Vi capita mai di ritrovare un DVD incellofanato in casa, roba che indubbiamente avete comprato voi, ma che non ricordate di aver comprato, né il perché dell'acquisto? Be', io mi sono ritrovato in casa questo film australiano del 2007, Gabriel, che in italiano è stato tradotto come Gabriel, La Furia degli Angeli. Titolo penosissimo, anche se gli angeli c'entrano, come ho constatato guardandomi il film. Premetto che le storie di angeli e demoni mi acchiappano abbastanza poco perché i miei gusti nel fantasy non includono la presenza della chiesa o della religione, cristiana o meno, salvo che sia proprio necessaria alla storia. Qui la religione è invece al centro della storia, perché la trama è ambientata in purgatorio, e la sfida è tra angeli e demoni.
Il purgatorio di Gabriel sembra un po' una città malfamata, con le sue periferie, i suoi locali e i suoi bordelli. È diventata così perché gli angeli caduti, ovvero i demoni, hanno a quanto pare vinto la sfida contro gli angeli inviati a lottare per il controllo del purgatorio: la tenzone prevedeva sette campioni per parte, che avrebbero dovuto entrare nella lotta in periodi diversi.
Gabriel, il protagonista, è l'ultimo degli angeli e, a quanto pare, arriva a cose fatte, perché la città è piombata in una oscurità quasi totale, a segnare la vittoria dei cattivi. E gli altri sei angeli? Inizialmente introvabili.
venerdì 10 luglio 2020
lunedì 6 luglio 2020
Perfection
Ci ho messo una vita a decidermi, ma alla fine mi sono letto Perfection, storia fantascientifica di Germano Hell Greco, ambientata in un futuro che sta galoppando verso la catastrofe.
Diciamo che il mondo in questa ambientazione è praticamente già fregato... o meglio, lo è l'umanità. Nel mondo di Perfection una malattia uccide le donne: poche escono vive dall'adolescenza. E praticamente non ci sono più bambini, l'umanità potrebbe essere alla fine se non arriva un rimedio. Il mondo è inquinato, velenoso, marcio. Gli uomini sono ridotti a convivere con automi, che sembrano donne ma hanno delle reazioni programmate, prevedibili, non sono delle vere compagne. Questa esistenza alienata sembra un qualcosa cui sono riusciti a fare l'abitudine. Sono in attesa che le grandi corporazioni ritirino tutti i vecchi modelli di donna (cibernetica) e li sostituiscano con il prossimo tipo.
Diciamo che il mondo in questa ambientazione è praticamente già fregato... o meglio, lo è l'umanità. Nel mondo di Perfection una malattia uccide le donne: poche escono vive dall'adolescenza. E praticamente non ci sono più bambini, l'umanità potrebbe essere alla fine se non arriva un rimedio. Il mondo è inquinato, velenoso, marcio. Gli uomini sono ridotti a convivere con automi, che sembrano donne ma hanno delle reazioni programmate, prevedibili, non sono delle vere compagne. Questa esistenza alienata sembra un qualcosa cui sono riusciti a fare l'abitudine. Sono in attesa che le grandi corporazioni ritirino tutti i vecchi modelli di donna (cibernetica) e li sostituiscano con il prossimo tipo.
martedì 30 giugno 2020
Il reboot di UFO
Una serie rimasta mitica, di cui ogni tanto si sente parlare per l'ennesimo tentativo di resurrezione, è UFO, leggendaria produzione di Gerry e Sylvia Anderson del 1970. Della serie mi sono già occupato in un post del lontano 2008 e non starò a dilungarmi oltre, anche perché presumo che questo post di oggi possa interessare soltanto chi conosca già l'argomento.
A mio parere è improbabile che UFO goda di una vera risurrezione, nel senso di ricomparire in una forma riconoscibile per quelli che hanno amato la serie di una quarantina o cinquantina (!) di anni fa. Il fatto che la nostalgia sia forte (per qualche motivo particolarmente forte in Italia) non significa che si possa riesumare la serie solo per quelli che all'epoca erano bambini.
