mercoledì 4 settembre 2013

L'Evocazione - The Conjuring

L'horror, si sa, generalmente raggiunge il fondo e poi comincia a scavare. Nella difficoltà di tirare fuori qualche cosa di nuovo i registi e gli sceneggiatori macinano idee come possono, e spesso il risultato è catastroficamente scarso. Questo The Conjuring, con doppio titolo in italiano (L'Evocazione), diretto da James Wan, famoso per altri film dell'orrore da Saw in poi, sceglie di tirare fuori il vecchio armamentario: la villa tenebrosa dove è successo qualcosa di orribile, le porte che cigolano e si chiudono da sole, le cose misteriose intraviste per un attimo, le presenze invisibili, il mostro che ti viene sbattuto in faccia all'improvviso e via dicendo. La storia prende ispirazione da un vero caso gestito da veri "demonologi," Ed e Lorraine Warren (interpretati rispettivamente da Patrick Wilson che è niente meno che Dreiberg in Watchmen, e Vera Farmiga, attrice statunitense di origini ucraine).

Il film è ambientato negli anni '70. I due coniugi Warren fanno una vita da investigatori dell'incubo alla Dylan Dog, diciamo, e hanno una certa fama per interessarsi di casi di possessioni demoniche, dove intervengono con l'aiuto di strumentazione scientifica e assistenti, e riservano il ruolo dell'esorcista ad autentici sacerdoti. Non è un mestiere facilissimo, anzi Lorraine, soprattutto, ne è consumata, tuttavia insiste per continuare questa attività.



Quando la moglie di un trasportatore li chiama, i Warren intervengono con una sana dose di scetticismo iniziale ma presto comprendono che qualcosa non va. I due coniugi Perron (Ron Livingston e Lili Taylor) sono in difficoltà perché hanno acquistato una casa piuttosto cadente in un'asta e quando il posto si rivela infestato dagli spiriti non possono liberarsene perché vi hanno investito i risparmi: ci devono abitare per forza (con un'orda di figlie a carico, da una bambina in età pre-scolare a una adolescente). Fin dalla prima notte le cose si mettono male perché il cane di famiglia (spoiler?) ci lascia subito la pelle, e da lì arriva tutta una serie di macabri segnali.

Una gran quantità di fatti atroci si sono verificati nella casa e negli immediati dintorni. Dopo aver indagato e scoperto le radici di questo male Ed e Lorraine dovranno mettere in gioco la loro stessa sicurezza per aiutare i coniugi Perron. Con una trama tutto sommato non molto originale (interessanti comunque gli strumenti "d'epoca" veramente usati dai cacciatori di fantasmi), The Conjuring si ricatta per l'abilità del regista e per un commento musicale che non saprei se definire di gran qualità ma usato in maniera ben azzeccata. Lo stesso dicasi per i suoni e le immagini che appaiono improvvisamente a far venire il singhiozzo allo spettatore. Usando sapientemente i cliché del genere horror James Wan è riuscito a creare una pellicola che riesce a creare autentica tensione e inquietudine.
Giudizio finale: obbligatorio per l'amante del genere, direi.


martedì 3 settembre 2013

Frederik Pohl ci ha lasciati

L'anno 2013 sta portando via una grande quantità di artisti legati al fantastico, e purtroppo ieri è stato il turno di Frederik Pohl, nato la bellezza di 93 anni fa e in grado di vantare una interminabile carriera, dall'epoca d'oro delle riviste americane d'anteguerra fino ai giorni nostri. Riposi in pace.

giovedì 29 agosto 2013

Elysium

Neill Blomkamp non è il mio regista preferito (come mai? colpa di District 9, leggi qui...), tuttavia ha fatto certamente un passo in avanti costruendo con questo Elysium un film che, interpretato e goduto come semplice e ingenuo spara-spara (ovvero film d'azione con molti botti, molti muscoli e poco altro) può far passare il tempo piacevolmente. Stavolta può contare su un madget maggiore che nella sua precedente fatica, ed ecco che il protagonista è niente meno che Matt Damon, che interpreta Max Da Costa, operaio in tuta blu con precedenti penali all'inizio del film. Nella parte dell'amoruccio platonico, ovvero l'infermiera Frey, abbiamo Alice Braga. Tra i cattivi troviamo la perfida Jessica Delacourt (Jodie Foster), William Fichtner nei panni di Carlyle, un  industriale crudele e gelido, Sharlto Copley nel ruolo di Kruger, solito mercenario pronto a tutto, sadico e pazzoide, e un sacco di burocrati che assomigliano ai funzionari che stanno a Bruxelles (del resto la Foster la fanno parlare in francese...). Tra i buoni c'è un gruppetto di hacker, imprenditori del furto (Spider ovvero Wagner Moura), gente spiantata varia che cerca di riportare Max sulla brutta via.

