto...

@ Mirko Sgarbossa: l'americanizzazione però è venuta male, perché il personaggio di Keanu Reeves fatica a trovare una collocazione nella trama: sembra che vogliano fare un film pesantemente tradizionale alla giapponese, poi si inventano delle sequenze più spettacolari, poi infilano Keanu in qualche ruolo... insomma non è sfruttata bene né la storia né gli attori.

Mirko Sgarbossa ha detto...

Peccato, perché Keanu è un buon attore e la storia dei 47 ronin sarebbe un bel soggetto per una sceneggiatura, ma come tutte le cose vanno fatte con intelligenza.

cooksappe ha detto...

volevo andarlo a vedere :S

Bruno ha detto...

@ Cooksappe: e allora vai, no ? ;)

Giuda ha detto...

La forzatura che citi sull’inserire un attore americano mi ha ricordato Hachiko con Richerd Geere, anche in quel caso si trattava di una storia tipicamente giapponese che poteva essere raccontata così com’era, invece è stata trasportata su territorio USA con una supercazzola (probabilmente per venderla a un pubblico poco esterofilo). Comunque da come ne parli sembra interessante e divertente, quindi me lo vedrò. :)

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Ah me ha ricordato "L'uomo con i pugni di ferro".
Sono film chiassosi, che fanno tanta scena ma di sostanza nulla.
Del resto, se ti vuoi divertire li consiglio vivamente :)

Francesco La Manno ha detto...

Mi è piaciuto subito questo film, sin dalla prima volta che ho visto il trailer. Penso che andrò a vederlo.