Una serie TV che offre divertimento assicurato (be', ovviamente è sempre questione di gusti) e che ha avuto per quanto mi riguarda soltanto il difetto di finire troppo presto. È Good Omens ed è disponibile su Amazon Prime.
Prodotta su sceneggiatura di Neil Gaiman, basata sul libro scritto a fine anni '80 dallo stesso Gaiman in collaborazione con il compianto Terry Pratchett, Good Omens è una coproduzione USA-UK (tra i soggetti coinvolti ci sono Amazon e la BBC, e lo stesso Gaiman).
mercoledì 22 aprile 2020
venerdì 17 aprile 2020
Covid-19 e dilettanti allo sbaraglio
Ricordo che un po' di mesi fa, quando il Covid-19 (Coronavirus) era solo un'oscura notizia proveniente dalla Cina, mi ero soffermato a parlarne un paio di volte con il portiere del mio stabile. Né lui né io eravamo esperti di alcunché, riguardo alla medicina, ma giungemmo alla conclusione che, inevitabilmente, data l'evidente facilità di contagio, ci saremmo trovati coinvolti in questa epidemia, salvo misure d'emergenza che erano molto difficili da attuare. E che non sono state attuate, non in tempo utile. In effetti, in Italia si è sottovalutato il rischio in maniera malaccorta, forse criminale, anche se, pare, il virus era arrivato molto prima di qualsiasi misura attuabile, prima della scoperta dei primi pazienti infetti.
martedì 14 aprile 2020
Il Buco
Film spagnolo proposto da Netflix, una specie di metafora della società e delle sue ingiustizie condita di stranezze, di schifezze e di qualche disquisizione filosofica, Il Buco ha fatto parlare abbastanza di sé. Internet pullula di pagine e video dove si cercano o si offrono le spiegazioni. Perché quello che avviene al protagonista Goreng (Ivàn Massagué) e ai suoi compagni di sventura è abbastanza ovvio, ma tutto ciò che lo circonda in effetti piuttosto oscuro.
Si tratta di un film di fantascienza, se non altro per la piattaforma lievitante che porta il cibo ai prigionieri. È anche una distopia, forse, per le cose terribili che succedono. Si tratta anche di un film abbastanza ripugnante per le molte scene scabrose di violenza e pura schifezza che ci offre (è vietato ai minori di 18 anni).
Si tratta di un film di fantascienza, se non altro per la piattaforma lievitante che porta il cibo ai prigionieri. È anche una distopia, forse, per le cose terribili che succedono. Si tratta anche di un film abbastanza ripugnante per le molte scene scabrose di violenza e pura schifezza che ci offre (è vietato ai minori di 18 anni).
mercoledì 8 aprile 2020
Spade tra i Ghiacci
Un libro che usciva nel 1977 in inglese, in italiano nel 1979, quando io iniziavo il Liceo e l'autore, Fritz Leiber, viaggiava verso i 70 anni (di lui ho parlato parecchio tempo fa, in questo post). Spade tra i Ghiacci è una raccolta di racconti imperniati sulle vicende dei due eroi fantasy di Leiber, Fafhrd e il Gray Mouser.
Ho riletto questa raccolta di racconti, pensando inizialmente di leggerla per la prima volta, immaginando di averla tenuta lì per anni senza mai godermela, salvo poi accorgermi che già conoscevo qualcosa della storia, mi tornavano alla mente dei dettagli e via dicendo. Può capitare, quando non sei più giovanissimo e un certo libro lo hai letto tanti anni fa.
Devo dire che Spade tra i Ghiacci, praticamente l'ultima storia dei due personaggi cantati da Leiber (salvo l'ultimissimo libro, che è piuttosto strano), non è il meglio che potesse uscire dalla penna dell'autore. Lo stile è sempre una meraviglia, ironico e umoristico, a volte improvvisamente profondo. Le storie non mi sembrano altrettanto ispirate.
Ho riletto questa raccolta di racconti, pensando inizialmente di leggerla per la prima volta, immaginando di averla tenuta lì per anni senza mai godermela, salvo poi accorgermi che già conoscevo qualcosa della storia, mi tornavano alla mente dei dettagli e via dicendo. Può capitare, quando non sei più giovanissimo e un certo libro lo hai letto tanti anni fa.