E riguardo a questo fatto, bisogna anche chiedersi: cosa c'è di veramente valido, e cosa è rimasto eccezionale nella memoria solo perché visto con gli occhi dell'infanzia? Certo, perché la serie UFO forse potrebbe ancora avere qualche effetto speciale che si difende, ma è parecchio infantile o completamente superata per altri aspetti. In una conversazione che ho avuto anni fa con la moglie di un amico, diversi anni più giovane di me, lei mi ha detto che aveva visto un episodio o due e valutava UFO un vero schifo. Che non poteva sopportare le soluzioni da poveracci negli effetti speciali, come l'ufo fatto con una tazzina da caffè rovesciata, eccetera. Ci sono rimasto molto male, perché ai miei occhi la serie è (quasi sempre) ancora bella. Ed ero certo che le astronavi degli alieni fossero qualcosa di fatto così bene da resistere nel tempo.
Chiediamoci innanzitutto, quindi, a livello di idee cosa potrebbe essere valido oggi di quella serie, tanto da meritare un "reboot."
A mio parere è improbabile che UFO goda di una vera risurrezione, nel senso di ricomparire in una forma riconoscibile per quelli che hanno amato la serie di una quarantina o cinquantina (!) di anni fa. Il fatto che la nostalgia sia forte (per qualche motivo particolarmente forte in Italia) non significa che si possa riesumare la serie solo per quelli che all'epoca erano bambini.
E riguardo a questo fatto, bisogna anche chiedersi: cosa c'è di veramente valido, e cosa è rimasto eccezionale nella memoria solo perché visto con gli occhi dell'infanzia? Certo, perché la serie UFO forse potrebbe ancora avere qualche effetto speciale che si difende, ma è parecchio infantile o completamente superata per altri aspetti. In una conversazione che ho avuto anni fa con la moglie di un amico, diversi anni più giovane di me, lei mi ha detto che aveva visto un episodio o due e valutava UFO un vero schifo. Che non poteva sopportare le soluzioni da poveracci negli effetti speciali, come l'ufo fatto con una tazzina da caffè rovesciata, eccetera. Ci sono rimasto molto male, perché ai miei occhi la serie è (quasi sempre) ancora bella. Ed ero certo che le astronavi degli alieni fossero qualcosa di fatto così bene da resistere nel tempo.
Chiediamoci innanzitutto, quindi, a livello di idee cosa potrebbe essere valido oggi di quella serie, tanto da meritare un "reboot."
martedì 23 giugno 2020
Tanith Lee, perché non la pubblicavano più
Mi sembra giusto dedicare qualche riga al blog (in inglese) di Zombie Salmon (https://zombiesalmonthehorrorcontinues.wordpress.com/) dove ho trovato un articolo riguardante Tanith Lee. La compianta autrice britannica era finita nel dimenticatoio già qualche anno prima della sua morte (avvenuta nel 2015), e non sembrava essere al cento per cento sicura del motivo: ho dedicato un articolo a questa situazione, in un periodo in cui l'horror era dominato dai vampiri sberluccicanti in stile romanzo rosa.
Zombie Salmon parla della "scomparsa" di Tanith Lee in due articoli del 2019 dove si fanno delle ipotesi sul perché la scrittrice sia finita in qualche misteriosa lista nera. Tra queste ipotesi, quella che il suo lavoro fosse così infuso di sessualità da imporre di metterla in un angolo. Sarà vero?