martedì 27 agosto 2013

Livido

Una storia di fantascienza rancida e sporca, livida come la carne martoriata di botte, questa che ci propone Francesco Verso per la Delos Books. Livido è la storia di Peter, un trashformer, ovvero uno di quelli che spremono il valore ancora recuperabile dai rifiuti, cercando quello che i più fortunati sprecano per riciclarlo in un mondo più povero, un mondo di casermoni e squallore, in una società irrimediabilmente stratificata.
Un paesaggio di rifiuti circonda gli insediamenti umani, rifiuti che per alcuni sono una miniera ma che spargono anche malattie e veleno, rifiuti che si tramutano alla fine in irrimediabile marciume, la "palta" con cui i protagonisti lottano per strapparle qualche oggetto che abbia un residuo di valore. Un mestieraccio che in effetti è anche un business in grande stile, perché oltre ai disperati che lavorano in proprio ci sono quelli inquadrati da una grande multinazionale.

giovedì 22 agosto 2013

Kindle Paperwhite

Per alcuni anni me la sono cavata con il Bebook, un e-reader di scarsissima qualità pagato decisamente troppo per quello che valeva (ma ai tempi i prezzi erano elevati, quindi sembrava perfino una buona occasione).
In questo periodo mi sono trattenuto dal cercare qualcosa di meglio nella speranza che uscisse un prodotto di reale convergenza tra tablet e lettori di libri digitali (non è successo, per quanto ne so, anzi la gente si è messa a leggere libri su strumenti, come i tablet e gli smartphone, che non sarebbero indicatissimi allo scopo) e augurandomi invano che vi fosse una rinuncia al DRM da parte dei grossi produttori (cosa che mi incentiverebbe a utilizzare molto di più il digitale come sistema di lettura).

Quindi non mi sono comprato questo lettore che considero il prodotto ottimale, ovvero il Kindle Paperwhite, perché speravo che Amazon cambiasse politica. A dire la verità mi inquieta anche la prospettiva di Amazon come unico (o prevalente) detentore del mercato digitale del libro, se un giorno la cosa dovesse realizzarsi, ma è un altro discorso.
E' quindi a causa di un regalo che mi trovo felice possessore di un Kindle Paperwhite. Devo dire che a parte la modalità di funzionamento, che mi ha costretto praticamente a installare il wifi in casa, faccenda cui dovevo comunque provvedere ma che rimandavo allegramente da tempo, questo lettore unico nel suo genere è davvero prodigioso. E facilita enormemente la lettura dei libri.

Il vantaggio del Paperwhite è lo schermo illuminato in maniera non fastidiosa per gli occhi, una tecnologia che per adesso la concorrenza non possiede. Per il resto è di utilizzo semplice anche se il touch screen a volte litiga coi miei ditoni. Lo schermo viene difficilmente influenzato da fonti di luce esterne e si può "zoomare" fino a leggere con caratteri molto grandi, se si vuole. Lo schermo grigiastro e magari disturbato da riflessi, che a volte faceva rimpiangere la pagina di carta, è un ricordo del passato.

Per leggere formati di testo non supportati esiste un software molto semplice (calibre) che dà risultati generalmente decenti. Un po' un guaio se il testo ha molte note e rimandi, ma non si può avere tutto.

giovedì 15 agosto 2013

Kick-Ass2

Lo sapevo che questo film sarebbe stato un'incredibile vaccata perché la buona idea (sebbene non del tutto originale) del predecessore ce la si può giocare una volta sola. Avrebbe potuto venir meglio, comunque.
Purtroppo Kick-Ass 2 è anche inutilmente complicato, con diverse scene in cui i protagonisti promettono che non faranno più i supereroi, e poi invece riprendono, formano delle squadre, si allenano ecc... e non mancano personaggi che appaiono per pochissime scene tanto per dar loro un ruolo a tutti i costi. Insomma Kick-Ass 2 non ha la freschezza del suo predecessore, ed è fin troppo lungo.



Sono su twitter!