Devo dire che Spade tra i Ghiacci, praticamente l'ultima storia dei due personaggi cantati da Leiber (salvo l'ultimissimo libro, che è piuttosto strano), non è il meglio che potesse uscire dalla penna dell'autore. Lo stile è sempre una meraviglia, ironico e umoristico, a volte improvvisamente profondo. Le storie non mi sembrano altrettanto ispirate.
mercoledì 1 aprile 2020
1917
Non trovai l'occasione giusta per vedere questo film al cinema, forse l'avrei trovata se avessi saputo che erano le ultime settimane prima della pandemia del virus Covid-19. Ero desideroso di vedere 1917 per il semplice fatto che i film di guerra mi piacciono (anche se dopo gli anni della giovinezza questa mia preferenza ha cominciato ad andare in declino, proprio mentre, mannaggia, cominciavano a uscirne di più). 1917 fu accompagnato da quel tormentone sul fatto che fosse tutto in un'unica ripresa (piano sequenza), oppure secondo altri no, non era proprio vero, ma comunque è una grande impresa mai vista, oppure per altri ancora è una cosetta qualsiasi.
Ora che il film l'ho visto, lascio completamente la controversia in mano a coloro che ne sanno o pensano di saperne, perché non mi interessa. Comunque sia stato realizzato, il film ha, dalla sua parte, certamente il fatto di essere dinamico. Lo spettatore è quasi continuamente coinvolto nell'azione, sebbene non manchino momenti noiosi e certi particolari che m'hanno fatto cascare le braccia.
Ora che il film l'ho visto, lascio completamente la controversia in mano a coloro che ne sanno o pensano di saperne, perché non mi interessa. Comunque sia stato realizzato, il film ha, dalla sua parte, certamente il fatto di essere dinamico. Lo spettatore è quasi continuamente coinvolto nell'azione, sebbene non manchino momenti noiosi e certi particolari che m'hanno fatto cascare le braccia.
venerdì 27 marzo 2020
Pandemia, come è e come è stata raccontata
Uno dei tanti insegnamenti che questo spaventoso evento ci lascerà (sperando di dirgli addio il più presto possibile) è che ora sappiamo cosa si prova dovendo affrontare una pericolosa epidemia. Se domani avremo ancora voglia di leggere di apocalisse zombie o di pandemie, e di vederle sullo schermo, la gente avrà una pietra di paragone. Io, provando a indovinare, credo che se ne parlerà e scriverà parecchio.
Esisterà, certo, un momento in cui si vorrà lasciarsi questo disastro alle spalle, tornare alla vita di prima e alla spensieratezza, quando potremo dire che il virus sarà definitivamente sconfitto. Inevitabilmente, presto o tardi, se ne parlerà, si racconterà qualcuna delle tante dolorose storie. Storie personali, intime, ma anche storie corali. Storie di politicanti che hanno fallito, storie di eroi in camice bianco, storie di sistemi sociali sbagliati di cui avremo assaporato le terribili conseguenze. Chissà.
Continuerà ad avere successo la narrativa apocalittica? Forse vivremo a lungo ancora con le catastrofi immaginarie così come abbiamo vissuto con quella reale.
Ma da nessuna parte ho visto rappresentata la sensazione che stiamo provando dopo diversi giorni di quarantena. La sorda ansia, la minaccia di un nemico invisibile, la tua mortalità che ti tiene per mano, quei pensieri tristissimi, intrisi di preoccupazioni e paure, che sono te quando ti svegli la mattina e ti accompagnano per tutto il giorno, come la depressione. E non finisce, va avanti giorno dopo giorno, per tutta la durata dell'epidemia. Non sappiamo se siamo all'inizio o se siamo a metà strada. Sappiamo che se va male c'è da morire, forse malissimo. Comincia a darvi alla testa? Io mi sento a disagio, non lo posso negare.
Esisterà, certo, un momento in cui si vorrà lasciarsi questo disastro alle spalle, tornare alla vita di prima e alla spensieratezza, quando potremo dire che il virus sarà definitivamente sconfitto. Inevitabilmente, presto o tardi, se ne parlerà, si racconterà qualcuna delle tante dolorose storie. Storie personali, intime, ma anche storie corali. Storie di politicanti che hanno fallito, storie di eroi in camice bianco, storie di sistemi sociali sbagliati di cui avremo assaporato le terribili conseguenze. Chissà.
Continuerà ad avere successo la narrativa apocalittica? Forse vivremo a lungo ancora con le catastrofi immaginarie così come abbiamo vissuto con quella reale.
Ma da nessuna parte ho visto rappresentata la sensazione che stiamo provando dopo diversi giorni di quarantena. La sorda ansia, la minaccia di un nemico invisibile, la tua mortalità che ti tiene per mano, quei pensieri tristissimi, intrisi di preoccupazioni e paure, che sono te quando ti svegli la mattina e ti accompagnano per tutto il giorno, come la depressione. E non finisce, va avanti giorno dopo giorno, per tutta la durata dell'epidemia. Non sappiamo se siamo all'inizio o se siamo a metà strada. Sappiamo che se va male c'è da morire, forse malissimo. Comincia a darvi alla testa? Io mi sento a disagio, non lo posso negare.
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