Zombie Salmon parla della "scomparsa" di Tanith Lee in due articoli del 2019 dove si fanno delle ipotesi sul perché la scrittrice sia finita in qualche misteriosa lista nera. Tra queste ipotesi, quella che il suo lavoro fosse così infuso di sessualità da imporre di metterla in un angolo. Sarà vero?
venerdì 19 giugno 2020
Due cose tremende
Tra le tante opportunità che si possono cogliere in streaming ho rimediato due film che sono delle assolute follie. Il primo è una produzione relativamente costosa e fa assolutamente schifo, il secondo è molto più gradevole per quanto si tratti di un film molto più povero.
martedì 16 giugno 2020
Il Grande Gatsby
Facciamo un salto fuori dal fantastico per leggerci un classico... Dopo l'esperienza spiacevole con Il Giovane Holden, ho deciso di insistere. Ho letto in lingua originale The Great Gatsby. L'autore, Scott Fitzgerald, è uno dei grandi autori statunitensi della prima metà del Novecento: Il Grande Gatsby è il suo più grande successo (purtroppo Fitzgerald pochi anni dopo passò di moda, a causa della grande crisi economica, e si rovinò con l'alcool). Nel libro abbiamo come tema principale l'ambizione di un eroe romantico. Sullo sfondo, troviamo sia l'esaltazione del lusso sfrenato negli Stati Uniti degli anni '20, sia una severa critica morale di quegli anni. Dico subito che mi è piaciuto. È solo un romanzone popolare, forse, ma per me ha qualcosa di valido a livello artistico.
Parliamo della trama. Quasi certamente la conoscete già, ma se non è così, e se non volete rovinarvi la sorpresa, andate a... leggere il libro.
Gatsby è un eroe romantico, l'ultimo del suo stampo, forse. Il narratore del libro, Nick, se lo ritrova come vicino di casa: lui vive in una piccola dimora a Long Island e cerca di cavarsela nel mondo della finanza a New York, Gatsby possiede una villa maestosa ed è un personaggio ricchissimo, dal passato sconosciuto e chiacchierato. Quasi di continuo, nella sontuosa dimora di Gatsby, ci sono delle feste grandiose, paragonate dall'autore alla sfarzosità ostentata di Trimalcione, personaggio inventato da uno scrittore classico, Petronio Arbitro: Trimalcione è il capostipite di tutti i cafoni arricchiti del mondo. E anche Gatsby viene visto da parecchi dei suoi ospiti in questa luce.
Alle feste comunque ci va mezza città, quelli che sono ricchi e importanti e quelli che desiderano diventarlo. Nick osserva tutto questo da casa propria, ma un giorno viene invitato a partecipare (ed è uno dei pochissimi o forse l'unico, a ricevere un invito... visto che gli altri si imbucano alle feste di Gatsby senza formalità).
L'ultimo "Grande Gatsby" del cinema è interpretato da Leonardo di Caprio
Parliamo della trama. Quasi certamente la conoscete già, ma se non è così, e se non volete rovinarvi la sorpresa, andate a... leggere il libro.
Gatsby è un eroe romantico, l'ultimo del suo stampo, forse. Il narratore del libro, Nick, se lo ritrova come vicino di casa: lui vive in una piccola dimora a Long Island e cerca di cavarsela nel mondo della finanza a New York, Gatsby possiede una villa maestosa ed è un personaggio ricchissimo, dal passato sconosciuto e chiacchierato. Quasi di continuo, nella sontuosa dimora di Gatsby, ci sono delle feste grandiose, paragonate dall'autore alla sfarzosità ostentata di Trimalcione, personaggio inventato da uno scrittore classico, Petronio Arbitro: Trimalcione è il capostipite di tutti i cafoni arricchiti del mondo. E anche Gatsby viene visto da parecchi dei suoi ospiti in questa luce.
Alle feste comunque ci va mezza città, quelli che sono ricchi e importanti e quelli che desiderano diventarlo. Nick osserva tutto questo da casa propria, ma un giorno viene invitato a partecipare (ed è uno dei pochissimi o forse l'unico, a ricevere un invito... visto che gli altri si imbucano alle feste di Gatsby senza formalità).
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