domenica 19 ottobre 2008

Scrittura creativa: boom dei corsi


Mi sono già pronunciato in merito: li trovo molto stimolanti e utili. E non creano paraocchi: danno gli strumenti di base.
Non mi ero accorto però che così tanta gente li stesse frequentando. Come dice questo articolo apparso oggi sulla versione online del Corriere.
Corsi da pochi soldi, corsi da molte migliaia di euro (oddio, ne varrà la pena?), corsi per giovani in cerca di una professionalità specifica, corsi per tutte le età.

I corsi di scrittura creativa ovviamente non possono fare una cosa impossibile: creare il talento dove non c'è (o non ce n'è abbastanza).
C'è chi lo ha e chi no, pertanto uno strumento che può aiutare a svilupparlo è utile se in primo luogo esiste la risorsa da sviluppare.

Questo è il vero limite dei corsi di scrittura creativa.

5 commenti:

emmeesse ha detto...

Come i corsi di canto o di disegno.
Ovviamente se sei stonato il corso di canto non ti insegna a essere intonato.
Ovviamente se non sai disegnare il corso di disegno non ti insegna a disegnare.
Ma tutti sappiamo scrivere. Sappiamo tracciare con penna o tastiera i nostri pensieri, la nostra lista della spesa, le nostre stucchevoli smancerie amorose.
Ma per scrivere un romanzo ci si inventa il corso di scrittura (Hei, io so scrivere) CREATIVA (Ahhh... Creativa, allora e' diverso)
Come se si dovesse inventare il corso di "canto creativo" per insegnare l'ABC del canto.
La creativita' o c'e' o non c'e'. Concordo.
Il problema e' che molti sedicenti scrittori non hanno le basi minime della lingua italiana.
Un po' come se i cantanti non conoscessero le note...

Bruno ha detto...

Oddio, io la grammatica credo di conoscerla un minimo, ma ti assicuro che di gente che la conosce davvero al 100 % ce n'è abbastanza poca, e temo di non essere fra questi.
Quanto al creativa... siamo sempre lì. Ti si può insegnare a sviluppare meglio la creatività. Se ce l'hai.

LucaCP ha detto...

Totalmente d'accordo. Un corso di scrittura insegna i formalismi, affina lo stile, ma di rado crea talenti. Per il semplice fatto che l'inventiva o c'è o non c'è. Abbastanza semplice ^^'

Mirtillangela ha detto...

Son d'accordo con voi, il talento non si crea, al più si modella se c'è di base.
Però, volendo guardare la cosa da un altro punto di vista, è vero anche che a volte una cattiva forma riesce ad inficiare anche una sostanza discreta.

Il vero guaio è che, iscrivendosi a certi corsi, bisognerebbe avere l'umiltà di capire che non se ne uscirà _necessariamente_ novelli Umberto Eco ma, al più, scrittori
versatili in grado di usare registri diversi in modo innovativo. A me pare che, invece, la tendenda sia al voler fare corsi per, chissà, sfondare nell'editoria
di massa.

Idea mia e basata solo su mere osservazioni!

Bruno ha detto...

Beh, io ne ho visti due di questi corsi. Nessuno dei due incoraggiava uno stile puramente commerciale anche se, ovviamente, quello che ti dicono è adatto per il principiante (uno stile con maggiore personalità te lo devi creare da solo).
Quanto alla questione dello sfondare, il primo corso che ho frequentato (comune di Milano) non ne parlava. Il secondo (Delos Books) era molto impostato su quello che il mercato e le case editrici vogliono. Però l'effetto non è stato quello di convincere tutti i partecipanti a sfondare nell'editoria. Piuttosto è stata una doccia di realismo che ha convinto addirittura qualcuno a lasciare perdere.
Non posso che ripetermi: li ho trovati utili.