Immagino che nessuno fosse lì a trattenere il fiato per questa notizia, comunque sono su Twitter e qualche volta lo uso addirittura!


lunedì 12 agosto 2013

Castle of Days

Acquistare questo libro non ha senso se non siete appassionati all'opera di Gene Wolfe e curiosi di sapere qualcosa di più su questo scrittore; ovviamente non ha senso se non conoscete l'inglese. Castle of Days è una raccolta di scritti molto eterogenei: racconti, lettere a editori o agenti, discorsi pronunciati alle conventions, articoli che spiegano la genesi della sua opera più famosa (Il Libro del Nuovo Sole, che divenne da trilogia pentalogia) spiegando qualcosa dell'incomprensibile lessico usato nella serie - a dire il vero molto meno incomprensibile per chi abbia studiato il greco antico - brevi saggi e generalmente divagazioni sul mestiere di scrivere. Gli scritti di questa raccolta sono generalmente degli anni '80.



lunedì 5 agosto 2013

Into the Wild

La storia di un giovane che dopo la laurea abbandona la famiglia (falsa, soffocante, violenta) e cerca una riscoperta della realtà e della felicità nel viaggio, nella natura e nella solitudine: tratto da un libro che s'ispira a una storia vera, Into the Wild è un film fortemente voluto da Sean Penn.
Il protagonista Christopher McCandless (interpretato da Emile Hirsch) è affascinato dalle teorie anarchiche e naturaliste di Thoreau, incontra nel suo viaggio hippie e vari personaggi di ogni tipo (c'è anche una parte per Kristen Stewart, chi lo avrebbe mai detto), e soprattutto fa perdere ai genitori le proprie tracce. Vuole sperimentare la solitudine e la vita semplice, s'impegna in lavori occasionali, discende un fiume in canoa, si isola in Alaska cercando di vivere di caccia e raccolta.


giovedì 1 agosto 2013

Il Ritorno delle Dodici Scimmie

Sembra che stiano per fare una serie televisiva tratta da uno dei film che amo maggiormente, l'Esercito delle Dodici Scimmie di Terry Gilliam. La notizia, che ho trovato qui (in inglese), riporta che la casa produttrice sarebbe la SyFy, ovvero un canale televisivo USA dedito alla fantascienza (in effetti SyFy è controllata da case produttrici più grosse). Tra le produzioni della SyFy c'è, per esempio, Battlestar Galactica reimmaginato, una serie che nonostante il finale decisamente moscio e raffazzonato, colloco tra il meglio che ho visto in questi anni per quanto riguarda la fantascienza, televisiva o cinematografica che fosse.



domenica 28 luglio 2013

Perché Facebook ce l'ha con Mondi Immaginari?

Post estivo, di quelli che non scriverei se non facesse caldo.
Su questo blog ho cercato di lasciare il più a lungo possibile l'opzione di inserire un commento anonimamente. La sentenza antiblog di febbraio contro la Rando mi ha convinto definitivamente a rinunciarvi. Prima di allora gli spammer ne hanno approfittato inserendo link ai prodotti o alle pagine web che volevano pubblicizzare. Motivo per cui la mia pagina è risultata "sospetta" su qualche motore di ricerca, ma la cosa adesso è rientrata. Quasi in tutti i casi.

Vorrei sapere come mai, quando annuncio un mio post su Facebook, devo inserire il "captcha," la parolina di verifica, per farmi accettare il post, con l'avvertimento che sto facendo un'operazione cattivella. Vorrei anche sapere come mai tutti quelli che cliccano il link sul mio messaggio vedono comparire una scritta che annuncia che il mio sito è pericoloso: hanno la possibilità di ignorare l'avviso e procedere, oppure di annullare l'indirizzamento al link e rinunciare a visitare questo blog.
Campo lo stesso, anche se questo mi toglie delle visite, vorrei però capire come ragionano quelli di feisbuc.

Ai primi tempi, quando ero costretto a inserire il "captcha," compariva una scritta, un link che potevo cliccare: pensi che questo avviso sia inappropriato? o qualcosa del genere. Ho ripetutamente approfittato di questa possibilità, specificando che di solito inserisco messaggi all'interno di gruppi, che solo poche decine di persone li vedranno. Faccio notare che non c'è alcuno spam su questo blog, non c'è nemmeno la pubblicità. Chiedo di verificare e di togliermi quel tormento.

Dopo un po' di tempo qualcuno ha visionato i miei messaggi, evidentemente, perché ho notato un piccolo cambiamento. Quel qualcuno ha preso una decisione: adesso quando sono costretto a inserire il "captcha" non ho nemmeno più la possibilità di protestare! Ma dico, sono andati veramente a vedere questa pagina e hanno deciso che è pericolosa? O semplicemente si sono stancati del fatto che protestassi e hanno deciso di togliermene la possibilità?

Due conclusioni: la prima è che sono odiose tutte queste grandi compagnie che non ti permettono mai di esprimere le tue ragioni e di parlare con una persona che ti dia retta, fermo restando che anche quando puoi farlo è facile che se ne freghinodelle tue ragioni.
La seconda è che Facebook dovrebbe pagare di più i suoi dipendenti italici, forse. Così com'è, sono evidentemente demotivati e prendono decisioni stupide.


venerdì 26 luglio 2013

Moon

Moon è un film di fantascienza di cui non sapevo niente fino a che non è stata fatta notare la somiglianza con Oblivion, il colossal con Tom Cruise. I due film hanno una tematica di base in comune, anche se sono molto differenti praticamente per tutti gli altri aspetti: Oblivion si nutre di grandi scenari, spazi immensi e vuoti, macchine complesse e stilisticamente impeccabili, mentre qui siamo in una base mineraria piuttosto claustrofobica, che ospita un solo uomo, Sam Bell (interpretato da Sam Rockwell, che mi sento di ricordare per una grande interpretazione in Confessioni di una Mente Pericolosa e per La Guida Galattica per gli Autostoppisti, oltre a un sacco di altra roba).


lunedì 22 luglio 2013

Che fine ha fatto Tanith Lee?

Scrittrice capace di creare magia con le parole, di suscitare a poco a poco grandi suggestioni, di infondere sempre (o quasi) una fortissima passione nelle sue storie, eppure poco tradotta in italiano e, a quanto ho letto facendo una perlustrazione in rete, ormai in declino anche nella sua Inghilterra.
Parlo di Tanith Lee. Conosco quello che ha scritto? Vergognosamente poco. Nel giugno del 2007, agli albori di questo blog avevo parlato de La Pietra di Sangue (titolo originale: Sabella), un libro che parla di una tormentata ragazza con un potere molto strano e un'identità da scoprire e comprendere.



martedì 16 luglio 2013

Storie di Copyright

Oggi, qualche storia interessante sul diritto d'autore e i rischi che comporta. Partiamo da Avatar, il visionario film di James Cameron. Visionario s'intenda solo per tecnologie usate ed uso degli effetti speciali, ovviamente. Le ispirazioni per questo film sono state tratte evidentemente da diversi lavori di fantascienza, creando un mondo coerente e originale e una storia semplicissima ma adatto alle necessità dei produttori; qualcuno però non l'ha vista così e ha fatto causa o si è lamentato.

Kelly Van ha affermato che la trama (capirai!) sarebbe stata copiata o pesantemente ispirata a un suo romanzo. Romanzo che però la scrittrice non ha pubblicato, a quanto pare. James Cameron avrebbe rubato le idee, ma come? Magari da un manoscritto inviato a qualche casa editrice nella speranza di una pubblicazione? C'è poca sostanza secondo me.

In maniera un po' più credibile un altro autore, Gerald Morawski, ha affermato che Cameron si sarebbe servito dei concetti presenti in un manoscritto che il regista avrebbe visionato, stavolta, sul serio (quindi già un passo avanti rispetto alla contestazione precedente).

giovedì 11 luglio 2013

Pacific Rim

Un film che ho aspettato con impazienza perché m'interessa molto il regista, Guillermo del Toro. In verità, senza volergli togliere nulla dei suoi meriti, qui Guillermo del Toro non ha messo la cupa inventiva e il senso di malvagio e di minaccia che ricordavo nel Labirinto del Fauno: Pacific Rim (prodotto dalla Warner Bros) è un film completamente diverso, un film dove la spettacolarità è la spina dorsale dell'intrattenimento, e l'intrattenimento è lo scopo di tutto quanto. La Warner Bros avrebbe avuto un risultato migliore con un altro regista? Non saprei. Come filmone in stile "americanata" Pacific Rim non è riuscito magari al 100% però a mio parere tanto meglio così.

La trama non è particolarmente complessa: un bel giorno si apre una faglia, una breccia, nel fondo dell'Oceano Pacifico (Pacific Rim, appunto) e ne sbucano fuori delle bestiacce schifose chiamate Kaiju. A contrastarle sono chiamati dei robottoni chiamati Jaeger. Anzi, non robottoni, chiamamoli mecha, che ormai hanno raggiunto la loro dignità. Gli Jaeger inizialmente hanno la meglio anche se i loro eroici piloti a volte sono vittime del conflitto (nel film sweguiamo le imprese di uno di loro, Raleigh Becket, interpretato da Charlie Hunnam).